Talk show a targhe alterne, perché no?
(Sì, molto politicamente scorretto, ma così mi viene di parlarne). Sarà ingenua, impraticabile, raffazzonata, morirà in 24 ore e nessuno se ne ricorderà più, ma la proposta di “alternanza bipartisan settimanale” per i talk show in tv non mi sembra totalmente infondata. Il tema è: esiste o no uno squilibrio negli approfondimenti politici della Rai? Floris, Santoro, Annunziata, Mannoni, Vianello (e direi Fazio e Dandini): non c’è dubbio che simpatizzino per il centrosinistra. E lo danno a vedere, nelle loro trasmissioni; come, dall’altra parte, accade con Paragone, Vespa, La Rosa. Normale, dato che viviamo in Italia, non altrove. Vespa disse all’epoca “il mio editore è la Dc” e oggi il suo dante causa è Berlusconi, Santoro è tenuto lì dalla magistratura, e così proseguendo. Ad ognuno il suo padrino politico, e – di conseguenza – le tesi da sostenere, spesso in spregio alla logica e al buonsenso.
Io non li vedo questi talk, perché sono sempre pallosamente prevedibili. Si conoscono in anticipo domande e risposte, si sa quando si scatenerà la rissa, quando scatteranno gli applausi, quale sarà il tono dell’inchiesta; si sa anche quando sta per arrivare il momento dell’ilarità e di corriva complicità dell’intero salotto. In realtà hanno successo proprio per questo, gli spazi televisivi dedicati alla politica. Sono tranquillizzanti. Confermano i tifosi nelle loro credenze: Berlusconi delinquente o martire, la sinistra riserva morale o inaffidabile. Come scorrendo il più banale dei manuali di sceneggiatura, i conduttori mettono in scena il buono e il cattivo, il conflitto che si risolve ma ne apre di più grandi, non manca mai il moderno deus ex machina nella veste del sondaggista, del ricercatore, dell’economista, e poi arriva lo scontato happy ending che scalda i cuori degli aficionados. Sarebbe spiazzante, per i telespettatori al cloroformio oltre che per l’Auditel, rompere questo meccanismo. Ma forse un po’ più divertente.


Quale Mexico,Torquemada?
Quello dei blancos, colorados, huertisti e maderisti?
per certi aspetti le do ragione.
Chi vince taglia la gola all’altro e tutti insieme all’osteria a cantare “viva la revolucion”, fino a quando “gli altri” non ci taglieranno la gola.
Si, l’esempio della DDR mi rendo conto sia troppo civile.
In fin dei conti i discepoli di Ulbricht si limitavano ad origliare, ingabbiare qualcuno, ammazzare chi tentava di scavalcare il muro.
Robetta, in confronto al Mexico, così romantico e rivoluzionario, da rendere passabili i vituperi e le stragi.
Veltroni non ha salvato la baracca.
Ci ha provato, compiendo un solo errore: imbarcare il virus Dipietrista.
Col 33,3 periodico, nei paesi civili la volta dopo si governa, se davvero si fa opposizione.
Veltroni è stato frantumato dagli stessi che hanno frantumato perfino l’idea di sinistra nel nostro paese e che, oggettivamente, “sostengono” Berlusconi.
Io non so da dove esca Ginogigetto: non vedo molto futuro e molta speranza in ciò che scrive, casomai la conferma che anche la DDR aveva una base di consenso.
Eppure lei mi pare non disavvezzo alla razionalità ed al ragionamento, tranne quando rifugge in altro per dimostrare la presunta malafede del prossimo.
Stia sul pezzo: è più utile al ragionamento e serve al dialogo, ancorchè difficoltoso.
Vada a spiegare ad un inglese o ad un tedesco, se ci riesce, lo “zoccolo duro” delle relazioni industriali italiane, l’erga omnes invece dell’inter partes!
Chi, nel nostro paese, ha tentato e sta tentando una narrazione diversa, o è morto ammazzato (Biagi, Bachelet) o è sotto minaccia (Ichino) e, naturalmente, trattato come il più infamone dei traditori.
Santoro, la vittima reintegrata dal magistrato, che tuona il giovedì sera contro il potere!
Vitruvio l’avrebbe definita “porzione aurea”, in quanto utile, da questi indizi, a capire il contesto generale.
Cosa ne esce?
Uno spaccato di DDR, nè più ne meno.
Fa audience?
Certamente, come Il grande Fratello, Chi l’ha visto, L’isola dei famosi quando piangono e si azzuffano, la riedizione di Giovannona coscialunga.
O una partita della Nazionale.
Domanda: dove va lo sponsor, qui o a Passepartout dove un grande Daverio ci spiega la nascita della prima società per azioni della storia, la compagnia del porto di Genova del 1300?
Mettere il silenziatore a Santoro è una gran trovata pubblicitaria, utile per gli strateghi del giochino Berlusconi-Antiberlusconi.
Può servire a Bersani, se ha voglia e fisico per scalare altri tetti.
Non serve nè all’informazione, nè all’Italia.
Tutto qui.
guardi axenos, con o senza icchese, le canzoni di apicella non fanno più danni della produzione scadentissima di certi gruppi jazz finanziati da anni dall’amministrazione sinistra di pomigliano d’arco. Lasci perdere… io sono l’esperta di musica: lei, come vedo, di zoccole e giornali porno.
Porca miseria, anche F. Abbate di Teledurruti ha abiurato la fede comunista. Abiuro anche io che mi frega, non sono mai stato comunista. Peccato non possa fare il nobile come Abbate, ma come dice il Marchese del Grillo io sono io e voi no siete un @azzo, ecco io sono il @azzo.
@ Roberto
1. il Mexico a cui mi riferivo non è quello romantico e rivoluzionario di “viva la revolucion”, è quello dei narcos, dei morti ammazzati per strada, della corruzione dilagante, della ricchezza sterminata di pochi che stride con la povertà dilagante della massa, ecco, l’Italia di oggi assomiglia sempre di più al Messico di oggi …
2. Veltroni si è frantumato da solo, non ha il fiato per reggere una corsa a tappe, già nel 2001 abbandonò di punto in bianco la segreteria dei DS lasciando a Folena il compito di gestire la campagna elettorale … per quanto riguarda l’idea di “sinistra” nel nostro paese, la faccenda è un po’ più complessa, Veltroni comunque NON è di “sinistra” ed è tra coloro che oggettivamente hanno sostenuto SB
3. ginoginetto è un ottimo elemento, è stato silente per molto tempo, vedo che ora interviene con maggior frequenza, evidentemente le sciocchezze che si leggono su TFP influenzano il moto rotatorio dei suoi zibidei …
4. ti ringrazio per considerarmi come ” non disavvezzo alla razionalità ed al ragionamento” ma ti sbagli se mi vedi come uno che “rifugge in altro per dimostrare la presunta malafede del prossimo”.
Salvo casi eclatanti, in genere non ho motivo per mettere in dubbio la buona fede dei miei interlocutori, semmai ne metto in dubbio le opinioni, soprattutto quando sono basate su una conoscenza approssimativa delle cose.
5. non credo che la narrazione di Ichino sia di “sinistra” ma questo vuol dire poco, non è in base alle etichette che si devono valutare le proposte concrete, la mia opinione è che le proposte di Ichino non siano valide, tutto qui,
6. Santoro non è “la vittima reintegrata dal magistrato”, è un giornalista non asservito che qualcuno a caso vuole zittire, in un’azienda normale di un paese normale sarebbe considerato come una testa calda ma comunque parte del patrimonio dell’azienda stessa …
Tutto qui
@ maurizio giorgio
Riguardo alla super-lista , non è colpa di ginoginetto se Lei conosce solo il nome di Picasso.
@ sophia colpiacca
Mi scusi, ma un’esperta di musica uno come Apicella non lo prende nemmeno in considerazione …
@Torq. qui ti volevo.
Apicella Mariano è figlio di apicella Antonio, tonino, cantante, che ha avuto successo negli anni settanta fra la gente del popolo di napoli solo un poco al disotto di Nino d’Angelo. Uno dei primi neomelodici, un piccolo fenomeno popolare,ovviamente autodidatta, compositore di canzonette, sentimentali e spiritose, che già all’epoca suscitarono interesse dei vari musicologi come Roberto de Simone e giornalisti esperti in musica come Vacalebre, due nomi che sicuramente possono entrare nella lista!
Il figlio, Mariano, ha una voce migliore ma non la stessa vena compositiva. Si..arrangia. In compenso è un profondo conoscitore del repertorio classico napoletano che riproponeva nei vari locali di napoli, perpetrando una tradizione musicale partenopea che, se permetti, è la colonna sonora del brend Italia. Una sera, mentre faceva il suo onesto mestiere nella sala ristorante dell’hotel vesuvio ha incontrato berlusconi. Da allora è un suo dipendente.
Una volta la sinistra avrebbe esaltato: il lavoro, il lavoro di recupero delle tradizioni, la correttezza dei rapporti di lavoro, l’assenza di raccomandazioni. Ora, invece, accecata da un odio e ad una mancanza di lucidità che prende menti anche molto preparate come quella tua ci sta portando a non valutare bene neanche un semplice musicista, addebbitandogli chissà quali colpe.
Per finire la metafora: un esperto è colui che sa valutare di fino.
Il grande lo sanno valutare in molti. Guai a chi si affida ad una lista per dare meriti.
Sembra sempre che Torquemada abbia la verita’ in tasca. Come il suo omonimo considera tutti marrani meritevoli del rogo.
E il giudizio su Veltroni e’ ingeneroso, sono sicura che se non fosse stato turlupinato da Di Pietro oggi avremmo un clima politico meno esasperato.
@ sophia colpiacca
Cara sophia, qui ti volevo … se tu avessi detto “io sono l’esperta di musica napoletana” non avrei avuto nulla da eccepire, in tutti i campi ci sono gli esperti che sanno valutare di fino cose particolarissime e di nicchia, ma se ti professi un’esperta di musica in senso generale, la faccenda assume un aspetto del tutto diverso perché in tal caso bisognerebbe avere un certo senso delle proporzioni …
P.S. La storia ci dice che il menestrello di corte tende a subire la stessa sorte del suo re.
@ peperina
Lo so, ho 100 mila processi e 2000 morti sulla coscienza, me lo ricordano sempre tutti quelli che non rispondono mai alle mie domande o che non trovano gli argomenti per controbattere le mie tesi. Vuol dire che cambierò nick, magari divento camomilla58 ma non per questo cambierò le mie idee.
Il tono perentorio di certe mie affermazioni e in generale il mio stile di scrittura non derivano dalla presunzione di avere la verità in tasca, derivano semplicemente dalla necessità di sottolineare quelli che ritengo essere gli snodi essenziali della questione dibattuta, non ho alcuna difficoltà a riconoscere i miei errori e i miei limiti a fronte di un’argomentazione serrata e convincente.
P.S. Il clima politico è esasperato perché il Presidente del Consiglio mente sapendo di mentire, mente su tutto, non solo su Ruby …
torq caro, sappi che gli esperti, per definizione, non lo sono mai di cose’ in generale’…
@ Torquemada
ma come si fa a definire il Messico e la sua situazione simile alla nostra ???
capisco il gusto per l’iperbole , ma le consiglierei vivamente di farci un salto se volessi esser sicuro di liberarmi di lei come commentatore …
tutti coloro che disprezzano il benessere italiano dovrebbero andare a vivere , non a fare i turisti ,in altri paesi , non necessariamente nel Burundi , per rendersi conto di che significa la poverta’ …. e di cosa vuol dire “vivere in america ” , quella vera pero’ , l’Italia ….
le consiglio la visione di un film appena uscito ” Un gelido inverno ” …
non solo a lei ,ovvio , ma a tutti i denigratori della realta’ italiana che tutto il mondo invidierebbe se conoscesse …
@ sophia colpiacca
Mi confermi dunque che sei un’esperta di musica napoletana ?
@ celtique
Se Lei ritiene che l’Italia sia un paese civile e che ci si possa accontentare di quello che passa il convento, è libero di pensarlo.
torq.hai bisogno che te lo confermi? Pensi che essere esperta di musica napoletana e non di musica jazz o classica sia un demerito, una riduzione? Stavamo parlando di apicella o di mozart?
Ma qual’è la discussione? Io parlavo del clima di antiberlusconismo ha bruciato tutta la famosa superiorità culturale della sinistra, che sta travolgendo tutti e tutto, che non fa distinzioni tra mantenute e onesti lavoratori, che non biasima giudici che ‘hanno un campo politico’,che non si avvede che tutti, ma proprio tutti fanno telefonate concussive e affittano o comprano case a disposizione del comune per due soldi?
E noi a parlare di apicella che non è un artista? Sai che risate si farebbero a leggerci, ‘sti mariuoli?
La cultura’ di sinistra’ che ricordavo, e di cui ho nostalgia, era quella che osservava con distacco e spirito scientifico la cosa, che guardava con rispetto e amore le tradizioni culturali, quella onesta.