La riforma della giustizia
e i muffin

Rendere credibile l’incredibile è un vecchio trucco dei poeti e dei grandi narratori. Qualche volta dei politici. Lo vedremo.

C’è chi in questo campo esprime un talento cristallino e chi ci prova con risultati alterni. E’ questo il mio caso quando mi trovo in cucina, dove è anche la credibilità a fare la differenza.

Ho sempre temuto la preparazione dei dolci. Ho con questi la confidenza di un diabetico: mi piacciono così e così, non so trattare le materie prime e non riesco a immaginare il sapore che voglio ricreare. Nonostante questo, ci ho provato; mi piacciono i muffin alla banana. Ho anche la teglia fatta apposta con tutte le formine…

Ho seguito pedissequamente la ricetta di tale Rossana. Eccola

200 g  di farina 00,  50 g di maizena, 2 banane mature, 150 g di zucchero di canna,

2 uova, 90 g di burro a temperatura ambiente, 150 ml di latte, 1 cucchiaino di lievito, mezzo di bicarbonato, un pizzico di sale, un cucchiaino di cannella, 10 ml di rum scuro.

Separare gli ingredienti liquidi dai solidi. Miscelare rapidamente tutto quanto, versare il composto ottenuto in stampi adatti per muffins e infornare a forno statico per 35 minuti a 160°.

Ora, non so se fosse sbagliata la ricetta in qualche sua parte, o se ne abbia sbagliato io l’esecuzione, fatto sta che sembrava di mangiare sampietrini con un vago sentore di banana. Decisamente non erano credibili come muffin.

Dicevamo sopra, rendere credibile l’incredibile. Giovedì il ministro Angelino Alfano riferirà in un consiglio dei Ministri straordinario sulla riforma della giustizia.

Se sia o no la priorità di questo Paese, lo stabiliranno gli anni a seguire. Limitiamoci a osservare la singolarità della situazione. Un premier impantanato in mille e mille processi che patrocina una riforma della giustizia che servirà “anche” a lui. Eppure ci sembra credibile. A molti, almeno.

E’ curioso come buona parte dei problemi di questo Paese si incarni nel presidente del Consiglio manco fosse un feticcio religioso, un guscio catalizzatore di tutte le sfighe: c’è una polemica sull’uso e soprattutto sulla fuga di intercettazioni: c’entra anche lui; una denuncia sulle assicurazioni che fanno cartello: c’entra anche lui; un problema con la Rai: c’entra anche lui; la riforma della giustizia: c’entra anche lui; un condono fiscale: c’entra anche lui… ma non mi vorrei dilungare.

E’ credibile una riforma della giustizia dalla quale  (mettiamoci anche un “forse”, potrebbe, nonsiamosicurimachissà…) Silvio Berlusconi può trarre forte vantaggio? Una riforma si deve fare, serve a tutti, lo sappiamo ormai. Ma non è che potremmo per caso sperare che se ne occupi qualcuno che non sia così direttamente coinvolto? O che almeno non lo appaia?

O altrimenti, non è che si potrebbe avere un’altra ricetta?