Il nuovo partito di Lombardo

Nel giorno dell’inizio della guerra del Mediterraneo Raffaele Lombardo prova a dare una scossa ai suoi, convocandoli all’Albergo dei Poveri di Palermo, per dare il “la” ad un nuovo partito. “Un partito radicato in tutto il Sud, con una leadership al di sopra della politica e che mai sarà alleato con il Pdl di Berlusconi”, afferma un Lombardo pimpante e sicuro del suo nuovo progetto. Questa è la notizia: Lombardo, dopo aver cincischiato per mesi, dice basta al Cav e al “finto partito di Miccichè nato con la benedizione del premier e di personaggi come Nicola Cosentino”. Così la bomba lombardiana cade anche su Napoli, e, per l’appunto, sul plenipotenziario campano Nicola Cosentino. Tant’è che un  fedelissimo del governatore siciliano avrebbe sussurrato a microfoni spenti che  Lombardo starebbe convincendo il ministro Carfagna, magari affidandole la guida del nuovo partito meridionale in Campania. Soltanto rumors, o ci sarà del vero? Chissà.

Allo stesso tempo “ci deve poi essere un’attenzione nei confronti del Terzo polo e dell’Udc. Dobbiamo occupare una spazio che eviti di consegnarci alla logica del centrodestra e del centrosinistra”. Anche se guarda con un certo interesse a quella fetta di Pd che in questi mesi l’ha sostenuto, senza mugugni e rancori. Ieri, uno degli attuali assessori riconducibile ai dem, parliamo di Mario Centorrino, era fra i presenti della kermesse lombardiana. E si sussurra che, qualora il risultato del referendum anti Lombardo, voluto da Enzo Bianco e altri, fosse un no al sostegno di “Arraffaele”, il Pd potrebbe spaccarsi, e consumarsi una forte migrazione verso il nuovo partito di Lombardo. Che non sappiamo ancora come si chiamerà, ma nel giro di 30 giorni lo sapremo. Lombardo ha lanciato un’iniziativa sul sito internet “lanaturalevoluzione.com”, all’interno del quale i supporters lombardiani potranno suggerire il nome e il leader di questa nuova avventura.

Forse facendo il tifo per se stesso, forse per un intellettuale, Lombardo sarebbe intenzionato a voltare definitivamente pagina, e a voltare le spalle a chi, come Salvatore Lomonte e Ferdinando Latteri, entrambi deputati nazionali, e non presenti all’appuntamento di ieri, cosa che dovrebbe già di per sé far riflettere, starebbe trattando con il Cav. Soltanto parole? Vai a saperlo…

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