Oltre il Pd
Vincenzo De Luca sarà candidato al Comune di Salerno con tre liste civiche più Sel e Socialisti: niente simbolo del Pd sulla scheda elettorale del capoluogo. La direzione provinciale vota all’unanimità dei presenti la relazione del segretario, Nicola Landolfi, e approva la proposta di una competizione che vedrà impegnato il Partito democratico ma senza etichette e formalismi. La linea è chiara: “si tratta di andare oltre l’elettorato del Pd, recuperare il voto moderato, non ideologico, quello di chi ha imparato ad apprezzare la coerenza tra programmi e realizzazioni”, in un Comune come quello di Salerno dove il Pdl – che governa Provincia, Regione e molte amministrazioni locali – porterà il livello dello scontro al massimo.
Obiettivo: vincere le elezioni, rafforzare e dare ampio respiro all’esperienza democratica, rappresentare un’alternativa credibile al centrodestra. Insomma provare a fare il pieno dei voti. Raccogliere più di quello che è e che può un Pd che soprattutto al Sud appare segnato da un’eredità negativa e da cattivi esempi. Più volte, infatti, il sindaco sceriffo ha evidenziato la necessità di un’autocritica, soprattutto sulla vicenda napoletana, coniando il termine “insaponatori” per sottolineare la propensione a non avere mai una posizione chiara, di coerenza che regga più di 24 ore. Lui, invece, quando decide va dritto come un treno.
Cinque anni fa le amministrative di Salerno diventano un caso nazionale: lo sceriffo si candida con due liste civiche contro una coalizione di centrosinistra al completo (ma senza simbolo dei Ds, perché congelato) e una di centrodestra. Vince lui al ballottaggio, riuscendo ad intercettare un voto bipartisan. Alle regionali impone la sua linea di cambiamento radicale, oltre i partiti. Riesce a superare la coalizione di 200.000 voti. Oggi si gioca una nuova partita. E forse quello che può sembrare ad alcuni, i più critici, un paradosso – nessun simbolo del Pd per rafforzare il Pd - rappresenta proprio la scelta giusta e un modello lungimirante.
Di questo se ne sono convinti anche i dirigenti nazionali e regionali, che, a differenza di cinque anni fa, approvano in silenzio la decisione. Pacatamente senza grossi slanci – non sia mai! Sanno bene che aprire una rappresaglia nel capoluogo salernitano significherebbe spaccare ancora di più il partito e rischiare che l’arcigno sindaco ripeta la corsa solitaria. Questa volta non ci saranno mediazioni nazionali né scontri aperti: il Pd non si può permettere di sparare su se stesso, di rischiare una sonora sconfitta, di aprire un altro caso e fare il bis in Campania. Se ne fanno una ragione anche gli eterni oppositori di De Luca, che in altri tempi avrebbero combattuto con tutti i mezzi per non far passare la linea, limitandosi, questa volta, all’uscita di scena e alla non partecipazione al voto della direzione. Ultimo passaggio formale: venerdì in direzione regionale, dove si attende una pacifica ratifica. Ma la campagna elettorale è già iniziata da un pezzo. Nelle piazze, tra la gente, in tv, su facebook. Si gioca per vincere. E non a perdere. Il Pd nazionale prenda esempio.


Lo avevo proposto pacatamente anche per Napoli, mi sembrava, così come mi sembra anche ora, la soluzione migliore. Chissà perchè, a Salerno sì ed a Napoli no….
il vero simbolo di de luca è il crescent, il mostro edilizio che si è ostinato a costruire sul lungomare di salerno
vincenzo de luca: il trionfo dell’arroganza dell’ignoranza della prepotenza
ma era l’unico che avrebbe potuto vincere le elezioni se Bersani non l’avesse scaricato
[...] l’articolo integrale su Polis Blog: Oltre il Pd Tags: comune, [...]
[...] Per approfondire consulta la fonte: Oltre il Pd [...]
mentre a salerno si uniscono le forze a napoli si dividono..
Travaglio, il giustiziere ,scrive che Vincenzo De Luca avrebbe detto :, per cui, sempre secondo il puro giornalista, la condanna di primo grado l’ha avuta. Sentenza emessa il 25 giugno 2004 dal giudice Emiliana Ascoli : 4 mesi di reclusione+12 mila euro di ammenda per avere violato le norme igienico-sanitarie del decreto Ronchi.Inoltre – è sempre Travaglio che denuncia- rinviato a giudizio per 2 volte: associazione per delinquere, concussione, truffa e falso.Mai aprire gli armadi, perchè non si sa mai. I detective di spicco, quelli come Travaglio, quelli con il dito sempre puntato verso gli altri,hanno sempre delle sorprese in serbo.C’est la vie!
Io sono garantista verso tutti, quindi fino a quando non si arriverà ad una sentenza definitiva ( per quanto riguarda i 2 rinvii a giudizio ) per me rimane innocente.
Manca al mio commento ciò che avrebbe detto De Luca e cioè
Mi sorge un dubbio. E’ Lei, moderatore, che ha tagliato?
Ok, moderatore ho capito l’antifona. Non si deve dire ciò che Travaglio, sul Fatto Quotidiano, ebbe a scrivere.
Doris, questo e’ l’unico blog senza nessuna censura…. Infatti ci sono degli anticomunisti
@ Esule,
la frase è stata censurata,glielo garantisco. Il moderatore avrà avuto delle buone ragioni, per cui mi adeguo.Per forza!
Doris, si fidi, forse no ha inviato la frase, ma qui scrive axenos, chi non lo censurerebbe..
@ Esule,
non sono più di primo pelo, come si suole definire la persona un po’ anzianotta, ma mi creda, non sono ancora rimbambita, grazie al cielo.
doris: se il commento è tra le vigolette certe volte succede. prova a rimandarlo.
@ Sophia,
no, nessun virgolettato ma un verbo usato al condizionale. Comunque ho ricuperato il blog.
htt://blog.libero.it/joiyce/8474341.html
Comunismo = maschera egualitaria + fascismo
L´egualitarismo non si é mai realizzato in nessun regime comunista, é stato solo un inganno degli apparati dirigenti del partito per sottomettere la massa, un elemento in piú rispetto al fascismo per distorcere la percezione della realtá. É a causa di questa ottusitá aggiuntiva che il comunismo presenta una resistenza maggiore del fascismo a essere eliminato dalla societá. Per quanto riguarda il caso italiano, il fallimento del comunismo é servito solo a ridurre la consistenza della maschera egualitaria agli apparati al potere della sinistra che sono ancora gli stessi di prima del fallimento del comunismo. La sostanza é rimasta inalterata e con questo la totale inadeguatezza di tali apparati a governare un Paese moderno e liberale. É questa la profonda natura della crisi della sinistra in Italia che non si risolverá fino a quando non verranno estromessi tutti gli “ex” comunisti come é successo in tutto il mondo alla caduta della menzogna ideologica. Non sará facile. Sono degli autentici fascisti, l´egoismo, la viltá e la loro mediocritá sono i fattori della loro insaziabile sete di potere, del loro attaccamento alle posizioni di dominio.
A pagarne di piú sono le regioni rosse dove l´egualitarismo é stato un fattore moltiplicatore della mediocritá e della stupiditá tipiche di ogni ideologia totalitaria. In queste regioni é stato decimato lo spirito della libera iniziativa e di intraprendenza imprenditoriale. Sono regioni attualmente dominate dal parassitismo e dalla mentalitá mafiosa in uno stato di indigenza materiale e culturale preoccupante. Far fiorire una cultura della crescita morale, civile ed economica non sará un impegno di facile realizzazione.