La zuppa al pesto e la macchina del fango
Amico francese, la tua cucina è pesante, barocca e piena di inutili salse che coprono tutti i sapori. E la tua – amico italiano – è povera, senza creatività e vecchia come il tuo paese. Più o meno è questo lo scambio di accuse standard fra italiani e francesi. Anche io l’avrò detto decine di volte che la cucina francese non mi piace perché – per esempio – usano troppa panna. La cosa curiosa è che non si entra mai nel merito della questione.
D’altra parte ci siamo abituati, è un po’ costume di tutti noi schierarci o di qua o di là anche senza conoscere bene le questioni di cui parliamo. Prendi il nucleare, solo per citarne una. Ora che lo hai preso mettilo da parte, perché l’esempio perfetto non è il nucleare ma il processo per i diritti tv Mediaset.
Ecco un breve estratto delle dichiarazioni del presidente del Consiglio davanti al Palazzo di giustizia di Milano.
“C’è una magistratura che lavora contro il Paese”
“In un Paese civile le intercettazioni non possono essere portate a processo perché manipolabili”
“Ho dato dei soldi a Ruby perché non si prostituisse”
“Su di me è stato gettato fango incredibile. Un fango incredibile che viene su di me che in fondo sono un signore ricco, ma che viene su tutto il Paese”
“Non ci sono fatti contro di me ma pure invenzioni astratte dalla realtà. Non credo farò dichiarazioni spontanee a meno che i giudici non le dicano troppo grosse costringendomi a intervenire”
Egli dichiara, proclama, certifica, senza mai spiegare niente; senza mai entrare nel merito delle questioni.
Ecco allora il quadro comico che si disegna da sé: di qua, un uomo che non è mai entrato nel merito di nulla, che ha sempre galleggiato sulla superficie delle cose riuscendo a cavare il meglio da ogni situazione, un po’ zio d’America bisnissmàn e un po’ promotore della libertà, di là – ad urlargli contro – sciami di sciarpette viola che gli danno del mafioso e sventolano un libretto rosso come quello di Mao, ma non sanno molto di quello che succede.
In questa desolazione dello spirito vale la pena ricordare, tornando per un attimo alla cucina francese, un passo di uno dei più grandi giallisti di sempre, Jean Claude Izzo, che era anche uno che sapeva mangiare e – pace all’anima sua – amava bere. Ecco la sua versione della “soupe au pistou”.
“C’è la zuppa al pesto. È buona anche fredda. Mangiane un po’. Ti abbraccio forte”. In un piattino aveva lasciato il formaggio grattugiato.
Indubbiamente ci sono mille modi di preparare la zuppa al pesto. A Marsiglia tutti dicevano: “Mia madre la fa così”, e dunque la cucinavano in modi diversi. Ogni volta un sapore diverso. A seconda delle verdure che venivano usate. Ma soprattutto a seconda di come erano stati dosati basilico e aglio, e della quantità di questi ingredienti che veniva aggiunta alla polpa dei pomodori sbollentati nell’acqua dove erano state cotte le verdure.
Honorine riusciva a fare la migliore di tutte le zuppe al pesto. Fagioli bianchi e rossi, corallini, patate e maccheroni. Lasciava cuocere a fuoco lento per tutta la mattina. Dopo cominciava con il pesto. A pestare in un vecchio mortaio di legno l’aglio e le foglie di basilico. A quel punto non bisognava assolutamente disturbarla. “Ehi, se resti lì come una statua a guardarmi non riesco a fare niente”.
Misi la pentola sul fuoco. La zuppa al pesto era ancora più buona se veniva riscaldata una o due volte. Accesi una sigaretta e mi versai un fondo di vino rosso di Bandol. (da Solea)
Per dire che poi in realtà mica è vero che non mi piace la cucina francese…


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Daniele
La primogenitura della “macchina del fango” va certamente ai cinesi, che inventarono la polvere di sparo già nell’XI secolo. Solo che, non sapendo cosa farsene, ecco come la usavano:
“The Chinese continued to rely on incendiaries rather than explosives,
perhaps because of their superior numbers, perhaps because fighting
against nomadic adversaries did not call for siege warfare.* Military
treatises of the sixteenth century describe hundreds of variations: “skyflying
tubes,” apparently descended from the fire lances of five hundred
years earlier, used to spray gunpowder and flaming bits of paper on the
enemy’s sails; “gunpowder buckets” and “fire bricks”—grenades of
powder and paper soaked in poison; OTHE DEVICES PACKED WITH CHEMICALS AND HUMA EXCREMENT (maiuscolo mio ndr), intended to frighten, blind, and presumably
disgust the enemy; finally, more lethal grenades filled with metal
pellets and explosives. Some of these were thrown; others shot from
bows.
ONE WONDERS AT THIS DELIGHT IN VARIETY AS THOUG WAR WERE A DISPLAY OF RECIPES (ancora il maiuscolo è mio).”
Gli attuali epigoni italiani hanno naturalmente superato i maestri, come è giusto che sia.
nel merito delle questioni, si entrerà nel dibattimento.
D’accordo su tutto Daniele, ma l’ultima frase non te la faccio passare.
Mia madre era di origini liguri e ci faceva il pesto almeno un paio di volte la settimana. D’estate si intende, solo con il basilico del nostro orto e rimpiangendo sempre quello ligure, più chiaro e delicato.
Sono cresciuto in quel modo, mangiando quintali di pasta, ma lei ne metteva da parte un po’, e poi lo aggiungeva alle minestre, che io stoltamente schifavo ed ho cominciato ad apprezzare troppo tardi.
Tutto questo per dire che….cucina francese una fava, il pesto è ligure.
Viviamo nell’epoca televisiva: non si entra più nel merito di nulla. Grande Fratello, la Fattoria, l’Isola dei Pisquani,e poi McDonald’s, poi la domenica tutti al centro commerciale…
Ci volevano rimbambire, e ci stanno riuscendo.
Chi ?
Chi comanda il mondo.
Non più Popoli con una storia, delle tradizioni e un orgoglio; vogliono solo una grande massa indistinta, meticcia, omologata, con tante piccole guerre fra poveri, ma nessuno disturberà più il Manovratore.
Ciò che accade oggi è l’antipasto.
Cucina francese stopardi… senza il pesto (che e’ genovese), e’ una zuppa da ospedale.
@JOHN DOE
Fra la Liguria e Marsiglia ci passa poco. Marsiglia sembra Genova con la gente di Napoli…
@Anarkos
Ospedale stopardi…senza il vino è una zuppa da ospedale.;)
ma il vero problema della politica italiana e’ proprio questo :starnazzare pro e contro senza provare ad approfondire i problemi e trovare soluzioni.
a chiunque e’ consentito di galleggiare nell’immobilita’ assordante del vuoto politico.
nel minestrone ci va il pesto se no sa di poco!
VIVA LA PAPPA AL POMODORO!!!!