La mossa di judo ai referendari
Berlusconi sarà bollito, la maggioranza divisa, isterica e indecisa sulla guerra e su tutto. Ma non si può dire che dall’altra parte ci siano dei geni. Anzi lo scassato centrodestra, che da quando è moribondo non ha mai lavorato tanto, ha contrapposto un piccolo capolavoro tattico all’unica iniziativa in campo che poteva destabilizzare la situazione a favore della sinistra radicale. La trama dei referendum, fin qui la più insidiosa costruita dalle opposizioni per mettere in difficoltà Berlusconi, rischia un flop clamoroso che il Cavaliere si è permesso di svelare con chiarezza.
In quest’anno di offensiva mediatico-giudiziaria e grazie alla remissiva inesistenza del Pd, Vendola e Di Pietro hanno lavorato per cannibalizzare il Partito democratico e far tornare la sinistra radicale in Parlamento, con un mix di iniziative che sono andate dalla candidatura anticipata di Vendola alla costruzione dei referendum. Un percorso da far rabbrividire i Dalemoni. Una linea devastante per il Paese, ma vantaggiosa per i loro interessi di partito. Aiutati dall’ala più conservatrice del sindacato, la Cgil-Funzione Pubblica, dai giudici politicizzati, e dalle debolezze e fumisterie del centrodestra, raccoglievano pazientemente, door to door, milioni di firme su tre referendum: nucleare, acqua e legittimo impedimento (non senza aver battagliato tra loro per la paternità). Il nucleare con un bell’impatto emotivo, quello sull’acqua costruito con una campagna di bugie sul servizio idrico nazionale, legata agli interessi del sindacato e al clima statalista risorgente dalle parti di Tremonti e della Lega, e quello sul legittimo impedimento, del tutto simbolico dopo l’intervento delle Corte costituzionale, ma il più politico e atto a rinsaldare l’influenza dell’Anm, e gli sforzi dei tirannicidi giudiziari.
Una scelta rischiosa perché negli ultimi referendum non si è fatto il quorum, ma utile comunque a segnare una barriera verso il Pd, a mobilitare i militanti, a condizionare la scelta delle alleanze e la contesa per la leadership. Una volta consegnate le firme però, il governo si è ben guardato dall’unificare la giornate elettorali; Di Pietro vedeva comunque la possibilità di una giudizio definitivo su Berlusconi che, forse, lo avrebbe finalmente portato alle elezioni. Lo tsunami del Giappone è stato l’ultimo “colpo di fortuna”. Antinuclearisti, dipietristi e statalisti dell’acqua non hanno nascosto la soddisfazione per le prove che la tragedia portava alla loro ostilità pregiudiziale: “Stavolta ce la facciamo – si sono detti – si vota su Fukushima”.
Ma non è bastato: con una mossa di judo, degna anche di migliori occasioni, il governo ha abrogato la norma sottoposta a referendum, emendando l’articolo della sua legge, rinviando l’ordalia e irritando i referendari che però si ritrovano in un loop clamoroso. O la Cassazione decide che non si fa il referendum o, se dà retta ai referendari, si va a votare. Ma allora, come ha sottolineato Rodotà, si finisce per votare l’abrogazione dell’abrogazione e si torna alla legge del governo. Sull’acqua si farà probabilmente lo stesso. I referendari possono strillare quanto vogliono: si sono confezionati la trappola da soli, il governo ha sfruttato il loro impeto per fare uno sgambetto del tutto legittimo. Da solo rischia il quorum anche il referendum sul legittimo impedimento.
Del resto alla base dell’idea del referendum c’è la logica abrogativa, non istitutiva, che spetta solo al Parlamento. E’ successo nel 1975 che il Parlamento sia stato sciolto per evitare il referendum proposto da radicali e sinistra estrema sull’aborto e che questo abbia però portato alle legge 194 del 1978. I referendum spingevano anche a legiferare. Più spesso quanto sancivano veniva bellamente eluso come nel caso della legge Vassalli. Anche queste contraddizioni in passato avevano acceso l’allarme sull’uso della democrazia referendaria. Tant’è: i cittadini eleggono un Parlamento per legiferare e quando c’è una maggioranza questa esercita comunque le sue prerogative. Alè.


Può darsi. Ma non è la cosa importante. La Lega ha una sua funzione innovativa. Se saprà realizzarla sarà un bene per tutti, se no ci saranno altre possibilità.
che palle con sta storia dell’etichetta..
uno per parlare ha bisogno di convenzioni.
la sedia la etichetti come sedia ? se la chiami elefante non si capisce più niente.
magari per iniziare uno dice “il partito che mi piace di più è questo quà, pero io personalmente….”
così si risparmia tempo.
come rondolino, che dice: “io sono di sinistra, ma personalmente amo silvio di ardente passione”.
liutprando, io ho come il sospetto che il fine vero non sia proprio il federalismo…
mi sembra che l’ideale sia sempre quello dello stato sovrano.
e secondo te, io, per farti felice dovrei definirmi con qualche appellativo che ti piace? Dì quel che pensi e io farò altrettanto.
sei mai stato in ungheria ?
è un paese piccolo, sembra se la passino niente male.
triste però…
se non devi rifarti i denti, o guardare la lap dance, è triste.
La Lega ha come scopo primario la trasformazione federale dello Stato. È una scelta moderna, ma non è detto che ci riesca. È comunque un passo avanti.
Mi piace l’Ungheria. Non se la passa bene.
e poi molto ma molto razzismo eh…
oltre all’anelito per l’indipendenza, c’è un sacco di paura nella lega.
la paura è la tipica cosa che ti fà progredire.
John. e nemmeno le mezzestagioni
Liut: tu si che mi capisci..
a me sembra che le dinamiche economiche siano sempre più sbilanciate verso grandi poli di potere.
i paesi come l’ungheria ad esempio, si vedono cadere in testa le decisioni prese da altri.
non è che siano liberissimi…
scusi colpaccia, il suo commento con i fascisti aveva in qualche modo a che fare con me ?
È completamente falsa l’accusa di razzismo. Il razzismo vero è quello di melekov o come cazzo si firma.
È un bene che la si apostrofi di razzismo perché essere vittima di un’accusa falsa è sempre prova di virtù.
Se non ci capiamo tu ed io, chi si può capire, cara Sophia?
comunque litprando, siccome la lega in effetti ha motivi seri, è riuscita a farli penetrare nell’opinione pubblica.
secondo me, una riforma federale sarebbe possibile anche senza mandare l’italia allo sfacielo, per seguire le manie di onnipotenza di un ciarlatano da quattro soldi.
dai liutprando !! che senza il razzismo la lega nemmeno c’era.
non si può andare avanti negando l’evidenza.
guarda che è un istinto normale di difesa.
‘a me sembra che le dinamiche economiche siano sempre più sbilanciate verso grandi poli di potere.
i paesi come l’ungheria ad esempio, si vedono cadere in testa le decisioni prese da altri.
non è che siano liberissimi…’
Sono d’accordo. Per questo si stanno formando due livelli di esistenza. Uno globale, veloce, stressante ed uno locale che conserverà il ritmo vitale umano.
Indipendenti uno dall’altro.
Come pensi vivranno fra 20 anni quelli che non avranno alcuna pensione e pochi servizi pubblici perché gli Stati avranno perso la loro sovranità?
va bene, un sistema a più livelli va bene.
mi sembra adeguato.
poi resta da capire quali poteri si danno al livello alto, e quali a quello basso.
alla fine è tutta una questione di soldi ?
‘dai liutprando !! che senza il razzismo la lega nemmeno c’era.
non si può andare avanti negando l’evidenza’.
Tu continua a pensarlo, ma la realtà non cambia semplicemente desiderandolo.
Hai mai sentito di un leghista che abbia fatto un solo atto di prepotenza?
Per la sinistra è vera la stessa cosa?
ad esempio…
la storia del dialetto a scuola, è utile ?
gli atti di prepotenza purtroppo li fanno tutti.
‘alla fine è tutta una questione di soldi ?’
Ovvio, per te c’è qualcuno che agisce per qualcosa d’altro? Se sì, chi?
Saluti, per oggi.
‘gli atti di prepotenza purtroppo li fanno tutti.’
Mai da un leghista.
io agisco per altro, mi interessa la felicità.
saluti.
20 e più anni fa, alcune istanze e idee dei primi leghisti hanno fatto sorridere e ridere tanti di noi. Poi sono entrate nel “sentire” comune. Più o meno come la cintura di sicurezza o il casco in moto. Il rischio non è il razzismo della Lega ( molti comunisti lo sono ma lo negano), ma è “l’accomodarsi” sulle poltrone e la voglia di distinguersi di alcuni, per cui, pur di andare contro una serie di luoghi comuni buonisti, sparano cazzate. Vale per i leghisti e per quelli del PDL, la regola applicata dal popolo ai sinistri: stare a casa qualche giro, come nel vecchio gioco dell’oca. Serve a rinforzare le idee, a fare mea culpa, a rinnovare i ranghi.Tocca a noi fare ordine.Siamo ancora un popolo libero: votiamo spesso e volentieri. Quindi, possiamo selezionare la classe politica. Anche se viene “nominata” dall’alto, basta votare altri.
‘io agisco per altro, mi interessa la felicità’
O sei inconsapevole o vivi con mamma e papà.
Le bollette allontanano la felicità e se da loro dipende la qualità di vita dei figli non hai alternative.
Axenos, lei ad insulti e’ un misero dilettante in quanto essendo un misus habens non ha argomenti…
Ripeto, io sono giovane di palle e cervello… lei e’ un fuggitivo dal cottolengo.
Fabio, lei non e’ un socialista, o se lo e’ non ha idea di cosa sia il socilaismo. Forse conosce quello massimalista preono ai comunisti. E in Italia un socualista non puo’ essere complice delle procure nel loro disegno golpista.
bella analisi caino.
divertente il botta e risposta tra liutprando e fabio.
pero’ mi scusi fabio ma “io agisco per altro, mi interessa la felicita’” mi ricorda un’anima candida incapace di vedere i problemi e tantomeno soluzioni.
Fabio!!!
Secondo me, sei un mito!
Io sono per la razza ariana-padana, il bombardamento preventivo, la sterilizzazione dei bingo-bongo, lo sterminio dei sindacati,la derattizzzaione dell’opposizione,la nomina di lady Veronica a regina-madre, dunque sono di Sinistra.
Dici che Rondolino mi arruola nei riformisti azzurri?
“Avanti popolo alla riscossa, bandiera azzurra, bandiera azzurra..”
@ fabio. se ha storpiato il mio nickname di proposito, si…
Nel merito. Dobbiamo ringraziare B nella sua chiarezza (dovuta, dicono i maligni, alla suo delirio di onnipotenza…) sul nucleare: se non si fa il referendun abbiamo una opposizione di cacca.
Se questo paese vuole tenere il passo degli altri, se vuole ricominciare a produrre ricchezza ed opportunità, deve darsi l’obiettivo del +3,5% all’anno di crescita per i prossimi quattro-cinque anni.
Due cose occorre fare:
la prima, aprire spazi sempre più ampli di libertà e libera iniziativa, smantellando pezzo a pezzo l’organizzazione corporativo-burocratica del nostro sistema, stando attenti a non produrre strappi pericolosi, ma con coerenza e perseveranza;
la seconda, procurarsi l’energia necessaria, in modo certo e stabilmente programmabile nel tempo.
Quella disponibile, per cui si acquistano le materie prime dall’estero (gas, petrolio, carbone) e si acquista il prodotto finito (elettricità dalle centrali nucleari francesi e svizzere), serve a malapena per garantire l’esistente, figuriamoci lo sviluppo necessario, appunto, al 3-3,5%.
Solo magliari, santoni e masanielli possono pensare di sfruttare questo ed altri temi per scopi personali, carriere politiche, mantenimento in vita di Partiti e movimenti che non sono il medico, ma la malattia di un intero paese.
Vendola e Di Pietro, come dire: il peggio del peggio in sinergia.
Questo governo non è un gran chè, ma almeno sta tentando di fermare questa follia.
Serve più riflessione sul nucleare, una riflessione che non può essere confinata al “paesello”, perchè coinvolge tutti, almeno tutti quelli che stanno dentro la UE, con più di un centinaio di centrali in funzione.
Servono decisioni, perchè perfino Vendola e Di Pietro sanno che la ribellione sociale che loro evocano ogniqualvolta Berlusconi scorreggia, potrà scoppiare non per il bungabunga, ma il giorno in cui i cittadini punteranno l’indice sull’interrutore e la luce non si accenderà ed avranno il rifornimento dell’acqua razionato.
Di questo mi piacerebbe tornare a discutere.
Dubito che l’Italia che deve pagare 80 miliardi di euro all’anno, con una economia sulla via della deindustrializzazione possa crescere oltre lo zero reale.
Non sarebbe un problema se non ci fosse il pubblico impiego che, anziché decrescere, continua ad essere un costo fisso crescente.
L’Italia vive sul debito e non sulla produzione di beni. Molti seguiranno la Fiat e molti altri Parmalat.
[...] governo al nucleare e la concatenazione politicista dei referendari avrebbe finito per essere una mossa di judo del governo ai referendari. Ma sembra che la mossa mortale se la siano fatta da [...]