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Molte buone intenzioni e qualche banalità

Parla come mangi! Spesso è un’esortazione a chi impapocchia, ci mette in confusione, insomma con le parole cerca di menare il can per l’aia e – perché no – di farci fessi. Per un toscano verace più che un’ingiunzione è una constatazione: “Questo parla come mangia”. Rivela la denominazione di origine controllata, il marchio che “sì, codesto l’è vino bono”. Ma se non si tratta di un Morellino o di un Chianti, potrà mai essere un politico?

Di lui si sa ormai (quasi) tutto. E’ belloccio, è sposato, è coraggioso… E’ Matteo Renzi. Sindaco di Firenze. Punto. Quante se ne sono dette e sentite su di lui. Rottama; no è solo un chiacchierone. E’ un figlio del berlusconismo; no è l’unico che Berlusconi può batterlo. E’ di sinistra; sì ma odia i pachidermi del Pd. Ma che stia di qua o di là oggi è un problema da psicanalisti della politologia.

Ciò che conta nel Terzo Millennio kottleriano e digitale è se e come comunica. Perché comunicazione è potere, no? E poi, se Renzi scrive un libro, che per di più si intitola Fuori! (Rizzoli, pagine 209, euro 17,50), bé vuoi capire se intende fuori di testa, fuori dalle scatole, o fuori là, in mezzo alla gente. E allora è vero che, al momento, sono più le critiche che le proposte. Ma quando parla, pardon scrive, Renzi lo si legge che è un piacere. Del resto: “è normale giocarsi tutte le carte, quando si deve comunicare”, e pazienza per chi dovrà spiegarlo a D’Alema o Bersani.

E lui ci va giù con l’accetta. Frasi corte. Molti punti. Discorso logico, ma spezzettato. Concessioni a slogan post-moderni, tipo “sognare non basta. Occorrono obiettivi concreti”. Qualche rapina nel frasario berlusconiano, come “l’egualitarismo sciocco e miope”, dove a stonare non è il concetto in sé, ma quei due aggettivi così abusati. E, perché no, alcune banalità, sulle opportunità del “mondo piatto e globalizzato”.

Su tutto però la chiarezza dell’eloquio e delle idee, che per un fiorentino caparbio e fiero di esserlo è un punto d’onore come la bistecca con l’osso. Anche quando si parla di fede: “Come fai a non arrabbiarti quando scendono a valle padane figure che dopo aver santificato il dio Po con l’ampolla magica si autoproclamano difensori della società cristiana? Società cristiana sarà tua sorella.” Ecco, appunto. O si attacca la generazione che ci ha preceduto, che “ha gettato al vento l’occasione di cambiare le cose e si riserva comunque di darci buoni consigli, dopo averci dato cattivi esempi”. Colpiti e affondati.

Alla sinistra gli astri nascenti sono sempre stati indigesti. E forse maciulleranno anche lui, come Renato Soru, l’ultimo della serie. Intanto viva la sincerità! Perché dovranno farci i conti.

27 commenti a “Molte buone intenzioni e qualche banalità”

  1. Un esule scrive:

    Soru lo meritava di essere maciullato. Decisamente impresentabile.

  2. axenos scrive:

    ok, le buone intenzioni abbondano, le banalità anche, ciò che scarseggia mi pare siano i fatti realizzati da questo ennesimo parolaio del panorama politico…

  3. Un esule scrive:

    Axenos, le hanno dato una botta in testa che le ha rimesso le rotelle a posto? Sembra quasi umano nelle sue considerazioni

  4. Liutprando scrive:

    Pare che il filosofo che ispira i politici basso-peninsulare sia Fabrizio De Andrè.

    A quando il turno di Ligabue?

  5. [...] Vai a vedere articolo: Molte buone intenzioni e qualche banalità [...]

  6. pincopallino scrive:

    Liutprando! Mi pare che De Andrè sia genovese! Si faccia una cultura al di fuori di Alberto da Giussano!

  7. doris scrive:

    Dite cosa volete, ma a me è simpatico!!!
    Parla chiaro, non politichese, dice delle cose che possono essere condivise o no, ma le dice chiaramente. Largo ai giovani.
    E ora non distruggetemi, please.

  8. S-concerto scrive:

    sto seguendo il giovane Renzi su facebook e devo dire che ha una modo di comunicare assolutamente efficace. Va in giro, trova una cosa che gli piace e la comunica ai suoi sostenitori attraverso l’iphone. Il tutto sa (per alcuni) di fanciullesco e di poco profondo, ma, di fronte alle insussistenze verbali dei pesi massimi (provate a seguire una Livia Turco o una Rosi Bindi e cercate di comprendere a cosa mirano, oltre che a dimostrare, non riuscendoci, che i loro valori sono meglio di quelli, se ne hanno, dei fan del Cavaliere) credo che il suo approccio è quello che serve. E’ una sorta di spartiacque. E poi, la polemica della quale è involontario (o forse no) protagonista con la Cgil a mio avviso gli è valso un sacco di nuovi adepti. Di destra? non hanno mai votato Pci o Pds? i baffi di D’Alema (sempre il migliore di tutti, nonostante tutto) gli fanno venire la pellagra? e chissenefrega. Renzi, scendi deciso in campo che ti appoggio. Anzi: muoviti!

  9. Un esule scrive:

    A Firenze lo rieleggeranno, ma il PD nazionale gli tagliera’ le gambe. Come fa a stare insieme ad una demente come la Bindi. Quella gli mette il tritolo a palazzo vecchio…

  10. cesare luigi scrive:

    Di Renzi apprezzo l’impertinenza e il fare non serioso, del moralmente ed eticamente superiore cifra distintiva dei piddini. O lui è nel gioco delle parti, per cui serve per ricuperare voti fuori campo, o di certo i seniores tenteranno di impallinarlo. Ma talvolta anche il pachiderma Golia perde.

  11. Liutprando scrive:

    pinco

    E allora? Se i basso-peninsulari avessero Thor come filosofo come lo scriverebbe?

  12. Malaparte scrive:

    @Un esule – Ha voglia di mette’ bombe la Bindi, tanto in Palazzo Vecchio Renzino un c’è mai! Gl’è sempre a fare i’ bischero in qua e ‘n là pe’ le televisioni! Di già, uno che per apparire bellino in copertina si fa levare i nei con Photoshop… Ci manca altro che faccia i’ calendario tutto ‘gnudo!

  13. Un esule scrive:

    penso che apprezzera’ il pensiero della Bindi nei confronti di Renzi..
    Ti voglio bene ma ti vo ner culo….

  14. doris scrive:

    Malaparte,
    non mi dica che fa concorrenza ( in fatto di assenze ) a Vendola?

  15. Fabrizio Gritti scrive:

    Soru mi manchi.

  16. Un esule scrive:

    A me no…. un magliaro ?

  17. Malaparte scrive:

    @Doris Quando c’era da elemosina’ qualche voto, il principino promise d’esse’ a disposizione della cittadinanza fiorentina ogni mercoledì mattina. L’ha visto Lei?

  18. Malaparte scrive:

    @Un esule Certi mi’ amici livornesi di’ano: “T’ho ner cuore ma ti vo’ ner (omissis)”. Ma la su’ versione mi pare equivalente.

  19. Un esule scrive:

    sarebbe piu’ complicata.. mi pare suoni come… ti c’ho ner core ma ti vo ner…..

  20. doris scrive:

    @ Malaparte,
    un po’ difficile, visto che abito a km.di distanza dal principino!
    Però al di là della mia simpatia per questo ” giovanotto” i migliori giudici siete voi fiorentini.

  21. ludwig2011 scrive:

    Se a qualcuno interessa il mio parere,Vi dirò che Renzi non è un uomo di Sinistra,per come si intende la Sinistra.Per essere eletto a Firenze,non aveva altre possibilità che il PD,ma i nodi poi vengono al pettine.Secondo me,è destinato a venirne fuori,sperando che i Fiorentini premino l’uomo e non seguano l’ortodossia del Partito.Però è difficile,per certi versi Firenze è piu’rossa di Bologna,che non scordiamolo,recentemente ha punito la Sinistra.Vedremo,pur non essendo certamente un gigante,comunque almeno è uno che si fa capire e non mena il torrone.Nel Pd solo Lui e Cacciari sono mosche bianche,gli altri solo comparse.

  22. Malaparte scrive:

    @Ludwig Difatti pare che i’ Renzino abbia vinto le primarie co’voti degl’elettori di centro-destra infiltrati! Detta ‘osì potrebb’anche sembra’ una battuta… Ma la sinistra sinistra fiorentina lo ‘onsidera una dato di fatto.

  23. Marcello scrive:

    Caro Renzino, amico di Silviuccio tuo, è troppo facile fare satira su di te. Perché non ti levi dalle p…. così come ha fatto quall’altro gigante di Rutelli e come spero ardentemente faccia Uolter. Che ne dite se voi tre vi fate un bel partitozzo tutto vostro e ci lasciate con le nostre “minchiate” sulla moralità, l’onestà e il buon governare… Lo sappiamo che voi siete moderni, così moderni da essere… evanescenti. Non veniteci a dare lezioni voi e i vostri amichetti di merende, veniamo da lontano e arriveremo ancora più lontano di te, caro Ronzino, e di quelli come Uolter….

  24. S-concerto scrive:

    Marcello, ugualmente potrebbe Lei ed i suoi amichetti trovarsi un’altra casa (mi perdoni se non sono raffinato come Lei): Le ricordo che il pd non è un partito dell’extrasinistra dura e pura ma un luogo di incontro tra diversi riformismi, tra i quali anche diversi “rivoluzionari” che militavano nella democrazia cristiana. E pazienza se qualcuno di loro ha ritenuto opportuno vestire i panni, indossati una vera chiavica (perdonate il napoletanismo), dei rivoluzionari della domenica. E comunque, se i fiorentini dànno per certo che Renzi sia stato votato alle primarie dagli infiltrati della spectre, come mai poi alle urne è stato votato? come mai? ed anche se fosse, non credo che Vendola rifiuterebbe i voti della destra, che peraltro si racconta lo abbiano votato ben due volte per il posto di Governatore della Puglia. PS non sto nella pelle per sapere che casino scateneranno tra poco le parole di Renzi intervistato alle 14 e 30 dalla Annunziata. Buona domenica e buon 1mo maggio a tutti.

  25. Malaparte scrive:

    S-concerto e Marcello I fiorentini voterebbero anch’i’ diavolo se si presentasse nelle liste di sinistra. Codesti discorsi li fa chi ‘un è toscano. In Toscana il vetero-neo-post-comunismo gl’è ‘ncancrenito come la mafia in Sicilia. In ogni caso Renzino gl’è i’ meno peggio, perché almeno spariglia ‘n po’ le ‘arte. Quanto alla moralità e all’onestà della sinistra toscana son come certe temperature minime de’ tempi andati: non pervenute!

  26. Roberto 1 scrive:

    Mi piacerebbe sentire il giudizio “geopolitico” di un’abitante di Antwerp riguardo i “lumbard”: come li definirebbe?
    Forse Africo-cisalpini?
    Mah, nel dubbio, pur vivendo a nord di Renzi (ci separano gli appennini, ci uniscono le antipatie nei confronti degli Aretini e ricordi vaghi del buongoverno del Granducato, rispetto al governo impresentabile dello stato pontificio), sto con i basso-peninsulari, se questo significa un percorso di possibile cambiamento e rinnovamento.
    Siccome le ampolline ed il wodoo sulle rive del Po hanno prodotto un Tremonti convertito allo statalismo (fra un pò anche lui dirà che le tasse sono belle!), speriamo che dalle rive dell’Arno ancora una volta prenda forma una prospettiva, un nuovo inizio.
    Senza miracoli, nè rivoluzioni, ma in grado di far riprendere questo paese.
    Coraggio, Renzi!
    Le critiche attuali son acqua di rose, in confronto a ciò che accadrà, in caso di discesa “vera” in campo.
    Solo una cosa: tutte le volte, tantissime, che un candidato di sinistra “osava” sfidare alle primarie un candidato “ufficiale” dell’apparato PD, vinceva e sovente diventava Sindaco.
    Merito di Verdini?
    Risposta “Ghediniana”: ma va là, ma dai!
    Non v’è chi non veda, in Emilia come in Toscana, che, se un candidato è appena decente, appena preparato, appena conosciuto e benvoluto, vince in carrozza contro tutti, vecchi e giovani, ma proprio tutti i “prodotti” di allevamento e di apparato PD.
    Colpa di Verdini, oppure la stessa gente di sinistra, che non voterà mai altrove, ne ha pieni i coglioni di Bindi, Franceschini, D’Alema e Bersani?

  27. ludwig2011 scrive:

    Non lo so,non ho tutta questa fiducia nella gente,come sembra averne Roberto1.Sono convinto che se domani si votasse,magari la Sinistra non vincerebbe,ma Bindi,Franceschini e Co.ce li troveremmo nuovamente tra i piedi.

  28. roberto 1 scrive:

    ludwig, la questione è molto semplice.
    In ogni paese civile esistono i “blocchi” elettorali, quelli che, anche turandosi il naso e tutti gli orifizi, continueranno a votare destra e sinistra.
    Cme negli USA: pur presentandosi un coglione come Kerry (Mr.Heinz, per capirci), i Democrats ebbero molti voti.
    Tutti lo sanno, soprattutto Bindi, Franceschini e compagnia.
    Per questo, parlando in francese, ce li troveremo fra i coglioni ad libitum.
    A meno che qualcuno dall’interno, attraverso una sana lotta politica, io dico non faccia fare loro la fine degli ambasciatori Asburgici a Praga, essendo tuttavia sufficiente “rottamarli” in modo più urbano.

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