Camilleri assessore democristiano?

A furia di tirarlo per la giacca vai a vedere che prima o poi Andrea Camilleri “scenderà” in politica? In fondo basterebbe che un partito, si presume “de sinistra”,  gli assicurasse una vagonata di “sigarette” e una “lettera22”, per continuare il suo impegno letterario, e la discesa “in campo” dell’inventore del Commissario Montalbano rientrerebbe fra le cose possibili della politica italiana.

Di certo nessun italiano si scandalizzerebbe più di tanto. Anzi. Tutti i fan, e le fan, del commissario più amato d’Italia, ovvero di Montalbano, si definirebbero, non più berlusconiani, o dalemiani, o casiniani, o  finiani, o tutt’al più dipietristi, ma camilleriani. O al massimo, se Camilleri aderisse al Pd, ci sarebbero i camilerrian-bersaniani, o i camillerian-dalemian-lettiani. Oppure se aderisse al partito di Fini, inizierebbe a scannarsi con i falchi e le colombe per poter fumare “una sigaretta” durante un vertice di partito. Ovviamente Bocchino permettendo.

Al netto di tutto ciò, la sua discesa non rientra nella cosiddetta “fantapolitica”. Già qualche mese fa il nostro “scriba” è stato corteggiato dal governatore siciliano Raffaele Lombardo, il quale, in una convention automista-sudista, pensò di proporlo come leader di un fantomatico “partito del sud”. Alla fine non se ne fece nulla: Camilleri declinò seduta stante. D’altronde uno che scrive nella rivista di Flores D’Arcais, Micromega, che aderisce a tutte le manifestazioni della sinistra ben pensante, avrebbe mai potuto aderire ad un cartello elettorale di ex democristiani?

Eppure oggi qualcosa è cambiato. Tant’è che ieri pomeriggio circolava un comunicato del sindaco uscente di Porto Empedocle (la Vigàta dei tanti romanzi di Montalbano), che si ricandida per le amministrative che si terranno fra qualche giorno, e sarebbe sostenuto da tutto l’arco costituzionale, quindi Pd-Udc-Fli-Pid-Pdl, ad eccezione dell’Idv che avrebbe un suo candidato, secondo il quale lo scrittore Andrea Camilleri avrebbe accettato di fare l’assessore alla Cultura per il paesino dell’isola.

Ma lo scrittore, intercettato dall’edizione palermitana di Repubblica, avrebbe subito smentito: “Ma che assessore, io ho solo dato la mia disponibilità a fare il testimonial delle tante cose buone fatte dall’amministrazione in questi anni. Il resto è una forzatura”. E il sindaco uscente, tal Calogero Firetto, di formazione centrista (in Sicilia è un classico!), sostenuto dal TTDP, “tutti tranne Di Pietro”, cosa dice? “Il senso del nostro comunicato era proprio quello di rimarcare che il nostro concittadino Camilleri, uno dei più grandi scrittori contemporanei, farà l’ambasciatore per noi. Gli assessori saranno altri. Solo che in questa fase abbiamo preferito indicare i personaggi eccellenti che hanno fatto cosa importanti per la nostra città”. Solo in questa fase? Ah, saperlo…

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