La pedopornografia non è reato. Anche se lo è
In occasione della giornata nazionale contro la pedofilia il sociologo Antonio Marziale, presidente dell’Osservatorio sui diritti dei minori, anche noto come il “giustiziere della tv italiana”, ha così sentenziato: “Chi consuma immagini pedopornografiche si rende moralmente complice di quanti abusano sessualmente dei bambini”. Marziale fa dunque un’equiparazione tra chi guarda materiale pornografico che coinvolge minori e chi commette violenze sessuali sui bambini. Il discorso, secondo me, non fila.
In Italia il mero possesso di materiale pedopornografico è severamente vietato dalla legge. Qual è stato il risultato? Che come sulle droghe, per esempio, il proibizionismo ha di fatto alimentato un mercato condannandolo alla clandestinità (e, dunque, all’assenza di regole). La questione centrale, però, è un’altra: in una società libera può costituire reato la mera detenzione di materiale pedopornografico? Marziale risponde di sì. Io non sono d’accordo.
Già in una lettera a Libero nel 2002 il deputato radicale Maurizio Turco e l’allora radicale Daniele Capezzone spiegavano che “la criminalizzazione di un orientamento sessuale in quanto tale, di un modo di essere, di uno stato” contrasta con i principi della civiltà giuridica liberale. Il reato esiste se c’è una vittima, se a qualcuno viene procurato un danno. Va da sé che chi fa sesso con un’altra persona senza il suo consenso (minore o maggiore che sia!) oppure commette altre forme di violenza, è un criminale e va punito. Chi invece guarda un video pornografico raffigurante minori, non reca danno a nessuno. Ciò è difficilmente contestabile.
Capisco che si tratta di un tema delicato, che inevitabilmente tocca e com-muove, nel senso che sveglia la nostra emotività. Tuttavia, non possiamo non renderci conto che la vittima non c’è. E che per le stesse ragioni per cui il “reato” di immigrazione clandestina è un falso giuridico, ugualmente il reato di pedopornografia non esiste. Va pure precisato, a margine, che non sempre il materiale pedopornografico ritrae violenze sessuali. Il fatto che il soggetto abbia meno di diciotto anni, non implica che manchi il suo consenso. Quando il consenso manca, c’è il reato. Senza se e senza ma.
Sia chiaro: sul piano morale la condanna nei confronti di chi consuma materiale di questo tipo può essere durissima. I cittadini possono organizzarsi in comitati per il boicottaggio dei video. Marziale e la sua squadra possono promuovere tutti i convegni che desiderano, ma una legge dello Stato non dovrebbe costruirci sopra un reato. In Italia, invece, è proprio reato, sebbene i dati forniti dal Censis dicano che il 90% delle violenze sessuali si consuma all’interno delle famiglie; l’8% degli abusi proviene dalle cosiddette figure di riferimento (l’insegnante o il prete dell’oratorio…) e il restante 2% da persone sconosciute. Allora, chi ha a cuore il bene dei bambini e vuole proteggerli dalle mani invadenti di un adulto, non dovrebbe concentrarsi sul contesto familiare piuttosto che su quel due percento?
Ecco un bel provvedimento da spot elettorale. “Noi difendiamo i bambini. La pedopornografia è reato. Mobilitiamoci contro il turpe mercato”. Peccato che il mercato non c’entri nulla. Che il consumatore sia un capro espiatorio. E che i bambini, quelli abusati, restino da soli. All’ombra di una gigantesca ipocrisia.


Caro axenos, lei semina finte buone intenzione in una discirica tossica.
La sinistra è, ed sempre stata, ispiratrice di ogni trasgressione; d’ogni tipo e qualità.
Se lei fosse sincero scrivendo “quei vacchi laidi li vorrei tutti in galera” rimarrebbe senza parito di riferimento. Da Di Pietro e Vendola.
Cessi di uomini che lei adora.
Ma lei non è sincero, è come loro.
La metti in politica perche’ sai benissimo che laida morale hai.
Ti porterei qui personalmente di fronte a un paio di famiglie che hanno avuto i figli di 8 e 5 anni rapiti, violentati, filmati e restituiti morti e senza organi interni. Voglio vedere se hai il coraggio di sostenere quello che sostieni qui. Codardo e laido.
Mi fate davvero schifo!
Non avete ne’ senso paterno, ne’ coscienza, ne’ morale, ne’ vergogna, ne’ decenza.
Che merde!
Davvero vi pago io il biglietto e vi ci porto e dite quello che dite qui in faccia a loro. Vigliacchi!
vendola è un vecchio laido?
le risulta che di pietro e vendola vadano a minorenni?
vede liut, la differenza tra sinistra e destra è che la prima è per la libertà sessuale, la seconda è per la perversione sessuale. per dirlo in termini più consoni al suo livello culturale:
i gay sono di sinistra, le checche di destra
ustrighetta ! l’articolo di rondolino sul giornale:
http://www.ilgiornale.it/interni/lo_scenario_senza_cav_moriremmo_democristiani/fini-cavaliere-berlusconi-casini-bossi-lega-democrazia_cristiana-dc-fabrizio-rondolino/08-05-2011/articolo-id=521878-page=0-comments=1
è berluisconiano sfegatato, al livello in cui “solo lui ci può salvare”.
(l’articolo sta rimbalzando su tutti i blog con commento. “lo dice persino uno di sinistra”)
caro axenos, peccato che quel che scrivi non sia vero. Semplicemente.
È vero che l’idea di società alla base del socialismo di destra e di sinistra sia la perversione e il sopruso. L’unione sovietica ne è un esempio, abolendo l’idea di Dio e della famiglia perché borghese.
La sessuofobia è sempre stata nel carattere del socialismo nazionale ed internazionale. Hitler mandava a morte gli omosessuali quanto Castro.
Di Pietro è un adultero rieterato ed un opportunista senza scrupoli. Caratteristiche comuni ai pedofili. Vendola parla da sè.
Quando scrive non sia monotono come i suoi amici di parte: la sinistra e la destra sono uguali. Cerchi altrove se vuole redimersi. Ovvio che non vuole.
Io son sempre stato un calmo ma stavolta ho perso le staffe.
Per chi mi dice che mi trincero dietro un nick.
Sono Claudio Felice Tassinari ho 53 anni e vivo dal 1993 all’estero. Sto In Metro Manila Jp Rizal corner Macopa St. Sono padre di due figlie di 8 e 5 anni e ex-padre di un bambino di 9 anni rapitomi qui, violentato e ucciso.
Se sei un uomo brutto figlio di puttana vieni qui a sostenere quello che dici in faccia mia che ti stacco le carotidi a morsi e ti sciolgo vivo nell’acido brutta testa di cazzo!
Pedofilo a me?
Voto pedofili?
Vieni che ti rompo in due pezzo di merda!
aveva ancora dubbi, fabio?
io avevo capito che rantolino fosse berlusconiano fin dai tempi in cui si spacciava per consigliere di dalema…
ma sto articolo sulla pedofilia è solo una provocazione fine a se stessa.
se non ci fossimo quì noi, nessuno l’avrebbe letto, e sarebbe finito in una scoreggina, come meritava.
non vale nemmeno la pena di commentarlo, ci spostiamo su di un’altra pagina ?
non metto in dubbio quello che sta dicendo ora sig. Claudio.
ma proprio la sua atroce esperienza dovrebbe consigliarla a distinguere tra criminale e persone con diversi orientamenti sessuali.
invece lei mette sullo stesso piano pedofili e gay, seviziatori e coppie di fatto, assassini e transessuali…
tutto ciò lo fa passare inevitabilmente dalla parte del torto…
axenos. Nonscrivere stronzate.
Ammettere che non capisci un cazzo ti farebbe fare più bella figura.
Non sei in grado di giudicare nessuno, né per torto né per ragione.
Un rispettoso silenzio ti riscatterebbe.
Ma non lo farai.
lei non sa nemmeno quello che scrive.
Ora svicola.
Io ho le mie idee e ho un modo di vedere le cose e ho anche il diritto di criticare le idee dei radicali, come loro ce l’hanno di dire la loro. Solo che non e’ tollerabile il tono da superiorita’ che adottano con chi la pesna diversamente ed e’, lo ripeto, la stragrande maggioranza degli esseri umani.
Io non ho votato Berlusconi.
Perche’ sono 20 anni che non voto in Italia.
Io non giudico nessuno su processi in corso fino almeno al primo grado.
Per chiunque.
Se poi mi si fa passare (a me?!) per uno che accondiscende i pedofili perdo davvero le staffe.
Le consiglio di stare attento con me …
mi consiglia di stare attento con lei?
ok seguirò il suo consiglio. farò come quando si cammina sui marciapiedi di quelle strade di roma o di milano dove le signore hanno l’abitudine di passeggiare in compagnia del proprio cane…
questa la spiegherò poi a liutprando con un disegnino
sia mai che non si pesti da solo
Lei e’ una merda!
axenos, per favore, ci sono momenti in cui la polemica si deve fermare.
(che poi, se fosse per me, non comincerebbe nemmeno)
No axenos, non ho bisogno di disegnini per capire che non vuoi essere calpestato.
Siccome sei quel che sei, ti consiglio di preoccuparti di quella povera regione che ti ha cagato ed evita scrivere di cose che il tuo padrino ti racconta. Ti vuole male.
l’ultima per liut e poi passo.
qualora vi decidiate a fare ‘sta benedetta secessione, non dimenticate di prendervi scilipoti e di nominarlo cittadino onorario della repubblica della cassoela…
ve lo cediamo più che volentieri
E no, la merda è vostra e ve la tenete.
Al massimo restituiscila al tuo amico Di Pietro.
ingrati, ma che si tratta così uno che ha salvato i culi flaccidi di bossi e berlusconi?
Sì.
La politica italiana mica è una cosa seria.
Dopo aver letto attentamente tutti i post di questa pagina (mi rifiuto di leggere i commenti successivi al 9 maggio, 11:58), mi rendo conto che le idee mancano e le offese e il linguaggio da trivio abbonda.
Divertitevi voi, vado a leggere un buon libro.
E’ vero, davanti a tragedie come quelle di Claudio e’ difficile dire qualcosa che non sia un balbettante mi spiace.
E penso che sarebbe suo diritto fare del colpevole, avendolo fra le mani, tutto quello che vuole.
Le posso anche dire che mia figlia ha la stessa eta’ che avrebbero avuto le ragazzine di Marcinelle, se non le avessero fatte morire di stenti e stupri. E quando leggevo gli articoli di stampa e guardavo mia figlia cadevo in preda ad una gelida rabbia.
Quindi io non dico e nemmeno lontanamente penso che la pedofilia sia lecita o tollerabile.
Le chiedo solo di indirizzare il suo sdegno sui pedofili, non su tutti quelli che hanno comportamenti o gusti sessuali diversi dalla maggioranza.
mi concede almeno questo?
[...] una virgola messa al posto sbagliato potrebbe creare danni irrimediabili. E’ il caso dell’articolo apparso su FrontPage sul delicato tema della pedopornografia dal titolo “La pedopornografia non [...]
Ho letto da poco l’articolo “La pedopornografia non è reato. Anche se lo è” a firma Annalisa Chirico, pubblicato su “The Frontpage”, sito web di informazione politica. La giovane dottoressa (classe 1986, laurea in scienze politiche “cum laude”, master, laurea magistrale e titoli vari evidentemente conseguiti a tempo di record, almeno a quanto risulta dal curriculum sul suo sito web) entra nel merito delle dichiarazioni del sociologo Antonio Marziale, presidente dell’Osservatorio sui diritti dei minori, rilasciate in occasione della “giornata nazionale contro la pedofilia”. Marziale ha affermato che…“chi consuma immagini pedopornografiche si rende moralmente complice di quanti abusano sessualmente dei bambini ”. La dottoressa Chirico non è d’accordo, e ne spiega il perché nel suo articolo; raramente ho letto un testo così arrogante, farcito di “presunte certezze” assurde. Il tono stesso con cui è scritto non lascerebbe spazio a dialogo sull’argomento ad eventuali interlocutori, e onestamente, penso che ribattere ad una teoria esposta in modo tale non sarebbe proprio il caso se non fosse per l’argomento base da cui scaturisce. La pedofilia. Non la pedopornografia, come sembrerebbe, che è una conseguenza della pedofilia. Di pedofilia (purtroppo) si deve parlare sempre, il più possibile. …”Va da sé che chi fa sesso con un’altra persona senza il suo consenso (minore o maggiore che sia!) oppure commette altre forme di violenza, è un criminale e va punito. Chi invece guarda un video pornografico raffigurante minori, non reca danno a nessuno. Ciò è difficilmente contestabile”….afferma la dottoressa Chirico. Difficilmente contestabile? È chiaro che a chi porta avanti concetti così estremi non ha senso fare discorsi del tipo…”e se nel video ci fosse tuo figlio o tua figlia?”… Vedrò quindi di argomentare con lo stesso metodo (ma non con la stessa logica) della dottoressa Chirico. Qualsiasi tipo di pornografia esiste perché c’è gente che ha interesse ad approvvigionarsi di materiale multimediale o cartaceo del genere. È palese, quindi, che se non ci fossero i pedofili acquirenti/utilizzatori la pedopornografia non esisterebbe. O sarebbe ad uso e consumo privato del produttore stesso, nel qual caso il reato principale sarebbe la violenza vera e propria. Invece il produttore di solito diffonde il video o le fotografie scambiandole con altri prodotti del genere, oppure in cambio di denaro. Incontestabile quindi è senz’altro l’esistenza di responsabilità morale di chi richiede e consuma un prodotto simile. …“In Italia il mero possesso di materiale pedopornografico è severamente vietato dalla legge. Qual è stato il risultato? Che come sulle droghe, per esempio, il proibizionismo ha di fatto alimentato un mercato condannandolo alla clandestinità (e, dunque, all’assenza di regole).”… continua la dottoressa, prendendo fischi per fiaschi paragonando chi usa la droga con chi usa il materiale pedopornografico; proviamo ad individuare gli attori nei due casi: chi vende droga è paragonabile a chi mette in commercio pedopornografia; il problema viene fuori quando si tratta di analizzare la merce: mentre la droga si ottiene con la manipolazione di piante o sostanze chimiche, il materiale pedopornografico si ottiene con lo sfruttamento di uno o più esseri umani minorenni, in molti casi bambini di pochi anni. Direi che c’è un’enorme differenza, che anche la legge italiana riconosce ammettendo l’uso personale di droga (è un fatto privato tra il drogato e la droga, non ci sono altri esseri umani di mezzo, consenzienti o no); sarei curioso di sapere quali sarebbero le “regole” che la dottoressa Chirico vorrebbe mettere nel suo (da lei) auspicato mercato legale della pedopornografia. Nell’affannata ricerca di argomenti per potere finire di scrivere il post si avventura poi in un ragionamento oltre che illogico basato su cavilli degni dell’ipotetico avvocato di Adolf Hitler o di qualche altro criminale indifendibile. …”Il reato esiste se c’è una vittima, se a qualcuno viene procurato un danno…. non possiamo non renderci conto che la vittima non c’è…per le stesse ragioni per cui il “reato” di immigrazione clandestina è un falso giuridico, ugualmente il reato di pedopornografia non esiste (????questa poi..)…Va pure precisato, a margine, che non sempre il materiale pedopornografico ritrae violenze sessuali. Il fatto che il soggetto abbia meno di diciotto anni, non implica che manchi il suo consenso. Quando il consenso manca, c’è il reato. Senza se e senza ma. …una legge dello Stato non dovrebbe costruirci sopra un reato. In Italia, invece, è proprio reato, sebbene i dati forniti dal Censis dicano che il 90% delle violenze sessuali si consuma all’interno delle famiglie; l’8% degli abusi proviene dalle cosiddette figure di riferimento (l’insegnante o il prete dell’oratorio…) e il restante 2% da persone sconosciute. Allora, chi ha a cuore il bene dei bambini e vuole proteggerli dalle mani invadenti di un adulto, non dovrebbe concentrarsi sul contesto familiare piuttosto che su quel due percento?… Eh no! Cara dottoressa, chi ha a cuore il bene dei bambini deve concentrarsi su TUTTO IL 100%, non …“piuttosto che”; questo si, senza se e senza ma!…Complimenti, comunque! Più o meno le argomentazioni che userebbe in tribunale un avvocato senza scrupoli a difesa di un pedofilo accusato di detenzione di materiale pedopornografico.
[...] chiarificazioni a margine del mio post sulla [...]
per cui lei mi sta dicendo che se pago qualcuno che mi vende il video di sua figlia, piccola o grande che sia (per usare parole sue, che fa sesso (consensuale a 5 anni la vedo un po’ dura) con uno o più uomini, sua figlia che probabilmente è anche già morta, lei avrebbe piacere di invitarmi a cena a casa sua? Ma si rende conto di quanto è ipocrita quello che scrive? Mi verrebbe da pensare che ha validi motivi suoi personali per affermare quanto scrive e mi verrebbe da chiedermi quali sono?!?