Si può fare anche senza
Oggi è veramente dura. Scrivere un pezzo, un articoletto, un “pezzullo” che prenda le mosse da una vicenda politica è difficile. Più faticoso che difficile forse. Non che manchino argomenti, meno che mai ricette.
Forse è proprio il problema della scelta, magari troppo ampia, che mi attanaglia da un po’.
Berlusconi in tribunale, Berlusconi che assegna valore di test nazionale alle amministrative, Berlusconi che risponde a Napolitano, il contestatore dei supporter di Berlusconi trascinato via dalla solerte polizia di Stato, Berlusconi contro i magistrati, Bossi che prende le distanze da Berlusconi.
Poi ci sono gli esteri: Libia, Bin Laden, Obama, la Siria… ma si sa: degli esteri non frega un cazzo a nessuno.
E’ come se negli affari interni della politica Italiana ci fosse qualcosa di troppo, una vaga ridondanza, come un’eco che si fatica a togliere dalle orecchie. Non è facile capire di cosa si tratti ma la sensazione è costante e minacciosa.
Quando un solo elemento permea tutto, sempre, dall’alto in basso, trasversalmente, si perde il gusto del resto. Non ci sono più priorità, non ci sono più particolari gustosi, in una parola: equilibrio.
Quando è una sola cosa al centro della scena, il resto diventa contorno. Anche le cose importanti. Il guaio è che in questa nostra strana politica non si capisce quale sia l’elemento di troppo, il cancro accentratore di attenzioni. Speriamo venga fuori presto, sono certo che sapremo porvi rimedio.
Dove si può fare e spesso non si fa, è in cucina. In Italia un alimento la fa da padrone, ed è ora di ribellarsi. Qui confesso e faccio pubblica ammenda: il pomodoro mi ha rotto le palle… Sughi, salse, intingoli a base di pomodoro, basta!
Ottimi condimenti riescono anche senza. Mi hanno regalato delle spuntature di agnello, ma io mi sono ribellato all’istinto ed ho così proceduto.
Asciugate ed infarinate, le ho passate nella farina. Scaldato dell’olio con aglio in una padella pesante, ho tuffato le spuntature nel tegame a fuoco lento. Dopo un paio di minuti ho sfumato con del vino bianco. Poi ho aggiunto in cottura brodo di carne ed ho coperto, facendo cuocere per un’oretta abbondante. A fine cottura ho aggiunto timo fresco e mantecato (a fuoco spento) con del parmigiano.
E’ andata benissimo, al pomodoro non ci pensava più nessuno.


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la butto li…
e se berlusconi fosse la panna?
è diventata di moda negli anni ’80 come lui.
Si diceva che “legasse” i cibi e sembrava ad un certo punto che non se ne potesse fare a meno.
Invasiva, pervasiva, appiattiva ogni gusto, invade anche il sugo di pomodoro e la pizza…
Poi arrivano le nuove tendenze e scopri che anche le pennette al salmone, toh, sono buone così, con un pò di olio crudo.
Sembrava indispensabile e adesso non sai neppure perchè la usassi…
TS
quoto luca, era la panna il condimento di cui si abusava. del pomodoro invece, leggero e profumato, ingiustamente snobbato dai cuochi radical chic stile vissani, non si rischia mai di abusare.
p.s.
curioso poi, che vissani snobbi il pomodoro considerandolo un cibo estraneo alla tradizione gastronomica italiana (come se la tradizione italiana sia rimasta ferma al medioevo) e consideri tradizionale la polenta (di mais!) arrivando a proporla come piatto dell’unità d’italia…
Già, la panna…
http://www.thefrontpage.it/2009/12/20/panna-e-p38-ma-non-tutti-gli-anni-70-sono-da-buttare/