I mille rivoli del Terzo polo
Succede che a tre anni dalle elezioni politiche del 2008, vinte dal Cav. con il sostegno del Pdl e della Lega, gli eredi della Balena Bianca, stiamo parlando dell’Udc, non hanno ancora deciso da che parte stare. Il bipolarismo “muscolare”, “o con il Cav. o contro il Cav.”, imporrebbe una scelta, ma Casini, nonostante sia tirato per la giacca da destra e da sinistra, non si schioda dal raggio d’azione “centrista”, e continua a credere ad una fase post-bipolare. Sarà.
Intanto, nel corso dei mesi è stato raggiunto da due ex bipolaristi convinti, ovvero Francesco Rutelli e Gianfranco Fini, il primo uno dei fondatori del Pd, il secondo fondatore insieme al Cav. del Pdl. Così Pierferdi, o come lo chiamano alcuni osservatori Pierfurbi, insieme a due politici navigati, come Fini e Casini, guida il cosiddetto “Terzo polo”, e nel prossimo fine settimana in virtù delle amministrative conoscerà il peso specifico della nuova compagine.
Ma se escludiamo Napoli, Torino, Bologna e Milano, dove il Terzo polo si presenta compatto, in tutti gli altri comuni d’Italia, da Nord a Sud, non lo sarà affatto. Ad esempio, in Calabria, roccaforte Udc, tant’è che alle elezioni del 2008 raggiunse l’8.6%, i casiniani non accettano gli ordini di via dei Due Macelli, mandano all’aria il progetto “terzopolista”, e nei quattro capoluoghi in cui si voterà saranno legati a doppio filo con il Pdl. Così ieri a Crotone, durante la presentazione del candidato del centrodestra, ovvero Dorina Bianchi, prima Pd, poi Api, adesso Udc, il Cav. ha attaccato Casini, e la Bianchi, accanto a lui, non si è scomposta e non ha storto il naso. Ciò dimostra la distanza fra la base udiccina, ancora ben radicata nel centrodestra di vecchio conio, e i vertici nazionali che formalmente credono al progetto terzopolista, ma sostanzialmente, se il pressing dei democratici si facesse sempre più insistente, e se i democratici mollassero Di Pietro, sarebbero disposti ad allearsi con il Pd.
D’altronde ieri mattina Rutelli, intervistato da Maria Teresa Meli sul Corsera, è stato chiaro: “Il nostro polo è una forza autonoma che non può allearsi per il governo del Paese con Sel e Italia dei Valori che non condividono una politica estera responsabile e sono sempre schierati con le forze sindacali più radicali”. Eppure anche in Sicilia, altra roccoforta udiccina, non appena Casini ha iniziato a tessere un’alleanza con il Pd e con Lombardo, in occasione del quarto governo Lombardo, una fetta di partito, capitanata da Saverio Romano, si è opposta alla scelta di Casini, e ha posto le basi per la nascita del Pid, Popolari per l’Italia di domani, in dicembre confluito nel gruppo dei famosi “Responsabili”. Al netto di Napoli, analogo scenario si ripete in Campania, dove l’Udc siede in Regione con Stefano Caldoro e con il Pdl. A questo punto la domanda sorge spontanea: che ne sarà del “Terzo polo”?


Spero che gli italiani non abbocchino all’amo.
Tre personaggi simili, dopo esser transitati per ogni dove, sono ancora in sella a propor fumisterie ed alchimie.
Il loro scopo?
Avere il 4% e contare come se avessero il 50%.
Come?
Costruire una bella compagnia di ventura e presidiare tutti i guadi e le strettoie in cui un governo (nazionale o locale, poco importa) è costretto inevitabilmente a transitare.
E fargli pagar pedaggio.
Verifiche, convergenze, voto di fiducia, voto secondo coscienza, commissioni, vertici, gruppi, fiducia nella magistratura……..
Strumenti arcaici di una democrazia s-governante, che il trio vuole mantenere nei secoli, a garanzia della loro immortalità politica.
Programmi? futuro? sviluppo?
Ma va là, ma dai, non sono mica queste le cose importanti!
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casini: gioca da 2 legislature un gioco abbastanza chiaro : se ne sta fuori dal centrodestra in attesa della fine di berlusconi. se e quando il centrodestra si trovera’ in crisi di leadership rientrera’, col suo malloppetto di voti, in pole position.
nel frattempo fa e si arrabatta per mentenere un profilo almeno decente.
(vedi vietti al csm)
non disdegna troppo le lusinghe del pd perche’ potrebbero fargli comodo per altri obiettivi (quirinale), ma resta dov’e’. a fare di tutto e con tutti per cercare di sbolognare il cav il prima possibile e tornare, in pista, nel centro destra.
fini: e’ partito tardi e male, con in testa il giochino di casini. e si e’ incasinato. nel senso che se torna a destra riparte in quinta fila. se si sposta a sinistra, al massimo si porta dietro la famiglia e bocchino. e al massimo fara’ la fine di follini.
rutelli: e’ il piu’ illuso dei 3.
spera di staccare il pd da vendola e di pietro !
ma e’ anche il piu’ disilluso sulle proprie possibilita’ e quindi quello con le mani piu’ libere: puo’ spostarsi da qualsiasi parte senza conseguenze epocali.
ecco perche’ il terzo polo non esiste: non c’e’ una posizione politica alternativa e chiara, ma solo dei tatticismi di 3 carriere in bilico.
la riprova e’ anche in sicilia: lombardo ha sostituito il pd al pdl. punto.
dove minchia e’ il terzo polo ?
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il terzo polo è forte! e d’alema l’ha capito anche grazie ai sondaggi segreti commissionati dal pd! l’unica cosa certa è che il terzo polo alle prossime elezioni sarà al governo! è nella situazione politicamente più forte!
ad afragola preparano la festa a de magistris…questa gentaglia è pronta a tutto per due spaghetti alla puttanesca
Molto ben scritto Roberto.Purtroppo il 95% dei politici sono privi di qualsiasi ideale.Cosa direbbe oggi Pericle?Vediamo:Qui in Italia noi facciamo così.Qui il nostro governo favorisce i pochi invece dei molti.Qui in Italia noi facciamo così.Le leggi qui assicurano una giustizia diseguale,ed ignoriamo i meriti dell’eccellenza.Qui in Italia noi facciamo così.Quando un cittadino si distingue,esso non sarà,a preferenza di altri,chiamato a servire lo Stato.Qui in Italia noi facciamo così.Un uomo che non si interessa allo Stato,noi non lo consideriamo innocuo,ma utile.Qui in Italia noi facciamo così