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La rivoluzione liberale di Berlusconi

Gli avversari di Berlusconi spesso denunciano da parte del Cavaliere il tradimento della sua promessa e mai attuata – a detta loro – rivoluzione liberale. Questo argomento, a dire il vero, di tanto in tanto viene ripreso anche da autorevoli esponenti politici e intellettuali vicini al centrodestra, che in un modo o nell’altro non si sentono più in piena sintonia con il corso berlusconiano. Che Berlusconi dal 1994 vada sbandierando un giorno sì e l’altro pure l’intenzione di voler dare vita ad una corposa rivoluzione liberale è senz’altro una verità; e che questo suo cavallo di battaglia sia sempre il refrain delle sue campagne elettorali è un altro dato incontrovertibile. Detto questo, ora bisogna cercare di vedere se davvero il Cavaliere nella sua ormai quasi ventennale attività politica ai massimi livelli abbia mantenuto o meno il suo impegno per rendere più libero il nostro tessuto sociale, culturale, politico ed economico.

Ebbene, al di là di ogni partigianeria, una seria valutazione del lavoro del Cavaliere non può prescindere dalle oggettive, e a volte imprevedibili, condizioni di difficoltà nelle quali il leader del centrodestra si è trovato ad operare. Nel 1994 Berlusconi è stato azzoppato dai giudici dopo appena sette mesi; nel 2001 si è trovato davanti alla catastrofe delle Torri gemelle di New York; nel 2008, infine, la grande crisi economica e finanziaria internazionale. Insomma, nei fatti, Berlusconi ha sempre trovato ostacoli molto ardui sulla sua strada. Intoppi tali da rendergli la vita molto difficile. Inoltre, a parte gli “impedimenti” esterni, in Italia il vero ostacolo ad un serio piano di riforme e liberalizzazioni è rappresentato da quel coagulo di forze politiche, sociali, economiche e professionali che impediscono con ogni mezzo, lecito e non, ogni cambiamento.

Quanto detto, però, non può e non deve costituire un alibi ma al massimo una circostanza attenuate per la condotta del Cavaliere. Senza dubbio, se il nostro giudizio si ferma a valutare la promessa rivoluzione liberale, solo ed esclusivamente andando a contare uno per uno i provvedimenti legislativi e non che hanno introdotto concretamente un tasso di liberalità in più nel nostro bloccato e vecchio sistema politico- sociale, di sicuro non potremmo non registrare un certo deficit di azioni tangibili con mano. I governi di centrodestra, infatti, hanno introdotto riforme importanti, specie nel campo dell’istruzione, del lavoro e delle pensioni, però c’è ancora da fare e si poteva fare di più.

Nonostante questi innegabili ritardi, però, non si può non dire che le cose siano rimaste uguali al periodo pre-Berlusconi. Anzi. Una corretta valutazione dell’operato dell’attuale premier, infatti, deve basarsi anche sulle cosiddette liberalizzazioni “immateriali”, ovvero sui cambiamenti del modo di pensare su alcuni temi cruciali inerenti le nostre istituzioni, i loro reciproci rapporti, la loro scala gerarchica. Berlusconi ha liberalizzato il sistema politico, ha introdotto il bipolarismo, ha rotto i vecchi schemi e, soprattutto, ha infranto diversi tabù che fungevano da tappo al nostro sistema politico ed istituzionale. Con Berlusconi si sono introdotti nuovi concetti politici, si è aperto un dibattito sull’egemonia culturale della sinistra nel mondo dell’ istruzione e della magistratura e si è iniziato a parlare davvero concretamente della necessità di svecchiare la nostra Costituzione.

Il Cavaliere ha rappresentato una sorte di vulnus rispetto al vecchio sistema pletorico, ipocrita e perbenista che vigeva nelle istituzioni italiane. Berlusconi ha creato uno sconquasso, ha messo in atto una positiva azione di destabilizzazione e rottura di alcuni pericolosi e malati assetti consolidati, in una parola sola ha dato vita ad una rivoluzione liberale ideale. Alcuni temi, prima della sua discesa nell’agone politico, erano del tutto assenti: concetti come il merito, il libero mercato, l’abbassamento delle tasse, la troppa burocrazia, la lentezza e la vetustà delle istituzioni, lo strapotere di certa magistratura, il garantismo liberale, il diritto ad una scuola pubblica non ideologizzata e via discorrendo rappresentano un merito ascrivibile alla sua azione politica.

Il nostro paese era destinato a cadere nelle mani degli eredi della vecchia sinistra e del sindacato conservatore, che certamente non avrebbero mangiato i bambini ma che altrettanto certamente avrebbero rallentato maggiormente alcuni mutamenti culturali e ideali che da circa due decenni pervadono anche la nostra penisola. Berlusconi ha creato il centrodestra, ha sdoganato il vecchio Msi, ha costituzionalizzato la Lega.

Sempre Berlusconi ha ringiovanito il linguaggio politico, il modo di comunicare, di interagire con la gente e di fare politica. Certo, le forme non sono il suo forte, in alcuni casi le stravolge, però ci ha costretto a confrontarci maggiormente con la realtà, con i problemi concreti.

Senza Berlusconi e il centrodestra da lui unificato e fatto maggioranza si sarebbe  mai parlato di foibe? Di patria? Penso di no. La sinistra avrebbe continuato a dettare legge, a diffondere senza contraddittorio la sua retorica resistenziale e partigiana. Non è questa una rivoluzione liberale in un paese come l’Italia? Per non parlare dei sidacati, del loro strapotere, del loro diritto di veto. Chi è stato il leader politico che negli ultimi quindici anni ha permesso che alcuni di questi tabù siano stati messi in discussione? Berlusconi è la risposta.

Insomma, seppure con limiti, ritardi, omissioni e mancanze, Silvio Berlusconi la sua rivoluzione liberale l’ha fatta. Una rivoluzione contraddistinta da atti e fatti concreti, ma soprattutto una rivoluzione liberale fatta di idee nuove, coraggiose, anticonformiste e sempre portate all’ottimismo. Andare controcorrente, specie da noi, non è mai stato facile e conveniente, anzi porta guai. Ma nonostante ciò il Cavaliere non si è tirato indietro, lotta per lui e anche per chi ama la libertà. Da liberale, in nome della libertà, si è fatto un baffo delle critiche ed è andato avanti sulla sua strada di statista sui generis e vicino alla gente.

David Consiglio

78 commenti a “La rivoluzione liberale di Berlusconi”

  1. tato tripodo scrive:

    cmq non scherzavo ! mi piace molto anche se di opinione opposto i suoi punti di vista!

  2. mng3 scrive:

    Questo articolo è una cagata pazzesca.

  3. Liutprando scrive:

    mng3 il tuo commento è una cagata pazzesca.

  4. Bric.44 scrive:

    “berlusconi si è trovato a governare in condizioni sfavorevoli”

    Verissimo !

    Vorrei però far notare che certo “Tremonti” ha avuto modo di dire che l’ attacco alle Twin Tower è risultato ininfluente sull’ economia Italiana,

    e per qunto l’ attuale gravissima crisi finanziaria, ancor più vero, come è vero che ha colpito moltissimi altri paesi (forse con la sola eccezione dei BRIC, che non sono io), ma molti di quegli stessi paesi oggi stanno viaggiando a ritmi di crescita che vanno dal 3 al 5 % annui, contro il nostro stiracchiato 1%.

    Si dirà: ma noi abbiamo un debito pubblico enorme:

    assolutamente vero !

    Ma chi lo ha creato questo enorme debito pubblico ?
    Basta consultare l’ elenco di Ministri, Viceministri, Sottosegretari e Consulenti (magari senza dimenticarci dei loro sponsor) degli ultimi Governi della prima Repubblica, e l’ elenco del Governo attuale. Semplice no ?

  5. Liutprando scrive:

    ‘Ma chi lo ha creato questo enorme debito pubblico ?’

    La spesa pubblica. Cioè lo Stato. Cioè gli statali.
    Per eliminare il debito pubblico bisogna eliminare l’eccesso di spesa pubblica, più quella parte che consenta di rientrare del debito. Cioè l’Italia dovrà fare a meno di welfare, cioè della spesa sanitaria in primo luogo.

  6. Bric.44 scrive:

    “La spesa pubblica. Cioè lo Stato. Cioè gli statali”

    Già, si sono autoaumentato gli stipendi, le pensioni le prebende.

    Costa così tanto dire che c’ è qualche uomo politico di allora, che sopravvive (politicamente), pontifica, cazzeggia, ancor oggi, che ha qualche responsabilità in questo enorme debito. Lei che è così ben informato dovrebbe conoscerli, renda edotti anchi gli altri partecipanti alla discussione.

  7. Liutprando scrive:

    Bri.44

    Tutti coloro che sono per l’unità d’Italia.
    Cioè coloro che hanno dallo Stato una rendita parassitaria.

  8. Misonrotto scrive:

    Ho capito lei parla della Minetti, della Carfagna, del compagno della Brambilla, del figlio di Bossi, del figlio e del fratello di La Russa, della compagna, del figlio e dell’ex marito della compagna di Bondi e di tanti altri berluscones e leghisti che vivono pagati da tutti gli italiani……vergognatevi!!!

  9. Un esule scrive:

    dovessimo fare la lista dei comunisti che fanno lo stesso non basterebbe lo spazio.
    Solo qualche esempio?
    La moglie di Bassolino,
    la moglie di Fassino
    il figlio di Visco
    la figlia di Cossutta
    la famiglia Berlinguer…
    etc etc etc
    Quindi si vergogni lei. Primo perche’ non sa e mente sapendo di mentire

  10. torquemada58 scrive:

    @ Un esule

    Come al solito Lei inciampa nella logica perché l’ottimo Misonrotto non ha mentito sapendo di mentire, ha detto una verità che tutt’al più può essere considerata parziale visto che forme di nepotismo e familismo imperversano dappertutto.

    Va anche detto però che la «mignottocrazia» è una novità che si è sviluppata con il beneplacito del «berlusconismo» e dunque Misonrotto non ha tutti i torti nel dire : «vergognatevi!!!».

  11. tato tripodo scrive:

    torquemada non condivido! lei la chiama mignottocrazia per fare riferimento intuitivo a berlusconi ma in realtà cossutta e berlinguer non erano figli del berlusconismo anzi se proprio lei vuole ragione ne furono i padri!

  12. torquemada58 scrive:

    @ tato tripodo

    La vedo incerto in tutte le materie … Lei sbaglia … Le spiego … gli antichi romani, che la sapevano lunga su tutto, dicevano : « Mater certa est, pater numquam». Ma nel caso del «berlusconismo» si può dire che «pater certus est» e si chiama Bettino Craxi.

    Che ci sia una relazione intima tra «craxismo», «berlusconismo» e «mignottocrazia» ne è prova una simpatica intercettazione degli anni ’80 :

    Berlusconi. Iniziamo male l’anno!

    Dell’Utri. Perché male?

    Berlusconi. Perché dovevano venire due [ragazze] di “Drive In” che ci hanno fatto il bidone! E anche Craxi è fuori dalla grazia di Dio!

    Dell’Utri. Ah! Ma che te ne frega di “Drive In”?

    Berlusconi. Che me ne frega? Poi finisce che non scopiamo più! Se non comincia così l’anno, non si scopa più!

    Dell’Utri. Va bene, insomma, che vada a scopare in un altro posto!

    Berlusconi. Senti, dice Fedele [Confalonieri] che devi sacrificarti (…). Devi venire qui!

    Dell’Utri. No, figurati!

    Berlusconi. Purché le tette siano tette! Truccate soprattutto bene le tette! (…) Grazie, ciao Marcellino!

    Dell’Utri. Un abbraccio, anche a Veronica. Ciao!

    Berlusconi. Anche a te e tua moglie, ciao!

    (telefonata intercettata dalla Guardia di Finanza sul telefono di Marcello Dell’Utri a colloquio con Berlusconi nella sua casa ad Arcore, dove il Cavaliere festeggia il Capodanno con Confalonieri e l’allora presidente del Consiglio Bettino Craxi, ore 20.52 del 31 dicembre 1986).

    Amen

  13. tato tripodo scrive:

    lei annaspa torquemada! il fatto che berlusconi si aun mignottaro non significa che i politici non abbiano usato le cariche pubbliche che ricoprivano per arricchire se e le loro famiglie! se berlusconi è come gli altri e certamente lo è non toglie il fatto che lui non ha inventato niente! questa è la dimostrazione di quanto lei è fazioso a voler attribuire tutti i mali del mondo a berlusconi! magari fosse come dice lei perchè cio significherebbe che il giorno che non ci sarà più lui torneremo all’eden della politica! ma lei si ricorda come era tutto sano legale e privo di corruzione quando berlusconi non era in politiva? io no perchè per quelli che sono i miei ricordi gli uomini in politica da sempre hanno adottato la politica della famigliocrazia!

  14. torquemada58 scrive:

    @ tato tripodo

    Lei non domina le categorie e le confonde … il nepotismo e il familismo sono fenomeni che ci sono sempre stati, la corruzione è un fenomeno che c’è sempre stato ma la «mignottocrazia» è una degenerazione recente ed è un fenomeno tipico del «berlusconismo» , è il punto di confluenza tra prostituzione fisica, prostituzione intellettuale e prostituzione parlamentare.

  15. tato tripodo scrive:

    torquemada è lei che è uscito fuori tema non io! è lei che deve dominare le categorie non io!

  16. Liutprando scrive:

    “Misonrotto scrive:
    15 maggio 2011 alle 22:56

    Ho capito lei parla della Minetti, della Carfagna, del compagno della Brambilla, del figlio di Bossi, del figlio e del fratello di La Russa, della compagna, del figlio e dell’ex marito della compagna di Bondi e di tanti altri berluscones e leghisti che vivono pagati da tutti gli italiani”

    Strano, hai capito bene. Parlo di quelli che citi, ma ancor di più, quelli che non citi. Amici tuoi che, al contrario dei primi, non valgono una merda secca.

  17. Liutprando scrive:

    @tato tripodo

    Quelli come torq sono sempre fuori tema. Mentono e calunniano, come vuole il loro partito, perché così si discute di altre cose e non del fatto che il socialismo, d’ogni tipo, va eliminato dalla faccia della Terra.

    Inutile cercare di ragionarci: non ne sono in grado, come dimostrano senza lasciare dubbio.

    Teniamoceli come comici, perché fanno solo ridere.

  18. Misonrotto scrive:

    Si infatti ho dimenticato l’on.le Marco Reguzzoni, genero del superleghistarazzista Francesco Speroni parlamentare europeo o della senatrice Diana Carla Carmela de Feo, moglie del Fido Fede. Ma mi faccia il piacere!!!

  19. torquemada58 scrive:

    @ Liutprando

    Secondo alcuni Tremonti è un socialista … ahahahahahah … va eliminato anche lui dalla faccia della Terra ? … ahahahahahah …

  20. Liutprando scrive:

    Questi “alcuni” sono come te: bugiardi e stupidi. Usi la stessa logica idiota di sempre: tuo nonno è una locomotiva. Indice di stupidità irreversibile. I risultati sono sempre gli stessi.

  21. torquemada58 scrive:

    @ Liutprando

    «Questi “alcuni” sono come te: bugiardi e stupidi» … ahahahahahah … troppo divertente … ahahahahahah … ti sei appena dato del bugiardo e dello stupido … ahahahahahah … tu in data 18 luglio 2010 alle 21:31 hai scritto :

    «Tremonti mi piace. Un po’ troppo socialista ultimamente, ma credo che lo sia per tattica».

    … ahahahahahah … «Tremonti mi piace. Un po’ troppo socialista ultimamente…» … ahahahahahah … allora avevo ragione : sei talmente scemo da voler dimostrare a tutti che sei scemo … ahahahahahah …

    P.S. Ricordati che ti sei impegnato a votare PD

  22. Liutprando scrive:

    Tutti quegli hahahahah che scrivi indicano uno stato di confusione mentale o di alterazione emotiva.
    Srivere serve a comunicare, perciò ne sei sei esonerato perché non ne sei in crado.

    Il fatto che non conosci il significato delle parole, la tua logica idiota lo dimostra, ti consente solo di fare lo scemo del villaggio.

    Continua a fardi ridere.

  23. torquemada58 scrive:

    @ Liutprando

    Rifatti vivo quando hai preso la licenza media, al momento non sembri in grado di sostenere una discussione …

    P.S. Ti eri impegnato a votare per Pisapia, lo hai fatto ?

  24. Un esule scrive:

    Liutprando e’ sicuramente piu’ colto ed istruito di lei…. Anche se non condivido molte delle sue idee, rispetto alle sue, T58, sono oro….

  25. Liutprando scrive:

    Ho un titolo di studio superiore al torq.
    Spiacente.
    Dunque?

    Trova altri argomenti per farci ridere, l’intorcinamento demenziale alla lunga annoia.

    Datti da fare che se no ti licenzio.

  26. torquemada58 scrive:

    @ Gianni e Pinotto

    A cuccia, fate i bravi … non rispondete mai alle domande, non sapete sostenere le discussioni, non avete mai argomenti validi … abbiate almeno la compiacenza di non sparare panzanate a casaccio …

  27. Roberto 1 scrive:

    Rispondo in ritardo, grazie alla mia profonda antipatia per i cialtroni ed i dozzinali in preparazione storico-politica.
    Certo, può essere scambiato per atteggiamento snob (che volete, ho appena votato a Sinistra, un pò di Dna lo condivido con i “terrazzari”), ma, sostanzialmente, non sopporto nè malafede nè preparazione culturale da ex Frattocchie.
    Reputo Melechov intelligente, quindi è in malafede.
    Rispondere “pere” quando si parla di “mele” è l’ABC che si imparava alle Frattocchie, appunto.
    Il nostro non può non sapere dei rapporti fra URSS e Regime Fascista degli anni a cavallo fra il ’20 ed il ’30, non può non sapere dei “reciproci” favori, non può non sapere che le “prove” ai tribunali speciali venivano, a volte “gentilmente offerti” e che , in questo modo, sparivano personaggi “doppiamente” scomodi: al PCI ed al Fascismo.
    Il mago Do Nascimento, probabilmente, in una delle sue vite precedenti svogeva il ruolo di Cattedrattico delle scuole di partito, per formare menti bacate e contorte come quella di Melechov.
    E con questa chiudo davvero, perchè i 10, 100, 1000 Melechov non meritano davvero più alcun tipo di attenzione.

  28. Liutprando scrive:

    Concordo pienamente con Roberto 1.

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