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Violenza, potere e fellatio illegale

Il direttore del Fondo monetario internazionale ammanettato è un’immagine potentissima. Qualcuno ci coglie una metafora, qualche altro la violenza delle manette. Qualcuno esulta, qualche altro no. Resta la forza dirompente di quelle foto.

Stupisce sempre vedere che quando “il potere” viene arrestato, è raro che succeda per colpe legate in qualche modo alla gestione della collettività, responsabilità politiche, o tutt’al più umanitarie (ché se no si chiama rivoluzione). Quasi sempre è perché il potere tracima sulla vita del potente. Nel sesso, nelle relazioni umane, nelle transazioni commerciali private.

Se Strauss-Kahn dovesse essere riconosciuto colpevole, sarebbe condannato per  aver costretto una cameriera dell’hotel in cui alloggiava a un rapporto orale, sequestro di persona (perché avrebbe chiuso a chiave la porta) e – last but not least – “atti sessuali criminali”. Eh già, perché nello Stato di New York pompini e corrispetivi sono pratiche sessuali illegali. Curioso no?

Siamo tutti americani. Senza girarci in tondo: non è la stessa cosa, certo, ma non si può non associare a quella di Dsk la vicenda di Berlusconi. In realtà una parte del nostro Paese sarebbe pure disposta a introdurre nel codice il reato di sesso orale pur di levarselo dai piedi. Ma siamo sicuri che poi non troverebbe la scappatoia?…E poi saremmo tutti in galera. Quasi tutti…

Ci limitiamo in questo strano Paese a metter fuorilegge delle prelibatezze. La folaga, una specie di anatra che bazzica laghi e paludi in Italia non si può mangiare. Ma non perché (come nel caso dei datteri di mare) sia dannoso in qualche modo per l’ambiente. Ragioni igieniche, semplicemente. Non essendo le quantità della fauna sufficienti all’allevamento, non si può cacciare perché sfuggirebbe ai controlli… Tanti anni fa non la pensavano così. Riporto una ricetta di Pellegrino Artusi, padre della cucina italiana (La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene, 1891), che mi pare bellissima.

La folaga (Fulica Atra) si potrebbe chiamare uccello pesce, visto che la Chiesa permette di cibarsene ne’ giorni magri senza infrangere il precetto. La sua patria sono i paesi temperati e caldi dell’Europa e dell’Africa settentrionale, e come uccello anche migratorio viaggia di notte. Abita i paduli e i laghi, è nuotatore, nutrendosi di piante acquatiche, d’insetti e di piccoli molluschi. Due sole specie trovansi in Europa. Fuori del tempo della cova le folaghe stanno unite in branchi numerosissimi, il che dà luogo a cacce divertenti e micidiali. È assai cognita quella con barchetti, chiamata la tela, nelle vicinanze di Pisa sul lago di Massaciuccoli, di proprietà del marchese Ginori Lisci, che ha luogo diverse volte nell’autunno inoltrato e nell’inverno. Nella caccia del novembre 1903, alla quale presero parte con cento barche cacciatori di ogni parte d’Italia, furono abbattute circa seimila folaghe; così riferirono i giornali.

La carne della folaga è nera e di poco sapore, e pel selvatico che contiene bisogna, in cucina, trattarla così: Prendiamo, ad esempio (come ho fatto io), quattro folaghe e, dopo averle pelate e strinate alla fiamma per tor via la gran caluggine che hanno, vuotatele e lavatele bene. Dopo trapassatele per la lunghezza del corpo con uno spiedo infuocato, poi tagliatele in quattro parti gettando via la testa, le zampe e le punte delle ali; indi tenetele in infusione nell’aceto per un’ora e dopo lavatele diverse volte nell’acqua fresca. Dei fegatini non me ne sono servito; ma le cipolle, che sono grosse e muscolose come quelle della gallina, dopo averle vuotate, lavate e tagliate in quattro pezzi, le ho messe pure nell’infusione. Ora, fate un battuto, tritato fine, con una grossa cipolla e tutti gli odori in proporzione, cioè sedano, carota e prezzemolo, e mettetelo al fuoco con grammi 80 di burro, e nello stesso tempo le folaghe e i ventrigli condendole con sale, pepe e odore di spezie. Quando saranno asciutte bagnatele con sugo di pomodoro o conserva sciolta in acqua abbondante per cuocerle e perché vi resti molto intinto. Cotte che sieno, passate il sugo e in questo unite un petto e mezzo di folaga tritato fine e altri grammi 40 di burro, per condire con esso e con parmigiano tre uova di pappardelle o grammi 500 di strisce che, pel loro gusto particolare, saranno lodate. Le folaghe, con alquanto del loro intinto, servitele dopo come piatto di companatico che non saranno da disprezzarsi. Tutta questa roba credo potrà bastare per cinque o sei persone. Ho inteso dire che si ottiene anche un discreto brodo cuocendole a lesso con due salsicce in corpo.

“Si potrebbe chiamare uccello pesce, visto che la Chiesa permette di cibarsene ne’ giorni magri senza infrangere il precetto”, dice l’Artusi. Come si vede, fatta la legge trovato l’inganno. Compagni! Non lasciamoci tentare dal pompino fuorilegge. Vi prego.

9 commenti a “Violenza, potere e fellatio illegale”

  1. axenos scrive:

    berlusconi non è sotto processo per pompini illegali, ma per concussione e prostituzione minorile. mi pare che per quest’ultimo reato sia stata proprio l’attuale maggioranza di centrodestra a prevedere delle aggravanti o no?

  2. Un esule scrive:

    come ci rimarrete male….

  3. Grigorij Melechov scrive:

    sig Cortese,
    non faccia il giapponese irridicibile.
    Lei è falsamente ingenuo, qui non si tratta di legislazioni “moraliste” figlie del Mayflower, come direbbe lo Smutandato Devoto, pro-tempore teologo papalino in attesa della prossima conversione.
    Si tratta di violenza, perchè esercitata in modo asimmetrico, ossia senza consenso di una delle due parti.
    Poi esiste una seconda asimmetria, ossia quella sociale.
    Non tutte le donne cercano di superarla cedendo qualcosa in cambio di un seggio di consigliere regionale.
    Necessita un disegno?
    Propongo un cambio:
    togliamo dalla legislazione “puritana” Usa il pompino e re-inseriamo in quella cattolico-romana il falso in bilancio e la frode fiscale?

  4. Alessandro Lucchi scrive:

    Mi chiedo, anche se conosco benissimo la risposta, cos’abbiano in testa l’estensore dell’articolo e i responsabili della “testata”: non sono illegabili i pompini in se ma quelli imposti con la forza. Distinzione di lana caprina, eh?
    Addirittura arrivate a difendere lo stupro in se, perché non vi limitate ad invocare la presunzione d’innocenza [comunque vi informo che Strauss-Kahn non è stato ancora condannato e che si terrà un regolare a processo] ma la libertà, di un potente off course, di subordinare al proprio desiderio qualsiasi malcapitata/o che ne sia oggetto. Vergogna!!

  5. maria cascella scrive:

    che inutile spreco usare la nobile cucina e l’arte di far da mangiare,che è sinonimo di amore ed anche eros,per ridicolizzare una violenza sessuale,perchè la fellatio in questione non è stata donata ma carpita,fino a che non sarà provato il contrario una donna è stata abusata e riderne non è nè nobile nè divertente

  6. daniele Cortese scrive:

    Provo a fare un po’ d’ordine.
    DSK è in hotel a Manhattan. Non per impegni ufficiali. Ha lì un appartamento ma si trova in hotel.Forse aspetta qualcuno?… Sta facendo una doccia, entra una cameriera che a quanto pare “buca” alla grande i servizi di sicurezza. Ops…DSK è senza scorta, non ci sono misure di sicurezza. La cameriera entra, DSK sente i suoi passi e le salta adosso uscendo dalla doccia. Chiude a chiave la porta e la costringe a un rapporto orale prima e anale poi. DSK fugge verso l’aeroporto ma non ha con sé il telefonino. Chiama l’hotel quando è già in aeroporto. La polizia è già lì in seguito alla denuncia della ragazza. (Strano che chi aveva in mano le indagini, pur sapendo che c’era un’accusa contro il direttore del FMI non abbia chiamato qualche superiore per evitare magari qualche intoppo diplomatico).DSK chiede se ha per caso lasciato lì il telefono. Il consierge, d’accordo con la polizia, dice “ma non si preoccupi glielo portiamo noi, cidica dov’è”. DSK risponde che no, è all’aeroporto e sta per imbarcarsi. Arriva la polizia e lo arresta. Le “prove” sono le accuse della cameriera e dei graffi sul petto di lui.
    Morale della favola: Sarko si è tolto dalle palle l’unico competitor che poteva impensierirlo. Anche se verrà scarcerato, politicamente DSK è morto.
    Penso in definitiva si tratti di un trappolone ben riuscito nel quale gli allocchi d’oltreoceano sono caduti in pieno insieme a DSK, ai giornali di mezzo mondo, e a gran parte dei lettori di TFP

  7. John Doe scrive:

    @ Daniele: pare che DSK abbia davvero trascorsi da vecchio porco, e i precedenti non depongono perciò a suo favore.
    Ciò detto, credo che la tua ipotesi abbia la stessa dignità di quella dell’accusa.
    Dubiterei peraltro che gli allocchi resteranno tali. Se questa cosa è stata organizzata in un modo o nell’altro lo scopriranno.
    E poi certo, non è probabile che ce lo verranno a dire, nel caso gli allocchi diventeranno creditori verso i servizi francesi.

  8. maria cascella scrive:

    penso che a certi livelli tutto sia possibile,che una donna partecipi ad un complotto per incastrare uno degli uomini più potenti al mondo,in un Paese ove il controllo è tale che privato e pubblico camminino sullo stesso binario,solo negli USA poteva succedere,perchè tale controlloentra sin nelle più intime pieghe sociali,lo vuole la gente che condiziona i politici sin nella più infinita ratio e spettacolarizzazione, completate dalle immagini dell’uomo potente o qualsiasi incatenati con lo stesso freddo metallo delle manette.
    Ma potrebbe essere invece il contrario,l’uomo giocatore che spinge il pedale fino in fondo per provare a sè il completo dominio sull’altrui esistenza senza pagare il conto,in altri tempi e realtà ciò era possibile e probabilmente so sarà ancora oggi anche nella stessa rivoluzionaria e nazionalista Francia dove a distanza di anni testimonianze femminili fioccano per preghessi abusi sessuali,che dicono di avere da lui subito,e non sono nomi di donne qualunque ma titolate,che spiegherebbe meglio perchè chi è inserita in contesti alti non denuncia ed una cameriera invece sì,la prima potrebbe perdere privilegi e consensi all’interno del comune ambiente ove i panni si lavano in casa,la seconda più che la propria povertà non avrebbe da perdere nulla in un Paese che culturalmente accoglie tali denunce perchè puritano a sufficienza.
    Ecco perchè anche fosse complotto Strauss avrebbe torto,lui aveva il mondo contro e lo sapeva,la cameriera ha alle spalle l’approvazione culturale di un intero Paese.
    p.s. chiedo scusa per eventuali errori,ho il braccio destro ingessato.

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