Lobbisti dell’interesse proprio
Avvocati: ce n’è più in Parlamento che in giro per le aule di tribunale. Esercitare in Parlamento, d’altronde, rende. La professione, tanto, la si può praticare lo stesso, anzi. Sai i clientoni che t’arrivano se, al titolo di Avv., fai precedere quello di On. Certo, fa strano visto da fuori, ma da dentro… Dentro, dubbi di compatibilità, non ne vengono punto.
Che ci sono andati a fare in Parlamento d’altra parte, mica per farsi venire scrupoli sulla liceità di occupare gli scranni del democraticissimo consesso per, appunto, farsi leggi per sé? Berlusconi ha asfaltato l’autostrada, certo. E tutti a guardare lui, e denunciare l’ illiberalissima attitudine ad usare il potere pubblico finzional-democraticamente conferitogli per farsi i cazzi suoi. E lui, i cazzi suoi, se li fa così platealmente bene che quando per via normativo-governamentale i suoi affari non se li può più gestire, beh, non c’ha granché da dire, e pressoché nulla da fare.
Gli altri che stanno in Parlamento, invece, il loro da fare ce l’hanno eccome. La controriforma della professione forense, ad esempio: approvata, subito, manco fosse una delle priorità dell’agenda del Paese. E l’ipotesi di liberalizzare le professioni, e abolire gli Ordini? Suicidata, sul nascere. Ecco, s’impegno, perseguono lo scopo e ovviamente vincono. D’altronde è comprensibile: perseguire gli interessi domestici motiva parecchio di più che occuparsi di quelli altrui. Ciascuno per sé, ma anche – quando serve – tutti per pochi.
Il criterio, d’altronde, non fa una grinza. Il lobbista – nel senso proprio del ruolo – è terzo tra cliente e decisore. Capirai che fatica. Accorciare la filiera, ecco la soluzione: rendere decisore il portatore di interessi, farlo divenire cioè lobbista di se stesso – un lobbista uno e trino, un lobbista monocratico. Il parlamentare, d’altronde, prima ancora che tale è avvocato, agopunturista, produttore di pannelli solari. Insomma, un’idea di cosa, normativamente parlando, si riveli più utile all’agevolezza dei suoi medesimi benefici – quelli economici personali, quelli economici corporativi a cui i primi sono ancorati, quelli regolamentar-normativi che permettano al professionista ed alla corporazione di appartenenza di segare sul nascere ogni accenno di concorrenza – un’idea di come tutelare gli affari suoi, insomma, il parlamentare-avvocato, il parlamentare-medico, il parlamentare-imprenditore ce l’ha.
Ecco, se vai in Parlamento, le leggi te le fai da te, su misura, e senza neppure il bisogno di pagare un professionista del public affair, che poi quello magari vuol fare le cose per bene, in trasparenza, con la formula giusta che impedisca di subordinare agli interessi generali – al rispetto dei quali il decisore è vincolato – quelli particolari del cliente pagante. Che poi, in teoria, saresti proprio tu.


Doris, premetto che mi sta simpatica.
Ma…(segue critica).. non le pare d’essere troppo sospettosa??
Vede complotti e trame ovunque!
Io sono abituato a quelli di sx, complottisti e sospettosissimi, (la dietrologia è stata inventata a sx) ma in confronto a lei son bambini!
Critica amichevole, comunque…
Torquemada58 o …altra persona,
Carino l’articolo di Bechis su Libero( che Lei naturalmente legge): Casta,accade tutto nella notte.
Furbi,furbissimi a stracciarvi le vesti in pubblico e poi…voilà.
Pagliacci, compresi quelli della maggioranza.
@ Nautilus,
chapeau! buon uso della preterizione.
Chiariamo subito. Di natura non sono sospettosa nè diffidente e se lo fossi stata,non avrei potuto svolgere il lavoro che per anni ho svolto.
Sono persona riflessiva che ama mettere insieme gli elementi, ma quando questi non s’incastrano gli uni con gli altri comincio a chiedermi il perchè.
Ecco,con Lei ho adottato lo stesso sistema.
Con me? Mica me n’ero accorto…comunque ben vengano le riflessioni razionali. Razionali, insisto.
Le dirò, io invece oltre a non essere diffidente di natura cerco sempre la soluzione più semplice..mi pare si chiami rasoio di Occam, aspetti lo cerco..
” È inutile fare con più ciò che si può fare con meno.”
Cioè:
“Ciò significa che – tra le varie spiegazioni possibili di un evento – bisogna accettare quella più “semplice”, intesa non nel senso di quella più “ingenua” o di quella che spontaneamente affiora alla mente, ma quella cioè che appare ragionevolmente vera senza ricercare un’inutile complicazione aggiungendovi degli elementi causali ulteriori.” (Wiki)
E’ la base della scienza moderna, a me pare si adatti bene però a tutte le circostanze.
@ Nautilus,
per il momento le auguro Buonanotte.
Lei è persona educata, almeno con me. Al posto suo, il mio coquin choux(alias Torquemada58) avrebbe già scritto ” Doris svegliaaaaaa,”, per il mio uso errato di parole equivalenti.
Carina questa Nautilus. La invii al dottor Mignini, probabilmente ne ricaverebbe di che farle causa per diffamazione
Leggasi coquin chou.
Il rasoio di occam si applica degnissimamente per mantenere rigore scientifico e logico nella descrizione dei fatti della fisica.
Purtroppo il comportamento umano e’ metafisico e probabilistico, quindi la logica male si adatta a definire i contorni dell’umano.
Joujou, hibou, caillou: sono alcune di quelle parole francesi che, eccezionalmente, al plurale prendono la x. Al singolare no, gentile e francesista madame Doris (sarà mica la sorella di Angela?)
Quando si sfotte, si abbia la compiacenza di farlo con eleganza, non da parvenue.
Mi pare che la Doris parli al singolare….
@ Antizecche,
)
preso un granchio? coquin chou, non coquins choux.
La perdono, anche perchè, involontariamente, mi ha fatto un complimento. Però Angela sarà così
@ Antizecche,
controlli anche le correzioni,in questo caso quelle di Madame Doris.
@ Antizecche,
” parvenue” quella che per fare notare la sua posizione sociale sorbisce il caffè con il mignolo alzato?
Mamma mia! quasi quasi mi fa passare per una radical chic.
Scusi Antizecche,ma chi le dice che io non sia bilingue? La sua sfera di cristallo?
Gentile Doris,
poiché mi invita a reagire, posso solo ripetere quanto da Lei scritto pochi post fa:
Lei è persona educata, almeno con me. Al posto suo, il mio coquin choux(alias Torquemada58)
a quell’incongruenza (spero non vorrà negarla) rispondevo.
Con i dovuti rispetti.
Antizecche,
non nego! Lei, forse ha peccato solo di troppa fretta e, contento di avermi presa in ” castagna”,non ha fatto caso alla mia correzione.
Gentile Doris,
il riconoscere di aver commesso un errore non cancella l’errore stesso. E ripeto: quando si usa l’arma dello sberleffo barocco occorre prestare molta attenzione, si rischia – come in questo caso – il naufragio nel ridicolo.
Con sempre i dovuti rispetti.
Doris, di fronte ad una frase come questa “il riconoscere di aver commesso un errore non cancella l’errore stesso” … resto senza parole, davvero. Solo che non vale la pena replicare al soggetto e ricordargli che non è così. Non credo sia in grado di capire… gli manca la “materia prima” , l’onestà.
Chi riconosce un proprio errore compie forse la cosa più saggia ed onesta che possa esserci e questo consente al soggetto di crescere… di migliorare. Questo è alla base di tutto e chi nega quest’evidenza rivela la sua condizione.
Sì, Doris… quella, sempre quella.
[...] Lobbisti dell’interesse proprio (the FrontPage) [...]
Cara Doris, ti ringrazio per il tuo commento al post “Sogno o son desto”.
Con sincerità ti posso dire che lo riscriverei certamente, essendo consapevole già al tempo che sarebbe stato per Obama un primo mandato difficile e pieno di ostacoli apparentemente insormontabili. Certo aggiungerei altre considerazioni, frutto di un triennio pieno di avvenimenti che stanno cambiando in profondità la vita della gente, e non solo negli USA. Forse a breve lo farò.