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Com’è difficile il dopo-Berlusconi

In due giorni l’opposizione parlamentare, quella che va dall’Udc di Casini all’Idv del “neomoderato” Di Pietro, ha bruciato il briciolo di credibilità ottenuto durante l’approvazione della manovra “salva-Italia”. Perché è vero, come domenica Bersani riferiva all’Unità, “che la vera novità politica di questo passaggio non è tanto nei tempi di approvazione della manovra, ma nel senso di responsabilità dimostrato dalla forze di opposizione”. Perché è vero che “per la prima volta in tre anni il Pd, l’Udc e l’Idv hanno proposto correttivi comuni”. Ma il giorno dopo, tutto è tornato al giorno prima.

L’alternativa “credibile, praticabile e affidabile”, parafrasando le parole di Giorgio Napolitano durante la commemorazione di Antonio Giolitti, tarda a nascere. E sono bastate tre interviste di tre autorevoli esponenti dell’opposizione ben pensante, nell’ordine l’ex segretario dem Walter Veltroni al Corriere, ieri l’intervista dell’Unità a Pierferdinando Casini, e sempre ieri l’intervista della Stampa ad Enrico Letta. Argomento clou delle tre interviste: la formula da adottare per traghettare l’Italia al 2013, data di fine legislatura.

Partiamo da Veltroni, che già qualche settimana fa, insieme al silente pidiellino Beppe Pisanu inviò una lettera a De Bortoli proponendo “un governo di decantazione”. Incalzato da Aldo Cazzullo, il quale gli fa notare che il Cav. ritiene di avere ancora la maggioranza in Parlamento, cosa peraltro vera, l’americano Ualter afferma senza batter ciglio che il Cav. la maggioranza “non l’ha nel Paese. Non l’ha neppure nel rapporto con l’opinione pubblica”. E allora? E’ necessario “un governo presieduto da una persona che sia affidabile e credibile per l’Italia e per l’Europa, e faccia due cose. La riforma elettorale, […] con i collegi uninominali. E scelte anche dolorose”. In sostanza l’idea veltroniana è quella di un governo simil-Ciampi del ’93: Mario Monti potrebbe andare bene.

Proposta bocciata sull’Unità dal leader dell’Udc, Pierferdinando Casini, il quale non è “dell’idea di commissariare con i tecnici la politica: è la politica che deve fare un passo nella direzione di una responsabilità più ampia, chiamando le persone migliori, senza evocare improbabili governi tecnici”. Forse Casini penserà a sé stesso, o magari all’amico Beppe Pisanu, ma non a Mario Monti, o ad un tecnico. Ma non è finita. La lontananza siderale tra Casini e Veltroni viene superata dalle divisioni interne al Pd. Enrico Letta, vicino a Bersani ma anche per tradizione ai popolari dem, dalle colonne della Stampa invia un messaggio all’attuale ministro dell’Interno leghista, Roberto Maroni: “Il mio è un appello a Roberto Maroni: si faccia avanti. Abbia il coraggio di far fare alla Lega i passi necessari perché abbia un futuro. Pur essendo un partito alternativo a noi, può essere ancora uno dei motori del cambiamento”.

Riepilongando, Veltroni è per un governo tecnico, Casini per un governo guidato da una personalità politica riconosciuta dall’interno emiciclo, Letta per un governo Maroni. E se chiedessimo a Di Pietro chissà chi potrebbe proporre. Magari un giudice. Nel frattempo, mentre l’opposizione democratica “responsabile” litiga sulla formula, il Cav. avrebbe pure il tempo di rinascere un’altra volta.

9 commenti a “Com’è difficile il dopo-Berlusconi”

  1. doris scrive:

    @ Giuseppe Alberto Falci,
    interessante la lettura neanche poi tanto comica di : Partito democratico :chi è,cosa fa,con chi sta,dove va. articolo trovato sul Passatore.

  2. nautilus scrive:

    “il Cav. avrebbe pure il tempo di rinascere un’altra volta.”
    Per fare che?
    Riacquistare il prestigio internazionale perduto? Abbattere il debito pubblico? Abbassare le tasse? Rifondare il partito degli onesti facendo coordinatore Scajola?
    L’opposizione è divisa, ma lui che è compatto ed è già lì che governa, cosa vuol fare? Qualcuno lo sa?

  3. Girolamo scrive:

    Scusa Giuseppe Alberto, ma stavolta devo dare ragione a Bersani quando dice “che la vera novità politica di questo passaggio non è tanto nei tempi di approvazione della manovra, ma nel senso di responsabilità dimostrato dalla forze di opposizione”.
    Eh si, perché praticamente ha detto che mai si era visto senso di responsabilità nell’opposizione, e questo è vero.
    Tant’è vero che tanto hanno brigato per fa eleggere quel De Magistris che aveva mandato a casa il governo Prodi 2.
    Ed il bello è che con questa opposizione irresponsabile ci stanno tutti i mejo intellettuali de noantri.

  4. maurizio giorgio scrive:

    fintanto che le opposizioni hanno bisogno di una parte della maggioranza, sia pisanu o sia la lega, per fare alcunche’ il pallino ce l’ha ancora in mano berlusconi.

    fino adesso sia maroni che pisanu hanno sempre votato con la maggioranza.
    visto il pugno di mosche con cui si e’ ritrovato fini, la cautela e’diventata superiore al movimentismo.

    comunque vedremo cosa succede mercoledi’ nel voto su papa. anche se e’ un voto non direttamente legato alla maggioranza del governo.

  5. Girolamo scrive:

    Certo che questa foto che hanno scelto di Veltroni è tremenda. Quasi come quella di Prodi. Con che faccia prendono in giro la faccia di Berlusconi

  6. Anarkos scrive:

    Nautilus, per una volta sono d’accordo con quello che scrive. Le sottopongo quindi un quesito: essendo Mr. B. senza un programma reale (se non pararsi la schiena dalle procure), potremmo sperare di non avere un’opposizione (e, soprattutto, i loro elettori) che si concentrano solo su di lui?

    Il problema non e’ Mr. B.. Il problema e’ che da quasi vent’anni, il programma dell’opposizione e’ abbattere, con ogni mezzo, Mr. B.

    Nessuno ragiona sui problemi. Meglio schierarsi, da una parte o dall’altra, e menar fendenti a occhi chiusi. Chissenefrega se tutta la classe politica italiana ci prende per il naso con la contrapposizione pro-contro Mr. B. e perpetua cosi’ il proprio potere, senza neppure dover fare lo sforzo di governicchiare.

    Ci sono partiti della scorsa legislatura, che non esistono piu’, che prenderanno i rimborsi elettorali fino al 2012. Barbieri della Camera dei deputati, dei quali si fa gia’ fatica a capire la necessita’, che guadagnano piu’ di un ministro di Obama. Ci vogliono oltre sei anni per avere un giudizio civile. Otto mesi per fare una mammografia. Questi sono problemi concreti. Sprechi e disservizi.

    Negli ultimi vent’anni, hanno governato meta’ e meta’, il centro sinistra e il centro destra. Due volte Prodi ha battuto Mr. B. Perche’ nel ’96 non e’ stata fatta una legge sul conflitto d’interessi? Perche’ nel 2006 non e’ stata cambiata la legge elettorale?

    Cosa ci vuole per capire che sono tutti della stessa categoria? O si cambiano le regole radicalmente o andremo a bagno. E mentre andremo a bagno, ci sara’ sempre qualcuno che parla di Mr. B.

  7. Francesco scrive:

    @Anarkos: concordo

  8. Guido scrive:

    Sono daccordo con te, Anarkos per quello che hai scritto e sono convinto che la gran maggioranza degli italiani sono della medesima idea. Ma ci terremo questi schifosissimi politicanti (dal più alto il cui nome non è pronunciabile, al più infimo galoppino di partito) in eterno. Non vedo all’orizzonte rivolte popolari: i pensionati sopportano i tagli sperando in Mr B, i lavoratori FIOM pagano i 10 Euro al mese perchè il sindacato indica qualche bello sciopero, gli studenti…lasciamoli perdere!
    Sarò pessimista ma la casta ci divorerà.

  9. doris scrive:

    @ Anarkos,
    Condivido quello che ha scritto. E’ talmente vero che i soliti antiberlusconiani,non osano replicare

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