Il Terzo polo non esiste

Un sondaggio di Mannheimer a fare da sfondo. E l’auditorium di via della Conciliazione a fare da cornice, a quella che, stando ad un esponente del “nuovo polo” che ha parlato con FrontPage alla conclusione della kermesse, “è più un’operazione di immagine che di sostanza”. Perché ieri le quattro punte Fini-Lombardo-Rutelli-Casini avrebbero voluto dare una spinta propulsiva al progetto del “Nuovo Polo per l’Italia”. Ma se la spinta c’è stata, non s’è vista.

E’ vero: c’è stata la spinta dei sostenitori, l’auditorium romano era strapieno e “i militanti sono giunti da diverse parti d’Italia in un numero superiore forse alle previsioni degli stessi organizzatori”. E’ altresì vero che in mattinata, sfogliando il Corriere della Sera, un sondaggio incoraggiante attestava la nuova compagine al 12% (elettori certi). E il medesimo sondaggio indicava anche i potenziali elettori, che sarebbero attorno al 25%. In tale contesto ha avuto luogo la prima kermesse ufficiale del “nuovo Polo”.

Eppure nonostante il lavorio di immagine, la compattezza di facciata, e il sondaggio lusinghiero, le differenze sono emerse, e “il momento di dire agli italiani che la scelta l’abbiamo fatta e ci crediamo”, sembra ancora lontano. La differenza sostanziale: l’exit strategy dal governo Berlusconi. Rutelli evoca un “esecutivo del Presidente, guidato da una autorevole personalità e sostenuto da un’ampia maggioranza di riconciliazione nazionale”. Un super-Ciampi attualizzato al 2011.

Fini invece fa un appello a Berlusconi e lo esorta a dimostrare “che ama l’Italia, che la serve e non se ne serve, facendo un passo indietro”. E poi? Il Cav. avrà “il diritto di indicare un nuovo premier,  sulla base di un’agenda di due o tre cose da fare con urgenza”. Il modello cui pensa Fini sarebbe quello del governo Dini del ’95 (a quel tempo Dini era il ministro del Tesoro del primo governo targato Berlusconi). E così verrebbe da pensare ad un governo Alfano, con il quale Fini dialoga, o tutt’al più, stando alla formulistica politichese, ad un governo Maroni. In sostanza oggi Fini fa un mezzo passo indietro rispetto alle affermazioni degli ultimi mesi, forse a causa delle ultime defezioni, forse per riconquistare l’elettorato destro deluso dal Cav.

E infine arriviamo al leader maximo del Terzo polo: Pierferdinando Casini. Il quale non si sbilancia, rimane sospeso: definisce Bersani “una persona seria”, ma “noi ci siamo uniti nel Terzo polo per andare oltre la differenza tra berlusconismo e antiberlusconismo e per dimostrare che non c’è bisogno di uomini soli al comando, o di uomini della provvidenza”. E la ricetta quale sarebbe? “Una nuova primavera, una nuova stagione di solidarietà in cui tutti ritrovino il passo dei tempi migliori”. In sostanza? Casini è un leader double face: oggi con nessuno, domani con la sinistra, dopodomani con la destra. Quindi il “nuovo polo”, o se preferite il Terzo polo, può aspettare.

19 commenti a “Il Terzo polo non esiste”

  1. maurizio giorgio scrive:

    non so i sondaggi, ma alle amministrative non mi pare abbiano sfondato.
    secondo me alle prossime elezioni arrivano “quarti”
    sopratutto se grillo la smette di fare il mattatore e lascia un po’ di spazio ai suoi interessanti eletti.

  2. marianog. scrive:

    Quanto letto, mi ricorda la canzone della grande Mina: Parole, Parole, soltanto parole….” Oppure il detto napoletano: chiacchiere e tabacchiere di legno il Banco di Napoli non le prende in pegno!

  3. Lotus49 scrive:

    Hanno più generali che soldati. Mia moglie li chiama “Il Terzo Reich”.

  4. francesco scrive:

    Il Nuovo Polo è un ottimo progetto, ma è molto ambizioso; quindi per ottenere dei risultati soddisfacenti ha bisogno di tempo: per ora un 10-12% è già un risultato apprezzabile

  5. Andrea scrive:

    Appena il nano si toglie dai coglioni vivo o morto non importa raggiungeranno il 15-20%.

  6. un esule scrive:

    Andrea, intanto perche’ per i prossimi due anni non si leva dai coglioni lei? Che e’ piu’ basso, moralmente, di colui che chiama nano.

  7. Anotharjoint scrive:

    ..circa la risposta di Un Esule ad Andrea:
    Esule, come sul dirsi, mi hai levato le parole dalla bocca….

  8. Andrea scrive:

    Siete dei poveracci voi del Partito dei Ladri e truffatori guidato dal nano piduista mafioso ladro e corruttore con i soldi dei cittadini.

  9. doris scrive:

    @ Andrea,
    ancora nei paraggi?

  10. Andrea scrive:

    Ma non vi vergognate ad appoggiare ancora il piduista? 17 anni di tragedie politiche ed economiche portate avanti solo per i suoi scopi personali….suvvia fate ridere. Ormai anche una scimmia ammaestrata potrebbe fare meglio del delinquente col parrucchino e i tiraggi facciali.

  11. MeteM scrive:

    Andrea, grande profondità di pensiero, complimenti.

    Meglio far ridere che far piangere e soffrire persone per colpa di una giustizia di mozzorecchi manettari

  12. Tere scrive:

    Andrea, ” il piduista ” era in buona compagnia: perchè ricordi solo lui??

  13. un esule scrive:

    Andrea, noi non ci vergognamo. Lei non ha nemmeno l’intelligenza per tacere.
    Stanno cercando di incastrare Bersani. Non le dice niente questo fatto?

  14. Andrea scrive:

    Esule dove l’hai letto sul Giornale dell’attacco islamico alla Norvegia? Era meglio se leggevi il Tromba.

  15. Andrea scrive:

    Casta resa .
    Giovedì 21 Luglio 2011 09:31 . .

    Morto un Papa se ne fanno altri A proposito delle esternazioni del presidente Napolitano Che faceva Tremonti alla pagliacciata di Monza? Don Verzè e don Gallo, la morte e la vita Farina di medium di Marco Travaglio
    Per quanto improbabile, visti i precedenti, il via libera all’arresto di Papa era nell’aria da quando Giuliano Ferrara aveva implorato la Lega di non autorizzare l’arresto di Papa. Da quando il Platinette Barbuto ha preso a cuore le sue sorti, è stato chiaro a tutti che il suo destino era segnato. Il bacio della morte ha colpito ancora. Se a ciò si aggiunge che, alla crociata per regalare l’impunità all’ultimo onorevole galeotto mancato, si erano uniti Sallusti, Pera e Rondolino, ben si comprende perché Papa si avvia verso Poggioreale. Il Platinette e Zio Tibia sono un po’ i termometri all’incontrario della febbre politica: quando sposano una causa, la condannano irrimediabilmente alla disfatta. Pare che Papa li avesse pregati di astenersi dal difenderlo, anche perché quando uno viene difeso da Ferrara e Sallusti viene automaticamente meno la presunzione di non colpevolezza: se certa gente si schiera dalla loro parte, qualcosa devono aver fatto per forza. Papa era già malmesso di suo: le foto che ritraggono l’onorevole magistrato in compagnia di alcuni ricettatori che gli passano orologi rubati, apparivano in lieve contrasto con i suoi applausi ad Angelino Jolie che lancia il “partito degli onesti”.

    Ma quelle immagini non sono nulla al confronto della faccia dei suoi difensori d’ufficio. E, peggio ancora, dei loro argomenti. Secondo Ferrara, i parlamentari devono “farsi giudicare solo dagli elettori”. Curiosa concezione dello Stato di diritto che ci riporta un po’ più indietro del Congresso di Vienna: se uno ruba e poi si rifugia in Parlamento, o viceversa, non deve finire in carcere né in tribunale, ma chiedere agli elettori se è colpevole o innocente. Le Camere come alternativa ai penitenziari e alle comunità di recupero. Un concetto difficile da spiegare anche in Padania. Secondo Olindo, invece, bisogna sempre dire di no agli arresti dei parlamentari, qualunque cosa abbiano fatto, perché “altrimenti consegniamo a pm spregiudicati, faziosi e in preda a deliri di protagonismo i destini del Paese e quindi i nostri”. Il poveretto non sa neppure che i mandati di cattura non li firmano i pm, ma i giudici per le indagini preliminari. Ciò che è accaduto ieri a Montecitorio, dunque, è l’assoluta normalità democratica (l’anomalia è la vergogna del Senato, dove decine di mascalzoni nascosti dietro l’anonimato hanno pescato nel torbido salvando Tedesco, che non riesce nemmeno a farsi arrestare quando lo chiede): il via libera a un arresto ultramotivato da prove schiaccianti. Se tutto appare così eccezionale è perché 20 volte in 17 anni, tutte le volte in cui i giudici volevano arrestare un parlamentare, il Parlamento aveva risposto picche. Anche per personaggi come Previti, Cito, Dell’Utri, poi regolarmente condannati. Anche col voto della Lega, che ieri improvvisamente è tornata alle origini. E non l’ha fatto per sua volontà, ma per la spinta dei suoi elettori stufi di vedere Bossi & C. tenere il sacco a Roma ladrona.
    Nel ’94 il Senatur disse che, “quando B. piange, c’è da stare allegri: vuol dire che non ha ancora messo le mani sulla cassaforte”. Ora B. piange, schiuma di rabbia e, dal suo punto di vista, ne ha di che: teme giustamente “un’escalation di arresti preventivi come nel ’92″. Sa bene che, a casa sua e nelle zone limitrofe, in questi anni s’è rubato a man salva e l’ok alle manette per Papa diventa, per gli onorevoli ladri, un pericoloso precedente. Anche perché non è solo la Banda B che viene portata via pezzo per pezzo dai rastrellamenti della magistratura, ma tutta la Banda Larga dei grandi partiti. L’inchiesta per tangenti su Filippo Penati, ennesimo dalemiano finito nei guai, scoperchia ancora una volta un malaffare trasversale, come se non bastassero i casi Pronzato, Morichini, Paganelli, Piccini. Quando B. cadrà, nessuno degli attuali papaveri si illuda di prenderne il posto.
    In un modo o nell’altro verranno spazzati via tutti: si spera per mano degli elettori, prima che arrivino i carabinieri.

    Rond.Olindo ahhaahahahahhahhahaahh che spassssooooo!!!Travaglio numero 11111111111111111111111111111111

    PS a me di Bersani e dell’altra cricca del PD-L non me ne frega uncazzo. Mettitelo in quella testa vuota.

  16. un esule scrive:

    Stupidissimo coglione ingorante ed analfabeta. Chi ha mai scitto qualcosa sull’attacco in norvegia. E vedo che sta rapidamente raggiungendo il grado di Responsabile Provinciale dell’OdLCdP

  17. Anarkos scrive:

    “17 anni di tragedie politiche ed economiche”

    Di cui sette governati dal centrosinistra. Che dite? Si tratta di ignoranza, di offuscamento della ragione, di conveniente temporanea amnesia o di pura e semplice ipocrisia?

    In sette anni, nonostante tutte le invettive su conflitto d’interessi prima e legge elettorale schifosa poi, fatti zero. La strategia del centrosinistra dettata da procure e “finzanzieri” sfasciaziende ha dato buoni frutti.

    Tenete li’ Mr. B., cosi’ noi (procure) ci sostituiamo piano piano al potere politico, lui (lo sfascaziende) in cambio dell’appoggio gentilmente concesso si becca 500 milioni di euro e voi (creduloni elettori) lo prendete in quel posto, continuando a pensare che la colpa sia di uno solo e non della pochezza di tutti.

  18. Mohicano scrive:

    Ma sto tizio, andrea, che si fuma? oltre al cervello intendo. la levatrice gli ha scorreggiato in bocca appena uscito dal buco?
    che si limiti con le droghe pesanti perbacco!

  19. Mohicano scrive:

    ma questo è un pazzo! “vivo o morto” si “toglie dai coglioni?”. io spero che nessuno lo legga. non ricordo dove l’ho letto ma c’è stato un tizio che gli son piombati in casa i carabinieri per aver scritto qualcosa di simile. ma ce l’hanno il cervello questi o lo suano solo per decorazione?

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