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Intese disattese

In base all’articolo 8 della Costituzione italiana le religioni diverse da quella cattolica regolamentano i propri rapporti con lo Stato italiano mediante la stipula di un’intesa. L’intesa si propone di regolamentare tutte le relazioni tra la vita spirituale e quella civile di un cittadino italiano di una specifica religione. Questi aspetti comprendono ad esempio il riconoscimento dei luoghi di culto, il riconoscimento delle festività religiose, le procedure per la sepoltura, l’insegnamento della religione nelle scuole ed altri ancora. L’intesa introduce anche la possibilità di accedere all’otto per mille del gettito fiscale che lo Stato destina alle religioni riconosciute.

La procedura per le intese è parte fondante dell’ordinamento giuridico italiano nel quale – così come nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo – si garantisce libertà di pensiero, coscienza e religione. Molte confessioni religiose tuttavia, ancora oggi, attendono l’approvazione delle loro intese con lo Stato italiano.

L’Unione Buddhista Italiana (1) firmò una prima volta l’intesa con il governo D’Alema il 20 marzo 2000, dopo una lunga fase di trattativa, cominciata nel 1987. Il relativo disegno di legge venne presentato dal successivo governo Amato alla Camera dei Deputati il 25 maggio 2000 (atto n. 7023 – XIII Leg.) e assegnato alla 1^ commissione Affari Costituzionali in sede referente che ne iniziò la trattazione il 20 luglio 2000 (Relatore On.le Maselli) senza ulteriore esame fino alla fine della legislatura (2).

Il 28 giugno 2004, venne nuovamente siglata l’intesa con il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Gianni Letta, tuttavia, il Consiglio dei Ministri non ebbe modo di esaminare ed approvare l’accordo prima della fine della legislatura.

Il 4 aprile 2007, l’intesa è stata nuovamente firmata con il governo Prodi, ma mai presentata al Parlamento a causa anche questa volta della fine della legislatura.

Il 14 aprile 2010, d’iniziativa dei Senatori Malan, (PdL) e Ceccanti (Pd), veniva presentato al Senato il disegno di legge (Atto n. 2104) di approvazione dell’intesa firmata il 4 aprile 2007.

A sua volta il governo Berlusconi il 13 maggio 2010, approvava il disegno di legge di approvazione dell’intesa, poi presentato al Senato l’8 giugno 2010 (Atto n. 2236). I due disegni di legge sono stati riuniti e assegnati in sede deliberante alla 1^ commissione Affari Costituzionali.

Medesimo iter (iniziativa parlamentare e poi iniziativa di governo, riunione e assegnazione in sede deliberante alla 1^ commissione Affari Costituzionali del Senato) seguivano le intese tra lo Stato e la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (c.d. Mormoni), la Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia ed Esarcato per l’Europa meridionale, la Chiesa Apostolica in Italia, l’Unione Induista Italiana e i Testimoni di Geova.

I lavori della 1a commissione hanno registrato un generale e trasversale consenso all’approvazione delle intese da parte dei vari schieramenti politici, salva la significativa opposizione della Lega Nord Padania che, per quanto riguarda in particolare l’Ubi, il 3 agosto 2010 ha presentato, con evidente intento defatigatorio, una serie di “emendamenti” che in buona sostanza irridono al provvedimento e pongono in dubbio la serietà e affidabilità dell’Ubi quale interlocutore dello Stato italiano.

In breve la Lega richiede:

che il provvedimento sancisca che le attività dell’Ubi siano condotte senza il ricorso a tecniche di condizionamento psicologico basate sull’abuso della credulità popolare;

che il diritto ad istituire scuole, per l’Ubi, sia subordinato alla condizione che esse rispettino la libertà di coscienza di tutti gli alunni e le alunne, nonché delle loro famiglie;

che le pubblicazioni, gli atti, stampati e simili siano scritti in italiano o corredati di traduzione a fronte;

che siano soggette a controllo parlamentare l’istituzione di nuovi enti religiosi buddhisti, la modifica delle regole di funzionamento degli attuali enti, nonché la rendicontazione dell’utilizzo dell’otto per mille;

la soppressione della garanzia di libera comunicazione dell’Ubi con le organizzazioni buddhiste che ne fanno parte;

la soppressione del diritto di mantenere il segreto d’ufficio per i ministri di culto;

la soppressione del diritto di esonero dal servizio di leva o della possibilità di servizio civile per i ministri di culto e per gli altri appartenenti all’Ubi in caso di ripristino del servizio di leva;

la soppressione del diritto a rispondere a richieste di contributi allo studio del fatto religioso provenienti dal mondo della scuola;

la soppressione del riconoscimento di qualsiasi festività religiosa buddhista;

la soppressione della deducibilità dal reddito imponibile Irpef delle erogazioni liberali fatte in favore dell’Ubi;

la soppressione di qualsiasi provvidenza in materia cimiteriale.

Dopo questa raffica di “emendamenti” (altri si sono abbattuti sulle restanti intese all’esame della commissione), il dibattito è rimasto sospeso fino al 13 luglio scorso, allorchè sono state approvate le sole intese con gli Ortodossi e con gli Apostolici, secondo informazioni per le vie brevi esendo state rinviate alla discusione in Aula le intese con i Mormoni, i Testimoni di Geova, i Buddhisti e gli Induisti.

Questa ennesima dilazione assume così il carattere di assoluta discriminazione nei confronti di dette confessioni religiose che, dopo aver superato il vaglio della magistratura amministrativa e del Governo, si sono viste immediatamente accolte nella sede deliberante, per essere, all’agitarsi dei soliti contrari, affidati all’Aula e all’imponderabilità di effimeri giochi di alleanza, in un momento in cui essi assumono un particolare rilievo per la sopravvivenza del Governo e della maggioranza politica.

Note
(1) L’Unione Buddhista Italiana (Ubi) è stata fondata a Milano nel 1985 dai centri buddhisti di tutte le tradizioni, che sentivano la necessità di conoscersi, unirsi e cooperare, come è accaduto in altri Paesi europei (Francia, Germania, Austria, Olanda, Spagna, Portogallo, eccetera). L’Ubi è infatti nata con lo scopo di rispondere alle numerose richieste degli italiani interessati al buddhismo e dei praticanti buddhisti, per aiutare la conoscenza e la pratica degli insegnamenti del Buddha secondo le diverse tradizioni presenti in Italia e sviluppare le relazioni tra i vari centri sia in Italia che in Europa.

L’insegnamento del Buddha Sakyamuni si è diffuso nel corso dei secoli in gran parte dell’Asia, entrando in contatto con culture nazionali diverse e integrandosi ad esse. L’insegnamento è innanzitutto un cammino religioso, che si propone anche come modo di vita da seguire e praticare per promuovere un avvenire di pace, tolleranza e fraternità tra i singoli e tra i popoli.

L’Ubi è stata riconosciuta, su conforme parere del Consiglio di Stato, come ente morale con personalità giuridica con decreto del Presidente della Repubblica 31 gennaio 1991. Associata all’Unione Buddhista Europea, attualmente riunisce 45 centri di pratica, che seguono le tradizioni Theravada (Sud-Est asiatico), Mahayana Zen (Estremo Oriente), Mahayana Vajrayana (Tibet). Attualmente la stima dei praticanti buddhisti in Italia è di circa 50 mila persone, cui si possono aggiungere circa 10 mila frequentatori saltuari ed altri 10 mila buddhisti di provenienza extracomunitaria.

(2) I lavori parlamentari sono andati di pari passo con quelli del coevo disegno di legge per l’approvazione dell’intesa con i Testimoni di Geova, anch’essa firmata dal Governo il 20 marzo 2000.

***

Con preghiera di massima diffusione.
Per chiunque abbia a cuore la libertà e la laicità dello Stato.

A tutti i fratelli ed amici della Via del Buddha ed a tutti i difensori della libertà, in particolare della libertà di pensiero, di parola e di culto come sancite dalla costituzione: vi prego di leggere e dare la più ampia diffusione a queste note. non è in gioco solo la libertà di essere buddhisti, ma quella di scegliere cosa pensare, cosa credere o cosa praticare, in definitiva qui è in gioco la libertà tout court.

42 commenti a “Intese disattese”

  1. [...] Fonte: Intese disattese [...]

  2. tato tripodo scrive:

    quanti sono i buddhisti in italia?
    dobbiamo anche fare l’accordo per l’induismo, lo shintoismo , il sikhismo,lo jainismo, il confucianesimo e il parsismo?
    fate voi!

  3. Roberto 1 scrive:

    Alcuni emendamenti posti dalla Lega mi sembrano legittimi, altri discutibili.
    Come sempre, occorre entrare nel merito.
    Tenere vivi i tavoli di discussione e di “contrattazione”.
    L’Italia è il paese della burocrazia imperante.
    Nessuno stupore, quindi, se per aprire un’impresa o concludere una convenzione religiosa passano gli anni nel florilegio delle carte bollate.
    E’ un problema che, prima o poi, è imperativo risolvere.
    Tuttavia sono sempre un pò diffidente quando qualcuno prende cappello, si alza dal tavolo e comincia ad appellarsi ai “sacri principi”.
    Si vede che qualche emendamento è totalmente sgradito.
    Quindi, carte in tavola e confronto sugli “sgradimenti”, per vedere se effettivamente trattasi di “furore leghista” ingiustificato, oppure di legittime indicazioni, sulla base della Costituzione, cui nessuno puè e deve sottrarsi.

  4. Prewiht scrive:

    Ho sempre pensato che le religioni dovrebbero occuparsi del trascendente e non dell’immanente,e che ognuno dovrebbe credere dentro di se e pregare, se proprio ne sente la necessità,tra le mura di casa sua, senza, anche qui, avere la necessità di appartenenza ad un club o ad un “partito, perciò faccio fatica a recepire queste “intese”, “riconoscimenti” e via dicendo, come necessari alla pace dello spirito.
    Ieri trovandomi a passare davanti ad un cimitero,per curiosità, sono entrato. Dopo aver fatto un breve giro, davanti a certe tombe che sembravano appartamenti con posto macchina e vista mare,ho pensato che quello fosse l’ultimo a espressione della vanità e della superstizione umana. Come tremila anni fa. Ma forse siamo in pochi a pensarla così.

  5. sabina scrive:

    antonello grazie per l’articolo. Solo una cosa: sbagli davvero luogo.. E’ precisamente l’opposto dei principi buddisti qui. Odio, ottusità, rancore,ignoranza, incmetenza. c’è una persono che usa gli stessi argomenti del killer di Oslo. Non leggono neppure. Reagiscono odiando. Che sono le linee guida del leghismo appunto.. Ottimo che tu lo faccia presente, ma non qui davvero.

  6. michel scrive:

    Tato tripodo, si, dovremmo avere intese per tutte quelle religioni che vogliano essere rappresentate a pieno titolo nel nostro paese. per quanto mi riguarda, e’ una cosa abbastanza ovvia.
    al di la’ del fatto che se si negano certi principi ad una confessione religiosa e non ad altre, si ha un’altro piccolo problema, la discriminazione (che in teoria e’ punita per legge)

  7. tato tripodo scrive:

    michel il linea di principio sono d’accordo.
    nella pratica per me gli accordi vanno fatti solo con chi gode di una certa rappresentatività! dico questo solo per motivi pratici! altrimenti dovremmo poi garantire anche ogni credenza indigena ,tribale e quant’altro.
    in fondo perchè un cinese piuttosto che un congolese non possono essere rappresentati nel credo verso il loro mago che rappresenta la loro religione?
    e quì arriviamo all’assurdo che per rispettare i diritti umani non basterebbe il pil di una nazione….

  8. tato tripodo scrive:

    perdonatemi qualche errore!

  9. Massimo Denti pompiani scrive:

    Perfettamente d’accordo con Prewiht.
    Se la fede è un fatto personale, non vedo per che motivo debbano pagarla le tasche già vuote dello stato e quindi dei cittadini italiani…del resto la definizione di laicità non comporta un distacco tra stato e religioni ? Allora che sia anche un distacco economico !
    MA DA TUTTE !!!!

  10. Angela scrive:

    Abbiamo già problemi con i nostrani sottanoni… e poi la spiritualità di una persona non ha bisogno di “contratti”.

  11. Angela scrive:

    @Tato
    Scusi… che cos’è la “provvidenza in materia cimiteriale”?

  12. tato tripodo scrive:

    Angela non ne ho idea!

  13. domingo48 scrive:

    Sarebbe bello un mondo senza concordati! Chi vuole praticare una religione la pratica per i fatti suoi e non rompe le scatole al prossimo, non chiede tutele particolari allo stato, non chiede aiuti, privilegi fiscali, etc. etc.
    Sarebbe bello, ma purtroppo i concordati ci sono, i privilegi fiscali anche, le tuele pure, etc.etc.
    E allora un principio elementare di democrazia dice: “Nessuno o tutti”, ciò che vale per uno deve poter valere per tutti, altrimenti non può valere per nessuno. Se c’è un concordato con la Chiesa cattolica, ci devono essere intese con tutti, anche con i pastafariani (sarebbe bello, fra l’altro, che anche il concordato prevedesse che le attività della Chiesa cattolica “siano condotte senza il ricorso a tecniche di condizionamento psicologico basate sull’abuso della credulità popolare”).

  14. tato tripodo scrive:

    dovremo tutelare anche i satanisti a questo punto no?
    anche loro hanno una religione e il loro credo è satana! o sbaglio?
    quindi meglio tutti o nessuno?

  15. Roberto 1 scrive:

    “Libera Chiesa in libero stato”.
    Se ci ispirassimo tutti a questo principio liberale, eviteremo banalità e luoghi comuni.
    Compreso quello di considerar la Lega il babau dei poveri.
    Difficile scindere l’uomo in uno o molti dei suoi aspetti.
    Tanti ci hanno provato, tutti hanno combinato disastri.
    Semplicistico pensare di relegare la sfera religiosa in solo ambito privato, perchè è difficile separare gli aspetti pubblici e privati dell’attività umana.
    Non si tratta di smetter di rompere le scatole al prossimo, ma di creare legami di unità dentro una nazione, tenendo conto che si è diversi.
    Riconoscere la nostra storia non è debolezza, al contrario, è la forza di riconoscersi ed appartenere ad un nomòs che ci ha unito e continuerà ad unirci, attraverso regole concordate, equilibri mai dati in assoluto, ma costruiti in itinere.
    Che cambiano, si modificano al modificarsi dei tempi.
    per questo è giusto costruire accordi e concordati.
    Con chi?
    Con tutti coloro i quali “danno a Cesare ciò che è di Cesare, ed a Dio ciò che è di Dio”.
    Cioè si riconoscono in leggi e Costituzione senza se e senza ma, sposano la libertà individuale come pietra d’angolo delle costruzioni sociali, sono disponibili a pagare le tasse e difendere il Paese, secondo i dettami dell’Art.11.
    E’ poi così difficile?

  16. tato tripodo scrive:

    roberto ma loro vogliono parte dell’8×1000,
    vogliono che lo stato gli garantisca a spese della collettività luohi di culto etc etc etc!
    io sono per fate quello che volete ma non a spese della collettività!
    p.s.
    il satanismo non è un reato ed è riconosciuto dallo stato laico come religione/ culto.
    dobbiamo destinare l’8X1000 pure a loro?

  17. Roberto 1 scrive:

    No, Tato.
    L’8 x 1000 lo decidi tu a chi destinarlo, quando compili l’Unico o il 730.
    E’ giusto concedere esenzioni fiscali ed agevolazioni ai luoghi di culto, laddove persone in carne ed ossa decidano di ritrovarsi, riunirsi, pregare, curare l’aspetto spirituale dell’esistenza.
    Predica in Italiano (bilingue in Alto Adige e Valle d’Aosta) e testi in Italiano.
    Riti wodoo, macumbe, satanisti e zambini vari: se ammazzano i polli secondo le leggi italiane, se non agiscono subdolamente per ottenere captatio benevolentiae ( pecunia, eredità, lasciti…), se evitano riti sanzionabili dal nostro impianto legislativo e non agiscono contra personam, se pò fà.
    Ognuno dia liberamente il suo 8 x 1000.
    Io la penso come i Romani dell’età Repubblicana: pagano le tasse? servono nell’esercito? parlano la lingua? rispettano la legge?
    Bene, adorino pure tutti gli Dei che vogliono, edifichino templi e si radunino in libertà.

  18. tato tripodo scrive:

    ho capito. rispetto il tuo pensiero ma non riesco a condividerlo in toto! sia chiaro non perchè sia sbagliato ma perchè sono di vedute diverse! bisognerebbe essere a pieno informati sui contenuti di tutte le religioni e sulle loro conseguenze nella società. prendi l’induismo e la ghettizzazione insita nelle sue sottocategorie! lasciamo stare certi riti tribali o il satanismo( che spesso sfociano nel crimine). che fai dopo ci pensi? dopo diciamo abbiamo sbagliato?
    non so!

  19. [...] ortodossi, mormoni, Chiesa Apostolica in Italia, induisti, Testimoni di Geova e buddisti. Ne tratta un articolo su The Front Page, che ripercorre l’iter parlamentare degli accordi. In particolare l’Ubi (Unione [...]

  20. Roberto 1 scrive:

    Che vuoi, Tato.
    A volte lo dico piano, la Stasi è sempre lì che origlia, ma penso ci sia un nesso forte fra Cristianesimo, democrazia ed economia di mercato.
    Al netto di dogmi, preti, roghi, guerre di religione e profeti misogini (non sono dettagli, per carità!) quando una religione poggia sul libero arbitrio, sulla libera scelta e sulla coscienza individuale, beh! siamo già avanti nell’opera!
    L’hinduismo non è solo caste, tutt’altro.
    Ma non è unificante, nel senso nostro del termine (e anche musulmano), perchè consta di una serie di correnti filosofiche e di pensiero a volte molto distanti fra loro.
    Noi abbiamo avuto Roma, prima città “etrusca” della storia che abbia dichiarato possibili i matrimoni fra patrizi e plebei, che ha armato il popolo nella leva obbligatoria, che ha reso possibile la mobilità sociale.
    Una rivoluzione, insomma, i cui benefici sono stati incommensurabili.
    Chi divideva la società in Spartani ed iloti in modo irreversibile, in nobili e servi permanenti anche in virtù di convenzioni religiose, per quanto la locomotiva fosse bella e potente, si è andata a schiantare contro un binario morto.
    L’India è cambiata: il sostrato hindù non ha impedito l’attecchimento della democrazia ed un forte sviluppo, in grado finalmente di far mangiare normalmente almeno la metà dei suoi abitanti.
    Chi, invece, trattando giustamente da barbari gli indigeni che non conoscevano più la matematica, la filosofia, non avevano mai visto un pesco o un mandarino, non sapevano più panificare perchè la chimica era relegata a stregoneria, non sapevano più irrigare e bonificare, tuttavia trascurava il valore di scambio, l’utilità marginale, la lettera di credito, il saggio di interesse necessario al capitale investito, il valore aggiunto e le sinergie dell’intrapresa, si è trovato i citati barbari in corsia di sorpasso prima, perdendone la scia poi.
    Cosa c’entrano le religioni?
    C’entrano, c’entrano…..ma diciamolo piano.
    Qualcuno è in ascolto, qualcun altro spia dal buco della serratura.

  21. casasimpson scrive:

    perchè non chiedono le stesse cose ai cattolici?

  22. tato tripodo scrive:

    roberto!
    condivido!

  23. Tosti Luigi scrive:

    Vi ringrazio per le informazioni sulle mancate intese: se siete in grado di fornirmene delle ulteriori, relative ad altri gruppi religiosi ve ne sarò grato, perché intendo produrle a supporto di un un ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo, per dimostrare quale sia il livello di razzismo religioso perpetrato dai cattolici ai danni dei “diversi”. Ritengo superfluo aggiungere altro, perché oramai dovrebbe essere ben chiaro che i Governanti italioti, allo scopo di procacciarsi i voti dei cattolici, favoriscono smaccatamente la Chiesa cattolica e trovano i pretesti più assurdi per non riconoscere i diritti di eguaglianza alle altre confessioni. Purtroppo gran parte degli italiani non ha ancora capito quale sia l’importanza del rispetto del principio di laicità.

  24. tato tripodo scrive:

    proviamo a dare un senso alle nostre vite.
    se dopo la vita non ci sarà nulla tutte le vostre battaglie si riveleranno inutili.
    se al contrario ci sarà un Dio a giudicarci ci dirà: avete utilizzato il vostro tempo a far battaglie e vi siete dimenticati di pregare!

  25. Roberto 1 scrive:

    E perchè non andiamo all’ONU?
    Stiamo con i piedi per terra, smettiamo di nasconderci dietro “principi” e “laicità”.
    E se i cattolici ci stanno sul cazzo, bene, diciamolo senza infingimenti o giri di parole.
    E’ più onesto intellettualmente, è più utile per un confronto vero.
    Sul pezzo: vediamo dove e come si è arenata la trattativa e se, al netto di indignazioni varie e ricorso alla “sacralità” della laicità, sussistono problemi di qualche confessione ad accettare ed assumere il quadro normativo e l’impianto legislativo e Costituzionale vigente nel nostro Paese.
    Smettiamola però con la “Spectre” dei Vescovi: mi pare che ciò che vogliono sia ampiamente noto, detto e ridetto in tutte le sedi.
    Sul divorzio, per esempio, loro sono liberi di esprimere i convincimenti della Chiesa e lo Stato è libero di aver adottato una legge specifica.
    Sulla Famiglia, beh, se leggiamo bene la Costituzione gli assi in mano li hanno loro.
    Spiace che molti “difensori a gettone della Costituzione” soffrano di amnesie per quanto riguarda certi articoli.
    La serietà e l’autorevolezza di certe posizioni, dipende anche dalla coerenza mediante la quale sono sostenute.
    Se no è aria fritta e propaganda.

  26. Daido scrive:

    Sarebbe meglio abolire tutti i privilegi della chiesa cattolica e fare sì che ci sia una vera uguaglianza tra tutte le religioni, visto che per il momento è impensabile, allora sì, bisogna fare le intese con tutti…

  27. Prewiht scrive:

    Come ho già detto, penso che la religione, sia un fatto personale e che dovrebbe riguardare il trascendente. Tuttavia desidero chiarire il mio pensiero(se mai potesse interessare a qualcuno) a proposito del Concordato(1929) con la Chiesa Cattolica. Non dobbiamo dimenticare che esso è un pò diverso dagli attuali accordi dello stato con le varie confessioni.
    Esso viene cinquant’anni dopo la “legge delle Guarentigie”(1871) che vengono dopo l’annessione con la forza(presa di Roma,breccia di Porta Pia (1870)) dello Stato Pontificio alla neonata Italia.
    Esso si può considerare un trattato di pace, che aveva lo scopo di non dividere gli italiani tra cattolici e non, o meglio, diciamo meno cattolici. Infatti allora eravamo quasi tutti cattolici e comunque, e questo non dovremmo dimenticarlo perchè vale anche per l’oggi, tutti eravamo e siamo cresciuti in una cultura Cristiana e da essa ha preso forma anche il nostro ordinamento giuridico. Persino la nostra laicità ha un’impronta Cristiana.
    Quindi tutto diverso dagli attuali accordi.

  28. Guido Amadini scrive:

    La mia modesta opinione è che bisogna evitare di complicare le cose semplici. Tanto per cominciare, è giusto che ciascuno possa dare l’8 per mille alla religione che professa e questo è un punto incontrovertibile in democrazia. Nella pratica, ci si potrebbe ispirare a ciò che fanno altri paesi più aperti e laici di noi, come per esempio la Germania (che pure ha avuto qualche grosso problema nella cattolica Baviera). Poi bisognerebbe assolutamente evitare di entrare nel merito delle dottrine etiche e teologiche delle diverse religioni e di pretendere di giudicarle. E’ chiaro che per un laico, tutti i culti, in qualche modo, abusano della credulità popolare. Per quanto riguarda gli aspetti relazionali, le regole di vita e le usanze tradizionali, è ovvio che non possono essere accettate eccezioni alle disposizioni di legge in vigore (Costituzione e Codici), tanto ovvio che non occorrerebbe nemmeno spiegare agli eventuali seguaci della dea Calì, che possono dare l’8 per mille al loro tempio, ma non possono praticare l’omicidio rituale. Credo che le leggi ordinarie dovrebbero già regolare quasi tutti le questioni citate nelle richieste di emendamento della lega. Se eccezioni alle leggi ordinarie vengono fatte per i culti riconosciuti, questo dovrebbe valere per tutti, o, meglio ancora, si potrebbe prendere lo spunto per abolirle per tutti. Infine, tutti dovrebbero avere pari diritto a chiedere contributi dallo Stato, che però non dovrebbe darne mai, a nessuna religione, dato che tutte dovrebbero vivere dei contributi dei loro fedeli. Insomma io concordo al 100% con il punto di vista di Roberto1 e dell’impero romano. Ma i leghisti, non si ispiravano ai riti celtici?

  29. orione scrive:

    Ventitre anni per farsi fare le pulci dai compagni di partito di Borghezio, senza manco un sit-in di protesta o una catena su Facebook.

    Poi Antonello scrive un articolo qui su tfp, che l’estate scorsa ospitò una serie di articoli pro e contro il monoteismo (con argomenti non banali da entrambi le parti) e sulle connessioni tra buddhismo, la fisica quantistica e le nuove teorie sul relativismo spazio-temporale.
    Fioccano i commenti.

    “Nella pratica per me gli accordi vanno fatti solo con chi gode di una certa rappresentatività!”

    Dice il Tripodo.

    “Abbiamo già problemi con i nostrani sottanoni… e poi la spiritualità di una persona non ha bisogno di “contratti”.

    Puntualizza l’Angela.

    Cazzo che tristezza. E una bella lezione per chi sospetta che i politici siano peggio di chi li vota.

  30. nerone scrive:

    Ma sperare che un meteorite vagante distrugga definitivamente Orione,è chiedere troppo alla misericordia Divina?

  31. tato tripodo scrive:

    orione
    quel per me ( secondo me/ a parer mio) è il segno che anche un ignorante e fesso come me ha ancora il diritto di esprimere un’opinione in democrazia.
    di contro , forse proprio perchè son fesso, la tua opinione non l’ho capita e per la verità non sono certo che tu ne abbia espressa alcuna.

  32. orione scrive:

    Tripodo: visto che sono scampato alla meteorite dell’amico immaginario del buon Ludwig provo a risponderti.

    Misurare la rappresntatività di una religione in democrazia equivale, per una dittatura (teocratica o meno), a bandire le minoranza, bruciarne i templi, distruggere le icone e trucidare i membri.

    La discriminazione, in democrazia, passa anche attraverso gli emendamenti pelosi della Lega (i poveri druidi dei Celti si staranno rigirando sotto i loro dolmen) e le misurazioni di rappresentatività.

    Con questo non intendo offenderti, si può sbagliare in buona fede (specie chi ha fede), ma un culto non è un partito politico.
    Se i fedeli di x sono 50, prenderanno 50 8×1000 e buonanotte. Basta che non facciano niente contro la legge per le legge sono uguali agli altri.

    A meno di non non buttarla in politica (credo sia il caso della Lega) per tentare, in tempi di vacche elettorali magre di barcamenarsi tra le ampolle sul Po e la difesa della parte più reazionaria e anticonciliare della Chiesa.

    La laicità, in tutto ciò, è solo l’inevitabile corollario alla banalità dell’ovvio. Niente di politico.

    Politica, laicità e conti, al contrario, direbbero di far pagare l’ICI alle case private, ai ristoranti, alle autorimesse e agli alberghi di proprietà della Chiesa Cattolica.
    Ma subito si griderebbe al laicismo giacobino.

  33. tato tripodo scrive:

    orione
    non sono d’accordo.
    la “misurazione” della rilevanza rappresentativa di qualsiasi fatto,evento,condizione e status come premessa per preoccuparsene è alla base di ogni senso pratico di uno stato di diritto.
    la teoria ( quella da lei esposta) è una bellissima cosa e in astratto la condivido pure ma la pratica è un’altra. decidere di affrontare un tema rispetto ad un altro in base all’importanza della rappresentatività di quel tema non è soltanto una vile azione politica ma aihmè, l’unico modo intelligente e democratico per preservere le risorse di un popolo e di un paese!
    l’applicazione rigorosa del suo pensiero in ogni ambito della vita dello stato porterebbe al paradosso dell’anarchia totale.
    democrazia e politica vogliono invece , per definizione, che siano compiute delle scelte in nome del popolo e nell’interesse del popolo, avendo cura di ben amministrare e gestire la cosa pubblica.
    io personalmente non ho mai negato il diritto alla preghiera dei buddhisti , come agli adepti di ogni altra religione, ma ritengo che se lo stato deve preoccuparsi dell’integrazione di un’altra religione per darsi delle priorità debba prima affrontare il tema dell’islam piuttosto che quello del buddhismo.
    si ricordi che riconoscere le minoranze in campo religioso in termini economici e di diritto statutario significa non escluderne proprio nessuna e quindi considerandole tutte da quelle sottocategorie cinesi a quelle africane significa accordi per circa 180 religioni alcune delle quali contano poche decine di adepti in italia altre proprio nessuna!
    può uno stato impegnarsi a garantire accordi per i diritti di nessuno solo per il principio del rispetto di una minoranza anche se non rappresentata?

  34. Angela scrive:

    Orione dice che è triste… non capisco… perché?
    La Lega non butta in politica un bel niente, non diciamo scemenze. Cerca di proporre regole.
    Certo, la Lega usa “anche” questa propaganda… ma concretamente la Lega NON discrimina alcuna religione. Prova ne è che, ad esempio in Veneto… ma non solo in Veneto, abbiamo moltissimi immigrati che sono LIBERI di praticare la loro fede religiosa, parlo soprattutto di musulmani.. di Islam, mica di quattro poveri buddhisti, eh?
    La Lega non bandisce la spiritualità… anzi… a ben guardare tra i leghisti più convinti ci sono parecchi succhiaostie.
    Quindi la presunta ed indimostrabile discriminazione di cui la Lega viene sempre accusata (del resto lo sappiamo… dopo la “caduta” di SB tocca ai leghisti e la caccia è già iniziata) dai soliti professionisti della strumentalizzazione (recentissima la “menata” del “caso Borghezio”, noto succhiaostie) è immotivata… o esagerata. Fuffa da salotto… come la fuffa sui massimi sistemi.
    La politica è amministrare… punto. E come dice Tato, questo va fatto in nome e per conto del popolo.
    La politica deve darci regole certe e basta. La politica non deve aver nulla a che vedere con il desiderio di spiritualità dell’individuo, per contro, il desiderio di spiritualità non deve interferire nell’amministrazione dello stato. Fine delle pippe mentali.
    Vero anche che ci sono poi delle religioni che di spirituale non hanno molto… sono indottrinamenti… veri e propri lavaggi del cervello. Però non sta allo stato giudicare… non è una sua competenza a meno che lo stato non ravvisi dei pericoli per la sicurezza.
    No alla discriminazione quindi, ma non dobbiamo permettere di essere discriminati in casa nostra.
    Per capirci… cul*ni all’aria in piazza Duomo non ne voglio vedere più. Quelle provocazioni non devono più essere permesse… altrimenti qualcuno farà qualche scherzetto… tipo far passeggiare dei maialini su tutto il territorio, lordandolo, e secondo i dettami dell’Islam, rendendolo impuro ed inutilizzabile. Del resto lo sappiamo… anche i cristiani sanno essere un po’ stron*i, no?
    La libertà non è “fai un po’ come ti pare”, la libertà è il rispetto delle regole, quindi se una religione mette in discussione questo principio… va vietata. Accade per il satanismo… perché non dovrebbe valere per altre religioni o pseudo tali che non intendono rispettare le regole dello stato?
    Il buddhismo, per il quale in questo articolo si chiede il suo riconoscimento, è una religione di pace… chiedono soldi, hanno bisogno di un “contratto”. E’ un gran brutto momento, però… i cari buddhisti dovrebbero comprendere, no?
    Comunque personalmente non li considero un “pericolo”… cosa che non posso dire per altre religioni.
    Siamo certi che tutte le religioni siano “pacifiche” come il buddhismo? Io penso di no.
    Per le due più diffuse, anzi… direi che proprio non ci siamo… è comunque robetta pericolosa, meglio tenere gli occhi aperti… questa “roba” può dare il “la” al fanatiscmo… che poi “ispira” bambocci come il deficiente norvegese.

  35. orione scrive:

    Nessun accordo e nessuna anarchia, Tripodo: basta che ognuno sia libero di finanziare la chiesa in cui crede (eche non confligge con le leggi dello stato). Non mi pare né difficile, né utopistico.
    Il contrario lo è. Finanziare coi miei soldi le scuole cattoliche e le altre attività (ben fuori dall’8 per mille), anche se io non sono cattolico o obbligarmi a scegliere tra lo stato e le chiese che hanno passato il vaglio della sua metrica di rappresentatività: questo è difficile, almeno da dimostrare.
    Poi, come il resto in Italia, si puà imporre tutto per sfinimento. Basta tenere una legge vent’anni a bagnomaria tra Camera e Senato, tra emendamenti, rinvii e minuetti vari (cosa ci sia di civile e democratico in questo rimane un mistero).

    Angela: ma davvero? In Veneto ma non solo gli immigrati sono liberi di praticare la propria religione? Che bonacciaoni che sono questi leghisti, quando non si presentano coi maiali sui terreni dove dovrebbero sorgere liberi edifici di culto (i suoi scherzetti) o non fanno di tutto per bloccarne la costruzione. I bonaccioni di questa razza in Iran e nelle altre teocrazie (e dalle nostre parti fino a poche decine d’anni fa) sono quelli che incarcerano, torturano e bruciano chi pensa, veste o crede diverso.
    Si arrenda alla contemporaneità, poi. I culoni in Piazza del Duomo ci sono e ci saranno sempre e lei e libera, quel giorno, di andare altrove. Se non riesce a farsene una ragione si guardi “Boccaccio ’70″, non è una litania nuova, la sua.

    Per tutti e due: la politica è amministrare, è vero, ma non la mia libertà (se non urta quella degli altri). Quindi, si, libertà significa “fare un po’ come mi pare”. Credere nel dio che voglio, scopare con chi mi pare, vestire come mi pare e dove mi pare.

  36. tato tripodo scrive:

    orione ma non c’è bisogno di alcun accordo per autofinanziarsi! si ci autofinanzia e basta.
    e su la libertà di autofinanziarsi sono perfettamente concorde! lo fanno già i satanisti perchè non dovrebbero farlo i buddhisti!

  37. Angela scrive:

    @orione
    Non provi la carta del sarcasmo… le riesce malissimo, tra l’altro.
    Nessuno vuole amministrare la libertà individuale… ma la libertà deve avere delle regole… poche… ma quelle poche vanno rispettate.
    Il suo sistema non funziona. La prova?
    Si guardi intorno.

  38. orione scrive:

    Intorno c’è un Parlamento che da ventiquattro anni deve decidere se buddhisti, industi, ecc. possono o meno dare una parte del loro 8 per mille alla loro chiesa.

    Intorno c’è uno stato coperto di debiti, di fatto commisariato da banche, borse e mercati, che non ha il coraggio di dire alla chiesa cattolica: l’ICI lo pagate anche voi.

  39. Angela scrive:

    @orione
    Già… e non se ne esce.
    Grazie per la “fotografia”, comunque.

  40. tato tripodo scrive:

    chissà perchè si parla sempre di 8 x mille! se uno si vuole autofinanziare esistono mille modi per farlo!

  41. Antonello Marzocchella scrive:

    Permettetemi alcune considerazioni:

    - Innanzitutto premetto che non ho postato io qui l’articolo, tuttavia ringrazio chiunque l’abbia fatto.

    - Sul Buddhismo, può piacere o meno, ma è la terza religione in Italia, dopo Cristianesimo ed Islam.

    - Per quanto riguarda l’intesa, la legge italiana e la Costituzione: è proprio lo stato italiano, nel caso delle intese, a non rispettare le sue stesse leggi anzi la sua stessa Costituzione. Ricordo a tutti che, in base a quanto afferma la costituzione (articolo 8), i rapporti tra stato e religioni “devono” essere regolati da “intese” specifiche. Ovviamente la questione si pone solo qualora vi siano “cittadini Italiani” che seguano una specifica religione e che ne facciano richiesta.

    - Per quanto riguarda l’aspetto pubblico o privato di una religione, è ovvio che ciò in cui credi, o chi o cosa preghi siano questioni “private”, ma, a titolo di esempio, avere il diritto di riunirsi in un luogo pubblico, per pregare o meditare, in un giorno che la propria religione considera festività, investe anche una dimensione che è ovviamente “pubblica” e che ovviamente andrebbe regolata per legge proprio dalle “intese”. Ecco, noi chiediamo che questa “parte pubblica” venga riconosciuta e regolata dallo stato.

    - Sulla Laicità dello stato, sulle libertà religiose e sui cosiddetti “principi”, può piacere o meno, ma è proprio su questi principi che si basa la nostra costituzione, la nostra legge e la nostra repubblica. Su questi principi si basa il nostro “patto sociale”, la nostra convivenza pacifica e la condivisione comune di diritti e doveri. Solo sullo sfondo di un’autentica laicità dello stato e delle istituzioni può svilupparsi una reale convivenza pacifica di gruppi etnici e religiosi diversi.

    - Sugli emendamenti proposti della lega, non ho commenti da fare a parte il fatto che la maggior parte di essi suonano palesemente incostituzionali. Se applicati egualmente a tutte le religioni, compresa quella cattolica, sarebbero sicuramente giudicati inaccettabili ed inapplicabili.

    - Sull’8 per mille, ricordo che non è l’Unione Buddhista Italiana a chiedere allo stato finanziamenti attraverso questo strumento fiscale, peraltro usato ed abusato dalla Chiesa Cattolica. È la stessa legge italiana a prevedere uno strumento attraverso cui i cittadini possano donare l’8×1000 delle loro tasse all’ente religioso che preferiscono. Faccio notare a proposito che la donazione è facoltativa e che quei soldi se non donati vanno comunque dati allo stato. Quindi un’intesa col Buddhismo o con altre religioni non significherebbe affatto che tutti i cittadini italiani finanzino tutte le religioni che abbiano stipulato l’intesa.

  42. tato tripodo scrive:

    @Antonello Marzocchella
    giuste precisazioni; ma è proprio partendo da queste che si evince una cosa semplice semplice: in italia il buddhismo è la terza religione praticata in tutta libertà senza che sia stata necessaria un’intesa con lo Stato. fatti salvi i diritti di cui parli si capisce benissimo che sono rispettati in punto di fatto anche senza l’esistenza di un’intesa con lo stato!

  43. orione scrive:

    Giuste precisazioni che contraddicono tutto quello detto da Tripodo&Co sin qui, compreso l’ultimo punto esclamativo.

    Scrive Antonio (occorre citarlo perché evidentemente bisogna ribadire):

    “Per quanto riguarda l’intesa, la legge italiana e la Costituzione: è proprio lo stato italiano, nel caso delle intese, a non rispettare le sue stesse leggi anzi la sua stessa Costituzione. Ricordo a tutti che, in base a quanto afferma la costituzione (articolo 8), i rapporti tra stato e religioni “devono” essere regolati da “intese” specifiche”

    e:

    “avere il diritto di riunirsi in un luogo pubblico, per pregare o meditare, in un giorno che la propria religione considera festività, investe anche una dimensione che è ovviamente “pubblica” e che ovviamente andrebbe regolata per legge proprio dalle “intese”. Ecco, noi chiediamo che questa “parte pubblica” venga riconosciuta e regolata dallo stato.”

    infine:

    “È la stessa legge italiana a prevedere uno strumento attraverso cui i cittadini possano donare l’8×1000 delle loro tasse all’ente religioso che preferiscono. Faccio notare a proposito che la donazione è facoltativa e che quei soldi se non donati vanno comunque dati allo stato. Quindi un’intesa col Buddhismo o con altre religioni non significherebbe affatto che tutti i cittadini italiani finanzino tutte le religioni che abbiano stipulato l’intesa.”

    C’è poco da evincere. Basterebbe garantire a tutti gli stessi diritti e non (tentare di) girare sempre la frittata.

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