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Cavaliere, ci provi

Dopo mesi di provocazioni asfissianti e di insulti da parte di squallidi provocatori di professione tFP è diventato ciò che deve essere: un luogo di confronto tra chi sostiene una sinistra riformista e chi, come me, di sinistra non vuole neanche sentire parlare.

E per questo motivo possiamo criticare senza interferenze la manovra economica del governo, non per le pensioni o per i falsi tagli agli enti locali, ma per non avere tenuto la schiena dritta. Berlusconi sa che deve per forza abbattere il deficit in due anni, ne va il supporto della Banca centrale europea, che di certo non si farà convincere a dividere, con gli eurobonds, il debito italiano su tutti i paesi della zona euro: quindi il mio pezzullo è a Lui dedicato.

Caro Cavaliere,
è il momento di decidere una volta per tutte quali sono le responsabilità di tutte le amministrazioni pubbliche sul fronte della spesa. Solo riformando lo Stato, stanando gli sprechi che si annidano in tutte le sue nicchie, potremo strutturalmente abbattere la spesa, senza “mettere le mani nelle tasche degli italiani”. Missione impossibile? Politicamente forse, tecnicamente no.

Voglio provare a gettare una provocatoria “misura” anticiclica per tagliare dove, secondo me sia chiaro, potremo mettere al sicuro la cassa.

Primo provvedimento, tagli e razionalizzazioni ai ministeri, quelli veri. Esempi facili facili?
Giustizia, chiusura di tutti i Tribunali che non abbiano una circoscrizione con almeno 100.000 abitanti. Togliere ai magistrati l’amministrazione degli stessi. Che vadano in aula a lavorare.
Esteri, abolizione delle ambasciate inutili, solo a Bruxelles ne abbiamo tre, negli Usa due, in Svizzera due, mentre i consolati, che servono, vengono ridotti.
Difesa, abolizione dello Stato Maggiore Difesa e delle sue inutili appendici burocratiche. Che i militari vadano nelle caserme ad addestrarsi per fare la guerra, non a fare i passacarte. Dimezzamento dei generali e delle super retribuzioni. Abolizione dello straordinario ai militari, niente timbro di cartellino da impiegati del catasto, e soprattutto niente straordinario ai generali.
Interni. Abolizione delle direzioni generali che non abbiano una effettiva e immediata relazione con l’ordine pubblico e la sicurezza interna.
Salute. Chiusura e riorganizzazione delle centinaia di ospedali inutili creati solo per aumentare i posti da primario. Assunzione degli infermieri delle cooperative.
Educazione. Forse va bene com’è fino alle superiori. Chiusura delle Università pubbliche create per dare posti da ordinario agli amichetti dei politici.
Welfare. Non capisco a cosa serve, così come i ministeri delle Attività produttive o del Turismo o dei Trasporti. Tagliare di brutto.
Ambiente? boh…

Pubblico impiego. Tetto retributivo pari agli emolumenti del presidente della Repubblica. Nessun impiegato statale deve poter essere pagato di più. Facilssimo… fatto 100 lo stipendio del presidente si scende: ministri 90%, parlamentari 80%, etc etc… Taglio degli stipendi a magistrati e simili.

Divieto di esternalizzazioni e di consulenze esterne ad ogni livello. Meno corruzione e si risparmia.

Enti locali. Qui il bisturi deve diventare un machete. Raggruppamento dei Comuni in entità di 100.000 abitanti, abolizione delle Province, abolizione delle bufale tipo comunità montane e simili. Taglio del 50% dei dirigenti e dei loro stipendi. Taglio del 50% degli emolumenti dei politici locali. Proibizione per i comuni di costituire SpA o di avere attività di tipo economico senza finalità sociali. Abolizione nelle municipalizzate dei consigli di amministrazione. Un funzionario basta e avanza. Moral suasion, niente soldi, per iniziative tipo sagra della salsiccia, vendita del patrimonio immobiliare. Tagli dei servizi sociali inutili, tipo mediatori culturali, sovvenzioni a pioggia per il primo che passa. Un Comune ben amministrato cura la raccolta della spazzatura, l’asfalto delle strade e i giardini pubblici, usando i suoi giardinieri e i suoi stradini.

Pensioni. Tolti i lavori usuranti, quelli veri, tutti in pensione a 67 anni.

Anche se Bossi e Formigoni o Napoli si incavolano, Lei, Cavaliere, se ne fotta. Senza di lei sono dei nessuno. Anche Bossi.

0 commenti a “Cavaliere, ci provi”

  1. [...] “The Frontpage” Pubblicato il 5 settembre 2011 Cavaliere, ci provi [...]

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