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L’outing: su Berlusconi sì
e sugli altri no?

L’outing da parte di anonimi di una lista di politici omofobi e omosessuali ha scatenato l’ennesimo scandalo perbenista. In nome della privacy si impancano associazioni gay divise in correnti, conservatori indignati, giornalisti politically correct, radicali generosi solo con le proprie violazioni (ricordate gli spinelli di Pannella?), liberali gelosi (giustamente) della privacy e persino – e qui viene il bello – berlusconiani e antiberlusconiani uniti nella lotta. Ecchè sarà mai!

Negli States avviene almeno da vent’anni che gli omosessuali in lotta per i loro diritti mettano alla berlina i politici conservatori e bigotti beccati a rimorchiare. I rappresentanti di tutte quelle istituzioni (ahimè Chiesa compresa) che discriminano gli omosessuali non possono riservarsi in privato i diritti che negano attraverso i loro poteri pubblici. Altro che macchina del fango. Il primo alfiere della privacy in nome del sogno americano, William  Faulkner, vide nella pervasività dei media nelle vite private un rischio grave per la libertà dell’individuo alla base della Costituzione, ma faceva una eccezione per chi si presentava alle elezioni. La cui vita doveva essere trasparente nella sua coerenza.

Qui da noi invece è un pappone indigeribile il cui collante è l’ipocrisia dei media e della politica. Da quando Veronica Lario ha fatto outing sulla vita privata di suo marito, largamente ripresa dai media, fino ad oggi non s’è mai smesso di fare outing sulle preferenze sessuali di Silvio da parte della stampa con intercettazioni e sempre sulla vita privata, assai poco sui reati. Persino i più moderati, cui appartengo, riconoscono che le intercettazioni sulla vita privata non dovrebbero essere alla base di campagne politiche, ma certi comportamenti da parte di esponenti con un ruolo pubblico sono incompatibili con la carica che ricoprono.

Vale per un premier che riceve prostitute e fa prestiti in contanti (cose legittime ma improprie), e non deve valere per persone che si battono politicamente contro i diritti degli omosessuali, persino teorizzano l’omosessualità come deviazione essendo omosessuali? Questo non è improprio? Sono state rese pubbliche dalla stampa americana le amanti di Kennedy e la stagista di Clinton con tanto di scuse da parte sua. Una lista di persone pubbliche che non escludono l’omosessualità dalla loro vita, ma la bandiscono da quella degli altri è immorale? Perché allora questa reazione?

Sembrerà paradossale ma è per lo stesso motivo per cui non si può aumentare l’età pensionabile: gli italiani sono un non-popolo che non ama la verità. Preferiscono non sentirsi dire verità scomode o dirle solo se riguardano il vicino. La prova è che il Fatto Quotidiano, frugatore instancabile di tutte le escort che si avvicinano al  Cavaliere, condanna questo outing. Che ipocrisia! Tanti  di questi indignados difensori della privacy che stigmatizzano poi l’anonimato sono degli ammiratori della bufala di Spider Truman contro la Casta… I parlamentari hanno pensioni cospicue e non vanno in pensione mai, ma rifiutano non solo di ridursele, ma (che è più grave) di dire agli italiani che dovrebbero aumentare subito l’età pensionabile. Politici che in privato ottengono case privilegiate ed in pubblico sono contro il privilegio, non debbono essere indicati pubblicamente?  Ministri che limitano la possibilità degli italiani di usare il contante e in privato lo fanno alla grande, non si debbono sapere?

A nessuno importa che il Paese da anni sia in mano non tanto a politici corrotti, ma a politici che mentono, e in politica fanno danni alle persone e alla politica: quando regolano le nostre preferenze sessuali  per occultare le loro, quando sono contro il divorzio e l’aborto e lo praticano, quando parlano di morale, quando parlano di pensioni e spesa pubblica. Negli Stati uniti la privacy è garantita contro lo Stato, ma la menzogna  su queste contraddizioni non è tollerabile mai quando si è in politica. Certo l’outing l’hanno fatto tanto anonimi (uno dei diritti che la rete garantisce se non si diffama, e certo essere gay non è un insulto) quanto giornalisti coraggiosi, e qui abbiamo quasi solo giornalisti politicizzati e politici  ipocriti. Speriamo che la verità sia più contagiosa del crollo delle Borse.

60 commenti a “L’outing: su Berlusconi sì
e sugli altri no?”

  1. fabio scrive:

    va bene previt, ma come la metti tu sembra che la nostra democrazia duri un attimo.
    siamo in democrazia nell’atto di votare, dall’istante successivo la cosa pubblica non è più cosa che ci riguardi, ci pensa una oligarchia che ha raggiunto uno status superiore, gli eletti.ùa me sembra che l’architettura istituzionale sia stata pensata per tenere il più possibile il contatto con la realtà.
    forse sbaglio.
    se stiamo aspettando le elezioni per capirne di più, non è un segno che ci dice che queste elezioni vanno agevolate ?

  2. un esule scrive:

    @Sophia. Non solo certi magistrati, esistono persone che lavorano contro in tutti i ministeri, Esteri, Istruzione, Interni e financo Difesa, senza contare il parastato, che tramano in previsione del cambio di governo. Nel corso delle epurazioni che auspicano verrano, sai quanti posti da sottogoverno si apriranno ai partigiani del 24 Aprile?

  3. un esule scrive:

    Fabio, lei ha un concetto della democrazia parlamentare piuttosto originale.

  4. un esule scrive:

    Comunque la violazione della privacy e’ sempre e comunque da condannare. Anche quella di un pedofilo….. Le regole e i diritti valgono per tutti

  5. doris scrive:

    @ Esule,
    da quell’orecchio i vari Fabio, sono sordi.
    Privacy è una parola a loro sconosciuta.
    Pensano, loro, di essere al sicuro e non sanno, poverini, che tutti i loro sms inviati e ricevuti,attraverso i cellulari,sono tutti registrati e conservati per due anni.Devono solo sperare nella discrezione di chi fa quel lavoro.

  6. Prewiht scrive:

    …antizecche… deve scusarmi,ma evidentemente non sono così sveglio come Lei mi crede. Potrebbe spiegarmi la questione “mosca Gad Lerner”? Confesso di non aver capito. Se invece è il punto di contatto che Lei mi attribuisce con Giardini,pur continuando a non capire, la ringrazio dell’accostamento in quanto ho stima di Giardini, che è un signore, così come pochi altri, che parla con cognizione di causa e ci insegna sempre qualcosa.(Cosa che purtroppo io non posso fare).

  7. Ciro scrive:

    Forse i vari difensori dei giudici (che già di per se suona strano che i giudici debbano avere qualcuno che li difende) possono spiegare perché le intercettazioni vengono pubblicate? Da chi vengono pubblicate? Se si vuole veramente indagare non è meglio tenere in segreto le indagini fino al processo?

    Espongo una semplicissima considerazione, ma secondo voi in Italia uno che sa di delinquere o di fare qualcosa non corretta userà mai il telefono? Secondo me no.

    A causa di questa pubblicità negativa nessuno userà mai più il telefono per dire qualcosa che possa minimamente essere usata contro di lui.

    Quindi si è perso un validissimo strumento di indagine. e non a causa delle leggi ad personam come dicono i fanatici ma a causa dell’uso improprio che se n’è fatto.

  8. fabio scrive:

    esule, non è furbo continuare a sollevare l’argomento da parte tua.

    state governando su cittadini che non vi vogliono più, vi conviene che non si chiedano il perchè.

  9. fabio scrive:

    ma la tua risposta alla domanda non cambia, vero ?
    secondo te, il parlamento rispecchia gli italiani.

    ad esempio, (se ne possono fare decine), gli italiani volevano la legge sul legittimo impedimento.
    è strano che l’abbiano sotterrato sotto una maggioranza assoluta di no.

  10. fabio scrive:

    e poi gli italiani sono secessionisti anche.
    in parlamento, cosa passa e cosa non passa lo decidono i secessionisti, quindi gli italiani sono secessionisti.
    che strano, i padani non arrivano alla maggioranza nemmeno al nord, nemmeno in veneto.
    come fanno ad essere maggioranza tra tutti gli italiani ?

  11. un esule scrive:

    @Ciro
    gli italiani sono troppo fessi per smettere di usare il cellulare.

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