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La Chiesa che vorrei

La Chiesa disprezza e commenta in negativo la politica ma facendo così non si accorge di fare lei stessa politica. Sono le contraddizioni dell’uomo e dell’umanità che di certo non esclude il cardinal Bagnasco e Papa Ratzinger. «I comportamenti non solo contrari al pubblico decoro ma intrinsecamente tristi e vacui», ha dichiarato il cardinale rimproverando la politica italiana, e sembrerebbe che nel suo discorso abbia voluto colpire il nostro presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Il cardinale ha recitato lo stesso discorso della domenica che fanno Vendola, Bersani o Di Pietro; insomma, non cambia nulla. Anzi, qualcosa cambia! A conclusione del comizio doveva aggiungere una frase d’effetto del tipo: «E ora basta, è necessario un governo tecnico!»: solo con questo piccolo gesto poteva essere eletto tra le fila del Pd.

Premetto prima di continuare questo articolo che sono cristiano, credo in Dio e non in questa Chiesa che va a parlare nelle aule parlamentari del mondo mentre nello stesso momento alcuni suoi esponenti commettono, o a loro sono imputati, i più infamanti crimini che un uomo possa compiere. Dobbiamo correre subito a fare qualche distinzione però, perchè non tutta la Chiesa è uguale: ci sono i preti bravi e onesti e ci sono i preti disonesti, ci sono i frati che nel segno dell’umiltà e della povertà indossano i sandali in inverno, come c’è il Papa che se di inverno non ha l’ermellino e le scarpe di Prada non sta abbastanza caldo. Insomma, parliamo di chiese, non di Chiesa.

Ammiro con profondo piacere quelle suore che dedicano la propria vita alla preghiera e all’istruzione, quei preti che camminano nei sobborghi delle grandi città per aiutare i poveri e gli emarginati, quei frati che nella notte consegnano ai barboni le coperte per scaldarsi. Questa è la Chiesa che il Signore ha voluto. Gesù era figlio di un falegname, camminava scalzo nel deserto, non disponeva di ricchezze economiche ma disponeva di ricchezze interiori.

Oggi la Chiesa è la S.p.A. più grande del mondo. Una grandissima società per azioni che amministra immobili e ricchezze tra le più imponenti del mondo passando agli occhi della gente come i discepoli di Dio. Ma come mai l’Ici non viene pagato da quegli hotel di suore che affittano una camera a 150 euro a notte nel centro di Roma, mentre la paga quel piccolo hotel montano o addirittura la mensa dei poveri che non è gestita dalla Chiesa cattolica? Come mai se un cittadino sceglie di non destinare il proprio 8×1000 questo va direttamente alla Chiesa e non allo Stato? Strane verità che la gente non vuole vedere. Non vuole vedere perchè ha paura di una punizione divina magari.

Ragazzi, Dio vuole persone che studiano e osservano la realtà rincorrendo il vero Bene della gente, il Bene con la “b” maiuscola, non quello che fingiamo di vedere ma che in realtà non vediamo. Dio ha dato dei precisi modelli di vita che né io né il Papa stiamo rispettando e dunque volete continuare a sotterrare la testa dalla realtà che vi circonda?

Luca Erbifori

14 commenti a “La Chiesa che vorrei”

  1. axenos scrive:

    la chiesa che vorrebbe c’è già, è quella di Don Gallo e di Padre Puglisi…

  2. mario57 scrive:

    esatto ” Di sana e robusta costituzione”

  3. Razor scrive:

    Insomma Luca Erbifori non è cattolico e a lui, come a tutti i non cattolici e gli anticlericali un tanto al chilo, fanno gola, pardon, danno scandalo, i quattrini della Chiesa. Pure Giuda Iscariota si scandalizzò del cattivo uso che fu fatto di un certo olio profumato…

  4. Luca erbifori scrive:

    Eppure sono cattolico e vado in una scuola di suore. Ho spiegato che ci sono due tipi di chiese e solamente una non mi piace.. Leggete no?

  5. Gianfranco Cianchetti scrive:

    Cattolico significa prima di tutto: obbediente al Papa.

    Cristo, se è Dio, vuole questa Chiesa.
    Perché se Dio, vuole, Dio ottiene, in quanto Dio è Signore della Storia.

    Erbifori, stai dicendo a Dio: ho ragione io e non tu, ovvero, ritorni al peccato originale.

    Queste sono le basi per un discorso serio su Dio, la Chiesa e la Storia.

    Altrimenti sono le solite anticlericalate fritte e rifritte.

  6. nautilus scrive:

    “Oggi la Chiesa è la S.p.A. più grande del mondo. Una grandissima società per azioni che amministra immobili e ricchezze tra le più imponenti del mondo passando agli occhi della gente come i discepoli di Dio. Ma come mai l’Ici non viene pagato da quegli hotel di suore che affittano una camera a 150 euro a notte nel centro di Roma, mentre la paga quel piccolo hotel montano o addirittura la mensa dei poveri che non è gestita dalla Chiesa cattolica? Come mai se un cittadino sceglie di non destinare il proprio 8×1000 questo va direttamente alla Chiesa e non allo Stato?”

    “solo con questo piccolo (g)testo poteva essere eletto tra le fila del (Pd) SEL.

  7. Razor scrive:

    Caro Erbifori, io ho letto bene e tu sei un catto-comunista, ergo non sei cattolico.

  8. Roberto1 scrive:

    La Chiesa è tale (ecumenica) perchè “contiene” don Gallo, “ma anche” il Direttore Generale dello IOR.
    Questo fatto si può accettare o meno, trovo però singolare l’operazione (culturalmente truffaldina) di scindere il pezzo che piace ed erigerlo ad unico modello della “vera” Chiesa di cui si possa sentir necessità.
    La Chiesa ha gli occhi puntati al cielo ed i piedi saldamente piantati a terra.
    Perchè è su questa Terra che viviamo, non su Marte.
    Partendo dalle cose più banali (quanto costa scaldare una Chiesa la domenica?
    Quanto costa far manutenzione ad un campanile?
    Quanto costano le Ostie dal fornaio?), non credo sia difficile immaginare, anche per intelligenze normali, che la cosiddetta “SPA” è utile ed indispensabile per l’opera quotidiana della Chiesa.
    E, francamente, questa storia dell’ICI ha rotto i coglioni, perdonate il francesismo.
    Non credo sia utile spiegare il perchè, tanto questa farsa continuerebbe, autoalimentandosi di candido fervore.
    E tanto pelo sullo stomaco.
    Se non si colgono le differenze fra le parole del Card. Bagnasco e le puttanate di Vendola, Di Pietro, Bersani e Berlusconi, forse non c’è spiegazione che possa tenere.
    Caro Erbifori, lei si definisce Cattolico.
    Io non arrivo a tanto, perchè spesso mi trovo a litigar con Dio.
    Mi piace la figura del Centurione, cui credo di somigliare:
    “Caro Dio, non venire a casa mia, potrebbe non piacerti; però, se tu dirai una parola, io sono salvo!”
    Veda, Erbifori, leggere spesso il Vangelo aiuta, sia nella chiarezza, sia nella confusione.
    Quest’ultima è indispensabile, per ricercare la strada, la via d’uscita.
    Scoprirà che nel Vangelo si parla dell’apprezzamento di Dio per l’interesse composto sull’impiego di capitale, ma anche che si ammazzano i vitelli grassi per i fancazzisti e puttanieri, mentre i retti finiscono per sentirsi coglioni, nell’aver fatto sempre il loro dovere.
    Scoprirà che è faticoso per i ricchi guadagnare la salvezza, ma è altrettanto difficile per chi portasse i sandali in inverno per orgoglio e segno di distinzione e disprezzo per gli altri.
    Scoprirà che se uno stronzo compie un atto giusto, ciò ha più merito di mille giusti che pregano e fanno sacrifici.
    Ma lei si sente sconvolto, ogni volta che legge questo libriccino?
    Lei si ribella alla palese ingiustizia del padre che ammazza il vitello grasso, nei confronti del figlio “buono”, che non riceve un cazzo?
    Non è che lei, nell’inseguimento del vero bene, stia deviando, proprio come quei Papi che bandivano le Crociate contro gli infedeli?

  9. la pravda scrive:

    Sig.Erbifori,nel titolo della sua lettera lei ha già detto tutto.Cosa vuole che le si risponda se non come diceva Petrolini-Nerone:a Tiggellì,e se vuoi fare come ti pare,bisogna che ti fai un impero per conto tuo.

  10. Lia scrive:

    Perché mai non si può criticare la Chiesa standone dentro? Perché si deve essere tacciati di “catto-comunista” o di “pronto per essere eletto nelle fila di SEL” se non si è d’accordo con la gestione della Chiesa, o con l’8×1000? Allora quando Giovanni Paolo II ha chiesto perdono agli Ebrei per gli errori commessi dalla Chiesa, è stato un catto-comunista? E San Francesco? È stato il primo catto-comunista della storia?
    Con la stessa logica si tacciava di “antiamericanismo” chiunque di permettesse di dissentire da Bush, o si definiva “fascista” chi si opponeva alle teorie di Berlinguer, o ancora, oggi, si da del “comunista” a chi non è d’accordo con Berlusconi.
    Quando si potrà discutere dei contenuti, invece di etichettare le idee?
    Io sono ancora più radicale di Luca e, da cattolica (evidentemente prossima alla scomunica), ho un’utopia: l’abolizione del Concordato. E non solo: la “reale”attuazione del principio sacrosanto (o sono blasfema?) di “libera Religione in libero Stato”; la libertà di costruire luoghi di culto per tutte le confessioni (a spese delle comunità religiose, non dello stato); la sostituzione dell’ora di Religione con lo studio “delle” religioni; l’abolizione di tutti i simboli religiosi nei luoghi pubblici, a cominciare dalle scuole. Infatti, da cattolica (prossima alla scomunica) mi offende profondamente la definizione del Crocefisso come “simbolo di identità storica”. E mi offende l’opulenza sfoggiata dalla mia Chiesa, la mantellina del Papa bordata di ermellino, i paramenti liturgici cosparsi di fili d’oro, la Mitria dei Vescovi…
    Alle prossime elezioni, quando mai ci saranno, sarò obbligata a votare SEL?

  11. Razor scrive:

    @Lia Non occorre che cambi partito e voti SEL, può tranquillamente continuare a votare per i radicali.

  12. Roberto1 scrive:

    Osservo che “Cristiano” potrebbe avere già qualche aggettivo di troppo, tipo Anglicano, riformato, copto, cattolico.
    Figuriamoci, poi, se ne aggiungiamo altri:
    Cattolico radicale, cattocomunista, cattolico illuminato, cattolico del dissenso……
    Arlecchinate, insomma.
    Ricordo che l’ultracitato (a gran sproposito) San francesco, nel Gennaio 1206 si appellò al Vescovo di Assisi contro il padre che aveva chiesto “giustizia” ai Consoli; nel 1209 con altri dodici compagni si recò dal Papa Innocenzo III per chiedere l’autorizzazione alla regola, nel 1213 il Vescovo di gubbio gli donò la chiesa in S.Maria della Vittoria.
    Quindi Francesco, al contrario di altri movimenti che stavano qua e là nascendo in Europa, fin da subito si mosse DENTRO la Chiesa, non fuori o contro di essa.
    Mi stupisce l’amnesia di molti a riguardo o, peggio, la rimozione.
    Ciò è ancora più significativo in quanto Innocenzo III non era certo un Papa Giovanni o un Papa Luciani ed i Vescovi di Gubbio ed Assisi, al pari di altri, non erano presi da mattina a sera in preghiera o in opere di bene, ma a tramare contro l’Imperatore di turno o il potere Comunale per una quisquilia come le investiture e la supremazia della Chiesa sullo Stato e/o viceversa.
    Se essere “cattolica” prossima alla Scomunica pare essere gratificante, mi tengo i miei quotidiani dubbi sull’esistenza di Dio ed il mio conflitto perenne, oramai senza vinti nè vincitori, fra la mia ragione e la mia fede.
    Una dovrebbe sostenere l’altra, così dice Ratzinger.
    Non ci riesco: capisco risulti più comodo parlar di ICI, terzo mondo e pauperismo.

  13. Gianclaudio Moretti scrive:

    ‘ Quanto mi sei contestabile, Chiesa, eppure quanto ti amo!
    Nulla ho visto al mondo di più oscurantista, più compromesso, più falso e nulla ho toccato di più puro, di più generoso, di più bello. No, non posso liberarmi di te, perchè sono te.
    Porta un messaggio di pura trasparenza ed è incarnata in una pasta sporca, come è sporco il mondo.
    Parla della dolcezza del Maestro, della sua non-violenza, e nella storia ha mandato a sbudellare infedeli e torturare eresiachi.
    Trasmette un messaggio di evangelica povertà e non fa che cercare denaro ed alleanze con i potenti.
    Io, quando sento la contestazione contro la Chiesa, ci prendo gusto e la sento come meditazione seria, profonda , scaturita da una sete di bene e da una visione chiara e libera delle cose.
    Però, alla fine, sento che questa contestazione come riguarda il mio parroco, il mio vescovo, il mio papa, come persone,riguarda pure me come persona e mi sento nella stessa barca, nella stessa famiglia, consaguineo di peccatori matricolati e peccatore io stesso.
    E’ allora che cerco di contestare me stesso e mi accorgo come sia difficle la conversione ‘

    Spero che la buonanima di Carlo Carretto mi perdonerà per aver saccheggiato i suoi scritti.

  14. Roberto1 scrive:

    Bravo Sig. Moretti.
    Già la consapevolezza che il “male” non è altro da sè, non è fuori ma è dentro, aiuta a scegliere.
    Perchè siamo liberi di scegliere, sempre.
    Se tentassimo, oggi, di separare grano e loglio faremmo solo disastri.
    Per chi crede, solo Dio può farlo, solo Dio può giudicare.

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