L’avversario merita la dignità dell’ascolto

Che l’opposizione sia alla canna del gas, è cosa nota. Tra chi agita la clava delle elezioni anticipate e chi punta all’inciucio senza passare per il voto. E’ il dopo Berlusconi, bellezza.

Al premier almeno un merito dobbiamo riconoscerglielo. Il bipolarismo, pur nella sua versione claudicante, lo ha importato lui in Italia. E’ stato l’ambizioso imprenditore, che nel ’94 padroneggiava (a parole) la Rivoluzione Liberale sulle ceneri della Prima Repubblica spazzata via a colpi di avvisi di garanzia, a superare la “democrazia senza alternanza” dei primi cinquant’anni della storia repubblicana. L’antidoto a una democrazia bloccata, dove i cittadini votavano e il giorno dopo i partiti si accordavano su chi sarebbe andato al governo. Forza Italia inaugura una svolta copernicana: i cittadini votando scelgono il governo.

Certo, non è con questa svolta che la democrazia italiana è uscita dal tunnel della partitocrazia. E lo spettacolo, cui abbiamo assistito oggi, è la spia di una democrazia malata. Il presidente del Consiglio tenta il “rilancio” nell’aula di Montecitorio. Domani si voterà la fiducia. L’aula non è “sorda e grigia”, ma semplicemente semivuota. Dei 630 deputati 290 sono assenti. Pd, Idv, Udc e Fli si sono ritirati sull’Aventino. Iniziativa che, francamente, anche solo assimilarla a quella del 1924 dopo l’assassinio del socialista Giacomo Matteotti fa arrossire di vergogna.

Forse è più adeguato volgere lo sguardo alla metà degli anni Settanta, quando, non appena il “nero” Giorgio Almirante si accingeva ad intervenire, “l’unità nazionale del fascio partitocratico”, con il Pci in testa, abbandonava l’aula, per poi ricomporsi prontamente non appena c’era una legge da votare. Chissà come i partiti, che in Aula simulavano l’acerrima e frontale lotta, nell’ombra delle commissioni tornavano a parlarsi e ad accordarsi, votando insieme la stragrande maggioranza delle leggi, ivi comprese quelle alimentatrici di spesa e debito pubblico.

E’ stata la deputata radicale Rita Bernardini a ricordare la presenza solitaria dei quattro parlamentari radicali quando Almirante prendeva la parola in Aula. I radicali c’erano allora, e ci sono oggi ad ascoltare le comunicazioni del presidente del Consiglio. Forse il leader di Fli Gianfranco Fini, comodamente adagiato sulla poltrona del presidente della Camera, ha la memoria corta.

Si dà il caso che per alcuni il senso dello Stato e delle istituzioni non sia il feticcio da ripescare ogni tanto, quando conviene, ma piuttosto una pratica, che si nutre di memoria storica e di rispetto per l’avversario. L’avversario non è nemico. L’avversario merita la dignità dell’ascolto, sia che si chiami Almirante o Berlusconi. Tirarsi indietro significa rinunciare a un confronto maturo, allo scontro (anche aspro) a colpi di idee ed argomentazioni. Significa trincerarsi dietro al muro dell’inanità, sperando di capitalizzare non sulle proprie forze, ma sulle debolezze e divisioni dello schieramento opposto. Si capisce che questa appaia la strategia vincente a chi mira soltanto a conquistare il governo senza passare per il voto. A quattro opposizioni che non ne fanno una.

99 commenti su “L’avversario merita la dignità dell’ascolto
  1. axenos scrive:

    ah, l’ha capita adesso?
    meglio tardi che mai…

  2. mario57 scrive:

    beh , sai, non ho casa vista sul golfo di Napoli (pagata da altri)

  3. sophia colpiacca scrive:

    mario. siamo in due.

  4. Lauraron scrive:

    Scusate, ma non eravamo una democrazia parlamentare? Se il parlamento dà la sua fiducia, perchè dovrebbe cambiare il governo? Per far piacere a chi non ha la fiducia? Per paura che i parlamentari dell’opposizione possano vendersi? Perchè non si riesce a mettersi d’accordo sui programmi da presentare agli elettori per le prossime elezioni? Io ho votato Prodi l’altra volta, si è visto come è riuscito a governare senza un programma veramente condiviso nella coalizione. Poi ho votato centrodestra, che mi ha deluso per la pochezza di tanti esponenti, mica solo per le figuracce e l’uso personale delle istituzioni di Berlusconi. Qualcuno mi dica chiaramente come pensa di affrontare il debito pubblico, senza alzare le tasse ai soliti che le pagano, io sto aspettando. E non parlatemi di Casini o Fini, Pisanu o Scajola come personalità d’alto profilo, per favore…

  5. fabio scrive:

    se andiamo avanti così, a non capire le battute, vedete come finiremo !!
    tutti nella DDR.
    vedrete vedrete.
    poi sai che ridere, quando la stasi ti viene a prendere a casa.

  6. fabio scrive:

    casini, fini e pisanu al confronto con berlusconi ?
    in effetti è meglio non farli, certi paragoni.

  7. mario57 scrive:

    Totò, Totò…solo il nome (completo) era una garanzia. Vedere il parlamento affollato da quattro gatti ex/post opposizione ha anche un risvolto comico. Politica e costume e comicità sono legati. Da Totò a Sordi, da De Crescenzo a Crozza passando per Grillo e Guzzanti. Berlusconi e De Magistris con la bandana. I buffoni di corte rischiavano le palle. I comici di ieri e oggi rischiano di fare buoni affari. Certo di spunti ne hanno parecchi. Votate Alfredo, la prossima volta. La napoletanità intesa come interpretazione della vita strappava sorrisi, comprensione e a volte invidia. Ora è un problema nazionale. Cosa ne pensi Sophia ?

  8. un esule scrive:

    Fare l’Aventinismo con Berlusconi e’ come marciare per “Via gli Amerikani dal Vietnam”. Una sana dimostrazione di reducismo.
    Peccato che ora i Viet Cong gli amerikani li rivogliono indietro… Che fara’ la pasionaria dalle ascelle sudate allora?

  9. un esule scrive:

    E noto che fabio non e’ ancora in grado di condensare i suoi banali pensieri in un paio di post. Immagino i guai del suo commercialista quando invece di mandarle tutte insieme gli consegna una fattura mal scritta ogni dieci minuti….

  10. mario57 scrive:

    hovvìa….si era sbagliato in battitura…non erano 30.000 ma 3.000

  11. Roberto1 scrive:

    Errata corrige per fabio:
    Berlusconi non c’entra nulla con il “coitus interruptus” delle lenzuolate di privatizzazioni.
    Prodi è sprofondato, dopo due crisi ed un bis, appena due anni dopo le elezioni, a furor di popolo.
    Veltroni ci ha evitato un’umiliazione senza precedenti, ma non la sconfitta: mica è Mandrake!
    Cosa poi possa privatizzare un cialtrone che, a casa sua, loda gli amministratori che hanno costruito le SPA per acqua-rusco-gas (fra cui c’ero anch’io e non sono “pentito”) ed esattamente un anno dopo segue Vendola e Di Pietro a rimorchio sui referendum parastatali di acqua e servizi pubblici, qualcuno lo deve spiegare bene.
    Non a me, al Paese.
    Possibilmente andando a ripetizione da quello che diventerà l’avversario di sarkozi alle prossime Presidenziali Francesi.
    Sette punti-sette programmatici, tre paginette.
    Condivisibili o meno, ma chiare come il sole e su quei tre fogli i francesi saranno in grado di decidere il loro futuro.
    Ora, questa volta non basterà il castello di Gargonza.
    Per riunirli tutti, bisognerà noleggiare una ex caserma o un ospedale dismesso.
    Ammesso poi che esca un leader, usciranno certamente dalle 400 alle 500 pagine fitte fitte di programma.
    Di più, rispetto alle pagine del Prodi II, ma con le stesse caratteristiche: a pag. 10 troverete scritta una cosa, a pag.12 il suo esatto contrario.
    Il centro destra sta male, il centro sinistra sta peggio.
    Ripeto: è in grado Alfano di metter le scarpe a punta ed affibiare a Scajola un bel calcione all’attaccatura del pene con lo scroto?
    Quindi, poi, di “convincere” Berlusca a fare un passo indietro?
    E’ in grado Renzi di mettere le scarpe chiodate e bersagliare i culi della Bindi, di Prodi e Bersani finchè non si tolgon dai coglioni?
    Sono in grado, questi due, di pilotare il paese verso nuove elezioni, fermo restando che deve rimanere alta la vigilanza e l’attenzione sulla contingenza economica e finanziaria?
    Per me, i quesiti fondamentali sono questi.
    Il resto è assimilabile ad una sega cinese.
    Quella con due mattoni che picchiano sui maroni.
    Si gode quando si sbaglia la mira.

  12. axenos scrive:

    bravo roberto1, e non dimenticare il concreto rischio che si torni alla DDR se dovesse vincere bersani…

    mi pare la cosa più importante

  13. QR DeNameland scrive:

    bravo axenos, e non dimenticare il concreto rischio che si torni al fascismo se dovesse vincere Berlusconi.

    mi pare la cosa più importante

  14. axenos scrive:

    e adesso i radicali si facciano candidare dal cialtrone di arcore…

    e se non ci riescono vuol dire che anche questi residui ideologici degli anni 70 spariranno finalmente dal parlamento…

  15. axenos scrive:

    qr, tu sei scoordinato come il padre del trota. io non ho mai parlato di fascismo ma al massimo di repubblica della cassoela. palmiro cangini invece paventa il rischio ddr ogni volta che sente nominare bersani…

  16. fabio scrive:

    la persona che tiene i conti e presenta le dichiarazioni è un mio dipendente.
    non prende 30.000, prende di più, essendo in un ruolo importante e lavorando per la mia famiglia da 25 anni.

    esule, scusa, ma secondo te, questo parlamento è rappresentativo dei cittadini italiani ?
    se che te l’ho già chiesto, ma mi sono dimenticato la tua risposta.

  17. fabio scrive:

    secondo me, (e secondo tutti quanti), il parlamento non riflette più gli italiani, è ridotto solo ad una accozzaglia di cialtroni che puntano alla pensione, sotto costante ricatto di un dittatorucolo da strapazzo.

    lo sa anche esule ma non può dirlo, povero lui.
    è costretto a dire sciocchezze per partito preso.
    che brutta fine…

  18. QR DeNameland scrive:

    Scusa axenos, riformulo
    bravo axenos, e non dimenticare il concreto rischio che si torni alla repubblica della cassoela se dovesse vincere Berlusconi.

    mi pare la cosa più importante

  19. fabio scrive:

    al primo di voi che incontro devo offrire da bere.
    bisogna festeggiare, roberto1 non è nel mio partito !
    ogni volta che ci penso sento un senso di sollievo.

  20. QR DeNameland scrive:

    già, Fabiuccio, è per via dell’oligarchia quinquennale

    8)

  21. axenos scrive:

    nella repubblica della cossoela ci siamo da quando governa un cialtrone brianzolo con l’appoggio di una manica di peracottari in camicia verde…

  22. La Bocca della Verità scrive:

    Bobby1 non è manco “de sinistra”, non a caso je piace er berluschino fiorentino.

  23. Roberto1 scrive:

    Non esiste rischio di DDR, caro Axenos.
    In parte ci siamo già scivolati, lungo una china che, invece di interrompersi definitivamente con la caduta del muro, ha ripreso forza e vigore in questi ultimi 20 anni.
    Lei non se ne accorge, perchè si trova a suo agio.
    Vincesse Bersani, penso in un modo simile a come ha “vinto” a Milano o Napoli, durerebbe dagli otto ai venti mesi.
    Dipende tutto da quando si dovrà rifinanziare la missione in Afghanistan,oppure Draghi ci imporrà di innalzare l’età pensionabile, oppure si tratterà di decidere una patrimoniale, piuttosto che un taglio alle sedi estere delle Regioni.
    Ma siamo nell’area “pugnetta cinese”: ci stia lei, se si trova a suo agio.
    Preferisco parlare e discutere di altro, se davvero vogliamo discutere di cambiamento.
    E nel cambiamento, ci stanno Bersani, Berlusconi, Di Pietro e Vendola.
    Non certo come i “cambiatori”, senz’altro come i “cambiandi.

  24. mario57 scrive:

    orpo….siete in forma oggi

  25. mario57 scrive:

    come è andato il vuoto di fiducia ?

  26. axenos scrive:

    se preferisce discutere di cambiamento allora deve saper giocare a farmville sennò angelino renzi non lo ammette tra i suoi amici di feisbuc…

    a proposito, si è poi capito in cosa consiste il famoso big banghe promesso dal sindaco fiorentino? la proposta di usare al posto del voto -visto come stanco rituale ottocentesco- il “mi piace” di derivazione facebookiana?

    miiiiii non vedo l’ora che si passi alla politica 2.0 di renzi.

  27. mario57 scrive:

    2.0 ottimo

  28. Roberto1 scrive:

    Axenos, capisco bene le sue preoccupazioni.
    Forse “Renzangelino” ce la fa, forse no.
    E’ questo “forse” che la fa sclerare e credo sia comprensibile.
    Cambiare è sempre faticoso.
    Meglio disquisire, come “bocca”, del tasso di sinistresimo di Roberto 1 e di bigghe banghe come fa lei.
    Poco impegnativo, molto trendy fra il “popolo” che domani, tanto per cambiare, marcerà su Roma e molto “bar sport”.
    Una pugnetta cinese, insomma.

  29. fabio scrive:

    mario ha fatto una bella domanda, com’è andato il voto di fiducia ?
    e per approfondire, come mai quello che dovrebbe essere il parlamento italiano continua a tenere in vita un governo che gli italiani odiano ?

  30. fabio scrive:

    si salvi chi puo !!!
    adesso arriva roberto e ci cambia tutti quanti !!
    oddio oddio aiuto aiuto
    è brutto essere un cambiando.

  31. mario57 scrive:

    fabio: come vuoi che sia andata, come una pugnetta all’italiana.

  32. fabio scrive:

    e come volevi che andasse…

  33. Roberto1 scrive:

    Festeggia pure, caro Fabio!
    Son dentro al Pd da quando è nato: “che fai, mi cacci?”
    Attento a come rispondi, però!
    Mi accontento dello stesso commento che il Direttore della bocciofila fece, quando un altro pronunciò la “celebre frase”.
    Ogni altro commento, spero tu convenga con me, suonerebbe come una cialtronata “due pesi e due misure style”.
    Detto questo, se andassimo un pò tutti a ripetizione dagli Inglesi, scopriremmo che un Partito è tanto più grande quanto più “include”.
    e CHE UNA LEADERSHIP è TALE SE “ALLARGA”, NON “STRINGE”.
    Perdonate il maiuscolo, mi è scappato e non è voluto.
    Quindi, come per il labour ove convivono tutti, ma proprio tutti (fermo restando la leadership riformista) e può capitare, senza drammi o piagnistei che un comunista diventi Sindaco di Londra, noi dovremmo cercare una leadership che riesca a tenerci insieme, caro Fabio.
    E buttare nel cesso una pseudo leadership che ci separa, costringendo me e te a dividerci e, come è già successo, a farci votare per tangheri alla Ramon Mantovani, quando ancora esistevano i collegi e far sì che mezze figure, con i nostri voti, diventino Sindaco a Cagliari, Milano e Napoli.

  34. mario57 scrive:

    cofesso l’ignoranza: non so come funziona quella cinese.

  35. mario57 scrive:

    Ma noi abbiamo superato gli inglesi: abbiamo governatori comunisti. Di sindaci poi…

  36. mario57 scrive:

    Se poi vince Bersanoff……a meno che non dica come uolter…mai stato comunista.

  37. fabio scrive:

    ritiro immediatamente le mie offerte di festeggiamento.
    sono appena sprofondato in una valle di lacrime.

  38. fabio scrive:

    senti roberto, ma sta leadership che ci deve tenere assieme, tu come la vedi ?
    lo vuoi lombardo ? deve essere di arcore ?
    non mi dire che gente alta non ne vuoi..

  39. fabio scrive:

    o senno io ho una idea.
    il PD resta il PD, veltroni per fortuna non conta una minchia, e tu fai un po’ quello che ti pare.

  40. fabio scrive:

    rinnovo l’offerta di aperitivi a sbafo !
    sono risalito dalla valle di lacrime.
    roberto dice di essere nel mio partito ma non conta una minchia.
    che sollievo.

  41. mario57 scrive:

    Tutta colpa della proprietà invariantiva dei radicali: moltiplicando l’indice del radicale e l’esponente del radicando per uno stesso numero p naturale e diverso da zero il radicale non cambia.

  42. Roberto1 scrive:

    Caro Fabio,
    i conti l’oste li fa sempre a fine pranzo.
    Forse io ho perso la scommessa: puntare su di un partito che nasceva con un tasso di riformismo pari allo zero, pensare che la mia esperienza, unita a quella di uomini cresciuti nella società e non nelle segreterie che si trovava ai vertici di amministrazioni comunali, potesse segnare quel rinnovamento indispensabile per una forza di progresso moderna ed ambiziosa.
    Forse Uolter non era l’uomo giusto, ma ci ha provato.
    Schiacciato non da Berlusca, ma da un apparato impaurito che ha preferito le “certezze” del ‘900 alle sfide dell’attualità, per mantenere, fin che dura, i suoi poteri di disponibilità.
    Tu sei la “manovalanza” di questo non-progetto, di questo suicidio politico in differita.
    Sei tu ed il tuo modo di pensare che favorite l’ascesa del Berlusconi che verrà, dopo aver agevolato quella del Berlusconi di oggi e di ieri l’altro.
    Non capite l’Italia e gli Italiani, passate con spudoratezza dal cantar messa in chiesa al bestemmiare in osteria, senza una linea, un indirizzo, un’idea di presente e di futuro.
    Accondiscendenti e spesso succubi di piccoli avventurieri alla Vendola e Di Pietro, pur di stare attaccati come mignatte alle rendite di posizione ancora sostanziose.
    Un tempo il PCI intercettava la protesta: questo PD cosa intercetta?
    Il beneplacito di Repubblica?
    Il plauso di qualche banchiere?
    Il consenso di qualche economista inventato?
    Ma sono qui e “hic manebimus (quasi) optime”.
    Lo vediamo alla fine, chi conta e chi conterà i calci in culo destinato a prendersi.
    Dagli Italiani, naturalmente.

  43. fabio scrive:

    ma cosa ne sai tu di me roberto…
    cosa ne sai…

  44. mario57 scrive:

    si Fabio, è colpa tua se abbiamo Berlusconi,,,,sei tu la manovalanza. QR penso sia d’accordo.

  45. QR DeNameland scrive:

    Fabio la manovalanza? mah, non saprei, se ho capito è ricco di famiglia

    8)

  46. mario57 scrive:

    Roberto penso indendesse manovalanza intellettuale, non economica

  47. fabio scrive:

    e che faticaccia che costa !

  48. QR DeNameland scrive:

    Poerello

  49. Kahlunquemente scrive:

    Sottoscrivo Annalisa!

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>