Ma l’Italia ha voglia di cambiare?
Una serie di interventi liberi così si era vista solo ai congressi radicali. Una rassegna di persone normali, senza incarichi di partito, che interviene ad una cosa politica e parlare di cose ordinarie – che poi sono quelle di cui dovrebbero occuparsi quelle persone ‘speciali’ che sono i politici. La prima sera alla Leopolda è stata così: noiosa. Matteo Renzi stà lì ad ascoltare e tenere il tempo – 5 minuti, il massimo consentito – senza dire la sua. Senza dire ad esempio come la pensa lui di quello che l’insegnante, l’imprenditore, l’accademico, l’amministratore locale dicono di voler fare se invece che alla Leopolda fossero a Palazzo Chigi.
Mentre è Renzi che si vuole sentire, via.
La domanda di cui si ha ansia di avere risposta è se Renzi si candida, se si decide a dichiarare pubblicamente di voler sfidare l’establishment del partito, il suo, che non ha mai avuto remore nel definire unfit ed accusare di corresponsabilità di quell’inerzia conservatrice che paralizza l’Italia nella sua inamovibilità. Ma che ce lo chiediamo a fare se Renzi è questo che vuole: è così ovvio che sia così.
Il problema – e qui dissento da Fabrizio Rondolino – non è però se il Pd lo farà a polpette prima ancora di cominciare le primarie. Tony Blair ha sfidato e sconfitto un partito che era, se possibile, pure più ottusamente introverso, ed alle aperture ideologicamente eterodosse ostile, di quanto non sia il Pd(s) bersaniano. Renzi è capace di aprire la partecipazione, potrebbe batterlo Bersani. Il problema di Renzi non è il Pd ma il Paese. Quanta voglia ha, questo Paese, di mettersi in gioco, di preferire la modernizzazione alla conservazione, il modello competitivo (della sfida aperta e trasparente) a quello assicurativo (dei benefici garantiti dalle contiguità)?
Vedremo.


Prima di parlare di Paese in modo uniforme bisognerebbe capire quale parte del Paese ha la necessità di modernizzarsi e quale ha la necessità di conservare l’esistente.
E poi decidere da quale parte stare.
Non appena Renzi, presenterà un suo programma, lo valuterò insieme a quello degli altri competitors.
A criticare siam bravi tutti, a fare, un po’ meno.
Proponga qualcosa di meno demagogico, e non solo di meno ideologico poi, se mi convince, voterò per lui.
Fare parlare tutti è senz’altro una bella cosa, molto aperrta e democratica ma, in verità quanto tre coloro che parlano, saprebbero poi affrontare i gravi problemi che ci assillano?
Le idee? Tutte belle ma, di idee belle e condivisibili, sono latricate le strade dei più grandi fallimenti.
L’Italia avrebbe molta voglia di cambiare. Sono i brontosauri della sinistra, cioè l’elite del paese, che impediscono qualsiasi cambiamento.
Beh, non è che da destra ci sia tutta ‘sta voglia di cambiamento.
Sennò non avrebbe buttato al vento venti anni.
A me ‘stu Renz me pare nu poc fora staggiona
è comm nu piatt ‘e “mulignane a fungitiell” a nuvembr.
ma è possibbile?
mo’ fa fridd, s’ha da magnà “sacicc e friariell” e no cose bbone ppe quann fa cavr…
iss vole fà o Bleir mo’, ca ce sta a cris!
Bleir iv buon diec anne fa, quann a gent faticava e stavane e dinare ppe accattare e pazzià…
mo ce stamm puzzann’e famm e iss vole licenziare a gente?
mo ce vole nu new deal ate ca bleir.. uagliù, acca ce serv nu Rusvèlt
498 contrari e 22 voti favorevoli all’abolizione del vitalizio per i parlamentari che con soli (quando va bene) 5 anni a non fare un caxxo prendono 3000 euro al mese.
Gli italiani vorrebbero cambiare, ma ci pensano i politici a trovare scuse per non farlo.
[...] Per approfondire consulta la fonte: Ma l’Italia ha voglia di cambiare? [...]
giusta osservazione Kuliscioff , quanta voglia ha il Paese di mettersi in gioco ?
secondo me pochina.
il posto di lavoro fisso , la pensione ,la tredicesima , la liquidazione ,l’assistenza sanitaria ,gli asili e la scuola e l’universita’, il fisco paziente e/o distratto e poi la critica a piena voce ,gli scioperi al venerdi’,le ferie pagate etc… etc…chi puo’ aver voglia di cambiare.
ma chi e come puo’ cambiare tutto questo?
puo’ farlo Renzi? ha in mente veramente di proporsi come il politico che chiedera’ sacrifici e vorra’ modificare le abitudini degli Italiani?
soprattutto a chi si rivolgera’ per ottenere i voti.
qualcosa mi dice che nella sua casa madre verrebbe bellamente spernacchiato.
Renzi / Blair….
ma Blair apparteneva alla tradizione laburista moderata e agiva in un paese dove senso dllo stato , senso civico e amor di patria sono fortemente sentiti anchenel labour party.
chi in Italia nutre questi sentimenti ed e’ disposto a sostenere sacrifici per il “bene comune”?
occorre convincere il Paese prima di tutto, occorre un’azione di tutti ma dico tutti( politici, partiti , media) per impegnare la volonta’ di tutti.
e poi i sacrifici devono essere fatti da tutti.
se voglio mandare in pensione un operaio a 67 anni con 1000 € di pensione , non posso contemporaneamente mantenere pensioni superiori a 4000 € per gente che e’ andata in pensione con 37 anni di contributi.
cosa propone il Renzi?
sophia colpiacca scrive:
29 ottobre 2011 alle 12:58
298 contrari e 22 voti favorevoli all’abolizione del vitalizio per i parlamentari che con soli (quando va bene) 5 anni a non fare un caxxo prendono 3000 euro al mese…
Quando si dice “conoscere i propri polli ”
Un bel figurone,da parte di chi ha fatto la proposta, sapendo a priori di non rischiare
Secondo me scilipoti se ne è andato via dal gruppo idv proprio per paura di dover votare la mozione. Hai visto mai…
Il solito problema dell’ italia sono gli italiani. O da una parte o dall’altra con qualche variante minore. Sono 60 anni che ci/vi prendono per il culo; siamo in costante campagna elettorale per finta ma sottobanco tutti d’accordo. Giocano con i nostri sentimenti riempiendoci di chiacchere. Il nemico è sempre dalla parte politica opposta salvo essere(loro) tutti d’accordo quando si tratta di salvaguardare i loro privilegi. I 288 su 22 è solo uno dei tanti esempi. Ai 288 non frega nulla di noi . I 22 sapevano bene come sarebbe andata a finire. Ai 360 che perderebbero il vitalizio in caso di elezioni anticipate interessa solo arrivare alla scadenza, sia di destra che di sinistra. Un governo tecnico con Scilipoti pdc andrebbe bene per far passare il tempo. Arrivati alla scadenza e non rieletti mal che vada si riciclano tutti in un qualche ente, istituzione, fondazione, banca, sindacato, amministrazione, incarichi, scuola e con il vitalizio in tasca. E con grandi arie per tutta la vita per essere stati grandi statisti. Se andassimo a votare, che vinca una parte o l’altra non cambierebbe nulla. Altre tasse, altra burocrazia per il suddito. Quelli di centrodestra continueranno a votare a destra, quelli di centrosinistra continueranno a votare a sinistra perchè ognuno penserà solo al proprio tornaconto, sentendo protetto il proprio tornaconto dalla parte per cui ha votato.
Una novità spaventa l’elettore perchè la prima cosa che pensa è se ci rimette oppure no nel proprio staus, potafoglio, oppure nella propria miseria. Nei commenti che leggo si dimentica che siamo ancora ben piazzati sull’orlo del baratro e che ancora non c’è stato un qualcosa per il quale si possa pensare di aver risolto i nostri problemi di bancarotta. In sostanza il tutto è rinviato e anche solo sui cosiddetti licenziamenti facili molto probabilmente si farà un passo indietro. Ma ormai non c’è rimasto nulla da raschiare sul fondo del barile salvo che nella spesa che li riguarda. La casta invece continua a far festa ed a sbatterci in faccia spudoratamente i loro privilegi. Continuate a masturbarvi gli uni contro i Bersani e gli contro i Berlusconi. Questo è quello che i politici vi chiedono e sperano. Annebbiarvi il cervello e continuare a votare per gli uni o per gli altri. Ci sono sole due possibilità perchè il suddito / cittadino possa mandare un segnale forte e pacifico alla scarsa e vampiresca classe politica che ci opprime : non andare a votare in massa per delegittimarli oppure andare a votare per l’unica novità all’orizzonte che a tutt’oggi si propone di rottamare e rinnovare la polica. Se volete la stessa roba per altri cinque anni, accomodatevi. Se volete correre qualche rischio, ma sperare di respirare aria pulita sperando in un rinnovamento a catena di ogni parte politica, accomodatevi. La verità è che il paese, come dice ciospo, non vuole mettersi in gioco. E’ un paese vecchio. Troppo ottuso. Troppa fede. Non c’è speranza.
e quale sarebbe questa unica novità che a tutt’oggi si propone di rottamare e rinnovare la polica?
Purtroppo penso anche io che il paese non abbia voglia di mettersi in gioco e che oggi meno che mai gli italiani siano disposti a rischiare alcuna briciola di sicurezza per innovamento e crescita. In uno slancio di incoscenza, nel 94 e poi nel 2001 la maggioranza degli italiani ha creduto che Silvio Berlusconi prospettasse un programma ed un futuro per cui valeva la pena di rischiare un po’ … ma poi, anche a seguito dei fallimenti dei tentativi di riforma e delle private figuracce del Presidente, si è ritornati ad una sana voglia di quel vecchio statalismo consociativo che bene o male stava bene a tutti. Pochi si rendono conto che il mondo è cambiato e che la vecchia ricetta non potrà più funzionare: gli italiani vogliono più Stato (proprio quello Stato in cui non hanno mai creduto e in cui non credono), che risolva i loro problemi e che porti via denaro ai ricchi per darlo ai poveri, vogliono calmieri, vogliono posti fissi assicurati e nessuna novità rispetto al mondo dei loro padri. Chi crede che il problema, i conservatori, siano solo i nostri rappresentanti politici, si illude: i nostri rappresentanti ci rappresentano benissimo.
L’unica novità, in politica, potrebbero essere i giovani perchè solo i giovani hanno un futuro. I vecchi solo una fine. I giovani hanno figli piccoli a cui badare ed a cui pensare per il loro futuro. I vecchi hanno figli già a suo tempo raccomandati ed economicamente accasati nella nomenclatura. I vecchi millantano esperienza che non è altro che la somma dei loro errori e fallimenti nell’agiatezza dei privilegi acquisiti.
Si, ma ci sono anche tanti di mezza età. Non si può ridurre il tutto a cacciare i vecchi: non mi pare che sostituire D’Alema con la Serracchiani sarebbe un gran passo avanti.
Il problema è la prevalenza del chiacchiericcio.
“Il Piano di Rinascita Democratica è praticamente ormai attuato, a livello esecutivo e a livello istituzionale. Le previsioni di Gelli si sono avverate quasi tutte. E in effetti lo stesso rivendica la paternità di questa situazione attuale, ai fini della quale Berlusconi ha dato un colpo pesante nella sua azione da ex piduista. D’altronde chi nasce massone resta massone”. Insomma, l’attuale esecutivo resta indissolubilmente legato ad ambienti massonici (come già abbiamo avuto modo di documentare). E pare proprio che da qui bisogna partire per comprendere l’imbarazzante ruolo anche istituzionale (vedi le visite ufficiali a Panama) del faccendiere Valter Lavitola e la sua assoluta vicinanza a Silvio Berlusconi …
Per comprendere quanto detto partiamo da quel primo settembre, giorno in cui viene emesso dalla Procura di Bari il mandato di arresto a danno del direttore de L’Avanti!. Tutti ricorderanno cosa si dicevano il Cavaliere e Lavitola nelle telefonate intercettate – avvenute, stranamente, ancora prima che venisse reso pubblico il provvedimento – con l’invito del premier alla latitanza (“resta dove sei”), sebbene fosse consapevole del fatto che certamente la chiamata sarebbe stata intercettata (lo si capisce dalle parole del premier che non solo si mostra assolutamente calmo, ma tenta già di discolparsi – nell’ipotesi, appunto, che qualcun altro lo stesse ascoltando – mostrando una propria estraneità ai fatti affermando di aver semplicemente “aiutato una persona e una famiglia con bambini che si trovava e si trova in gravissime difficoltà economiche. Non ho nulla di cui pentirmi, non ho fatto nulla di illecito”). Ragionando sull’accaduto, già questo particolare appare quanto mai inquietante: perché Berlusconi, in un periodo decisamente critico, si sarebbe esposto così marcatamente con un consiglio, quello della latitanza, non certo ortodosso per un Presidente del Consiglio, nonostante la certezza di essere intercettato? Forse non poteva fare altrimenti? Le domande sono più che legittime.
E forse, proprio insistendo su tali interrogativi, si potrebbe arrivare a sciogliere una delle matasse più ingarbugliate della cronaca politica e giudiziaria di questi giorni. Tralasciare questo particolare, in altre parole, potrebbe portare a vicoli ciechi o a soluzioni alternative (e comode) alla questione.
Contrariamente a quanto si possa credere, infatti, Lavitola non è semplicemente un faccendiere, un uomo al servizio di Berlusconi (le carte della Procura di Bari, non a caso, parlano di un tentativo di estorsione a danno del premier). È un “fratello”. Entrambi, infatti, sono legati a doppio filo con la massoneria. Lo sappiamo bene: il Cavaliere, prima di essere tale, è stato innanzitutto apprendista muratore con la P2 di Gelli. Tessera numero 1816. E Lavitola? Come rivelato da La voce delle voci, anche il giornalista salernitano, dopo aver militato già da giovane nella loggia romana Aretè, si unisce alla più grande associazione massonica oggi operante in Italia, il Grande Oriente d’Italia (GOI).
L’attuale Gran Maestro Gustavo Raffi, come facilmente ci si sarebbe potuto aspettare, smentisce le vicinanze della loggia col faccendiere. Ma c’è ragione di credere che lo si faccia soltanto per mera convenienza. Questo per diversi (e sostanziali) motivi. Partiamo da quanto affermato proprio dalla segretaria del GOI in un comunicato ufficiale: Lavitola, dicono dalla loggia, “diviene apprendista del Grande Oriente d’Italia l’8 novembre 1990, all’età di anni 24 – numero di brevetto 45108. Non lascia memoria di sé. È, infatti, ancora apprendista quando se ne esce con lettera di ‘assonnamento’, ovvero di dimissioni dall’Obbedienza, in data 27 dicembre 1994. Da allora le nostre strade si sono definitivamente separate, e sono trascorsi 17 anni”. Basta questo per scagionare il GOI? Assolutamente no. Chi conosce gli ambienti massonici sa bene, per dirla con Pinotti, che “chi nasce massone, resta massone”. Non a caso si parla di “assonnamento”: il rapporto tra l’associazione e l’adepto non viene mai meno una volta entrato. Come ci comunicano da ambienti massonici, infatti, stare in sonno indica la non partecipazione diretta ai lavori rituali, ma non significa affatto l’interruzione dei rapporti con gli altri adepti.
Ma se quanto detto non dovesse bastare, una prova ancora più decisiva proverrebbe dallo stesso giornale di Lavitola, L’Avanti!. Se si va a spulciare il sito del GOI si rimane, infatti, piacevolmente sorpresi: gran parte degli articoli nella rassegna stampa sono proprio ripresi dal quotidiano del faccendiere. Ancora. Accuse dirette sono state mosse dall’ala più democratica della massoneria italiana, il GOD (Grande Oriente d’Italia Democratico): “Valter Lavitola era in tutto e per tutto un protetto del Gran Maestro Onorario di Palazzo Giustiniani (sede del GOI, ndr) Aldo Chiarle, storico consigliori e Grande Elettore del Gran Maestro Raffi”. Ed ecco che, proprio a questo punto, il cerchio sembrerebbe chiudersi. Chi è Aldo Chiarle? È lo stesso Gran Maestro del GOD, Gioele Magaldi, a rispondere: “ultranovantenne 33° grado del Rito Scozzese Antico ed Accettato”, Chiarle è Gran Maestro Onorario del GOI per diretto volere di Raffi, ma anche “grande estimatore del Fratello Silvio Berlusconi”, nonché “grande amico e grande elettore – appunto – del Gran Maestro Gustavo Raffi, patrono del Fratello Massone Valter Lavitola”, a sua volta faccendiere del “fratello” Berlusconi. E, infine, Chiarle gestisce e dirige proprio il quotidiano di Lavitola. Insomma, una fitta rete di amicizie che hanno decisamente un che di massonico.
E probabilmente non solo di massonico. Gioele Magaldi parla anche di legami che, sì massonici, pare mirino a precisi interessi economici. L’asse Raffi – Berlusconi trova il suo fulcro nel Gran Tesoriere Aggiunto del GOI (una sorta di Ministro del Tesoro) Giovanni Esposito, “commercialista napoletano di grido, fulcro e trait d’union fra gli interessi affaristici di Mediaset-Famiglia Berlusconi e affari e interessi di Gustavo Raffi & Company che passano anche per il Monte dei Paschi di Siena, l’ex Jugoslavia, qualche paese dell’Est europeo e molte società off-shore”. Tutte informazioni da verificare, si capisce. Ma poiché riferite da chi della massoneria conosce, dal di dentro, tradizioni e segreti, fa certamente riflettere.
Se così fosse, comunque, si troverebbe un’ulteriore (e probabilmente determinante) chiave di lettura a quanto sta venendo a galla in questi giorni: il legame tra Lavitola e Berlusconi, lo scambio di favori, il ruolo istituzionale che a volte ha ricoperto Lavitola pur non potendo, l’attenzione che il premier riservava alle questioni di Lavitola, sarebbero tutti segnali di quella logica del do ut des propria di un sistema massonico.
la novità sono i giovani–
questa mi sembra un’ovvietà mario.
è chiaro che i giovani rappresentano la novità, ma bisogna capire se sono nuovi anche chi pretende di rappresentarli (Renzi o grillo).
è nuovo renzi che sta con marchionne e chicco testa? che cosa può dire uno che approva la riforma gelmini alle centinaia di migliaia dià precari?
renzi non è una novitò, rappresenta la conservazione, la reazione. è stato contro tutti i movimenti che hanno risvegliato le coscienze delle giovani generazioni…
non basta fare il fighetto con l’ipad e il frigorifero smeg alle spalle per esere nuovi
è una novità grillo?
quello che sostiene la decrescita biocompatibile (quelle degli altri, perchè lui continuerà a scorazzare col motoscafo e andare in giro in suv) e dà voce ai complottardi di tutto il mondo?
che facciamo, chiudiamo gli incneritori e le discariche, ritiriamo i nostri soldi dalle banche, andiamo in un eremo in toscana e viviamo coltivando l’orticello e usando l’olio di semi vari al posto del gasolio?
ma per favore…
Il problema, caro Axenos, non è solo anagrafico. Renzi, che dice d’esser di sinistra, dice cose che tutti capiscono e più o meno quello che vuole l’abbiamo capito. I rottamandi, al contrario, da anni dicono cose senza senso, si contraddicono, non vincono, litigano, adorano le manette e i mozzorecchi, eccetera
ma veramente quello che vuole renzi lo hai capito solo tu.
io, ad oggi, ho sentito solo un numero imprecisato di slogan similblairiani e un sfilza infinita di banalità e ovvietà demagogiche.
avrà detto un milione di volte che lui vuole parlare di cose concrete e di idee ma, ad oggi (compresa l’ospitatada fazio)
non ne ha svelata una.
una cazzo di idea ce la vuole dire? cos’è teme che non gli paghino i diritti d’autore?
le banalità tipo la riduzione dei parlamentari e l’eliminazione degli sprechi della politica può anche evitare di raccontarcele. c’è qualche polit
ico che dice di voler aumentare gli sprechi della politica? ma nemmeno mastella o scilipoti…
sono queste le idee concrete?
andiamo…
ci dica renzi se sta ancora con marchionne, senza se e senza ma, perchè è l’unico che crea lavoro…
ci dica renzi come pensa di fare uscire dal tunnel della precarietà gli 8 milioni di lavoratori italiani…
renzi il nuovo… ma scherziamo?
uno che organizza una tre giorni chiedendo a tutti di dire cosa farebbero se fossero presidente del consiglio, e poi alla fine dice che i problemi non dipendono dal presidente del consiglio…
ma allora ha preso per il culo tutti quelli che sono saliti sul palco a raccontare il loro libro dei sogni?
Tunnel della precarieta’?
ma dove..
non so dove vive lei esule, ma se mi guardo attorno io vedo solo gente che non sa se tra sei mesi lavorerà ancora.
le ultime statistiche dicono che un giovane su tre è senza lavoro. gli altri due sono precari…
questa è la priorità, altro che le banalità renziane sulla bellezza sulla riduzione dei costi, sulla meritocrazia…
vogliamo parlare di come tornare alle politiche keinesiane o continuiamo dritti fino al baratro, digitanto cazzate sul’ipad e compiacendoci dei ranking dell’hashtag leopolda?
Non faccio un paragone ma quando si presentò Blair, cominciò a fare discorsi che a sinistra diedero scandalo perchè considerati di destra.
Axenos, il Renzi vuole rottamare l’attuale politburo della sinistra. Io questo ho capito, e per questo tifo Renzi.
axenos: il problema municipalizzate è un problema anche di de magistris….comunque per darti un’idea…….amministratore delegato ama: 545.288,97 all’anno; roma metropolitane 493.833,48; roma patrimonio 457.118,00 atac 359.586, roma servizi 312.500,00; roma entrate 219.879,00…………..tutto sommato renzi sta risparmiando
mario2iNpertinente scrive:
Non faccio un paragone ma quando si presentò Blair, cominciò a fare discorsi che a sinistra diedero scandalo perchè considerati di destra.
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appunto, infatti dopo la cura blair il labour è praticamente estinto. in inghilterra ha lo stesso appeal che da noi ha l’api di rutelli…
i più accorti lo avevano previsto, gli altri invece si erano lasciati ubriacare dalla demagogia blairiana…
adesso siamo vaccinati, non credo che renzino potrà abbindolare molta gente qui
axenos: se tu ritieni bersani e company leadership in vasto adeguati ad un ricambio di governo nessun problema, almeno da parte mia. Però il pd rischia di estinguersi anche senza l’aiuto di Rutelli, alleato vostro, pare.
io penso che l’opposizione ha sbagliato in passato perchè ha tentato di vincere le elezioni cercando di conquistare i delusi da berlusconi anzichè motivare i propri…
in italia pare che solo una parte di elettorato abbia diritto alla rappresentaza: quella di destra, gli altri sono visti come pericolosi estremisti.
meglio non cercare il voto degli elettori di sinistra, meglio non rivolgerci a loro. cerchiamo piuttosto di vedere se ci votano i berlusconidi, ora candidando rutelli, ora candidando renzi…
ma lo vogliamo capire che non è più l’ora delle ricette neoliberiste?
basta, hanno fatto il loro tempo ed hanno fallito. il ciclo si è concluso, bisogna provare altre ricette…
e renzi non pare lo abbia capito
Er Cicoria è già stato mazziato a suo tempo. Con api non si vola di certo.
LA VIOLENZA DI OGNI FAZIOSITÁ NON PUÓ ESSERE PIÚ CONSIDERATA METODO DI ESPRESSIONE DI QUALSIASI POLITICA IN UN PAESE CHE VOGLIA ESSERE DEMOCRATICO E CIVILE NELLA SOSTANZA
(O per un Antifascismo profondo, autentico e non retorico e di facciata)
É finito il tempo delle fazioni che si contendono il Paese. Questo é un modello che appartiene ai disastri del novecento. L´unico veramente utile per qualunque Paese é quello che guarda alla espressione e alla realizzazione della sua intelligenza, sicuramente no quello che guarda agli interessi di dominio di una o piccolo gruppo di fazioni su tutto il Paese. La faziositá deve essere bandita come metodo di fare politica in un Paese che vuole essere democratico nella sostanza, perché la violenza é sempre espressione di qualunque faziositá e la violenza é il biglitto da visita di ogni distruzione … La azione di polizia non é certo soluzione per il Paese e questo nel piú autentico spirito antifascista é dovremmo ben conoscere. I poliziotti Di Pietro e De Magistris e quanti altri ancora si fanno avanti non sono la soluzione per il Paese. Sono stati la soluzione della violenza unicamente per difendere la viltá di una sinistra di ottusi burocrati che divide i lavoratori dalle imprese per dominare con i suoi apparati il Paese civile che produce. Sono stati il mezzo per la continuazione in Italia, per ben altri 22 anni, degli apparati burocratico-repressivi dei falliti regimi del socialismo reale condannati inappellabilmente dalla Storia. Sono stati e sono la volgaritá per far rimanere l´Italia un Paese provinciale, ottuso e violento fuori dalla intelligenza del mondo che cammina. É ora di appoggiare una sinistra libertaria: … Forza Renzi … Per una Italia che non ci sta a fare la serva dei burocrati ma ha il coraggio di guardare la veritá e al futuro e vuole vincere unita (lavoratori e imprese) e democratica.