Preti ignoranti
Vale sempre il vecchio e saggio detto “Gioca con i fanti e lascia stare i Santi”. Però non si può non guardare con attenzione ad un servizio delle Iene trasmesso pochi giorni fa, in cui una baldanzosa “iena”, Elena Di Cioccio, è andata intorno a San Pietro a fermare alcuni sacerdoti di passaggio, chiedendo loro di enumerare ai telespettatori i Dieci comandamenti. Non sembrava un intento particolarmente eversivo, né un’attività propriamente provocatoria. Eppure il risultato è stato decisamente sconcertante.
Un sacerdote sapeva solo il primo, che per lui era “ama Dio sopra tutte le cose”. Un prete spagnolo ha rimodulato il settimo comandamento in “vivir el amor ne la familia”, aggiungendo, in spagnolo, che “i più importanti sono amare Dio e amare il prossimo”. Sbuca fuori anche il comandamento: “Devi vivere come il Signore vuole”. Non parliamo di ricordarli in ordine. Un americano ha addirittura detto: “Dipende da come li conti”. Il più interessante è stato un anziano prete italiano, tale don Felice, che dopo aver detto “dammi un aiutino”, è arrivato a dire, senza scherzare, che il nono è “non dormire”, e il decimo “non desiderare il danaro, l’euro”.
Un altro americano ha messo insieme non rubare e non desiderare la roba d’altri, per poi ammettere “non ricordo”. Un altro americano ancora ha parlato della necessità di un nuovo senso di moralità, ma poi il terzo comandamento diventa che “c’è un solo Dio”. Un giovane sacerdote spagnolo li ha saputi, anche se con qualche incertezza. Un prete indiano ha detto che è “un po’ confuso”, per poi dire che il primo comandamento è: “Se uno ama Dio tutto va bene”. Poi, per finire, un prete italiano con la barba fa un bel discorso sull’amore che riassume tutti i comandamenti, e più o meno li ha saputi, anche se non in ordine.
Solo un vescovo straniero li ha saputi tutti, in ordine, e senza incertezze. C’è una cosa triste da annotare: non è stato il montaggio a rendere questo servizio così sconsolante, né una malevola selezione delle risposte. Ho visto la versione integrale, presente sul sito del programma, che a sconsolatezza aggiunge sconsolatezza. L’unica speranza è che per trovare questa decina di preti ignoranti, la “iena” ne abbia dovuti intervistare un migliaio, scartando quelli istruiti. Però, sinceramente, ne dubito. Personalmente conosco qualche sacerdote che conosce a memoria i Dieci comandamenti, così come conosce gli altri assunti della fede cristiana. Quindi non tutti i sacerdoti vivono di questa crassa ignoranza. Però resta che un sacerdote che non conosce i Dieci comandamenti è un po’ come un professore di matematica che non sa calcolare 2×2, o un medico che non sappia cosa sia un orecchio.
Il bel servizio della “iena” Elena Di Cioccio ha messo il dito in una piaga dolorante. Nel senso più letterale del termine. Infatti il Beato Antonio Rosmini Serbati scrisse un’opera molto interessante, Delle Cinque Piaghe della Santa Chiesa, in cui indicava come seconda piaga “l’insufficiente educazione del clero”. Evidentemente ci aveva azzeccato. C’è però un unico problema. Questo lo scriveva il 20 maggio 1848. Sono passati più di 160 anni e ancora dobbiamo trovarci di fronte a situazioni come queste. Poi non ci si può meravigliare più di tanto se le chiese si svuotano, le parrocchie si spengono, la gente cerca altrove ciò che la classe clericale non riesce a dare. E a noi fedeli, che in questo campo non possiamo fare nulla, non può che restare solo tanta amarezza. Ma poi anche la gioia per la consapevolezza che Dio ci ama comunque, anche se fra noi c’è tanta ignoranza.


Tedescuccio
Ti do due notizie:
1) io sono felicemente coniugato e non mi dedico all’attività di cui ti mi accusi in continuazione (dì la verità, ci sei un po’ fissato, vero?)
2) tu sei un tantino superstizioso, la qual cosa è altamente stupida per uno fa del tutto per dimostrarsi ateo e materialista (non che sia l’unica tua contraddizione, vero caro?)
3) tu morirai.
4) se non ti convertirai andrai all’inferno (anche se non ci credi)
Quello che ti dovevo dire te l’ho detto, ora puoi anche andare definitivamente a quel paese.
Ciao bischerello
Tedescuccio,
ti do un ultimissima notizia: m’hai definitivamente rotto i coglioni.
I poveri pirla segaioli come te hanno la tendenza ad inventarsi falsità per sopravvivere alla propria idiozia.
Sono tanto superstizioso che ti sfido a mandarmi le maledizioni di quel coglione del Dio che veneri.
Tu sarai felicemente coniugato ma tua moglie no.
All’inferno ci sei già tu con la testa piena di cazzate e ti ci lascio, segaiolo.
Tu i coglioni li hai rotti da quando ti sei mostrato nel sudiciume in cui sguazzi.
Saluteme ‘a sorte.