La fideiussione

Una fideiussione: è quello che  il premier incaricato professor Monti va chiedendo ai partiti che lo sosterranno, mentre illustra loro le proposte con le quali intende assolvere il mandato.

Nel diritto romano la fideiussione è il negozio giuridico con il quale un soggetto, chiamato fideiussore, garantisce un’obbligazione altrui, (i partiti) obbligandosi personalmente nei confronti del creditore (il premier in questo caso indicato nelle intenzioni da coloro che gli dovrebbero dare la fiducia) del rapporto obbligatorio. Tale nozione è accolta dal codice civile italiano all’art. 1936, ai sensi del quale “è fideiussore colui che, obbligandosi personalmente verso il creditore, garantisce (promessa unilaterale) l’adempimento di un’obbligazione altrui”. (Wikipedia, sia chiaro).

Ora si chiede  a gran voce ad un signore che finora ha avuto altro da fare di assumere l’incarico delicatissimo, non onorato dagli amministratori ordinari del bene comune di solito indicati dal popolo, di risanare almeno in parte il Paese e di onorare i debiti contratti nel tempo, con una serie di scelte di cui gli amministratori non hanno potuto o voluto assumere il peso direttamente. Questi a sua volta chiede una garanzia non orale, ma sostanziale.

La fideiussione esisteva già in epoca romana: era un modello di garanzia personale sintetizzabile in una promessa assunta col modello della verborum obligatio (stipulatio) che rendeva l’obbligazione solidale a prescindere tra il debitore ed il garante (ancora da Wikipedia, per carità). Per tornare a noi, vorrei chiarire a quanti oggi si indignano perchè SuperMario consulta i partiti che questi sta chiedendo ai suoi “danti causa”, in nome dei cittadini, una garanzia reale di non prenderli in giro, di non cercare di lasciarsi a vicenda con il cerino in mano e di non immaginare neppure lontanamente di scaricare su di lui trappole e trabocchetti, chiacchiere e distintivi, dolcetti o scherzetti. Lo fa sin dall’inizio, senza aspettare oscuri veti parlamentari costruiti in inintellegibili votazioni segrete. Non può farlo con una fideiussione bancaria nè amminstrativa, chiede un gruppetto di politici in simbolico ostaggio. Chiamatelo scemo.

PS. Goldman Sachs. Vorrei fare gentilmente notare a tutti i dubbiosi, sottoscritto compreso, favorendo il link a Wikipedia, che autorevoli personalità poi passate a funzioni pubbliche hanno collaborato con Goldman Sachs. Oltre ai ricordati Monti e Draghi hanno svolto la loro attività di consulenti tra gli altri Romano Prodi, l’ottimo ed allora potentissimo sottosegretario Tononi assieme a numerosi esponenti di governi Usa come il clintoniano Rubin. Le ragioni del dubbio non stanno certo nel timore per questo network di tecnici e consulenti di alto livello, ma nelle reali intenzioni di chi li chiama (sempre politici) in causa.