Troppe tasse sulla casa
Come volevasi dimostrare, puntuale come i fichi di primavera, con la nomina del nuovo governo spunta la tassa più odiata dagli italiani: l’Ici.
L’Ici sta per Imposta comunale immobili, sarebbe a dire si paga solo perchè si è proprietario di una casa. Da noi c’è il concetto che chi è proprietario di quattro mura è benestante rispetto ad uno che le quattro mura non le possiede.
Il concetto è del tutto sbagliato perchè ognuno ha le sue priorità; c’è chi gozzoviglia e conduce una vita nomade e dispendiosa e chi mette da parte una cifra mensile, col proposito di comprare la casa nella quale ambisce di abitare per tutta la vita.
Delle due categorie di cittadini è il virtuoso a pagare perchè i suoi beni accumulati sono lì alla vista di tutti, pronti per essere tassati.
Non è solo questa considerazione a dimostrare come lo Stato sia ingiusto, ma la constatazione che sulle case gravano altre tasse, cominciando da quando le si acquista. Lo Stato percepisce lo 0,25% sul prezzo pattuito, se si tratta di abitazione principale, oppure il 2% per una seconda casa.
Si tassa, naturalmente, ad ogni successivo trasferimento di proprietà. Dipende dalla metratura, invece, il pagamento della famigerata Tarsu, nella quale è compresa una quota a favore della Provincia.
Non bastasse, c’è la Tassa di scopo comunale, al fine di finanziare opere pubbliche, anche a favore della Provincia e, recentemente, è stata approvata la Imu (Imposta municipale unica), che unifica l’Ici con l’Irpef in vigore, forse, dal 2012. Aumentato anche il tributo unico al 2% al momento dell’acquisto.
Altra tassa allo studio è la Res (Rifiuti e Sevizi), che dovrebbe accorpare rifiuti, illuminazione pubblica e manutenzione delle strade, calcolata come le precedenti per metri quadri di proprietà.
Poi, piove sul bagnato, è arrivato Monti intenzionato a mettere le mani su Ici e patrimoniale; mettesse almeno un po’ di ordine fra tutti questi incroci di tributi, comunque vada i fabbricati restano la base di prelievi e conteggi per finanziare questo o quel servizio.
Discorso a parte il mutuo, cui ricorre la maggior parte degli acquirenti, quasi tutti di media e piccola borghesia, con tassi da usura e rate semestrali da togliere il pelo. I politici che guadagnano da 10.000 euro in su, al mese, non si rendono conto della situazione di chi campa solo con 1.200 euro e la cui unica aspirazione è stare tranquillo in casa propria senza problemi di ulteriori pagamenti.
Berlusconi, che nonostante tante critiche di comportamento, vive in mezzo alla gente, lo ha capito e se n’è fatto un punto d’onore per sopprimere questa iniqua tassa, della quale si annuncia il ritorno, magari aggravata dai balzelli descritti.
Monti non può ignorare che il mercato immobiliare, già sofferente di suo, potrebbe ricevere la botta finale e molti, intenzionati a comprare un appartamento, potrebbero essere disincentivati all’acquisto, preferendo l’affitto (i cui prezzi salirebbero per troppe tasse), tutto sommato più conveniente e senza ulteriori spese.
Altra cosa è la tassa sul reddito effettivo prodotto da una casa; l’affitto, per esempio, va giustamente tassato e su questo punto non ci sono obbiezioni.
Indigna infine considerare come la spesa per tassazione Ici, sommata a quelle esistenti, nel medio-lungo termine, superi il valore stesso dell’appartamento, rendendo poco o per nulla remunerativo il sacrificio sostenuto per comprarlo.
Angelo Libranti


Parole sante! Ed è per proprio questo motivo che io – lo affermo pubblicamente – NON pagherà la Imu! A costo di barricarmi in casa (con porta super-blindata) per non consentire alcun tipo di esecuzione mobiliare (pignoramento) per tassa non pagata….
Resistenza fiscale passiva!
Ma di che parlate?Come se fosse sufficiente barricarsi in casa per evitare di pagare.
Si pignora lo stipendio o il reddito in generale,si pignora l’immobile stesso e si pignora qualsiasi veicolo intestato al proprietario dell’immobile.
L’unica soluzione,coma sostengo da sempre,è l’espatrio,non vedo altre possibilità!
“. Lo Stato percepisce lo 0,25% sul prezzo pattuito, se si tratta di abitazione principale, oppure il 2% per una seconda casa.”
questa non l’ho capita: quanto sarebbe l’imposta di registro ed eventualmente quella ipotecaria ?
Ecco bravi espatriate, che se manco manco avessimo un governo credibile gli evasori fiscali sarebbero assicurati alle patrie galere. Ma niente paura siamo la patria dei condoni, oltre che della corruzione e del malaffare. La giustizia in Italia conviene sempre a chi della legge se ne sbatte altamente.
Scrivere tanto per scrivere non serve. Se poi si volgliono anche dare i numeri…. meglio lasciar perdere, se non sono quelli corretti..
L’acquisto di una casa è sottospsto a n. 3 imposte.
Imposta catastale, imposta ipotecaria, imposta di registro o IVA.
Nel caso di prima casa (usata) l’imponibile è dato da cd valore fiscale ottenuto moltiplicando la rendita catastale per 115,5. L’imposte complessiva ammonta a circa il 4% del valore fiscale.
In caso di seconda casa (usata), la rendita catastale si deve moltiplicare per 126 e sul quel valore le imposte complessive saranno circa il 10%.
Nel caso di acquisti da impresa di costruzione o ristrutturazione l’imposta di registro viene sostituita dall’IVA.
Le aliquote citate dello 0,25% e del 2%, non saprei proprio a cosa si riferiscono.
L’IMU, nella sua ideazione ricomprende l’ICI e pertanto ogni buona formulazione legislativa dovrà tenerne conto.
La tarsu deve necessariamente tenere conto dei mq. perchè si presuppone che si produca spazzatura in ragione delle dimensioni, sono previsti sconti dell’imposta in casi particolari.
così va meglio
@ludwig2011: ovvio, la soluzione dell’espatrio è la mia priorità (come sanno quelli che mi leggono) infatti sto faticosamente mettendo da parte i miei soldi per andare a vivere in Canada!
Ma per mettere da parte un po’ di doldi debbo evitare che il famelico Stato italiano me li “succhi” tutti in tasse…
Perciò – non volendo evadere – farò una resistenza fiscale passiva contro l’immonda Imu: l’importo della futura tassa (per quello che rigurda il mio immobile) si aggirerà sui 600/800 Euro annui. Per importi così bassi Equitalia NON può procedere con ipoteche ergo deve provvedere con esecuzioni mobilari (come qualsiasi creditore). Io non ho il quinto dello stipendio da pignorare, perciò Equitalia si dovrà ingegnare a succhiarmi i soldi in altro modo…Alla fine ci riusciranno (forse) MA almeno li avrò fatti sudare…
[...] Da “The Frontpage” Pubblicato il 22 novembre 2011 Troppe tasse sulla casa. [...]
Caro CSR, purtroppo non sono più giovane e fatico a seguire il presente, che si evolve in modo tragico ed inafferrabile.
Le aliquote indicate erano quelle al tempo quando comprai casa, non moltissimi anni fa, non rendendomi conto che, purtroppo tutto cambia, in peggio, e mai migliora in nessun settore.
Le aliquote da te indicate non sono neanche quelle esatte perchè dipende da chi vende (privato, costruttore, società immobiliare ecc.) e da chi compra.
Tutte le nostre leggi, tabelle e percentuali sono un’opinione perchè, saprai, il numero impossibile di leggi, decreti e regolamenti, spesso in contrasto fra loro, fanno di noi il popolo peggio governato al mondo.
L’IMU e la RES non sono ancora leggi o, almeno l’IMU pur approvata non se ne conosce ancora la decorrenza. Con Monti tutto salterà e si inventeranno una nuova legge con una nuova tassa.
Molti anni fa feci costruire un villino vicino Roma, finito dopo 4 anni con sacrifici immensi, ero scapolo e potei affrontare la spesa. Non c’era ICI, non c’era Tarsu e non esisteva “la seconda casa”. Oggi quel villino di merda mi costa più dell’appartamento a Roma e ci vado saltuariamente.
Se approveranno una nuova tassa aggravata
da chi ha più appartamenti, sono fritto e sarò costretto a vendere.
Questo significa esproprio legale perchè le due case che posseggo non danno reddito, solo spese.
Considera che sono andato in pensione a 67 anni (altro che scalino e scalone)dopo
50 (cinquanta) anni di contributi effettivi, dei quali 10 persi ai fini della pensione.
Sono stato ingenuo perchè speravo in um bonus dal governo Berlusconi, promesso e mai concesso, altro che fan di Berlusconi come qualcuno mi ha definito.
In chiusura, sulla liquidazione di 71.063
euro, lo stato ha trattenuto per IRPEF la bellezza di 12.791.-
Così ci tratta lo Stato perchè, naturalmente, l’iniquo trattamento vale per tutti i cittadini a reddito fisso.
Bene Libranti, prendo atto di quanto precisato. Mi dolgo di non essere stato esauriente nel mio precedente post anche perchè, e me ne dolgo, svolgendo l’attività di agente immobiliare e conoscendo in profondità la tematica trattata, avrei dovuto evidentemente esporla con maggiore precisione.
La sua liquidazione, come tutte i TFR è stata sottoposta alla tassazione separata prevista.
In ultimo, se davvero le fosse insostenibile farsi carico dei costi istituendi relativi alla sua villetta, le consiglio di venderla adesso. Non è un buon momento per vendere ma, alla luce delle prospettive fiscali imminenti, quanto potrà realizzare oggi, con buona probabilità non riuscirà a realizzarlo tra due o tre anni.
Auguri.
Un governo che tassa la prima abitazione è come quello che mette la tassa sul pane o sulla pasta.
Per il Fisco il mattone è materia pregiata: è visibile, non si può nascondere e sforna un gettito sicuro e cospicuo. Oggi, sul mattone, non grava soltanto lo spettro della reintroduzione dell’Ici sulla prima casa, ma anche quello di una possibile patrimoniale, che andrebba a colpire i beni immobiliari. Il punto è che le tasse sul mattone, già oggi, sono a livelli da record. Il governo tecnico di Mario Monti, insomma, prima di succhiare altri fondi derivanti dagli immobili potrebbe valutare altre soluzioni (anche in considerazione del fatto che la nuova Ici-Imu verrebbe accompagnata dalla rivalutazione delle rendite catastali, base di calcolo per quasi tutte le imposte che devono pagare i proprietari del mattone).
I conti – L’immobile un investimento? Non proprio. Il Sole 24 Ore ha fatto un paio di calcoli. Per esempio chi affitta a 35 mila euro anni un capannone di circa mille metri quadri in una zona industriale di una media città (valore catastale di poco superiore agli 1,7 milioni) viene senza mezzi termini vampirizzato. Prima il Comune di residenza: chiede un canone di 12mila euro anni d’Ici. Poi il Fisco nazionale: se il proprietario è un contribuente Irpef il conto supera il 15mila euro; se si tratta di un’impresa la richiesta si sdoppia, ossia 9.625 euro di Ires e 1.365 euro di Irap. Del canone rimane quasi nulla: le imposte assorbono dal 67,3% al 78,9 per cento. I calcoli diventano ancora più complessi quando l’immobile è un’abitazione. In questo campo una novità significativa è rappresentata dalla cedolare secca, che abbassa il conto: con le altre imposte, la redditività netta arriva al 73%). Col la tassazione ordinaria il reddito derivante dall’affitto dell’immobile scende al 56,33% se l’aliquota Irpef marginale è quella massima.
24/11/2011
Da Il Giornale
Ringrazio CSR, il quale conferma i miei propositi. La realtà è che il villino, per il comune in cui si trova e per la posizione topografica, non è molto appetibile e facilmente vendibile.
Poi sorgerebbe un altro problema: dei soldi, eventualmente incassati, cosa ne faccio?
Se con la liquidazione avessi comprato lingotti d’oro, sarebbe stato un affare, ma sempre un problema rimane: dove li custodisco?
Tutto sommato sono un piccolo travet non avvezzo alle segrete cose della finanza e con me milioni di italiani.
Il cancro è lo Stato, che con i suoi tentacoli malefici colpisce sempre il piccolo. I ricchi sanno come difendere il patrimonio; più è ingente e più facoltà hanno di occultarlo qua e la.
Questo tecnico del cazzo lo sa che strangolando la gallina dalle uova d’oro,
alla fine muore senza fiato?
Perchè non si fa uno screening sui possessori di suv e fuoristrada (a Roma sono migliaia, guidati tutti da ragazze molto giovani e da vecchioni dall’aria di cummenda), per scovare eventuali evasori? Perchè non fanno una lotta all’evasione in modo scientifco e razionale?
Dimenticavo, una ventina di giorni fa mi è stata recapitata una raccomandata nella quale l’Agenzia delle Entrate chiede una verifica del mio 730 e devo produrre copia del CUD, delle spese mediche e di quelle per il trasporto.
Mi sorge dal cuore un impeto di ribellione: Andate affanculo, cazzo!
@ angelo libranti,
il piccolo,se sbaglia paga,il grande prima che paghi passano anni.Questa è stata la “straordinaria risposta” che mi dette un’amica che lavorava nell’ufficio delle entrate della mia città ,quando le chiesi se non fosse più proficuo controllare i grandi, anzicchè la denuncia dei lavoratori dipendenti
Vorrei vedere il pagamento dell’IMU del gruppo Monti & Co e di quanto sono decurtati i loro stipendi di addizionali. Penso che altre patrimoniali non le metteranno mai per salvare i loro patrimoni e per non danneggiare le banche di cui sono i referenti