Zitti, e votate la fiducia
In Italia porsi un obiettivo e stabilire un lasso temporale entro cui raggiungerlo è vano esercizio. C’è sempre l’imprevisto umano, burocratico o giudiziario che impedisce il rispetto della tabella di marcia. Dall’apertura di una bottega di ninnoli in un paese sperduto fra le montagne, fino alla realizzazione di un programma governativo che salvi questo maledetto Paese.
Ora, vista la totale incapacità e corruzione della classe politica italiana, l’Europa e il presidente Giorgio Napolitano sono stati costretti a commissariare la democrazia per evitare che l’Italia fallendo si tirasse dietro l’intero continente. Bene, una volta tanto abbiamo avuto un uomo all’altezza della situazione che si è assunto anche più responsabilità di quelle che gli competevano. Partiti politici dietro la lavagna e il professor Mario Monti sale in cattedra.
Il governo tecnico, nonostante qualche furbacchione continui a sostenere che sia politico in quanto votato dal Parlamento (chissà qual era l’alternativa), è riuscito in tempi rapidissimi a varare una manovra che nessun partito, maggioranza o grande coalizione avrebbe mai avuto il coraggio di presentare ai cittadini. Come da programma, sembrerebbe.
E invece siamo in Italia, il Paese di Arlecchino e Pulcinella, e ogni maschera deve mettere in scena la propria commedia. E allora, come se niente fosse, lorsignori che fino a un mese fa hanno passato lustri a scaldare le sedie del Parlamento, ci vengono a raccontare in diretta televisiva che la manovra non è equa. Che se la prende con i poveri pensionati, con gli imprenditori ridotti sul lastrico, con le donne e con i giovani. E magari domani qualcuno ci dirà che penalizza pure i bambini.
E di chi è la colpa? Di chi è stato chiamato a mettere una toppa all’ultimo minuto o di chi per decenni curava i propri interessi di bottega fingendo di tutelare questa o quell’altra categoria? L’unica strada perché anche questo governo non diventi una farsa come i precedenti è che il presidente Monti blindi il testo a cui ha lavorato la sua squadra e costringa quel che resta dei partiti in Parlamento a votarlo sulla fiducia.
Nessun emendamento e spazi di manovra ridotti all’osso. Votare la manovra così com’è oltre a salvare l’Italia farà gioco (purtroppo) anche a chi non ha mai avuto il coraggio di assumersi le proprie responsabilità. E il silenzio di Silvio Berlusconi la dice lunga su quale sia in questo momento la strategia migliore che i partiti nostrani devono seguire.


Alessandro,
sei sicuro, sicuro di sapere leggere?
Dico la mia: questa tassazione (1,50%) è uno scempio nel rapporto cittadino-stato. Rapporto basato anche sulla certezza del diritto.
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Non si stava parlando dei capitali scudati?
Leggi bene ciò che ho scritto.
Vallo a spiegare il concetto di certezza del diritto ad un popolo la cui elite culturale a suo tempo nominò Di Pietro “giudice più amato dagli italiani”.
Qui siamo alla certezza delle fregature, e non sorprende che i più furbi abbiano lasciato i loro soldi in Svizzera.
Si so leggere, il rimpatrio è stato pagato con una percentuale pattuita e con una formulazione tombale.
Se poi i quattrini sono rispariti cosa e da chi li prendi? E’ la stessa cosa per le tasse le pagheranno solo i gonzi che si fidano di questo stato ladro e grassatore, SVEGLIA CSR ci sono i paraventi fiscali.
QR esso, iddu, per il sikano, si chiama “il congiuntivo”
Mi sorge un dubbio : siamo sicuri che il “patto” non sia già stato violato da coloro che hanno “scudato” i capitali esportati illegalmente ?
Ma perchè l’Italia la devo salvare sempre io? I patti valgono solo per i disonesti mentre non servono a nulla se sei un onesto contribuente. E’ facile andare a pescare dove le persone le trovi, tagliare pensioni, mandarti in pensione con la bara, tassarti la casa che hai acquistato con una vita di sacrifici. E’ sempre così si cercano le cose facili. Nessuno si è preoccupato di fare il culo alle banche ed agli evasori, ai faccendieri ed agli imbroglioni. Solo ai poveri cristi. Mo avete rotto, affondate voi la vostra italia. Tanto noi siamo abitauati a stare nella merda e ci basta ogni tanto sbeffeggiare un riccone che è diventato ex.
Se il “ladrone” già aderente allo Scudo si rivoge con ricorso ad organismi deputati, ti si inchiappetta con un sol colpo Bindi, Bersani e tutto il cucuzzaro, procura una figura di merda al governo ed all’Italia tutta.
Fuori di qui, ma anche presso alcuni organismi superiori nostrani, vedi suprema Corte,lo Stato di Diritto è vivo e lotta insieme a noi.
Bisognerebbe spiegarlo che rancore, demagogia, populismo e vendetta non macinano farina: al massimo ravanano nella merda.
E più si ravana, più il puzzo diventa insopportabile.
Al massimo si potrà dire che Tremonti è stato un coglione.
La Merkel ha messo il 20% e non il 5% di tassa.
Provate a chiedere se la Merkel fosse disponibile a “ritassarli”.
Ah, a proposito.
Sempre i tedeschi, che non fanno le leggi “contro” o per vendicarsi di qualcuno, si sono accorti di aver sbagliato a tassare le proprietà ecclesiastiche.
I risultati, invece di quelli sperati, sono stati più simili a quella che, dalle mie parti, si chiama la “pugnetta cinese”.
Si picchia sui maroni con un mattone.
Si gode quando si sbaglia mira.
Però si fa felice Axenos.
“Al massimo si potrà dire che Tremonti sia stato un coglione.”
No, non è affatto il massimo. Sarebbe piuttosto il minimo, come dire che non ci sia stato una difesa di una determinata classe e ci sia stata solo ingenuità.
Invece non è così, sarebbe meglio dire che quel provvedimento, e non solo quello, è stato un provvedimento CRIMINALE.
CSR, ti vedo più competente e serio di così.
Hai ragione, mi sono espresso male.
Non fu coglioneria quella di Tremonti, ma “agevolazione speciale”.
Il condono è un provvedimento, una strada usata da tutti gli Stati, Germania compresa, per fare un “punto zero” rispetto ad un determinato problema e ripartire con speranza di maggior rettitudine, magari con nuove regole, nei comportamenti.
In Italia il Condono è di fatto merce inflazionata, che ha perso, nel tempo, senso e valore.
Ma, quando diventa legge, coinvolge tutti e nessuno si può chiamare fuori, perchè la lettura è : “L’Italia (e non il Governo Prodi o Berlusconi) ha promosso un condono”.
Io, che giudicavo profondamente sbagliato il PRG che ho trovato, ho provveduto subito a modificarlo, ma mi son ben guardato dal sanzionare o gironzolare intorno ai condoni della precedente gestione.
Non siamo in Mexico e non si tagliano le gole, a rotazione, dei sostenitori dei “blancos” o “colorados” a seconda di chi prevale.
E siccome tutti sanno, ma proprio tutti, che i capitali enormi se ne fottono di condoni e vanno, in 10 secondi, dove a loro conviene, nella rete resta il grosso dei pesci medio-piccoli, cioè di coloro che, pur avendo violato le norme, non hanno accumulato risparmi rubando, taglieggiando o speculando, ma semplicemente lavorando duro e sodo.
E da almeno una settimana un montante flusso di danaro originario dell’Italia, della Gran Bretagna e della Germania diviene un fiume quando passa il confine Svizzero e lì si ferma, formando un lago che cresce di ora in ora.
Che facciamo, nominiamo Ministro dell’Interno la Bindi, sottosegretari Belisario ed Axenos e chiudiamo internet a data da destinarsi, sigilliamo le frontiere, chiudiamo i porti, sospendiamo Shenghen e comminiamo lo “Spiessgasse” agli spalloni, fino a che non confessano i mandanti, i quali li squartiamo con gli arti legati a cavalli da tiro in Piazza della Signoria?
Oppure fenomeni di questo tipo, quando superano la normale soglia di tollerabilità necessitano di essere gestiti con grande capacità politico-amministrativa?
Csr, tu sei capace di ragionare.
palmiro, ma siamo sicuri che sei stato sindaco?
no perchè da quello che dici su prg e condoni non sembrerebbe proprio…
un sindaco non può in alcun modo “provvedere a modificare subito il prg” nè tantomeno può emanare un condono…
tu sei stato sindaco come è vero che sei di sinistra…
l’iter di approvazione del prg è lunghissimo: deve essere discusso e adottato in consiglio comunale, poi viene affiso nell’albo pretorio per le eventuali osservazioni, quindi ridiscusso in consiglio per decidere se adottare o meno le osservazioni, successivamente viene trasmesso alla giunta regionale che valuta se è conforme o meno alla legislazione vigente… etc etc..
nel comune di palmiro cangini invece si fa diversamente: un sindaco fa un prg, e quello che viene dopo lo modifica in quattro e quattr’otto come fosse una delibera sulle bancarelle dei mercatini rionali..
roberto1,
io non sono entrato nel merito dell’imposta emanata da Governo.
Ho già in altri post, giudicato di dubbia esigibilità l’imposta stessa.
Quel che volevo dire è che, quell’aliquota, al di là del fatto che personalmente giudico il condono, l’indulto e l’amnistia, contrari ad ogni buon senso, fu un gesto criminale.
Come tu hai correttamente affermato, la politica dei condoni viene utilizzata anche altrove ma, con diversa equità.
Ora, quell’aliquota, spero tu ne convenga, non stava né in cielo, né in terra ed è su quello che ho espresso il mio commento, non certo sull’esigibilità dell’imposta o sulla possibilità di intaccare i cd diriti acquisiti.
roberto1,
vorrei porti una domanda.
Tu che sei un amministratore pubblico ed hai esperienza specifica nel settore forse puoi togliermi qualche curiosità.
E’ cronaca che nella mia provincia intere zona rientranti nel regolare PRG sono franate.
Il PRG era stato emanato dal Comune interessato nell’anno 2004 ma la zona è risultata nei fatti non idonea ad ospitare nulla di nulla. In tal caso, che responsabilità ha l’Amministrazione Comunale ove i tecnici avessero dato parere favorevole?
Grazie.
Axenos, sei una vergogna totale ed assoluta.
Un gran pezzo di… con i pedali, i fiocchi e la patente.
L’appiattimento da me utilizzato, per gente normale lascia sottinteso il lungo, defatigante e privo di senso iter necessario, in Italia, per tradurre in atto una proposta politico-amministrativa.
Siccome fai finta di essere un baluba, ti spigo.
Fui eletto a Giugno 1999.
Diedi l’annuncio, con conferenza stampa, del voler procedere celermente al cambio di PRG, come da programma elettorale.
Passaggio anomalo, forse non proprio corretto.
Forse il Consiglio Comunale avrebbe dovuto saper prima e non leggere sui giornali ciò che sarebbe accaduto.
Obiezione: in campagna elettorale martellavo quasi esclusivamente su ciò.
Ho deciso questa piccola “forzatura”, per concedere il meno possibile ai giochi e giochini che avrebbero potuto fiorire fra Partiti e Consiglio Comunale, fra Provincia e suoi referenti “politici” in loco, con il rischio che il mio progetto si impantanasse e perdesse la sua carica di discontinuità e di nuove opportunità.
Mi sono “smarcato”, insomma, forte del fatto che non si incula un Sindaco dopo due mesi dalla sua elezione ed ho parlato direttamente con i cittadini, scegliendo loro come interlocutori.
Impossibilitato a scegliere un dirigente tecnico che supportasse questo iter, in quanto il dirigente comunale era il guardiano del faro del vecchio PRG, l’ho bypassato assumendo un consulente esterno, senza il quale avrei fallito su tutta la linea o sarei caduto in una delle tante “imboscate” sul percorso.
Ho buttato soldi pubblici, pagando due volte per la medesima prestazione?
Forse.
Ma siamo in Italy, perciò mi ero dato un obiettivo di minima: niente conflitti con il dirigente Comunale, mi accontentavo del fatto che non rompesse i coglioni più di tanto.
Io, che ho più dignità, avrei saputo che fare al suo posto, perchè non si può stare in Paradiso a dispetto dei santi e, se la pensi all’opposto del Sindaco neo eletto e sei, almeno sulla carta, il suo principale collaboratore, beh, ripeto, avrei saputo che fare.
Poi, passaggio in Consiglio, presentazione del tecnico con presenza di Assessore Regionale a benedire il tutto, consapevole che la Provincia mi avrebbe fatto vedere i sorci verdi.
Almeno la Regione era dalla mia.
Creazione, e questo fu un colpo vincente non solo politico, di una Commissione paritetica Consiliare che seguisse parri pari tutte le fasi, dalle preparatorie al confronto con i cittadini, fino alle osservazioni.
Poi, mesi di pubbliche relazioni, per creare un clima favorevole.
Con i Comuni vicini, con il Genio Civile, il consorzio di Bonifica, l’Asl,le Ami (allora non c’era ancora HERA) e con almeno un’altra decina di soggetti.
Assunzione di collaborazione con un Geologo perchè, al di là degli obblighi di legge, è uno dei pochi, insieme con I Vigili del Fuoco e la Bonifica, che ti impedisce di fare cazzate e di fare le cose dove possono essere fatte e come possono essere fatte.
Contestato dalla mia maggioranza, perchè il Geologo era esponente politico di altro Comune, naturalmente di parte avversa.
Come se la perizia e la capacità dipendesse da una tessera.
Mappe, carte, lavoro e scontri feroci su alcuni principi.
Sui manifesti miei di campagna elettorale c’era scritto: “Libertà, opportunità, occasioni per lo sviluppo”.
Ho faticato molto, qualcosa ho ceduto, ma avevo aperto la strada, creato il consenso necessario per far reggere il tutto all’impatto di Provincia e Regione.
Soprattutto passarono due concetti chiave: variante come strumento di lavoro e non più tabù, ed abolizione della zonizzazione (tranne per le aree agricole) per adottare la promiscuità.
Tradotto: aree abitative ed aree produttive possono stare insieme, devono stare insieme.
Sia l’ASl e non altri a stabilire le modalità e le compatibilità.
A vete mai visto un’area industriale o artigianale dopo le sei di pomeriggio?
E’ un altro mondo che da il cambio a quello del lavoro.
Se va bene, corse di moto ed auto organizzate.
Se va male, droga, prostituzione, criminalità accessoria.
Chi fa “tenere” il territorio?
L’esercito?
Un battaglione di Carabinieri?
No, il cittadino residenziale.
Se c’è vita, qualche negozio, qualche ristorante e le case, allora l’area produttiva non diventa la Suburra.
Scommessa vinta, mai per sempre, perchè l’equilibrio è sempre difficile, pragmatismo batte dirigismo due a zero.
L’operazione “intorto” ebbe il suo momento più alto con la sovrintendenza, che da nemico giurato divenne risorsa.
Non fu un intorto, ma convinzioni personali.
Non guasta che un Sindaco s’intenda di arte, storia ed archeologia o, quantomeno, se ne diletti.
Feci la mappatura dei terreni rilevanti dal punto di vista archeologico ed iniziai, con pochi volontari e pochi mezzi, una campagna di scavi estiva con gli Studenti dell’Università su di un sito, sede di un insediamento terramare.
Obiettivo: creazione di un parco Archeologico.
Cominciai un’opera di restauri a beni storico-archeologici Comunali, promettendo al sovrintendente una dose opportuna di storno di oneri di urbanizzazione (e mantenendo la promessa).
Il sovrintendente era sveglio, non era il solito lamentone: capiva benissimo il concetto che dallo sviluppo e dalla crescita potevano reperirsi risorse da canalizzare a cultura e territorio.
Come dire: è la ricchezza che genera opportunità, mentre la miseria le distrugge.
Potrei durare ancora a lungo.
Dopo poco più di un anno, a Natale 2000, il Consiglio votò la delibera.
Unanimità e Te Deum di ringraziamento in Cattedrale.
Novanta giorni di Albo.
Arrivarono moltissime osservazioni, quasi tutte dai cittadini.
Quattro o cinque al curaro, tutte dalla Provincia.
I consiglieri erano un pò avviliti.
Io no e spiegai il perchè.
La grande partecipazione dei cittadini era un segno di vita e di fiducia e, quando si scoperchia il vaso, è normale che esca tutto ed il suo contrario.
Decidemmo di non fissare tempi per le osservazioni e di convocare gli osservandi in Commissione ad uno ad uno, per discutere con loro il da farsi.
80% di osservazioni accolte, 10% respinte, 10% modificate.
Fummo noi a cogliere l’impulso e la spinta che veniva dai cittadini ad osare di più.
Con la Provincia, disponibilità a discutere su tutto, ma non su varianti libere e zonizzazione.
Mesi e mesi di confronto durissimo.
La Provincia mollò sulle varianti, ma costruì barricate sulla zonizzazione.
Poi, quasi un miracolo: dai Comuni vicini (e lontani) cominciarono a piovere richieste di varianti in abolizione della zonizzazione.
Ricordo ora, come fosse allora, la “ferocia” del mio assessore che si rese conto di avere vinto: ” E adesso, Sindaco, niente prigionieri….li andiamo a buttar giù dalle scale di Palazzo!”
Prendemmo prigionieri e concedemmo pure l’onore delle armi: fu l’intero staff tecnico Provinciale ed il Presidente ad assistere, Natale 2001, al Consiglio Comunale fiume in tre sere di approvazione del Bilancio e varo definitivo del nuovo PRG, osservazioni comprese e votate una dopo l’altra.
Scontri, come è ovvio, sul bilancio, unanimità su tutti gli atti di PRG.
E’ una storia di cui vado fiero, come della mia collocazione a sinistra.
Dedicato a tutti gli Axenos d’Italia, che si compiacciono del fatto che, per approvare una variante occorrano tre anni ed un PRG almeno quattro ancora oggi, anno domini 2011, Italia.
Csr, il mio mandato è finito e sono tornato al lavoro.
Non ti nascondo il mio compiacimento, però, quando vado a far spese o al bar o in giro per il paese o dal barbiere.
Anche se svicolo e scappo, perchè non voglio assolutamente far da “suocera” all’attuale Sindaco.
Ma fa piacere, un piacere enorme che la gente ti tratti ancora da “sindaco” e non da ex.
Il complimento più strano ed originale?
“Anche tua moglie è più bella ed ha più classe della sua”
Io mi incazzo, ma sotto sotto provo piacere.
Comunque, può capitare di toppare.
Come evitarlo?
Se si ha un’idea urbanistica, deve stare chiusa rigorosamente nel cervello.
Si chiamano i Vigili del Fuoco, l’ex Genio Civile, il Consorzio Acque, la sovrintendenza, l’Arpa e l’HERA e, insieme con il Geologo, si guardano le mappe, si inquadrano statisticamente i fenomeni accaduti, si ipotizzano scenari, anche i più apocalittici.
Se non si ha mappatura, che dovrebbe essere obbligatoria, la si costruisce.
Poi si decide se fare o non fare.
Ciò non riduce a zero tutti i rischi, ma si ha cognizione di causa.
E, in base a ciò che emerge, si determinano le prescrizioni urbanistiche obbligatorie e facoltative.
se c’è omissione di tutto ciò, sia colposa o dolosa o entrambe, credo si possa procedere penalmente e civilmente.
Esempio: se in quella zona sono avvenuti fenomeni esondativi lontani nel tempo, si eviteranno i seminterrati e gli interrati ed il verde sarà “depresso” per favorire l’eventuale raccolta e “ferma” delle acque.
Se non si fa, è materia colposa, se non si fa sapendo cosa si sarebbe dovuto fare, e dolosa.
Scusate la lunghezza.
CSR, sì, hai ragione.
Quell’aliquota è stata una porcata.
Ma, purtroppo in questo caso, cosa fatta, capo ha.
mi sa che ti verrò a trovare in carcere per l’antisismica non a norma……..ahahahah
ah ecco, ora i conti quadrano meglio.
non è che hai “provveduto subito a modificare il vecchio prg” non appena eletto…
diciamo che hai ingaggiato una lotta che ha impegnato buona parte del primo mandato…
nessuno, ad eccezione di un x-men dotato di superpoteri eccezionali, è in grado d modificare un prg in poche settimane come lasciavano intendere le tue affermazioni
L’avrebbe capito chiunque, ma non tu,caro Axenos.
Per te non contano i problemi e la loro soluzione: conta solo la “polvere” che si può alzare a riguardo.