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Uniti contro la manovra

Lunedì 12 dicembre
Sindacati insoddisfatti dall’incontro con l’Esecutivo, confermato per oggi lo sciopero generale. “Dal governo solo generiche promesse” afferma Susanna Camusso che assicura “andremo avanti con tutte le iniziative di lotta”.
Nessun passo indietro sui tagli ai costi della politica. In una nota congiunta Fini e Schifani annunciano riduzioni agli stipendi dei parlamentari, l’obiettivo è adeguare le indennità agli standard europei.
Un appello con quarantamila firme per far luce sul caso Orlandi.  Con quest’ultimo gesto i familiari della ragazza scomparsa nel 1983 chiedono al Vaticano collaborazione e trasparenza.

Governo, decreto salva-Italia
Corriere della Sera
Monti non cede sulla manovra i sindacati: resta lo sciopero  di Monica Guerzoni, a pag. 2/3
La Repubblica
Int. a  Susanna Camusso- “Lavoratori e pensionati i più colpiti ma non si vuole introdurre equità”  di Roberto Mania, a pag.3
Corriere della Sera
La corsa al maxi emendamento si lavora su scudati e pensioni  di Roberto Bagnoli, a pag.3
Il Sole 24 Ore
Tasse sul mattone a quota 53 miliardi  di Cristiano Dell’Oste, a pag.
L’Unità
Chiesa e no profit, censire gli immobili  di Marco Causi, a pag.9
Il Giornale
Ora l’erario potrà spiare tutti i nostri conti capitali in fuga all’estero  di Stefano Zurlo, a pag. 2/3

Parlamento  e istituzioni
La Repubblica
Fini e Schifani: “Stipendi, sì ai tagli” Onorevoli in rivolta: si alimenta l’odio  di U.R., a pag. 6/7
Corriere della Sera
E i politici si ribellano al “clima da ghigliottina” di Paola Di Caro, a pag.6

Politica interna
La Stampa
int. a Sergio Chiamparino – “L’emergenza non è inventata la politica si occupi dei rom”  di Minello Beppe, a pag.13
La Repubblica
Le donne riconquistano la piazza “Solo con noi si esce dalla crisi”  di Benedetta Tobagi, a pag.1
L’Unità
Le sirene populiste di Idv e Lega Nord  di Eugenio Mazzarella, a pag.25

Tv e informazione
Corriere della Sera
Minzolini, domani il voto con il cda rai spaccato  di Paolo Conti, a pag.15
La Repubblica
Int. a Nino Rizzo Nervo – “Se la soluzione è quella della lei io mi dimetto”  di G.D.M., a pag.11

Giustizia e inchieste
Corriere della Sera
Orlandi, il fratello in Vaticano un appello con 40 mila firme  di Fabrizio Peronaci, a pag.23
Il Giornale
Crolla il bluff dell’accusatore di Del Turco  di Gian Marco Chiocci, a pag.15
Corriere della Sera
La città dei morti d’amianto divisa sui soldi di mister eternit  di Marco Imarisio, a pag.27

Esteri
Corriere della Sera
Cameron ora rischia per il no alla Ue  di Fabio Cavalera, a pag.13
La Stampa
Il dilemma di Obama Hillary al posto di Biden per vincere nel 2012  di Paolo Mastrolilli, a pag.17
Corriere della Sera
Battaglia tra l’esercito e i disertori, decine di morti in Siria  di Lorenzo Cremonesi, a pag.19
Corriere della sera
Le mamme perdute del Sinai “Il nostro inferno tra i predoni”  di Alessandra Coppola, a pag.19

 
 

 

 
 

 

25 commenti a “Uniti contro la manovra”

  1. [...] Fonte: Uniti contro la manovra [...]

  2. CSR scrive:

    E’ notizia di oggi che Giovannini, così mi pare si chiami il Presidente dell’ISTAT incaricato di studiare il problema vitalizi dei Parlamentari, abbia riferito che i dati non perverranno alla commissione e neanche tutti, prima di Aprile .
    Ora, io sono un uomo moderato ed anche di mezza età ma, se avessi 20/25 anni o giù di lì, se fossi un precario con scarsissime possibilità di futuro, come molti ragazzi, credo che la prenderei molto, molto male.
    I politici stanno sfidando la pazienza degli italiani e fomentano la rivolta gettando benzina sul fuoco.
    Ho paura che i più agitati possano fare danno e stavolta, non ci sarà l’opinione pubblica a criticarne le gesta.

  3. Angela scrive:

    Il tizio dice che prima di aprile 2012 non “avremo risposte”…
    CSR, scusa… ma non eri tu a dire che “ci vuole pazienza” ?

    Ecchecavolo, CSR! Deve fare una “comparazione”, “poverino”.

  4. renato scrive:

    ho l’impressione che questa truppa di parolai che siedono in Parlamento non meritino più affidabilità,si comportano da irresponsabili credendo di fare i furbi.

  5. CSR scrive:

    No, non su queste cose, Angela.
    Questi signori stanno chiedendo agli italiani sacrifici immediati ed almeno devono farli con gli stessi tempi anche loro.
    Io ho chiesto pazienza per una manovra complessiva e la sua possibile efficacia, non certo il protrarsi dei privilegi della casta politica.

  6. roberto1 scrive:

    E’ facile, invece, che alla prima occasione questi facciano fuori Monti e che ricomincino come prima.

  7. renato scrive:

    I riferimenti ancora valido resta il Presidente Napolitano che dovrebbe in
    tervenire sui pres.delle 2 camere. Da parte della trimurti mostrare le palle con una manifestazione a Roma e nelle città per indurre il Prof.Monti imporre
    tagli “su questi” e non su futuri on.li
    per recuperare margine di trattativa su
    coloro che faticano.Ci siamo capiti!

  8. Angela scrive:

    Finiamola di parlare di caste.
    E’il sistema che non regge.

    Se per una cosa così semplice da attuare ci si deve muovere in un “groviglio” di regole che di fatto ti “legano” le mani… come sarà mai possibile avere dei risultati?
    E’ per questo che sono da sempre per una politica “decisionista”… a costo di sbagliare.
    L’immobilismo… secondo me, è peggio.

  9. Angela scrive:

    @roberto1
    Concordo

  10. CSR scrive:

    Angela,
    “è il sistema che non regge”.
    Scusa, parli della democrazia parlamentare?
    Che sistema suggerisci?

  11. paolab2102 scrive:

    Tito Boeri aveva indicato il sistema per aggirare l’ostacolo ed evitare che i parlamentari si appigliassero (come poi hanno fatto) all’autonomia gestionale delle Camere. Invece di combinare questo pastrocchio inemendabile dal punto di vista normativo, sarebbe bastato che il Governo, nell’ambito delle sue competenze, avesse ridotto la dotazione. Bastava cogliere al balzo il suggerimento. Chiusi i rubinetti, le Camere, avrebbero dovuto, ob torto collo adeguarsi per mancanza di fondi. Ma è noto che quando si vuole evitare di fare una cosa ci si attacca ai cavilli….

    http://www.internazionale.it/opinioni/tito-boeri/2011/12/05/8-783-euro/

  12. Un Esule scrive:

    Il nodo della questione non si puo’ limitare al Parlamento. I costi della politica non si limitano a questo.
    Regioni, provincie, comuni e la miriade di enti locali, municipalizzate, autorita’ di questo e di quello, migliaia di persone, non “statali”, ma cooptate dalla casta, campano lucrando sui bilanci pubblici. Non erogano servizi, non sono stati eletti, non producono alcunche’.
    Vero e’ che se si trovassero col culo per terra diventerebbero un problema sociale….
    Come lo ricicli un ex sindacalista che da trent’anni campa di gettoni di presenza qui e la’…..

  13. roberto1 scrive:

    Azzz, ci mancava Tito Boeri!
    Era da tempo che non sparava una troiata delle sue, ed eccolo, redivivo, più in forma che mai!
    Con tutti i casini che ha Monti, scioperi generali compresi, c’è tutta questa necessità di entrare a gamba tesa in territorio non suo?
    Tagliare i fondi alle Camere!
    Questo sì, sarebbe proprio un bel precedente in Democrazia!
    Ma va da via i ciapp (ho detto bene?), caro Boeri!

  14. CSR scrive:

    Potremmo abolire del tutto i Parlamentari.
    Sorteggiamo un re tra i cittadini e confidiamo nelle buona sorte. ;)

  15. mario2 scrive:

    Qualcuno mi spieghi a che cosa è servita la politica negli ultimi…. ( metteteci voi gli anni) a che cosa serve ora, e a che cosa servirebbe dopo Monti.

  16. Un Esule scrive:

    Lo stipendio dei parlamentari e’ equiparato per legge a quello delle figure apicali della magistratura. Giusto per non smentirmi, non potremmo limare anche quello?

  17. QR DeNameland scrive:

    CSR, caso mai t’interessasse, su Operazione Lecca Lecca è comparso un mio post – restato due giorni inspiegabilmente in attesa – a proposito della villa di Arcore. C’è un errore di stampa perché la cifra di 1.700.000 è 1,7 miliardi

    8)

  18. QR DeNameland scrive:

    Esule, io comincerei con lo stabilire che nessuno può ricevere dallo stato un stipendio o altri emolumenti per una cifra totale superiore a quando prendono i parlamentari. Probabilmente si risparmierebbe molto di più che a diminuire lo stipendio dei parlamentari.

    8)

  19. mario2 scrive:

    “Corriere della Sera
    Cameron ora rischia per il no alla Ue. ”

    Noi stiamo rischiando con il si alla UE.

  20. CSR scrive:

    Grazie QR.
    Ho letto ma devo confessarti che la questione non mi appassione più di tanto. Non sono stato io a riportare il contenuto dell’Unità, ti confondi.
    A me le cifre, sulle quali ho fornito indicazioni con l’aggiunta di un “mi pare” interessano poco. Il mio richiamo al comportamento di Previti era piuttosto riferito al fatto che si era parlato di lui, quasi come vittima.
    Andiamo oltre, sono cose del passato.

  21. Un Esule scrive:

    Andrebbe bene anche cosi’ Tato…

  22. paolab2102 scrive:

    Roberto1, è sicuramente meglio attendere il responso della Commissione ISTAT alla fine di Aprile, per allora dei costi della politica ci saremo dimenticati tutti, ammesso che sopravviveremo alla batosta che ci sta arrivando fra capo e collo. Va beh…………….

  23. paolab2102 scrive:

    CSR, sarebbe mica una cattiva idea sa? Almeno i monarchi non hanno il problema di dover mantenere il consenso, la spesa pubblica ne trarrebbe grandi vantaggi :)

  24. mario2 scrive:

    La paghetta dei politici e quella degli italiani
    Gli stessi parlamentari che si apprestano a votare una manovra triennale che porterà le nostre tasse al 45 per cento del reddito non hanno intenzione di votare una sforbiciata ai propri stipendi.

    C’è una buona ragione per la quale i deputati sono contrari al taglio delle proprie indennità: non possono essere i governi a decidere delle prerogative dei parlamenti. In ricordo degli scudi creati a tutela delle ingerenze dei sovrani, oggi i parlamenti sono immuni dalle norme retributive che possono prevedere i governi. L’impressione è che però questi signori stiano giocando con il fuoco. Si alimenta così un pericoloso scollamento dalla realtà del Paese, che gli stessi parlamentari contribuiscono a dipingere come nera, nerissima.

    Cerchiamo di essere chiari. Oggi si chiede a 10 milioni di pensionati di rinunciare all’indicizzazione del proprio assegno, il che equivale a una perdita secca. Si obbligano 2,2 milioni di vecchietti ad aprire un conto corrente, a pagarci sopra un bollo, perché lo Stato ha deciso di non dare più loro pensioni in forma contante. Si allungano di botto i tempi per andare in pensione anche a lavoratori che ne avrebbero avuto diritto nel giro di pochi mesi. Ci si inventa una tassa retroattiva sugli scudi fiscali, che dovevano essere il conto finale e unico delle pendenze con le Finanze. Si aumenta il costo della benzina in un Paese in cui 59 italiani su 100 hanno un auto e l’89 per cento del trasporto commerciale è ancora fatto su gomma. Il che vorrà dire meno reddito disponibile praticamente per ogni italiano e un aumento dei costi dei prodotti finiti. Si decide di reintrodurre la tassa patrimoniale sulla prima casa, cancellata solo pochi anni fa. E lo si fa rendendola ancora più gravosa della vecchia Ici. Si decide di non dare più un’aliquota agevolata a chi affitta la casa e per questa via si ridurrà ancora di più il numero delle locazioni che oggi sono pari solo al 9 per cento del complesso degli immobili dell’intera Italia. Si decide di aumentare le tasse sui redditi. Lo si fa in modo un po’ vigliacco. Non cambiando le aliquote nazionali, ma quelle regionali. E dunque per questa via a pagare saranno i soliti onesti. Si introducono i bolli sui depositi Bot e conti correnti che possono arrivare a 1.200 euro l’anno.Si spiano i movimenti bancari di tutti gli italiani.

    Insomma, è chiara l’antifona. Pagheremo tutti e pagheremo caro. Con scarsa, scarsissima attenzione alle libertà personali, al diritto di proprietà, alle questioni formali, che i deputati invece considerano così importanti quando si tratta degli affari loro. Gli italiani avranno tasse retroattive, tagli retroattivi, accise sulla benzina in vigore da ieri, doppia imposizione sul risparmio (bolli e cedolari) che è già stato più che tassato quando era reddito e gabelle sulla casa dall’incostituzionale sapore espropriativo. E i parlamentari che ci raccontano? Che c’èl’autonomia delle Camere, che la politica ha un costo, che l’antipolitica è pericolosa.

    È tutto vero. E non si ha voglia di fare i pierini. Però manco essere presi per fessi. Quando un Parlamento chiede lacrime e sangue ai cittadini (è così presidente Monti, nonostante le sue improvvide smentite) deve quanto meno adottare la stessa misura a se stesso. Non è una questione di sobrietà (termine oggi molto in voga), ma di esempio e di sopravvivenza. Se è vero che l’Italia rischia il default e dunque i cittadini debbono diventare più poveri (è ciò che avverrà con la gragnuola di tasse che dovremo pagare) non è tollerabile il balletto ipocrita dei propri rappresentanti.

    Il rischio che si corre è che l’antipolitica non si fermi. Oggi questa eventualità è molto più pericolosa per il nostro sistema politico di quanto lo sia la presunta violazione delle proprie prerogative istituzionali.

    Così facendo i nostri parlamentari alimentano il mostro dell’antipolitica, delle proteste di piazza, del qualunquismo più sciatto. Devono fare i sacrifici per salvarsi e salvarci.

    Quando un governo dall’oggi al domani cambia le carte in tavola per l’età di pensionamento (e bene ha fatto) non può pensare di aspettare i risultati di una commissione per decidere la propria riduzione dello stipendio: lo faccia e basta. Se non ama il decreto del governo (e ripetiamo che dal punto di vista formale ha ragione da vendere) decida lei quanto autoridursi l’appannaggio. Ma non tergiversi, così come non ha perso tempo quando si è trattato di tassare gli italiani.

    Il rischio che i nostri politici corrono è che continuando così non possano più mettere la faccia fuori di casa o dal Parlamento e che il governo dei tecnici diventi agli occhi dell’opinione pubblica l’unica salvezza di questo Paese. Dio ce ne scampi. Faremmo qualche migliaio di anni di passi indietro. Roma val bene la riduzione di una paga.

    Nicola Porro

    Porro potrà piacere o non piacere ma c’è qualcosa di non condivisibile ?

  25. QR DeNameland scrive:

    Forse non c’è niente di non condivisibile, però non c’è molto che non sia già stato detto e ridetto.

    8)

  26. business scrive:

    Lo IOR è indipendente dagli altri due istituti finanziari vaticani e sulla sua attività si sa soltanto che è gestito da cardinali di alto livello e da banchieri internazionali.

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