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Come un Mubarak qualunque

D’Alema candidamente confessa a La Stampa che, dietro il governo tecnico, c’è un’operazione dall’inconfondibile sapore politico, finalizzata a defenestrare Berlusconi: «Se non si fosse concretizzata l’ipotesi di Monti, la maggioranza di centrodestra non si sarebbe sfarinata e noi avremmo ancora il Cavaliere a palazzo Chigi. Altro che politica morta… Si è trattato, al contrario, di una positiva operazione politica».

Benvenuti in Italia. Ai critici di questo golpe morbido – tra i quali mi annovero – è stato fatto notare da più parti che l’Italia è una repubblica parlamentare, per cui gli elettori scelgono i loro rappresentanti alle Camere e non i governi. Nessun vulnus deriverebbe quindi dalla nomina di un esecutivo di tecnici al posto di uno espressione (seppur indiretta) del voto popolare, in quanto la fiducia del Parlamento sarebbe l’unica condizione richiesta perché un governo possa operare. Tutto vero, dal punto di vista della dottrina. Ma c’è un passaggio che proprio non torna, e che è stato colpevolmente trascurato da chi ha deciso che, stavolta, il fine giustificava i mezzi.

Berlusconi entra al Quirinale da presidente del Consiglio tra gli schiamazzi della piazza e le pressioni di Palazzo e ne esce destituito. In nessun momento il Parlamento – dove risiede la fonte di legittimità del governo – viene coinvolto. Non si ritiene necessario inscenare non dico una mozione di sfiducia ma nemmeno un pallido rituale dal quale emerga la perdita della maggioranza da parte dell’esecutivo di centrodestra. Improvvisamente della repubblica parlamentare non si ricorda più nessuno: né la folla vociante, né la sinistra plaudente che subito dopo la invocherà per giustificare l’intronizzazione di Monti, né Napolitano, né il quarto potere, né le cancellerie europee. Berlusconi esce di scena come un Mubarak qualunque, rimosso, sollevato dai propri incarichi, politicamente eliminato dall’azione congiunta dell’asse Berlino-Parigi, del Quirinale e di un tumulto popolare. Mancava l’esercito.

Ora, capisco che la scarsa dimestichezza con la pratica democratica di certi settori dell’anti-berlusconismo possa contribuire a creare un po’ di confusione, ma l’Italia non è l’Egitto e nello Stato di diritto la forma è sostanza. I paladini della repubblica parlamentare farebbero bene a ricordarsene prima di dare il loro appoggio incondizionato a manovre che mettono in discussione proprio quei principi che non esitano a sbandierare quando fa loro comodo. Al di là delle simpatie o antipatie politiche e dell’opportunità o meno di accelerare la fine politica di Berlusconi, un precedente di questa natura non andrebbe sottovalutato.

http://1972.splinder.com/

17 commenti a “Come un Mubarak qualunque”

  1. naranja&limòn scrive:

    Berlusconi era “un” problema, non “il” problema dell’Italia: i problemi sono uno Stato elefantiaco, inefficiente e corrotto, una politica incontrollabile, incompetente e omnipervasiva, una mentalità statalista, corporativista e assistenzialista che fa da sostegno ideologico ad ogni forma di intervento pubblico sull’economia e la società, uno stato di diritto quasi inesistente, e la totale mancanza di cultura liberale di un Paese del resto strutturalmente corporativo.
    Ma il problema italiano è soprattutto la mancanza del corpo fondamentale che regge una democrazia: i cittadini.
    Gli italiani votano per appartenenza di squadra, per fede, per sentimento.
    Non sono in grado di essere italiani prima che “di sinistra” o “anticomunisti”.
    Il risultato è visibile a tutti: una classe dirigente che è lì, la stessa da interminabili anni e sclerotica come nessun altra in occidente.

  2. CSR scrive:

    I problemi si risolvono uno alla volta.

  3. [...] Link fonte: Come un Mubarak qualunque [...]

  4. QR DeNameland scrive:

    Mah, non si fosse dimesso sarebbe arrivato il voto di sfiducia perché c’era chi era pronto a fare il percorso opposto a quello di Scilipoti.

    Ma gli italiani son malati di dietrologia, e questo è sicuramente il nostro primo problema

    8)

  5. axenos scrive:

    mandare a casa il governo sostenuto da razzi e scilipoti, da bossi, calderoli e dalla santanchè non è stato un golpe ma un atto di patriottismo.

    i nostalgici della repubblica della cassoela possono sempre trasferirsi in russia prima che anche l’amico vladimir venga cacciato a calci in culo come un minzolingua qualsiasi…

  6. axenos scrive:

    a proposito, minzominchia ha detto che si rivolgerà al giudice del lavoro…

    quando lo ha fatto tiziana ferrario ha detto che non può essere un giudice a decidere i conduttori del tg…

  7. fabio scrive:

    i 5 stadi del lutto:
    - incredulità
    - rabbia
    - patteggiamento
    - disperazione
    - rassegnazione

    siete ancora tra il terzo ed il quarto, bisogna che vi diate una mossa.
    e prima o poi, che chiediate scusa a tutti gli italiani.
    (che sarebbe catartico e vi farebbe bene)

  8. fabio scrive:

    AXENOS !!
    un hurrà per minzolini.
    anzi tre.

    hurrà
    hurrà
    hurrà !!

  9. francesco scrive:

    Di cosa stiamo parlando? Un governo puo’ cadere per sfiducia parlamentare o per le dimissioni, volontarie fino a prova contraria, del capo del governo. E definire che la gente al Quirinale, quattro gatti, “un tumulto popolare” mi sembra malafede. E la gente era li’ per testimoniare un evento, non per provocarlo.
    E comunque, Berlusconi non si e’ forse dimesso per mancanza di maggioranza parlamentare? Non aveva più’ i numeri, punto. Altrimenti, come dice D’Alema, sarebbe ancora li.

  10. Ho una memoria di ferro scrive:

    MERCOLEDÌ 9 NOVEMBRE

    “Il Cavaliere vede gli alleati ed ecco uno dei veri punti di svolta della crisi. Bossi continua a chiedere un governo dentro i confini della maggioranza. A fatica si fa uscire una frase per tranquillizzare i leghisti: «Facciamo Alfano o Letta». In quel momento arriva la telefonata di Ennio Doris, il “capitano” di Mediolanum e intimo amico del capo del governo. Il Cavaliere prova a scherzare e aziona il vivavoce. Doris non lo capisce e esplode il dramma: «Silvio, ti supplico. Devi andartene, lascia. Se continua così perdiamo tutte le nostre aziende». L’ interlocutore non sorride più. Balbetta e poi tenta una difesa: «Ma la Lega non vuole, se lascio si rompe l’ alleanza con Bossi». «Ma che ti importa della Lega – gli risponde Doris – pensa alle aziende». Il Senatur si alza e se ne va.”

    (Fonte : La Repubblica)

  11. ciospo scrive:

    se nell’incontro con Napolitano il bauscia avesse manifestato la volonta’ di presentarsi al parlamento per un voto di fiducia lo avrebbe potuto fare.
    disgraziatamente per lui le argomentazioni di Napolitano si basavano su fatti pesantissimi la cui sintesi e’ stata : la situazione del paese e’ tragica ,sei rimasto solo,non hai spazi di manovra ,togliti di torno e magari mettero’ una parola buona con quelli che ti vogliono fare male (finanziariamente parlando off course).
    inoltre il buon Giorgio ha capito che un’eventuale “governo ammucchiata” non avrebbe combinato un tubo.
    su input franco -tedesco con approvazione di confindustria ed abi , e sapendo che faceva pure un gran piacere ai partiti si e’ inventato il governo tecnico.
    questo e’ quello che mi ha raccontato Gianni.

  12. Ciro scrive:

    Il punto è che Berlusconi aveva dato troppo fastidio agli Americani con gli accordi con Putin e Gheddafi, aveva dato fastidio ai Francesi con gli accordi con Mubarak per il rifacimento del canale di Suez (che i Francesi considerano cosa loro tant’è che una delle società francesi più importanti si chiama appunto Suez).

    Aveva dato fastidio con il rifacimento del canale di Panama, ha dato fastidio con gli accordi con la Turchia ed il south stream.

    Purtroppo nel mondo non vige la regola che alcuni immaginano ma vige la regola la tua norte per garantire la mia sopravvivenza.

    Ma questo quelli di sinistra che hanno fatto dell’anti Berlusconismo il loro scopo di vita non lo capiranno mai.

    Da gennaio appena passate le feste e ricominciata la vita normale allora gli effetti della crisi si faranno sentire e questa volta non è e non potrà essere derubricata come “colpa di Berlusconi” allora si che mancheranno gli argomenti….

  13. CSR scrive:

    Ciro,
    il tuo appassionato appello, chissà perché, mi ha ricordato Enrico Mattei.
    8)

  14. Ciro scrive:

    Infatti carissimo CSR la storia si ripete. Tanto ci sarà sempre un utile idiota tipo Casini li pronto a far da sgabbello per facilitare ad altri la salita.

  15. axenos scrive:

    non sapevo che berlusconi avesse rifatto il canale di suez e quello di panama…

    quante cose si imparano da ciro.

    scusa ciro, tu che sai tutto, ma come mai berlusconi è riuscito a rifare il canale di suez, quello di panama e pure la torre eiffel e invece non è riuscito a rifare la salerno reggio calabria?

  16. Ciro scrive:

    Axenos non sei quindi cosi informato come dici (o come pretendi di essere).

    Altrimenti sapresti della gara che Impregilo ha vinto a Panama per il raddoppio del canale 8termine lavori 2014) e a Suez per il rifacimento (fondale a 18 mt) del canale.

    Sapresti anche del South Stream e degli accordi con la Turchia.

    Quanto alla Salerno Reggio, visto che io la faccio in macchina in estate ti posso dire che in meno di 5 anni l’hanno quasi rifatta tutta a nuovo. Mancano ancora alcuni tratti ma stanno procedendo.

    Quindi magari invece di struggerti per la dipartita del Berlusca prova a fare un giro verso Reggio cosi avrai conferma di quello che ti dico.

  17. axenos scrive:

    ciccio, chi vuoi prendere per i fondelli?
    la salerno reggio calabria la faccio tutti gli anni. i lavori di ampliamento sono iniziati vent’anni fa e sono fermi ancora al tratto campano, in calabria la situazione è ancora ferma agli anni 60: corsia unica (per lavori di manutenzione) sul 90% del percorso…

    e per quanto riguarda il raddoppio del canale di panama, sembra che laggiù si siano pentiti amaramente di aver affidato i lavori alla ditta che ha combinato il pasticcio dell’inceneritore di acerra:

    http://racconta.espresso.repubblica.it/espresso-wikileaks-database-
    italia/dettaglio.php?id=76

  18. forzasilvio scrive:

    Began: “A letto Berlusconi mi ha fatto vedere le stelle”
    “Berlusconi mi ha fatto vedere le stelle, è un superman. Ho passato la notte più bella della mia vita”. A dirlo è l’Ape Regina, Sabina Began, alla Zanzara su Radio 24. “Con Monti non passerei mai la notte, non mi piacciono gli uomini più vecchi di me. Io stata solo una volta con un uomo più grande di me. Monti sembra mio nonno, mentre Berlusconi è speciale, molto sexy. Un vero uomo in tutti i sensi. E’ sempre nel mio cuore e nella mia mente”.”Io sono una rompiscatole – racconta – e cerco Silvio continuamente, ci sentiamo spesso. E non è vero che è fidanzato. La politica? Resterà, gli italiani lo vogliono ancora”.

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