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Ma che ti tassi?

La manovra. Un naturale, tardivo, inevitabile e forse insufficiente adeguamento dell’età pensionabile e un ammosciamento di tutti gli slanci liberali. Ma soprattutto: una fracca, una pioggia, una grandinata di tasse e balzelli. Tasse, imposte, tributi. Ma che ti tassi? Dicono che bastava un contabile. Eh no, un ragioniere non l’avrebbe permesso. Men che mai un ragioniere commercialista, nobile e inflazionata figura che ha aiutato milioni di italiani a sopravvivere.

Il rischio Monti non è quello della sindrome del travet al potere, ma il consociativismo della dittatura fiscale. Il compromesso fondativo tra ex antistatalisti cattolici e comunisti è avvenuto in nome dello Stato etico: gestore dell’istruzione, della cultura, dei valori della salute degli italiani, gonfio di strutture non virtuose, dispersive, fatte più per prender voti che rendere servizi essenziali. Il cattocomunismo costituzionale, materiale e legale  giustificato dai blocchi prima e perpetuato dopo come Funzione Pubblica. Già la Funzione Pubblica equiparata alla struttura statale e parastatale,  attributo del pre-potente sindacato Cgil che ha dato origine a tanti ministri di oggi, ma anche  attributo della divinità della Politica, del suo primato. Funzione Pubblica degenerata nella sottrazione di spazio all’individuo, nell’imperio sul cittadino, nella rapina individuale. Lo Stato come Verbo Pubblico quasi religioso, superiore e necessario eticamente per guidare individui altrimenti corrotti… per natura.

Professor  Monti, non si trasformi in un sacerdote dello Stato, che somministra ammende etiche. Ci aspettiamo più libertà per la crescita. Un professore prima di lei ha già perso l’occasione del passaggio all’euro proprio per aver continuato la stessa politica: privatizzazioni senza liberalizzazioni e continuità ultraventennale delle politiche fiscali, sociali e previdenziali. Nessun governo, nessun ministro del Tesoro, se non in blande evocazioni, ha mai messo in causa queste fondamenta antilibertarie, illiberali.

Lo Stato si è comportato da pessimo padre di famiglia che indebita vorticosamente i figli pur di non cambiare registro. Il tutto implementato da una polizia tributaria degna dei precogs di Minority Report. Taci, evasore parassita, saprofita. La casa non puoi costruirla, non puoi averla, non puoi affittarla senza pagare “na cosa di soldi”. Ceto medo taci, che il fisco ti ascolta, incrocia i dati, ti prevede, ti punisce. Professore, con tutta la sua saggezza la manovra la stanno scrivendo quelli che hanno scritto le ultime venti o trenta manovre. Sbagliandole. Lo sa?

Professore, che succede ? Ci siamo illusi? Lei è come quelli di sempre, solo più sobrio? Lei dice ai politici: ma non avete fatto pulizia voi in tanti anni… e fa lo sbirro fiscale persino sul tabacco delle sigarette autoprodotte, quelle che dipendono solo dal coltivatore e dal fumatore. Costringe i fruttivendoli e i pensionati a farsi una carta di credito. Perchè? La salute dei cittadini costa sacrifici a tutti meno che ai farmacisti, e come mai loro e i tassisti,  più potenti delle Big Pharma e dei pensionati, hanno ottenuto di frenare le liberalizzazioni? In Italia sono proibiti gli sconti sui libri, altro che liberalizzazioni!

E poi come fa a dire che il fisco è amico se spolpa di tutto e di più. In cambio di che? Meno servizi, meno efficienza (finora non se ne parla), più invasività e meno libertà di scegliere tra Stato e mercato. Oggi che potremmo farlo con un clic anche da casa. Arriverete anche lì? Professò, fin qui non ci siamo. Dove le ha viste ‘ste cose? A Bruxelles? In Danimarca? Il dovuto viene mal raccolto, e quel che è dato in ritardo viene riprestato a strozzo, oppure tutti in galera. Invece di risolvere con una sanatoria che ci faccia ripartire. Tra un po’ dovremo ribattezzare il Vittoriano, dedicandolo ai milioni di contribuenti caduti sotto i colpi di Equitalia. Evasori o omissori per forza, non delinquenti ma eroi fiscali. State persino inventando nuovi nomi per le stesse tasse, che aumentano per tutti meno che per chi fa tanti figli, è eterosessuale e paga il canone Rai per liquidare Minzolini.

Professò, speriamo che nel secondo tempo lei ci faccia vedere Italia-Germania del ’70, sennò diamo fuoco a tutto. Nel senso che, siccome non siamo tanto coraggiosi da diventare tutti obiettori, dovremo cercare un altro che dichiari guerra alle tasse. Stavolta per davvero.

19 commenti a “Ma che ti tassi?”

  1. mario2 scrive:

    Re Giorgio: “Tutti devono fare i sacrifici, anche i ceti meno abbienti”

    I ceti meno abbienti si chiedono chi siano l’altra anche dei tutti.

  2. Liutprando scrive:

    Professò, speriamo che nel secondo tempo lei ci faccia vedere Italia-Germania del ’70, sennò diamo fuoco a tutto. Nel senso che, siccome non siamo tanto coraggiosi da diventare tutti obiettori, dovremo cercare un altro che dichiari guerra alle tasse. Stavolta per davvero.

    È il paradosso italiano: l’etica politica è una condivisione di obbiettivi sociali, ma in Italia questi sono rappresentati dalla costituzione antifascista che è immutabile come il Corano ed in questa cagata, la costituzione italiana, è scritto che il politico eletto diventa un dipendente dello Stato per la vita.

    Sicché non c’è via d’uscita perché nessuno di coloro che sarebbero predisposti per adattare la nazione alla realtà lo fa per non perdere il proprio status quo.

    La guerra all’Italia bisogna dichiararla veramente e probabilmente non ci sarà alternativa alle armi.

  3. Liutprando scrive:

    D’altronde è dalla interpretazione di questa costituzione che nasce l’attuale soviet fascista che pretende di piegare le popolazioni della penisola al volere di Roma.

  4. anostrainsaputa scrive:

    A Scajola torna la memoria

    Sterzata improvvisa della difesa dell’ex ministro che, secondo l’accusa, si è fatto pagare una casa di pregio da Anemone, imprenditorie indagato nell’inchiesta sul G8. Scompare la parola “a mia insaputa” L’ultimo anno Claudio Scajola, ex ministro dello Sviluppo economico, lo ha trascorso ripetendo innumerevoli volte la frase “a mia insaputa”, a giustificazione di quel regalo ricevuto da Diego Anemone. Un regalo che pochi riescono ad incassare: perché l’imprenditore, al centro dell’inchiesta sugli appalti del G 8, avrebbe deciso di aiutare l’esponente del Pdl per l’acquisto di un pezzo di paradiso: un appartamento di 200 metri quadri di superficie, 9,5 vani catastali, cantina e vista sul Colosseo.

    Per i magistrati romani, Alberto Caperna, Roberto Felici e Ilaria Calò, non si trattava affatto di generosità, ma di finanziamento illecito, decidendo così di indagarli entrambi. Secondo la procura, infatti, Anemone, proprio in quanto amministratore di società come la Redim 2002 srl, Amp srl, Medea Progetti e Consulenze srl, Tecnolocos srl e Impresa Costruzioni srl, avrebbe dapprima erogato all’ex ministro un milione e 100 mila euro per l’acquisto dell’appartamento in via Fagutale, e poi altri 100 mila euro per i lavori di ristrutturazione, “senza che fosse intervenuta la deliberazione degli organi societari – scrive la procura – e senza che i contributi medesimi venissero regolarmente iscritti nei bilanci delle società”.

    Accuse queste che Scajola ha sempre respinto, rifiutandosi perfino di presentarsi davanti ai magistrati. Durante tutto il periodo delle indagini, l’ex ministro si è sempre giustificato dicendo che la casa era stata pagata a sua insaputa. Ma ieri, all’ultimo giorno utile per la presentazione di atti e documenti dopo la chiusura del fascicolo, la difesa di Scajola ha tentato il sorpasso e ha presentato un memoriale. Improvvisamente la versione dei fatti fornita dall’ex ministro è cambiata. La frase tanto ripetuta “a mia insaputa” è scomparsa. Per il legale dell’esponente del Pdl, l’avvocato Giorgio Perroni, quei soldi contestati dalla procura Anemone li prelevò non dalle proprie società, ma da un suo conto personale. E poi si gioca tutto sulle date, puntando all’obiettivo prescrizione. Secondo la memoria presentata, il reato, qualora configurabile, fu commesso nell’anno 2004, quando fu fatto il rogito. Il che salverebbe l’ex ministro. Per i magistrati, invece, il reato sarebbe stato commesso fino all’aprile del 2007, termine previsto per l’approvazione dei bilanci delle società di Anemone relativi al 2006. E quindi il sipario calerebbe solo nel 2013 o nel 2014.

    A questo punto, già domani ci potrebbe essere la decisione dei magistrati, se archiviare la posizione di Scajola, oppure procedere alla richiesta di citazione diretta a giudizio. Anche se, la presentazione del memoriale e l’improvvisa sterzata della difesa, pare non aver convinto i pubblici ministeri. Si aspetta così uno degli ultimi passaggi di questa inchiesta che è partita proprio da Perugia, mentre si indagava sui Grandi Eventi. Era il 2004 quando Scajola, allora ministro dell’Attuazione del programma, ha comprato la casa di via Fagutale, di proprietà delle sorelle Beatrice e Barbara Papa. L’ex ministro, secondo le sue dichiarazioni, avrebbe pagato questo ‘ paradiso ’ circa 610 mila euro. Ma una cifra del genere non ha convinto i magistrati, che hanno iniziato ad indagare. Il restante dei soldi, secondo gli inquirenti, sarebbero venuti dalle tasche dell’imprenditore Diego Anemone. E infatti già dai primi accertamenti fatti a Perugia, emerse un bonifico di circa 500 mila euro proveniente dal conto corrente dell’architetto Angelo Zampolini, che lavorava appunto per Anemone. Successivamente è stato lo stesso architetto a confermare ai pm di Perugia (nell’ambito di un patteggiamento di una condanna a undici mesi per favoreggiamento) di aver consegnato 900 mila euro, attraverso 80 assegni circolari della Deutsche Bank, alle sorelle Papa.

    Nel settembre 2009 però il fascicolo è stato trasferito alla procura di Roma per competenza, dove si è scoperto che anche i lavori di ristrutturazione sono stati regalati all’ex ministro da Anenome. A confermarlo, l’ultima informativa della Guardia di Finanza consegnata ai magistrati qualche tempo fa. Gli investigatori hanno sentito i titolari delle ditte che hanno avuto l’incarico di finire i lavori di ponteggio, disinfestazione e colonne di scarico e ognuno di loro ha confermato di non aver mai ricevuto pagamenti da Scajola. Che da ieri, sembra aver cambiato idea sul proprio rapporto con Anemone.

  5. Un Esule scrive:

    Ma chi e’ sto coglione che copia e incolla? La smetti di scassare gli zebedei? Di quello che scrivi non frega niente a nessuno

  6. QR DeNameland scrive:

    Vabbeh, dai Caino… dire che tassinari e farmacisti son più potenti di Big Pharma è un po’ ridicolo e ne va della sua credibilità

    8)

  7. ciospo scrive:

    la cosa incredibile e’ che il buon professore e’ un liberale e in passato ha scritto molto criticando l’aumento delle tasse per risolvere nell’immediato i problemi di cassa.
    sosteneva che la soluzione dei problemi italiani sta nel ridurre i costi di gestione , di tagliare le spese.
    ha anche scritto a favore di interventi a modificare la struttura organizzativa dello stato.
    beh, non e’piu’ un giovinotto , si sara’ dimenticato.

  8. fabio scrive:

    ma basta caino…
    sei un tronfio trombone, e non sai quel che dici.
    come si fa a vivere circondati da gente che non sa quel che dice ?
    è una roba che fa cascare le braccia, veramente una vitaccia.
    questo ha la spocchia di un messia ed in ogni suo periodo puoi trovare almeno tre o quattro idiozie che mezza basterebbe.
    ma finiscila caino, lascia spazio a chi sà quello che dice.

  9. fabio scrive:

    l’unico che sa quello che dice in questo blog
    (me compreso)
    è liutprando.

    aboliamo lo stato, e poi saremo tutti felici.

  10. mario2 scrive:

    fabio, sei un po’ agitato; aumentano gli insoluti?

  11. antizecche scrive:

    Fabio: questo non è il vero Caino. Oddio, l’ho letto in diagonale (c’è un limite a tutto!) ma credo di poter dire che qui mancano i fondamentali.

    Quello vero avrebbe nominato 50 volte D’Alema, 37 Veltroni, 11 Bersani e 3 la Bindi per spiegarci quanto siano incapaci e brutti, la Bindi in particolare.
    Poi un paio di volte avrebbe nominato Monti, tanto per dare un tocco di attualità al suo livoroso pezzo anti Pd.

    Questo divaga e sbrodola articolesse come quello ma c’est pas pareil.

  12. fabio scrive:

    eh è vero.
    ultimamente sono un po’ nervosetto.

  13. cesare luigi scrive:

    Vige sempre la solita regoletta. Come fanno le grandi aziende? Dicono: c’è la crisi del mercato – sì, ma dopo che hanno spostato le produzioni altrove – e quindi, cari lavoratori, cassa integrazione! Che fanno le “grandi” banche? Dicono: c’è la crisi e così dismettono i dipendenti, alzano le commissioni e i tassi, di soldi ne danno pochi e a pochi. C’è la crisi, ma gli alti papaveri delle banche e delle aziende pubbliche si beccano stipendi folli e bonus elevatissimi. Se poi lasciano la poltrona, magari dopo fior di disastri, un pacco di milioni si portano via. C’è la crisi, ma forse la Rai non lo sa, e continua a riempire di soldi burattini e burattine. Mo’, son arrivati i “Pompieri di Viggiù” a spegnere l’incendio. Dicono: c’è la crisi, e quindi cari cittadini, tutti in bolletta. Manca un ultimo emendamento alla manovra: quello che obbliga tutti i cittadini ad andare in giro con le tasche rivoltate all’infuori per dimostrare che sono davvero vuote.

  14. Ciro scrive:

    Condivido molte delle considerazioni di Caino Mediatico: Questa manovra è “banale” perché non affronta i problemi e non fa altro che raschiare il fondo del barile con ulteriori tasse che impoveriranno (e soprattutto spaventeranno) i poveri cittadini italiani che come le tartarughine tireranno dentro la testolina e non mangeranno più.

    Quindi ulteriore frenata dell’economia: contrazione dei consumi nella recessione economica.

    Non vedo cosa avrebbe rischiato l’ottimo Professor Monti a dire ad esempio: c’è la crisi ma noi non possiamo licenziare gli statali, tuttavia i sacrifici li devono fare tutti quindi da ora in poi gli statali recupereranno le ore di lavoro straordinario con congedi dal lavoro. Non è più possibile pagare lavoro straordinario.

    Si risparmierebbero molti miliardi di Euro con questa semplice piccola accortezza.

    Poi ovviamente esistono forme di razionalizzazione e riorganizzazione che prendono pero’ più tempo ma almeno si puo’ cominciare ad impostare queste manovre.

  15. Ciro scrive:

    Altra cosa che si puo’ fare è abolire i trasferimenti ai patronati, ai sindacati ed ai partiti politici. sono un paio di miliardi all’anno

  16. ladricalciatoripadani scrive:

    Calcioscommesse, 17 nuovi arresti
    In manette l’ex capitano dell’Atalanta

    L’operazione, coordinata dalla procura di Cremona, costituisce la seconda tranche dell’inchiesta “last bet” che a giugno scorso ha portato in carcere 16 persone tra cui l’ex giocate della Nazionale, Beppe Signori

    ROMA – Nuova operazione contro il calcioscommesse: gli uomini delle squadre mobili di Cremona, Brescia e Bologna e del Servizio centrale operativo della Polizia stanno eseguendo 17 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip di Cremona. Tra gli arrestati ci sono anche almeno 5 giocatori in attività.

    L’operazione della polizia costituisce la seconda tranche dell’inchiesta della procura di Cremona ‘Last bet’ che a giugno scorso ha portato in carcere 16 persone tra cui l’ex giocatore della Nazionale, Beppe Signori e altri calciatori come Paoloni, Sommese e Micolucci.

    I 17 indagati, secondo l’accusa appartenti ad un’organizzazione criminale che truccava gli incontri, devono rispondere a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata alla truffa e frode sportiva.

    Il vertice dell’organizzazione a Singapore e le basi operative nell’Europa dell’Est: è la struttura dell’organizzazione transnazionale scoperta dalla polizia nell’ambito dell’indagine sul calcio scommesse. Secondo la procura di Cremona, al vertice c’era un certo Eng Tan Seet, detto ‘Dan’, che attraverso una rete di collaboratori a Singapore e nell’Europa dell’est lavorava per alterare incontri nei campionati italiani e in altri paesi.

    Le puntate relative alle scommesse sulle partite combinate, hanno inoltre accertato gli investigatori, venivano effettuate su siti Internet collocati prevalentemente in Asia e ritenuti più sicuri per evitare eventuali controlli sulle giocate.

    L’ex capitano dell’Atalanta Cristiano

    Doni è stato arrestato dalla polizia nell’ambito dell’inchiesta sul calcio scommesse.
    Doni, secondo l’accusa, sarebbe coinvolto nella combine di almeno tre incontri dell’Atalanta del campionato di serie B dell’anno scorso. Il giocatore della compagine orobica, assieme ad altri due indagati, Antonio Benfenati (gestore di uno stabilimento balneare a Cervia) e Nicola Santoni, ex preparatore atletico del “Ravenna calcio”, sarebbe coinvolto nella “combine” di due partite dell’Atalanta del campionato di calcio di serie B della scorsa stagione. Sarebbero comunque “diverse” le partite alterate dei campionati 2009-2010 e 2010-2011 di serie B, secondo quanto accertato dalla polizia nell’ambito dell’indagine sul calcioscommesse. All’inchiesta hanno partecipato anche le squadre mobili di Venezia, Bari e Lecce.

    Oltre a Doni, sono finiti in carcere perchè coinvolti nella combine delle partite gli ex giocatori Luigi Sartor (Parma, Vicenza, Inter e Roma) e Alessandro Zamperini (serie B, Lega Pro). In manette anche altri due calciatori ancora in attività: Carlo Gervasoni del Piacenza (attualmente sospeso) e Filippo Carobbio dello Spezia. I giocatori e gli ex, sostiene la procura di Cremona, sarebbero i referenti nel nostro paese dell’organizzazione, con il vertice a Singapore, dedita ad alterare i risultati delle partite. I quattro sarebbero stati corrotti per falsare i risultati degli incontri su cui l’organizzazione aveva scommesso forti somme di denaro.

    Nella seconda tranche dell’inchiesta ‘Last bet’ sul calcioscommesse, “le partite in esame sono prevalentemente quelle dello scorso anno. Quelle più clamorose riguardano la Serie B, sulla Serie A invece abbiamo elementi importanti che ci indirizzano verso quattro gare dello scorso campionato di squadre poi retrocesse, ovvero Bari, Brescia e Sampdoria. Su queste partite alterate transitavano scommesse con somme di qualche milione di euro”. Lo ha spiegato ai microfoni di Tgcom24 Marco Garofalo, capo Sco di Cremona, osservando: “Il meccanismo consiste in organizzazioni criminali internazionali con sede in Asia ed est Europa che agganciano individui italiani per alterare i risultati delle partite sulle quali avvengono scommesse con investimenti notevoli e vincite enormi. Siamo in una seconda fase dell’operazione, ma sicuramente le indagini andranno avanti”.
    (19 dicembre 2011)

  17. pirlaniaevade scrive:

    La Lega medita la disobbedienza civile
    “Giusto non pagare Imu-Ici nel Nord”

    La Lega Lombarda lancia una mozione per applicare al minimo la nuova tassa, ma non esclude l’invito ai cittadini a non pagarla del tutto.
    In buona sostanza, un invito ad evadere il pagamento delle tasse, così come fanno da sempre i padani…e dove sarebbe la novità? Dai Befera vaglia bene i conti correnti e troverai una pirlania piena di evasori…

  18. Verificare? E come? sguinzagliando investigatori che si mettono dietro l’angolo o arrivano all’improvviso dentro casa del malato per vedere se il fruitore della 104 è presente? Spendere ulteriori soldi ( sempre a carico nostro) per scovare il dipendente che invece se ne è andato a fare shopping? Se la 104 è stata data, sicuramente c’è un invalido al 100 % , e con la misera pensione che lo Stato gli passa per la sua infermità ( sempre a nostro carico) non possiamo scandalizzarci se un figlio o un fratello usufruisce in modo improprio di questi permessi.Piuttosto tutti i falsi invalidi che lo Stato ( cioè sempre noi) ha mantenuto in tanti anni dovrebbe farci riflettere ….Mi sembra una presa di posizione più velata di invidia verso chi almeno 3 giorni al mese può prendere questi permessi che, garantito, non sono piacevoli giornate di ferie,( vedi la dicitura ” i propri comodi”) considerando che comunque sono scalati dai premi incentivanti e sono decurtati dalla contribuzione. Potevano pensarci prima di darle così alla leggera. Or, chi ce l’ha, se li goda.

  19. dieta scrive:

    PUBBLICO IMPIEGO: Concorso pubblico per dirigente. Il Consiglio di Stato Sezione V, con sentenza 21.11.2011 n. 6135 , si occupa di quanto in oggetto per diversi aspetti. Tra l’altro, statuisce: “… per quanto riguarda le selezioni per l’accesso alla dirigenza, le amministrazioni locali non sono tenute ad un ineludibile rispetto ad litteram dell’elencazione delle categorie di personale legittimate a concorrere che si rinviene nell’art. 28 del d.lgs. 165/2001. Tali amministrazioni possono, invece, nell’esercizio della propria potestà statutaria e regolamentare, adeguare i propri ordinamenti ai principi del relativo capo, alla luce delle loro peculiarità, apportando alla detta elencazione i ragionevoli adattamenti che si reputino necessari…”. “Si deve però prendere atto che l’art. 28 d.lgs. n. 165 cit, considerato sub specie di fonte di norme di principio vincolanti per gli enti locali ai sensi del precedente art. 27, esprime un quid pluris rispetto al canone della necessaria effettività dell’esperienza professionale pregressa. Esso postula anche, difatti, l’esigenza che tale esperienza sia qualificata, e, soprattutto, sia stata maturata all’interno della P.A., o quantomeno in prevalente rapporto con essa” (tratto da http://www.publika.it – link a http://www.giustizia-amministrativa.it).

  20. [...] Da “The Frontpage” Pubblicato il 20 dicembre 2011 Ma che ti tassi? [...]

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