Sangria vs. italian dressing
Rajoy si è insediato l’altroieri, con un discorso i cui 10 punti salienti sono i seguenti.
1. Ley de transparencia. Sarà approvata una legge, entro marzo 2012, per consentire l’accesso ad ogni tipo di informazione relativa al Governo e allo Stato. Compreso il bilancio, che però dovrà “dire pane al pane e vino al vino”, cioè essere leggibile e intelligibile.
2. Riduzione delle spese dello stato di 16,5 miliardi di euro nel 2012. L’unico aumento che ci sarà è l’adeguamento delle pensioni al costo della vita. “Non ci saranno altri aumenti di spese, ma solo diminuzioni”. Rajoy ha ricordato che il debito pubblico, nel 2007, era al 37% del Pil, oggi è al 69% (e aumenterà ancora). Si farà la legge di stabilità, che prevede la riduzione progressiva del debito pubblico al 60% del Pil (oggi al 69) entro il 2020. Nessuna amministrazione pubblica potrà sforare più dello 0,4%. Si introdurrà il criterio di responsabilità dell’amministrazione pubblica e degli amministratori in caso di inadempienza.
3. Ristrutturazione del mercato finanziario. Che comprende fusioni, aumenti di capitali per garantire i depositi, ripulitura dei bilanci anche tramite la vendita (forzata) d’immobili di proprietà delle banche. Obbiettivo: pulizia generale del settore.
4. Soppressione e ristrutturazione di organismi pubblici, e fusioni degli stessi. Zero turn-over: ergo, meno statali a partire dall’anno prossimo. Gestione del patrimonio immobiliare dello Stato, tramite revisione degli affitti, compresi quelli pagati da enti pubblici. Nuovo modello di gestione delle televisioni pubbliche.
5. Adeguamento delle pensioni pubbliche. E’ l’unica voce del bilancio che aumenterà.
6. Riforma del mercato del lavoro. I giorni festivi saranno trasferiti al lunedì successivo. Fine dei “ponti”. Riforma della contrattazione collettiva, a favore di accordi locali e/o settoriali che garantiscano lo “óptimo para asegurar la competitividad económica”. Incentivi per la assunzione di giovani fino a 30 anni: esenzioni dei contributi fondo pensione per il primo anno. Ci saranno misure per “suprimir las prejubilaciones y poner freno a la «práctica abusiva» de hacer de la prestación por desempleo en los últimos años de la vida laboral un «mecanismo» de «prejubilación encubierta»
7. Incentivi fiscali fino a 3000 euro per le mini-imprese che assumono il primo dipendente. Pagamento dell’Iva solo a incassi fatture avvenuti. Imposta al 20% sui profitti d’impresa per aziende con fatturati inferiori ai 5 milioni di euro.
8. Riforma del mercato dell’energia, che porti alla riduzione delle tariffe (oggi solo due paesi hanno tariffe più care in Europa). Obbiettivo: migliorare la competitività delle imprese e far pagar meno i cittadini, che così avranno più soldi in tasca da rimettere nel circuito economico (su tFP abbiamo trattato il tema dieci giorni fa). Potenziamento del turismo.
9. Interventi massicci in Agricoltura e nella Protezione ambientale.
10. Riforma drastica della scuola, con potenziamento della conoscenza delle lingue, e riduzione del tasso di abbandono dell’università (oggi al 30%). Obiettivo immediato è migliorare i risultati dell’apprendimento, poiché è dimostrato che gli studenti spagnoli sono “muy mediocres en las pruebas internacionales de conocimiento como el informe PISA.” E una scuola inefficiente non è tollerabile in nessun paese industrializzato.
I punti fermi di questo programma sono: riduzione del deficit, riduzione del debito, incentivo alla crescita, riduzione dello Stato, adeguamento solo delle pensioni al costo della vita. E paragonatelo a quello di Monti. Solo tasse. Con recessione in vista.
Ieri si è tenuta l’asta dei Bot spagnoli a 3 e 6 mesi. Collocati 5,64 miliardi contro una previsione di 4,5. Interessi scesi dal 5,11% all’1,735% circa.
Non pare dunque ci sia alcun bisogno di super-tecnici (già diventati politici esperti) e di sospendere la democrazia: basterebbe che i politici si mettessero a fare quel che devono. Certo non serve scomodare il preside della Bocconi se si vuol aumentare il prezzo della benzina. Per la bisogna basterebbe e avanzerebbe il trattorista di Bisaccia di Montenero.
Nota: i 10 punti illustrati, si capisce, non sono nulla di trascendentale. Ma puntano in una direzione che non è quella solita italiana (le tasche dei cittadini), ma al dimagrimento dello Stato ed ad un recupero di competitività, che vuol dire lavoro. E, come ha sottolineato Rajoy: senza lavoro non c’è dignità.
Mario Giardini


[...] Vai a vedere articolo: Sangria vs. italian dressing [...]
Il PIL spagnolo e’, in buona parte, legato al turismo pezzente anglosassone, e ai pensionati sempre nordici.
Visto che in UK stanno tagliando il generoso assegno di disoccupazione ai suddetti pezzenti, non so se le misure saranno sufficienti….
viva espana!
purche’ se magna?
Forse le misure non passeranno, ma se le facessero anche da noi, potremmo solo guadagnarci. In fin dei conti, sono argomenti su cui si discute da anni e che qualche politico aveva anche ipotizato. Sottolineo: ipotizzato.
Rajoy ha la maggioranza assoluta alle Cortes.
Beato lui!!!
Non deve mercanteggiare con gente da poco, che alza il prezzo, come certi dei nostri.
Anche la Grecia è legata al turismo, “pezzente” o meno.
Mi hanno colpito gli stipendi dei greci sentiti in tv ieri sera.
impiegato statale 800 euro
insegnante 900 euro
medico ospedaliero 1000 euro
speriamo che Monti si legga le notizie dalla Spagna, magari potranno essere oggetto di ispirazione.
In Italia cari Amici tutti non servirebbero neanche i tagli. Basterebbe solo eliminare lo spreco, lo sperpero del denaro pubblico per diventare di colpo ricchi.
Da noi c’è veramente lo spreco delle risorse, i soldi buttati, regalatio a parassiti e profittatori. Lavori appaltati e pagati il doppio del valore, opere pagate e mai realizzate, gente pagata per fare un lavoro che non esiste e che invece fa un altro lavoro.
Quindi da noi niente tagli la sola attenzione del buon padre di famiglia (o di una buona casalinga) sarebbero sufficienti a risolvere il problema. Senza manovre senza tensioni e senza alcun taglio.
Fase 1: salasso non per i ricchi e antievasione.
Fase 2: tagli ai costi improduttivi e crescita economica per il momento non pervenuti.
Si resta in trepida attesa .
Pensieri in libertà (finchè non verranno tassati anche quelli)
Mi basterebbe che in italia si attuasse anche solo il punto 1.
Esiste babbo natale, la befana e la fase due.
Il naranja, che parla e straparla, non lascia la spagna: che sia il più furbo di tutti?
leggo sulla stampa che i dipendenti della regione sicilia, ad oggi, possono andare in pensione con 25 anni di contributi.
pare che la legge regionale verra’ modificata…..ovviamente si e’ aperta la corsa degli “aventi diritto” per andare subito in pensione con i 25 anni.
chissa’ se questo rientra negli sprechi o nelle prese per i fondelli?
Ciospo
Fosse vero è un invito a prendere a fucilate tutti quelli che stanno nel palazzo dei Normanni.
Manovra, oggi il voto di fiducia al Senato Monti: “Non è vero che pagano i soliti noti”
Allora si dovrebbe almeno sapere i nomi degli ignoti.
“Viale Mazzini spende più di un milione di euro per assicurarsi le performance di Bobo Vieri e Gianni Rivera nello show Ballando con le Stelle. Nel dettaglio, a Bobogol andranno 630mila euro. La conduttrice, Milly Carlucci, lo difende: “E’ un artista e ci porterà soldi”.
Ragazzi, invitate un artista per il cenone, vi porterà tanti soldi.
Roberto1: grossa coalizione all’italiana, anche se a livello regionale Emilia-Romagna (tortellini e piadina)
“Barricata bipartisan contro i tagli alla casta. A favore solo il Movimento 5 stelle
In Emilia Romagna centrosinistra e centrodestra respingono la mozione, Lega e Terzo Polo si astengono sulla proposta di riduzione dei costi della politica attraverso il divieto di accumulare il doppio vitalizio”
Il problema è che, chi siede a Palazzo dei Normanni, è lì perchè votato e, probabilmente, lo sarebbe di nuovo domattina, se si rivotasse.
Altro problema della Democrazia è dell’indispensabilità del Palazzo dei Normanni, e della necessità, di frequente e metodicamente, di cambiarne gli inquilini.
Dare un senso al “pro tempore”, evitare la “sindrome da loctite”.
I culi incollati a vita alle sedie.
Prodi: “Gli indignados hanno ragione, oggi la redistribuzione del reddito è iniqua”
Ad iniziare dalle sue pensioni.
Nel suo intervento al Senato per la fiducia alla manovra, il premier Mario Monti invita gli italiani ad “avere fiducia” e a sottoscrivere Bot e Bpt.
Solo una domanda: l’invito è rivolto ai soliti ignoti o ai soliti noti? Questi ultimi avranno qualche problemino a sottoscrivere bot e bpt.
Carissimi Amici tutti questi non si sono ancora resi conto che tra poco la gente andrà a snidarli dalle loro poltrone con le buone o con le cattive.
Quando un popolo ha conosciuto il benessere non lo puoi far tornare indietro e qui stiamo affondando.
E affondiamo perché pochi, anzi pochissimi prendono tantissimo e lasciano ai molti solo tante promesse e nulla di reale.
Vi rendete conto che Milanese ha fatto girare sul suo conto 6 milioni di Euro in pochi anni? Quello che guadagnano una decina di persone ben remunerate in una intera vita di lavoro. Basta questo per far pensare.
Ribadisco qui non è questione di tagli ma semplicemente di turere le falle da cui stiamo perdento cosi tante risorse.
@Ciro
Non sono d’accordo. Le falle sono troppe e non abbiamo resina di qualità per operare.
Come ha scritto lei… abbiamo i “Milanese” (di nome ma non di fatto) e abbiamo… tanto altro. Sigh!
Occorre “rifare” gli italiani.
Il caro Max, che disse sarebbe stata la “fase due”… beh, spiace dirlo…ma ha preso una cantonata.
Visto che L’Agenzia delle Entrate ed il fisco in generale sono necessariamente sempre più invasivi, non si potrebbe costituire un’Agenzia delle Uscite ?
Buona questa dell’Age Uscite: foora di ball chi spende e spande vedi Rivera e Vieri che si beccano 1 milione di € alla faccia della crisi IMU DA NON PAGARE
le
L’idea non è mia, ma sarebbe d’accordo anche la Corte dei Conti, pare.
http://www.linkiesta.it/contro-falsi-invalidi-e-caste-varie-serve-l-agenzia-delle-uscite
Fate in modo che questo articolo con i dieci punti arrivi all’ufficio di presidenza de consiglio e già che ci siamo anche a quello della presidenza della repubblica.I professori, in questo momento, hanno bisogno di trovare chi gli fa copiare il compito. L’abbiamo trovato. LO spagnolo Rajoy.
Giusto, ma copia va inviata anche a Luke Skywalker, per stare sicuri.
Solo un ipocritone e imbroglione come Prodi poteva carezzare il pelo degli “Indignados” in quel modo.
Proprio lui, creatore “scientifico” del precariato “inamovibile” in Italia.
Per il resto, continuo ad essere fedele alle mie simpatie filo-germaniche.
La Spagna ha relativamente pochi abitanti, rispetto a noi ed un’economia che, non dimentichiamolo, guarda la nostra con un cannocchiale bello lungo.
La Germania ha dimostrato, ancora una volta malgrado le teorie bislacche di Prodi, che con il manifatturiero si può crescere e mantenere un tenore di vita consono ad un paese civile e maturo, senza alcun bisogno di inseguire al ribasso le condizioni di vita e di stipendio, nonchè normative, di India o Cina.
Con i debiti non si va da nessuna parte. Quest’anno si sono fatte manovre per decine di miliardi di euro. Tutte intese a permettere il mitico pareggio di bilancio. Che è una truffa: perché si pareggia il bilancio anche quando il governo sequestra il 100% del PIL. Basta non spendere un euro in più e diventiamo tutti economicamente virtuosi agli occhi dell’Europa.
Non un solo euro delle decine di miliardi prelevati dalle nostre tasche è andato a ridurre il debito. Non si ‘ ritenuto necessario neppure il fare la promessa di studiare la maniera per abbassarlo e, finalmente, azzerarlo.
E gli italiani? Zitti: ci sono i tecnici. E prima? Zitti: c’erano i politici. E prima ancora? una buona parte seduti al tavolo con loro a mangiarsi il paese.
Naturalmente: la stessa parte che rifiuta di alzarsi e di rendersi conto che la festa è finita.
La cosa folle che il governo del dott prof rett senat president ci obbliga alla miseria nera costante poichè noi non potremo mai più abassare le tasse
???
Che confonda deficit e debito?
Mah ….
Il problema della Spagna è lo stesso che attanaglia tutti i paesi che utilizzano €.
La Spagna ha denominato il suo debito pubblico in una moneta estera, l’€, che non emette. Questo significa che la Spagna è destinata a falirre, come tutti i paesi €.
Tutte le misure sopra descritte, sono specchi per allodole.
Addirittura si diminuirà la spesa a deficit, pratica disastrosa poiché il debito pubblico è l’attivo dei cittadini. Cosi facendo, li si renderà tutti più poveri.
Luca Ricolfi, su La Stampa, oggi 31
“Non conosco la risposta a queste domande, ma un’ipotesi l’avrei. Più che un’ipotesi è un dubbio, o un tarlo. Detto nel modo più crudo, il tarlo è questo: non sarà che, ci piaccia o no, nei momenti di crisi la mente dei mercati funziona molto diversamente da come se la immaginano politici ed autorità europee?
Per essere più precisi. Non sarà che i mercati danno poca importanza all’entità degli aggiustamenti di bilancio (i saldi della manovra) e molta importanza alla sua composizione? Non sarà che, nella seconda metà di novembre, in Spagna e in Italia sono avvenuti due cambiamenti che i mercati giudicano in modo opposto?
In Spagna c’è stato un cambio di governo, da sinistra a destra, che promette di aggiustare il bilancio prevalentemente dal lato della spesa, alleggerendo vincoli e pressione fiscale sulle imprese. In Italia c’è stato un cambio di governo da destra a «non-destra» che, nonostante il contesto in cui operano le nostre imprese sia molto più sfavorevole di quello spagnolo, ha già dimostrato di puntare il grosso delle sue carte sull’aumento delle tasse (come succedeva con il precedente governo). E’ vero che la manovra Monti prevede sgravi fiscali sulle imprese per 2,5 miliardi, ma tali sgravi sono annullati dalle molte misure che aumentano i costi di produzione di lavoratori autonomi e imprese, come la maggiorazione delle aliquote contributive, le nuove imposte sugli immobili, gli aumenti del costo dell’energia.
Forse, se i mercati hanno punito l’Italia non è nonostante la manovra di Monti, ma – in un certo senso – a causa di essa. La credibilità di Monti, la sua serietà, il suo coraggio, non sono bastati per la semplice ragione che i mercati hanno colto l’impianto recessivo della manovra, nonché il carattere tuttora evanescente della cosiddetta «fase 2», quella che dovrebbe rilanciare la crescita. Spiace doverlo constatare, ma in fatto di crescita i mercati paiono credere poco agli annunci dei governi, e abbastanza alle previsioni dei grandi organismi internazionali, tipo Ocse o Fondo Monetario Internazionale.
E tali previsioni parlano chiaro: per la Spagna la crescita attesa del Pil nel 2011 è stabile a +0,8 e quella del 2012 resta positiva (+0,5). Per l’Italia la previsione 2011 è già stata ridotta di mezzo punto (da +1,1 a +0,6), mentre per il 2012 si prevede una contrazione del Pil, pari a -0,5 secondo l’Ocse e addirittura a -1,6 secondo il Centro Studi Confindustria.
Che sia per questo, perché hanno capito che in Italia – chiunque governi – la crescita è solo uno slogan, che i mercati continuano a non fidarsi di noi?”