Una guerra a colpi di rating
Martedì 17 gennaio
Standard & Poor’s declassa anche il Fondo salva-Stati. “La crisi è molto grave” dichiara il presidente della Bce che chiede ai Paesi con la tripla A di aumentare i loro contributi.
E intanto, via libera di Alfano, Bersani e Casini ad una mozione che rafforzi la posizione del governo Monti al prossimo consiglio europeo. Ma sul sostegno all’esecutivo Pd e Pdl precisano: non siamo una maggioranza politica.
Liberalizzazioni, i benzinai proclamano sette giorni di sciopero. Il decreto è atteso per venerdì.
Equitalia, esplodono due ordigni davanti alla sede di Napoli. A Roma quattro manichini “impiccati” all’ingresso degli uffici per ricordare i recenti casi di suicidio per debiti.
Ue, declassamento del Fondo salva –Stati
La Repubblica
Draghi: “Crisi molto più seria puntare su crescita e lavoro” S&P declassa il Fondo salva – Stati di Andrea Tarquini, a pag. 2/3
La Stampa
Sarkozy in difficoltà fa saltare il vertice a tre di Alberto Mattioli, a pag.11
Corriere della Sera
Quella ferita aperta del declassamento che ha reso “insostenibile” l’incontro di Stefano Montefiori, a pag.14
La Repubblica
L’Europa – ritardi, armi spuntate, incubo Grecia e la moneta unica torna in bilico di Ettore Livini, a pag.3
La Stampa
Monti vede i leader Ok dei partiti a una mozione Ue di Antonella Rampino, a pag.12
Liberalizzazioni
Corriere della Sera
Avvocati, benzinai e tassisti il giorno della grande protesta di Dino Martirano, a pag.16
La Repubblica
I carburanti – benzinai pronti alla serrata di sette giorni ecco cosa serve per fare scendere i prezzi di Luca Pagni, a pag.7
Il Messaggero
Int. a Susanna Camusso – “Il governo non tratta e non c’è crescita” di Luciano Costantini, a pag.12
Corriere della Sera
Tassisti e orefici guadagnano meno degli operai di Giovanni Stringa, a pag.18
Politica interna
Corriere della Sera
Scontro con Maroni e Bossi sbottò: potrei dimettermi di Marco Cremonesi, a pag.21
Il Riformista
Ridefinire consistenze e affinità dei partiti di Emanuele Macaluso, a pag.1
Libero
Int. a Flavio Tosi – “E’ la base che decide capo e alleati” di Francesco Specchia, a pag.8
Italia Oggi
Il patto del Vomero di Antonio Calitri, a pag.11
La Stampa
Palermo sommersa da debiti e rifiuti e il sindaco se ne va di Laura Anello, a pag.17
Giustizia e inchieste
Corriere della Sera
Equitalia, scoppiano tre bombe di F. S., a pag.25
La Repubblica
“Voti comprati, l’ombra della ‘ndrangheta” le accuse del gip e l’incarico al figlio di Romani di Sandro De Riccardis e Emilio Randacio, a pag.19
Corriere della Sera
“Aritmia da stress” il processo Mills vicino a prescrizione di Luigi Ferrarella, a pag.27
La Stampa
Per Sofri è arrivato il “fine pena” di Maria Vittoria Giannotti, a pag.24
Corriere della Sera
Le strane consulenze dell’ex uomo di Alemanno di Sergio Rizzo, a pag.19
Ambiente
Il Gazzettino
Clini: basta grandi navi a Venezia di Dina Paolo Navarro, a pag.7
Il Messaggero
Il disastro ambientale che minaccia il nostro mare di Folco Quilici, a pag.1
Europa
Coste a rischio e nuove regole di Roberto Della Seta e Francesco Ferrante, a pag.1
Economia
La Repubblica
Imprese in ginocchio per la crisi fallimenti cresciuti del 61,7% di Vanessa Quinto, a pag.25
Corriere della Sera
Inflazione in un anno su del 3,3% spesa, raddoppiano gli aumenti di Stefania Tamburello, a pag.20
Esteri
Corriere della Sera
Per Romney ormai è corsa solitaria lascia anche il moderato Huntsman di Paolo Valentino, a pag.23
Avvenire
Pakistan, cristiani sotto assedio un anno terribile di Stefano Vecchia, a pag.17


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Altro schiaffo a Monti Alla sua richiesta d’aiuto Berlino risponde picche
Dopo lo schiaffo ricevuto da Sarkozy (che ha annullato il vertice trilaterale sulla crisi), Monti incassa quello di Berlino. Il suo appello a fare di più per ridurre i costi di finanziamento sul mercato è andato a vuoto.
Eh sì, col soviet napoletano di Monti-Ceausescu dà all’Italia una credibilità invidiabile.
Sì, quanto il comandante della Costa Concordia.
La crisi c’era, c’e, ci sarà, con o senza le agenzie di rating, con o senza il momentino di calma delle feste. La crisi è gravissima, è stata precipitata dalla crisi del subprime americano ma era lì che attendeva di esplodere. È la crisi di un’area di moneta unica che, se non oggi, domani sarebbe comunque scoppiata. È la crisi di un Italia gestita da schifo da ormai più di trent’anni. È la crisi dell’occidente che si impoverirà senza rimedio durante i prossimi vent’anni almeno. Crisi nella crisi: nessuno, o quasi, spiega chiaramente dove siamo, perché ci siamo, cosa rischiamo, la portata degli eventi e la smisurata dose di cambiamenti necessari per vivere tutto questo. Poi, se ci fa comodo scaricare colpe su Moodys, avanti. Ma è solo fumo, fuffa, scorza superficiale.