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Ladri di braciolette

Posso fare a meno dello yogurt e della margarina; anche del latte parzialmente scremato. Vabbé, mi farò bastare la mezza confezione di caffè che ho in casa. Questo penso in fila alla cassa del discount. Ho una spesa ridicola, contro le 12 bottiglie di olio di semi e le due confezioni da sei di passata di pomodoro degli altri avventori.

Gli scaffali del supermercato, specialmente il banco frigo e il reparto surgelati, sono vuoti. Per vuoti, intendo senza alcun prodotto. I miei concittadini paiono vittime della sindrome da day after. Il reparto ortofrutta mostra dei tristi carciofi e due verze anemiche. Non mi sconvolge più di tanto perché sono una stratega del creative eating event (leggi: l’arte del riciclo alimentare in modo fantasioso).

Percorro la litoranea per andare a cena da un’amica, vorrei godermi la vista del mare. Per essere un sabato sera, le strade principali della città – Messina – sono insolitamente libere. Due volanti della polizia, sirene silenti e lampeggianti, sono ferme di fronte un distributore di benzina – chiuso. Duecento metri più avanti, una fila scomposta di auto mi impedisce di proseguire. Macchine parcheggiate in seconda e terza fila, con dentro intere famiglie; sedicenti ragazzotti muniti di taniche e bidoncini da 20 litri hanno circondato lo spazio di un distributore di carburante nell’attesa che arrivi – si dice – l’autopompa.

Anche qui, due volanti della polizia che mal gestiscono l’ordine pubblico. Sono ferma, non so per quanto. Gli automobilisti, intanto, mangiano focaccia seduti sul cofano e con gli sportelli aperti. C’è qualche momento di tensione, qualche malumore, qualche rutto e tanta buona musica da discoteca. E io aspetto che si liberi la corsia per proseguire. Alla cena, le defezioni degli invitati superano il numero dei presenti: avevano poca benzina, non se la sentivano di uscire. L’argomento carburante è il Leitmotiv tra la lasagna e la Sacher (non ho cucinato carne che di questi tempi, non mi fido). Qualcuno rivela di aver saputo che, in un quartiere della città, illuminati individui rivendono la benzina.

Un’amica che lavora a Palermo racconta di aver trascorso 5 ore in treno per una protesta del settore ittico. Il tabaccaio mi suggerisce di “fare scorta” di sigarette che qui non si sa come finisce. Un fornitore mi chiede di spostare un incontro importante – a data da destinarsi – perché i caselli autostradali sono presidiati. L’operatrice della banca fa spallucce: ha un problema col terminale e il tecnico non può venire perché non ha carburante. La maggior parte delle scuole giustifica i ritardi degli alunni causa forza maggiore. Prima di andare – a piedi – a comprare le sigarette, mi siedo e scrivo un post.

13 commenti a “Ladri di braciolette”

  1. [...] Link fonte: Ladri di braciolette [...]

  2. QR DeNameland scrive:

    Carino, complimenti. Però non si capisce bene se sei favorevole o contraria a questi fornconisti. A me, per averlo visto per circa 15 secondi al tg, il leader m’è piaciuto. Eppoi il Lombardo non è che mi piaccia poi tanto e capisco chi lo vorrebbe infilare con un forcone. Però, ammetto, è un po’ poco.

    E allora non mi resta che chiederti quanta creatività ti è servita per fare la Sacher con alimenti riciclati :-)

  3. antizecche scrive:

    Hai capito!
    uazzamericanboy, lo sputasentenze non richieste che ce l’ha a morte con i mozz’orecchie, quello del garantismo peloso come l’ha definito Liutpranda, s’è convertito al forconismo e vuole strippare Lombardo!

    Tutto per aver visto per 15 secondi al tg un capopolo arrabbiato! Più che uazzamericanboy mi sembra banderuolaboy.
    8)

  4. cherryon scrive:

    @qr, poco importa se sto o meno con i forconi; racconto la parte che non “inforca”. la sacher è stata acquistata presso una pasticceria di Messina.

  5. MAURO1 scrive:

    Fanno bene i forconi!!!! Ma bloccare i tir e far finire la benzina è metterlo in culo al popolo. Bisogna bussare a certi campanelli e salire certe scale…… Solo così, presa un abella paura e magari una bella ripassata di calci in culo, certi potenti metteranno la testa a posto!!

  6. Ciro scrive:

    Non credo che questo possa servire a qualcuno solo un ulteriore danno economico enorme per l’isola.

  7. un Esule scrive:

    Il danno per l’isola e’ la poltica siciliana.

  8. Ciro scrive:

    non credo che qualc’uno piangerà per i danni alla politica siciliana :)

    Ma certamente il danno economico in questo momento puo’ essere letale. Specie per il settore ortofrutticolo ed il turismo (anche se è bassa stagione).

  9. sophia colpiacca scrive:

    Vorrei sentire CSR sull’argomento.

  10. fabio scrive:

    mi associo a sophia, ci vorrebbe il parere di CSR.

  11. Roberto 1 scrive:

    Sabato scorso sono andato a fare la spesa con mia moglie.
    I banconi della frutta e verdura erano pieni di roba, come sempre, anche se alcuni cartelli “sinistri” facevano bella mostra, qua e là.
    “Ci scusiamo con la clientela, ma visto il protrarsi degli scioperi non possiamo offrire merce italiana”.
    E vai con mandarini e altro spagnoli e di altri paesi.
    Il pianto del coccodrillo: finalmente la grande distribuzione si è liberata di quei rompicoglioni dei produttori Italiani.
    Ma “ci dispiace” tanto, davvero tanto!
    Per il resto, le “jaqueries” di ogni tempo e spazio lasciano il tempo che trovano.
    Anzi, come direbbe Vendola o Cremaschi, “fanno il gioco dei padroni”.

  12. sophia colpiacca scrive:

    Non so da voi, ma qui già c’è la fila alle pompe..

  13. fabio scrive:

    a me hanno bloccato tutte le spedizioni, sia in partenza che in arrivo.

  14. Ciro scrive:

    Poveri noi, povero Paese. Se non si riesce a capire che questo suicidio di massa non serve assolutamente a niente…

    Come mai Monti non va in televisione, magari accompagnato da Berlusconi, Bersani e Casini a spiegare che cosi si distrugge l’economia di un Paese. Per ottenere cosa? Questa gente cosa viole, come pensa di ottenerlo.

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