“Schettino? Il problema sono le Capitanerie”
Schettino codardo, vigliacco, unico e imperdonabile responsabile del disastro. Ma siamo sicuri che nel naufragio della Costa Concordia non siano in ballo altre responsabilità? Che non ci siano altre omissioni oltre quelle imputate a Schettino? Ne è convinto l’unico comandante che ha deciso di parlarci (con la garanzia dell’anonimato). Non conosce Francesco Schettino, ma da 30 anni fa lo stesso mestiere.
“Il mio collega Schettino ha commesso un tragico errore sopravvalutando le sue possibilità. Avvicinarsi così alla riva è stato un eccesso di sicurezza e una leggerezza imperdonabile. Ma ciò non toglie che in questa vicenda non si può parlare di un’unica responsabilità. Ci sono troppi attori in gioco.”
Si riferisce alla Costa Crociere e alla Capitaneria di Porto?
Sì. Vada su YouTube, è pieno di filmati di navi che passano a poche centinaia di metri da terra! Non facciamo gli struzzi! Fare l’inchino è una delle più belle tradizioni marinare! Lo si fa per salutare una moglie, una fidanzata, un paese. Lo si fa davanti a Camogli per salutare gli ospiti della Casa del Marinaio, una sorta di pensionato per marittimi. Ci si avvicina e si suona. Sono tradizioni vecchie come il mondo! Ma vanno fatte con tutti i margini di sicurezza. Né la Costa, né le Capitanerie di Porto interessate possono oggi dire di non sapere. Per tutti era solo un gioco e così è stato gestito. Un gioco folle che nessuno ha fermato.
E’ vero come dice l’ad di Costa Pierluigi Foschi che i comandanti hanno uno strapotere?
A questa domanda sorrido. Questo poteva valere fino ad alcuni decenni or sono, quando le comunicazioni terra-bordo erano sporadiche e molto difficili. Oggi ogni decisione presa da un Comandante è frutto di pressioni quando non ricatti da parte dell’armatore. Non dimentichiamo che parliamo di un lavoro in cui non esiste la giusta causa! (E a terra vi scandalizzate per la soppressione dell’art. 18!)
Però il comandante è responsabile penalmente delle sue scelte.
A maggior ragione allora! Lei crede che Schettino si sarebbe esposto al pubblico ludibrio per abbandono della nave (il Gip nell’ordinanza sottolinea il fatto che Schettino non sia scappato) se non gli fosse stato “suggerito” da terra? Dopo l’impatto Schettino chiama l’Unità di crisi e da quel momento ogni suo atto è stato concordato con gli uffici della Costa. Cosa ci fa escludere che non gli abbiano consigliato di attendere a dare l’ordine di abbandonare la nave, di scendere a bordo di una scialuppa a controllare dal mare l’entità del danno o magari, perché no, per poter parlare più liberamente senza le inevitabili registrazioni di bordo? Secondo il codice di navigazione quando dai il mayday perdi la proprietà della nave. Si rende conto che significa per un armatore perdere una nave del genere e consegnarla alle autorità portuali?
Ecco, le autorità portuali. Proprio lì l’Italia ha trovato un eroe da contrapporre al codardo Schettino.
Un eroe che viene a sapere dai Carabinieri di Prato che nelle acque di sua competenza una nave con più di 4000 persone a bordo è in difficoltà!
Però la telefonata tra Schettino e De Falco parla chiaro.
Quella telefonata è sconcertante nei toni e nei contenuti. Nei toni perché sono stati un semplice esercizio di potere che nulla hanno portato di concreto allo svolgersi dell’emergenza; nei contenuti perche gli “ordini” dati da De Falco avevano un che di grottesco e sembravano dati da persona che non aveva ben capito lo scenario in cui si stava operando (“mi dica quante persone sono rimaste a bordo divise per bambini, donne ecc..!”) Voleva un appello per alzata di mano su una nave inclinata di 90°?
Cosa avrebbe dovuto chiedere De Falco?
Credo che l’unica domanda per la quale doveva esigere una risposta era chi stava dirigendo da bordo le operazioni di abbandono nave (immagino il safety officer), e se fossero tra di loro in contatto radio. Domande fondamentali ed elementari che De Falco non ha fatto.
Secondo lei dunque c’e’ qualcosa che non ha funzionato quella notte nella Capitaneria di Porto di Livorno?
Non ero presente quella notte ma so che le Capitanerie di Porto hanno il sistema A.I.S. Un dispositivo presente anche sulle navi che registra informazioni e tratte delle imbarcazioni. Se lei legge i brogliacci vede che c’è scritto che alle ore 22.00 secondo l’A.I.S. c’era “traffico marittimo regolare”. Eppure non solo la Costa Concordia era già fuori rotta, ma aveva già impattato gli scogli!
E’ possibile che nessuno in Capitaneria monitorasse il traffico?
Non lo so. So che è strano che alle ore 22.06, sei minuti dopo la telefonata dei Carabinieri di Prato la Capitaneria di Livorno chiama la Capitaneria di Savona per sapere se era partita una nave da lì? In Francia una cosa del genere non sarebbe mai potuta accadere.
Perchè in Francia no?
In Francia se rallenti solo di poco ti chiamano immediatamente per sapere se è tutto ok. Mi è capitato di ritrovarmi con un guasto al motore e i francesi hanno avvisato il nostro Ministero a Roma che una nave italiana diretta a Cagliari aveva problemi in macchina. Eccesso di zelo o accurato controllo di ciò che avviene in mare?
Da noi le Capitanerie controllano, ma le loro visite ed ispezioni a bordo delle navi non si traducono mai in soluzioni drastiche nei confronti dell’armatore (esistono navi in Italia dove non farei mai salire un mio famigliare). Devono poi controllare e vidimare le attestazioni varie che stanno a certificare la competenza dell’equipaggio nelle varie situazioni di emergenza. Queste attestazioni vengono rilasciate da enti riconosciuti dalle Capitanerie stesse, spesso gestite da ex uomini della Capitaneria, da loro parenti e amici e, normalmente, si riducono ad una settimana di corso con costi elevati (a nostre spese), vitto e alloggio (a nostre spese), che non aggiungono professionalmente nulla a quanto viene quotidianamente insegnato a bordo. Insomma, una sorta di gabella per fare arricchire qualcuno. Una certificazione importantissima ai fini burocratici ma senza nessuna sostanza. Sono cose molto gravi quelle che sto dicendo, ma rispondono ad una verità incontestabile, mi creda.
Ahi, dimenticavo, capetti e capoccioni delle Capitanerie vengono spesso a bordo anche nel periodo estivo. Ma solo per elemosinare il passaggio o la cabina gratis per le loro vacanze in Sicilia o in Sardegna o chissà dove. E magari anche per gli amici.
Questi sono gli eroi.


Operazione verità! Il mio plauso!
Mi sorge un dubbio : è già arrivato il momento per dare un bel premio a Schettino e una severa punizione a De Falco ?
‘Queste attestazioni vengono rilasciate da enti riconosciuti dalle Capitanerie stesse, spesso gestite da ex uomini della Capitaneria, da loro parenti e amici e, normalmente, si riducono ad una settimana di corso con costi elevati (a nostre spese), vitto e alloggio (a nostre spese), che non aggiungono professionalmente nulla a quanto viene quotidianamente insegnato a bordo’
Mi credete se vi dico che è la prima cosa che ho pensato? Maledetta corruzione, maledetto nepotismo!!!!!!!!!!!
Certo che Schettino non è l’unico responsabile, questo si era capito subito direi. Lo “strabismo” dei Vigili del Mare è corresponsabile.
Poi lui… vabbè insomma ha preso paura e io non condannerò mai uno che sbaglia per paura… al massimo lo potrei condannare per incapacità… ma non vorrei mai essere quel giudice.
Temo però che finchè un anonimo signore per dirci cosa combinano questi tizi debba essere GARANTITO che sarà rispettato il suo anonimato per evitare ripercussioni… insomma non cambierà nulla.
Io direi maledetta omertà.
Ma… da un Paese nato e cresciuto sulla menzogna che vogliamo aspettarci? Che cambi qualcosa?
Io la vedo dura e io passo per essere un’ottimista.
E perché la “garanzia dell’anonimato”…quanto poco mi piacciono quelli che parlano sotto anonimato.
Tra l’altro dicendo cose che non mi paiono proprio “indicibili” anzi, bah!
L’anonimato di questo comandante conferma una cosa: i comandanti sono ricattabili dall’Armatore, tenuti dalle palle per dirla con un francesismo.
Ed è questo il punto di tutta la vicenda di Costa Concordia. Alla fine Schettino è stato codardo perché si è piegato alla logica del suo armatore (sacrificando delle vite!) il datore di lavoro, quello che ha potere della sua vita.
“non hanno l’art.18
”
Chiaramente l’anonimo, presunto, comandante, e’ un cacciaballe.
O, probabilmente, come tutti i comandanti dei mercantili e’ un profondo ignorante, almeno del codice della navigazione.
Per me il presunto comandante è il cugino della Chirico.
@un esule
Perchè?
Mi sorge il dubbio che quest’intervista sia una bufala costruita ad hoc, ci sono troppe stranezze …
Molto molto interessante. Conferma molti dei dubbi che avevo già espresso su questo sito
Mi sorge il dubbio che non ci siano dubbi : se l’intervista conferma i dubbi di QR allora vuol dire che è una bufala al 100%
intervistatore ed intervistato anonimi. valore intervista = 0
per me l’intervistatore potrebbe benissimo essere rondolino e l’intervistato velardi…
@Angela, perche’ cosa?
La bufala e’ che capita che qualcuno abbia frequentato l’ambiente, dove Comandanti e Direttori lucrano sul bunkeraggio per intascare le differenze di costo o di consumo, Ufficiali che fanno la cresta sul cibo, caccia ai marittimi, anzi presunti marittimi, che costino praticamente nulla….
Armatori fraudolenti, non la Costa, che ordinano a pochi fidati membri dell’equipaggio di auto affondarsi in mezzo allo Ionio anche solo per intascare l’assicurazione di una nave che nulla aveva piu’ di seaworthy…
Comandanti che oltre a fare una cacchiata, che puo’ capitare a chiunque, non conoscono i loro doveri…
Lo dico fin dall’inizio, Schettino e’ il cattivo della storia perche’ ha trascurato il suo dovere. E il codice non gli lascia scampo, se non dimostrando che in quel momento era incapace di comandare.
I militari della CP avranno pregi e difetti, ma de Falco sapeva prima della telefonata dove era Schettino. Un marinaio SAR era gia’ a bordo e si era accorto che il comandante era su uno scoglio, in borghese, con PC e cellulare. Asciutti.
@Esule,
“Un marinaio SAR era gia’ a bordo”
Dove ha appreso la notizia?
Schettino ha sbagliato e su questo non ci piove,ma la CP non è immune da altri errori.
Chi era al comando della nave (ed addirittura presente in plancia) e responsabile di una manovra azzardata che ha portato la nave a urtare gli scogli? Chi è era al comando dopo l’urto fino all’ ordine di abbandonare la nave? chi è sceso a terra senza assicurarsi che tutte le persone avessero abbandonato la nave? La risposta a queste semplici domande è sempre la stessa ed è nota a tutti. tutto il resto sono chiacchiere, illazioni, cortina fumogena. E’ ridicolo che si voglia costruire un mistero dove non c’è affatto; anche la presenza della signora bionda in plancia è insignificante, roba da sunday times. Ci sono solo dei dettagli tecnici da chiarire, ma che non cambiano la sostanza delle cose e delle responsabilità … De Falco è stato brutale, ma era esasperato dalla quantità di menzogne che gli avevano già rifilato ed, in fondo, con il famoso torniabordocazzo stava dando a Schettino un ottimo consiglio.
@ Guido
Tutto giusto su Schettino. Ma ci sarà un problema se le autorità che devono controllare il traffico marittimo chiudono sempre entrambi gli occhi su manovre pericolose e poi si svegliano quando c’è l’incidente o no?
O vogliamo, traslando l’esempio ad altro campo, dire che siccome nessuno controlla, le corse clandestine fra auto, alle 3 del mattino, con contorno di scommesse, nei viali delle nostre città, sono perfettamente lecite e se ci scappa il morto i soli responsabili sono i piloti delle macchine?
Io sono ignorante in materia e da ignorante scrivo.
Le responsabilità di Schettin0 sono enormi,ma qualcuno mi deve spiegare come mai la CP non si fosse accorta di ciò che stava succedendo.
A me questa intervista pare abbastanza credibile, nonostante l’anonimato. Il modus operandi delle capitanerie italiane mi sembra descritto in modo plausibile, conoscendo come van le cose in Italia, l’approssimazione e il poco rispetto delle regole.
De Falco stesso ha dichiarato che fu il sottocapo addetto all’AIS ad accorgersi che la Concordia era quasi ferma, ma questo dopo la telefonata dei carabinieri di Prato.
Non mi sembra che l’intervista alleggerisca però in alcun modo le responsabilità di Schettino: posto che l’inchino sia un usanza, c’è bisogno di farlo a 15 nodi, di notte, con una nave di 300 metri, a ridosso degli scogli?
Quello potevano farlo solo Schettino e, pare, Velardi.
Quanto all’abbandono nave con passeggeri a bordo, non c’è paura che tenga: un chirurgo può aver paura del sangue o un pilota del vuoto? Il loro compito richiede precisamente che in quelle circostanze non ne abbiano, esattamente come un capitano quando la nave è in pericolo ed è nelle sue mani, se cede per paura cosa ha imparato sul suo dovere in tanti anni di mare?
Non concordo invece con la critica a De Falco, come dice Esule evidentemente sapeva già come si stava comportando Schettino ed era fuori di sè dalla rabbia, giustamente. Inutile stare ad analizzare le sue parole che paiono più uno sfogo impotente e un richiamo all’onore marinaro che altro, non che potesse fare molto di più a 200 Km di distanza.
Quanto detto nell’articolo contestato dai più, secondo me collima, grosso modo,con l’articolo scritto da Carlo Panella e di cui al seguente link:http://www.ilfoglio.it/soloqui/12026. Certo molti contesteranno lo scritto! Però le contestazioni a mio giudizio, vanno fatte pacatamente e non per partito preso!
@Angela.
Nella famosa telefonata lo dice di Falco. “un mio aerosoccorritore e’ a bordo….”
Nel mediterraneo esistono diverse stazioni che monitorizzano il traffico, ma tranne che a Messina non svolgono un ruolo di “polizia stradale”, ma sono orientate in ruolo antiterrorismo. Una volta che un tracciato risulta appartenere ad un transatlantico, perde di interesse.
Un’altra piccola cosa. Il mare e’ ancora uno dei pochi spazi al mondo dove si e’ e ci si sente liberi. Nessuna norma, se non il buon senso e l’occhio del marinaio, proibisce di fare una strambata con un 42 piedi durante una burrasca o un’accostata violenta sottocosta con 300 metri di nave.
E’ chiaro che c’e'e una chiosa. Libero, ma non irresponsabile…. se sbagli paghi.
chiedo scusa…
@Doris….
“Dall’edizione on line del settimanale tedesco arriva un attacco razzista verso l’Italia. “Gli italiani una massa di tanti piccoli Schettino” “
“non è chiaro in che misura gli italiani siano una razza”.
A me la cosa sulla telefonata di De Falco invece convince …
De Falco ripete più volte al comandante che la telefonata è registata. Voglio dire lo contatta all’una e 46 di notte. 3 ore dopo l’incidente.
Le operazioni dunque sono già iniziate da tempo e se non c’è il comandante a coordinarle, c’è un ufficiale in prima, in seconda… su una nave c’è una scala gerarchica e ci sono diversi ruoli che possono sostituire il comandante.
Esempi ce ne sono: il capo commissario, l’ufficiale rimasto fino all’ultimo con il medico, Bosio…
Schettino sarà anche un codardo, ma qualcuno a bordo le operazioni le ha coordinate. Perchè allora abbiamo solo la telefonata di De Falco che se la prende con Schettino? Perchè De Falco non chiede chi sta coordinando le operaioni?
A me viene un sopsetto, e lo butto lì:
chi ha l’interesse alla pubblicazione della telefonata? La Costa? La CP?
Entrambe…
Un grazie a marianog. per il link.
E’ fin dalle prime immagini dell’incaglio che mi domando come diavolo abbia fatto la nave a compire la virata strettissima e di 180 gradi che l’ha portata vicino costa, con le macchine ferme.
La ricostruzione di Panella colmerebbe la lacuna ma: com’è possibile ancorarsi “al volo” in un fondale di 70-100 metri? E come ha fatto a salpare di nuovo l’ancora per dar modo alla nave di raggiungere la riva? E non ci sono testimonianze filmate di una motovedetta per cui le ancore al momento dell’incagliamento erano sempre a bordo della nave?
Si spera comunque che su questa virata, su cui ancora nessuno ha fatto luce, si riesca a sapere la verità.
@nautilus purtroppo le ancore vengono calate quando la nave è già incagliata. Il primo video girato dalla Gdf lo dimostra. alle ore 22.45 più o meno la prima vedetta della GDf trova la nave che non è ancora inclinata, dopo le ancore vengono scese in mare, ma solo dopo.
Ma riguardo alla manovra di Schettino segnalo lo studio della società Qps olandese riportato ieri dall’Ansa.
Certo anche lì c’è un interesse…
quanto mi son rotto i coglioni, di sentire tutte ste imbecillità sul comunismo.
mi son veramente rotto i coglioni, di vivere in un paese di idioti, tra poco piglio baracca e burattini e me ne vado.
quì vent’anni di berlusconi gli hanno ridotto il cervello in poltiglia, sentenziano cretinate con il tono di chi dice verità assolute, e si incazzano pure se glielo fai notare non se ne può più.
IL COMUNISMO NON ESISTE, E’ SOLO UN MODELLO TEORICO.
UNO STATO LIBERISTA CHE NON INTERVIENE IN ECONOMIA, NON ESISTE E NON POTRA’ MAI ESISTERE, PERCHE’ E’ PARIMENTI UN MODELLO, ED ANCORA PIU’ ASTRATTO DEL COMUNISMO.
e che cazzo, ma come si fà?
non puoi nemmeno spiegargliele le cose, che non hanno i mezzi per capirle.
non se ne può più.
Mi sorge il dubbio che non ci siano dubbi : l’intervista di Mozambo è una bufala, il commento di Guido Amadini è ottimo e la ricostruzione fatta da Panella circa la presunta manovra di Schettino è un’invenzione bella e buona.
Leggo con piacere che questa intervista ha stimolato la discussione.
Constato altresì le perlplessità di chi lamenta l’anonimato dell’”operazione”.
Anonimo l’intervistato e anonimo l’intervistatore.
Nella posizione in cui mi trovo posso fugare i dubbi su entrambi. Sull’intervistatore perché c’st moi, Cecilia Carpio, giornalista professionista. Sull’intervistato perché penso, senza alcuna spocchia, di saper fare il mio mestiere. La protezione della fonte è un diritto di chi vuole informare.
Grazie
Cecilia Carpio
p.s. il mio anonimato era giustificato solo da una questione contrattuale risolta nel pomeriggio.
@Cecilia Carpio,
non si stupisca !E’ un blog un po’ particolare dove c’è qualcuno a cui sorgono i dubbi, sempre.
A occhio le due ancore della Concordia, con catena e’ tutto pesano 20 tonnellate. Nel manuale delle giovani marmotte marine c’era scrfitto che in caso di incaglio, per alleggerire la nave, una delle operazioni da fare era quella di affondare le ancore e filare per occhio le catene. Con il grippiale ovviamente.
Alla intervistatrice. Sa quanti capitani di lungo sorso esistono al mondo…?
Rollo … il codice non lo prevede. Il comandante e’ il comandante. Non puo’ delegare la sua responsabilita’.
Mi sembra che troppa gente non sappia esattamente cosa significa “un imperativo categorico”…… Non ci sono attenuanti. Solo se Schettino fosse stato ferito e impossibiliatao a comandare la responsabilita’ passava al secondo in linea di comando.
Per mare non e’ come sul Carso, dove generali imbecilli e vigliacchi facevano fucilare i soldati “vigliacchi”….
Per mare si fucila il comandante.
Gentile intervistatrice,
mi sorge un dubbio : quanto è inserito tra parentesi è farina del sacco dell’intervistato ?
P.S. Mi riferisco in particolare alle seguenti frasi :
a) (E a terra vi scandalizzate per la soppressione dell’art. 18!)
b) (il Gip nell’ordinanza sottolinea il fatto che Schettino non sia scappato)
c) (“mi dica quante persone sono rimaste a bordo divise per bambini, donne ecc..!”)
d) (immagino il safety officer)
Carissimo Broglio quando dici: Alla fine Schettino è stato codardo perché si è piegato alla logica del suo armatore (sacrificando delle vite!)
Ma secondo te l’armatore rischia la vita delle persone?
Non esiste questa opzione, tra la nave ed i passeggeri la Costa avrebbe optato per la vita dei passeggeri anche perché la nave è assicurata.
scusi l’insistenza gentile signora cecilia carpio, ma non riesco proprio a comprendere la necessità di proteggere la riservatezza di questa sua preziosa ed affidabile fonte. in questa sua intervista nessuno viene personalmente chiamato in causa, non si citano particolari inediti, le fonti di informazione sono youtube e gli articoli di giornale (tutto di seconda mano insomma) non esiste una sola informazione inedita che potrebbe mettere nei guai chicchessia. eppure la fonte preferisce rimanere anonima, manco si trattasse di un prestanome di matteo messina denaro che avesse deciso di rivelare l’indirizzo del nascondiglio del boss…
bah…
Schettino dixit :
“Quando ho capito che la nave si stava inclinando ho preso e sono sceso”.
(Fonte : intercettazione ambientale del 14.01.2012 registrata dai Carabinieri nella Caserma di Orbetello e pubblicata da La Repubblica)
salve, sono la fonte anonima della giornalista professionista Cecilia Carpio.
intervengo solo per confermare che la pratica di abbandonare la nave non appena si inclina è comune a tutti i capitani d’italia ed è presa in accordo con gli armatori (come testimoniato da centinaia di video su youtube e da svariati hashtag su twitter) e le capitanerie, pur essendone a conoscenza da almeno un trentennio, non sono mai intervenute.
e adesso scusate, ma me la devo svignare prima che qualcuno scopra la mia identità e mi faccia la pelle…
Nave Costa: Schettino asciutto su scogli
(ANSA del 24 Gennaio 2012 20:52) – ROMA – Dimitrios Christidis avrebbe assunto l’incarico di secondo comandante della Costa Concordia all’arrivo nel porto di Savona: la sera del naufragio era “un comune passeggero”, ma ha partecipato alle operazioni di soccorso, fino a quando si è gettato in mare a causa dell’inclinazione della nave. Raggiunta a nuoto la riva, racconta ai pm, vi ha trovato il comandante Schettino, “perfettamente asciutto a differenza di me che ho raggiunto a nuoto la scogliera ed ho cercato di aiutare i naufraghi”.
Confermo ! Schettino era asciuttissimo
P.S. Speriamo che la giornalista professionista Cecilia Carpio mi intervisti …
la guardia costiera nell’arco della sua storia ha strsappato migliaia di vite dall’abbraccio del mare, con competenza dedizione e sacrificio talvolta portato all’estremo della sopportazione, bast pensare lo svuotamento dell’africa verso lampedusa..Siatene orgogliosi, grazie alla guardia costiera l’italia ha parzialmente salvata la faccia..
La manovra fatta con l’ancora per fare ruotare la nave mi risulterebbe anche dalla testimonianza di un conoscente presente a bordo. Contrariamente a quanto sostenuto da qualcuno è evidente da tutte le immagini e dai filmati che la nave ha avuto energia elettrica fino a dopo l’incaglio e fino a che si è piegata sul fianco oltre un certo angolo. Questo vuol dire che anche gli argani per calare le ancore e riavvolgere le catene erano funzionanti.
Come ho già detto quel tipo di navi ha diverse centrali elettriche disposte in posizioni diverse, così come ha altri motori elettrici di manovra oltre ai propulsori principali. Per questo dico che ci sono diversi dettagli tecnici da chiarire, per spiegare meglio tutta la dinamica dell’ incidente e di ciò che è avvenuto in seguito. Ma le responsabilità sono chiare ed evidenti, una volta tanto ed è inutile cercare di sviare l’attenzione con presunti misteri, dettagli insignificanti ed il tentativo di traslare responsabilità che sono proprie di chi è al comando, verso enti diversi come la Costa o la capitaneria. Quest’ultima, evidentemente, non segue le rotte dele navi come il controllo del traffico aereo fa con gli aeromobili. Insisto sul fatto che, stando alle parole del testimone mio conoscente, l’equipaggio ha avuto notevoli difficoltà nella manovra di calo delle scialuppe ed in questo tipo di fatti, casomai, che si potrebbero ravvedere serie responsabilità dell’armatore.
Nella storia di tutte le marine ci sono pagine splendenti di eroismo, ma anche pagine oscure di episodi che non fanno onore alle tradizioni di onore, di capacità e di coraggio. Purtroppo quella della Costa Concordia è una di queste storie disonorevoli e resterà come tale nella memoria di tutti.
Vado a dormire in un anonimo silenzio.
buona notte a voi
Cecilia Carpio, giornalista professionista
..alla fine bastava lanciare il may day quando andava lanciato e nessuno sarebbe morto..
@Un Esule
Ok… si fucilano i comandanti. Le regole sono chiare.
E che si fa a chi li aveva definiti adatti a comandare un bestione del mare come quello? Medaglia?
Nessuno credo, voglia scusare Schettino… la gente vorrebbe solo vedere che le regole vengono rispettate (e magari se qualcuno alzasse anche il lato B dalla sedia e le migliorasse non sarebbe affatto male) e che, soprattutto si impari a mettere gli uomini nei posti giusti. Ecco che forse qualche “schettinata” cominceremo ad evitarcela. E anche qualche intervista anonima, nella quale un tizio, ben protetto da quel “diritto” muove accuse gravi… sparando nel mucchio.
Ci si dimentica che sono morte delle persone per quell’idiozia dell’inchino (che lo stesso tizio osanna) e a me pare che questa intervista “accontenti” solo i “tifosi” della vicenda.
Di certo non denuncia la sete di giustizia che questo Paese ha e, perdio, non abbiamo bisogno dell’ennesimo vigliacchetto di turno che viene a raccontarci del malcostume italiota.
Per carità, di regole di navigazione, di tecnicismi, manovre e altro non sapremo nulla ma di malcostume… quello, ahimè, siamo esperti.
@Cecilia Carpo
Visto che sono stata io a tirar fuori ‘sta cosa dell’anonimato, vorrei precisare che, ovviamente, mi riferivo all’anonimato dell’intervistato, non dell’intervistatore.
Per quello che ne so io, l’intervista poteva essere stata data anche a Paperino… collega di Paperoga, giornalisti professionisti pure quelli.
Buonanotte.
Ops!
Dimenticavo… che dire del “nostro” dubbioso del blog che alle 20:01 afferma senza alcun dubbio (da dove crispite gli venga tutta ‘sta sicumera non si sa…) che è tutto sbagliato?
(Che figura, MSUD… chieda scusa, va là)
Refusone… Carpio.
Chiedo venia.
Gentile Angela, mi sorge un dubbio : come sarebbe a dire Nessuno credo, voglia scusare Schettino… ?
Il commento delle 12:55 lo ha scritto Lei ?
Poi lui… vabbè insomma ha preso paura e io non condannerò mai uno che sbaglia per paura… al massimo lo potrei condannare per incapacità… ma non vorrei mai essere quel giudice.