“Schettino? Il problema sono le Capitanerie”
Schettino codardo, vigliacco, unico e imperdonabile responsabile del disastro. Ma siamo sicuri che nel naufragio della Costa Concordia non siano in ballo altre responsabilità? Che non ci siano altre omissioni oltre quelle imputate a Schettino? Ne è convinto l’unico comandante che ha deciso di parlarci (con la garanzia dell’anonimato). Non conosce Francesco Schettino, ma da 30 anni fa lo stesso mestiere.
“Il mio collega Schettino ha commesso un tragico errore sopravvalutando le sue possibilità. Avvicinarsi così alla riva è stato un eccesso di sicurezza e una leggerezza imperdonabile. Ma ciò non toglie che in questa vicenda non si può parlare di un’unica responsabilità. Ci sono troppi attori in gioco.”
Si riferisce alla Costa Crociere e alla Capitaneria di Porto?
Sì. Vada su YouTube, è pieno di filmati di navi che passano a poche centinaia di metri da terra! Non facciamo gli struzzi! Fare l’inchino è una delle più belle tradizioni marinare! Lo si fa per salutare una moglie, una fidanzata, un paese. Lo si fa davanti a Camogli per salutare gli ospiti della Casa del Marinaio, una sorta di pensionato per marittimi. Ci si avvicina e si suona. Sono tradizioni vecchie come il mondo! Ma vanno fatte con tutti i margini di sicurezza. Né la Costa, né le Capitanerie di Porto interessate possono oggi dire di non sapere. Per tutti era solo un gioco e così è stato gestito. Un gioco folle che nessuno ha fermato.
E’ vero come dice l’ad di Costa Pierluigi Foschi che i comandanti hanno uno strapotere?
A questa domanda sorrido. Questo poteva valere fino ad alcuni decenni or sono, quando le comunicazioni terra-bordo erano sporadiche e molto difficili. Oggi ogni decisione presa da un Comandante è frutto di pressioni quando non ricatti da parte dell’armatore. Non dimentichiamo che parliamo di un lavoro in cui non esiste la giusta causa! (E a terra vi scandalizzate per la soppressione dell’art. 18!)
Però il comandante è responsabile penalmente delle sue scelte.
A maggior ragione allora! Lei crede che Schettino si sarebbe esposto al pubblico ludibrio per abbandono della nave (il Gip nell’ordinanza sottolinea il fatto che Schettino non sia scappato) se non gli fosse stato “suggerito” da terra? Dopo l’impatto Schettino chiama l’Unità di crisi e da quel momento ogni suo atto è stato concordato con gli uffici della Costa. Cosa ci fa escludere che non gli abbiano consigliato di attendere a dare l’ordine di abbandonare la nave, di scendere a bordo di una scialuppa a controllare dal mare l’entità del danno o magari, perché no, per poter parlare più liberamente senza le inevitabili registrazioni di bordo? Secondo il codice di navigazione quando dai il mayday perdi la proprietà della nave. Si rende conto che significa per un armatore perdere una nave del genere e consegnarla alle autorità portuali?
Ecco, le autorità portuali. Proprio lì l’Italia ha trovato un eroe da contrapporre al codardo Schettino.
Un eroe che viene a sapere dai Carabinieri di Prato che nelle acque di sua competenza una nave con più di 4000 persone a bordo è in difficoltà!
Però la telefonata tra Schettino e De Falco parla chiaro.
Quella telefonata è sconcertante nei toni e nei contenuti. Nei toni perché sono stati un semplice esercizio di potere che nulla hanno portato di concreto allo svolgersi dell’emergenza; nei contenuti perche gli “ordini” dati da De Falco avevano un che di grottesco e sembravano dati da persona che non aveva ben capito lo scenario in cui si stava operando (“mi dica quante persone sono rimaste a bordo divise per bambini, donne ecc..!”) Voleva un appello per alzata di mano su una nave inclinata di 90°?
Cosa avrebbe dovuto chiedere De Falco?
Credo che l’unica domanda per la quale doveva esigere una risposta era chi stava dirigendo da bordo le operazioni di abbandono nave (immagino il safety officer), e se fossero tra di loro in contatto radio. Domande fondamentali ed elementari che De Falco non ha fatto.
Secondo lei dunque c’e’ qualcosa che non ha funzionato quella notte nella Capitaneria di Porto di Livorno?
Non ero presente quella notte ma so che le Capitanerie di Porto hanno il sistema A.I.S. Un dispositivo presente anche sulle navi che registra informazioni e tratte delle imbarcazioni. Se lei legge i brogliacci vede che c’è scritto che alle ore 22.00 secondo l’A.I.S. c’era “traffico marittimo regolare”. Eppure non solo la Costa Concordia era già fuori rotta, ma aveva già impattato gli scogli!
E’ possibile che nessuno in Capitaneria monitorasse il traffico?
Non lo so. So che è strano che alle ore 22.06, sei minuti dopo la telefonata dei Carabinieri di Prato la Capitaneria di Livorno chiama la Capitaneria di Savona per sapere se era partita una nave da lì? In Francia una cosa del genere non sarebbe mai potuta accadere.
Perchè in Francia no?
In Francia se rallenti solo di poco ti chiamano immediatamente per sapere se è tutto ok. Mi è capitato di ritrovarmi con un guasto al motore e i francesi hanno avvisato il nostro Ministero a Roma che una nave italiana diretta a Cagliari aveva problemi in macchina. Eccesso di zelo o accurato controllo di ciò che avviene in mare?
Da noi le Capitanerie controllano, ma le loro visite ed ispezioni a bordo delle navi non si traducono mai in soluzioni drastiche nei confronti dell’armatore (esistono navi in Italia dove non farei mai salire un mio famigliare). Devono poi controllare e vidimare le attestazioni varie che stanno a certificare la competenza dell’equipaggio nelle varie situazioni di emergenza. Queste attestazioni vengono rilasciate da enti riconosciuti dalle Capitanerie stesse, spesso gestite da ex uomini della Capitaneria, da loro parenti e amici e, normalmente, si riducono ad una settimana di corso con costi elevati (a nostre spese), vitto e alloggio (a nostre spese), che non aggiungono professionalmente nulla a quanto viene quotidianamente insegnato a bordo. Insomma, una sorta di gabella per fare arricchire qualcuno. Una certificazione importantissima ai fini burocratici ma senza nessuna sostanza. Sono cose molto gravi quelle che sto dicendo, ma rispondono ad una verità incontestabile, mi creda.
Ahi, dimenticavo, capetti e capoccioni delle Capitanerie vengono spesso a bordo anche nel periodo estivo. Ma solo per elemosinare il passaggio o la cabina gratis per le loro vacanze in Sicilia o in Sardegna o chissà dove. E magari anche per gli amici.
Questi sono gli eroi.


@Angela
Sull’anonimato dell’intervistato non ho alcuna perplessità e Paperoga è d’accordo.
Buona notte
Perplessità… no, no, qui solo dubbi.
Cecilia, complimenti per l’articolo e non ci far caso a quello
Chiedo scusa a tutti ma sinceramente questi discorsi mi sembrano contraddittori e francamente infantili.
1) il Capitano di una nave è responsabile per tutto quello che succede sulla nave.
2)L’armatore è responsabile solo se si dovesse stabilire che le dotazioni di sicurezza della nave non erano in regola. Ma questo è impossibile perché quel tipo di natanti sono soggetti a controlli e certificazioni molto rigide.
3) se è vero che “l’inchino” è una prassi tollerata è anche vero che solo questa nave a memoria è l’unica che si è schiantata sugli scogli per questo.
4) dopo che la nave si è schiantata sugli scogli il Comandante ha minimizzato o sottovalutato l’entità del danno e chi lo ascoltava a chilometri di distanza non poteva sapere la vera entità del danno, tant’è che hanno attivato dei tecnici riparatori di genova e non rimorchiatori o navi appoggio
Questi sono fatti il resto solo discorsi in libertà
@Ciro
“discorsi in libertà”… certo, ma scusi, qual è il problema?
Mi risulta che questa intervista sia stata pubblicata in tFP “anche” per “animare” la discussione, come ha detto la signora Carpio (24 gennaio 2012 alle 20:13).
Che poi il “livello” dei commenti non siano fatti da persone “competenti”, poco importa perché non è compito di chi commenta accertare i fatti ma, se lo desidera, “animare” la discussione nella quale ci sta tutto… anche il richiamo all’ordine… il suo, Ciro. Discorsi in libertà, appunto.
Per i quattro punti da lei indicati direi che il punto 2, nella seconda parte… zoppica un pochino.
“… quel tipo di natanti sono soggetti a controlli e certificazioni molto rigide…”
Vedremo… occorre aspettare che si accertino i fatti… non vorrei rigirare il dito nella piaga, ma “controlli e certificazioni” in un Paese… beh, insomma di “rigido” hanno pochetto.
Anche alla Tyssen qualche “rigido certificatore” permise che si operasse in quelle condizioni…e, ad oggi, non è ancora stato messo di fronte alle sue responsabilità. Questo sì che è un fatto… di cui si preferisce parlare poco (porelli, sono statali e tengono famiglia, dice qualcuno…) ma è un fatto.
Ma con calma.. mooooolta calma… si prosegue con l’inchiesta da parte di qualche pm che sarà (ma va?) porello pure lui, “oberato” di lavoro.
Peccato che anche a Torino, per colpa delle “allegre certificazioni” di qualche funzionario siano crepate delle persone per… un dannato e mancato “nulla osta inerente il rischio di incidente rilevante” che non è, perdio, un pezzo di carta burocratica… ma è un qualcosa che nelle mani dei soliti incompetenti funzionari di questo miserabile Stato diventa un’arma. Ma tanto che ci frega? Sono cose che capitano, no?
Il resto… come dice lei, sono parole in libertà che però non hanno mai la stessa forza che ha quel pezzo di carta burocratica, caro Ciro… perché quelle parole non ammazzano nessuno. Peccato…
Sono infantile? Non mi pare… ma di una cosa sono certa: non sono strabica.
@MSUD
Si aiuti con un dizionario.
Ehm… e vada dove l’ho mandata ieri sera, sia gentile.
Craxi l’aspetta.
Gentile Angela,
mi sorge il dubbio che sul caso in questione Le converrebbe resettare tutto ed affidarsi completamente alle sagge parole dell’Amandini :
Per questo dico che ci sono diversi dettagli tecnici da chiarire, per spiegare meglio tutta la dinamica dell’ incidente e di ciò che è avvenuto in seguito. Ma le responsabilità sono chiare ed evidenti, una volta tanto ed è inutile cercare di sviare l’attenzione con presunti misteri, dettagli insignificanti ed il tentativo di traslare responsabilità che sono proprie di chi è al comando, verso enti diversi come la Costa o la capitaneria.
Angela. Si fidi. Lei e’ completamente fuori strada.
Le navi passeggeri sono rigidamente controllate, anche per quanto riguarda la sicurezza antiterrorismo.
E, come dico spesso, quando non uso la formula “suppongo, penso, immagino” seguita da un bel congiuntivo, parlo a ragion veduta.
Le parole in liberta’ sono quelle dello pseudocomandante intervistato dalla Signora Carpio.
La colpa di Schettino e d’esser finito sugli scogli e d’aver abbandonato la nave.
Ma se nessuno controlla le rotte e non richiama nemmeno una nave così grande quando si trova così vicina alla costa è colpa della Guardia Costiera. E di leggerezze ne deve aver commesse anche molte la Costa.
Non si capisce questo bisogno di aumentare le colpe di Schettino e nascondere quelle di altri. È l’ossessione del capro espiatorio
Caro il mio QR DeNameland, a me sorge invece un dubbio di segno contrario : non si capisce questo bisogno spasmodico di sminuire le colpe di Schettino e di calcare la mano su eventuali e presunte responsabilità altrui. È una variante della sindrome di Stoccolma ?
Punti di vista:
“Al Giglio è naufragata un’idea di modernità e diseguaglianza selvaggia”.
Nichi Vendola
@Esule
Va bene, lei parla a ragion veduta e si comprende anche dai suoi commenti ma questo significa solo che io potrei fidarmi di lei, della competenza, dell’esperienza che dimostra… ma qui è diverso. Stiamo parlando di fantomatici “rigidi controllori”… e visto che da noi gli “schettinati” sono piuttosto diffusi e soprattutto visti i “trascorsi”… se permette, qualche riserva ce l’ho. Sono tutti “fuori strada” quelli che non si fidano?
Poi mettiamoci pure che stiamo parlando di “soldini”… ed ecco che la mia fiducia comincia a vacillare ancora di più.
Mi hanno insegnato a fidarmi del prossimo ma la vita invece mi insegna che meno lo faccio e meglio è. Cerco solo di mediare le due condizioni e sono paziente (mica vero ma almeno mi “atteggio”) … aspetterò che chiariscano le cose e che lo facciano almeno per rispetto verso chi ci ha lasciato la pelle.
Nel frattempo si balla… stamattina sembra di essere a Tokyo. Ma se viene la scossetta “giusta” almeno non saremo vittime della stupidità… e questo, in fondo mi va anche bene.
Solo pareri in libertà, quelli dell’intervistato e quasi per niente condivisibili: se anche la Costa avesse “consigliato” Schettino di fare questo e quello, lui aveva il DOVERE di salvaguardare PRIMA le vite dei passeggeri e dell’equipaggio e POI la nave e l’armatore.
La eventuale corresponsabilità non alleggerisce la posizione del comandante.
E comunque non ci dimentichiamo che in mare il comandante viene subito dopo Dio, per chi ci crede.
Per chi non ci crede c’è solo il comandante.
Carissima Angela quando scrivi: “Sono tutti “fuori strada” quelli che non si fidano?”
Si, sinceramente si. In questo caso c’è un responsabile senza se e senza ma. Ed è il Capitano della nave.
Se la costa gli avesse intimato di andare al largo e morire con tutti e 4000 i passeggeri anche se lo avesse messo per iscritto lui per il codice della navigazione sarebbe il solo responsabile (vi potrebbe essere una responsabilità morale per l’Armatore, ma la responsabilità penale e civile è solo del comandante se affonda la nave).
Schettino ha certamente minimizzato con la Costa per codardia o totale follia non so. Se la Costa avesse avuto una idea chiara del danno avrebbe provato a far muovere velocemente un rimorchiatore o una nave appoggio. Non erano mica nel mezzo del pacifico ma a 10 minuti dal porto del Giglio. Non so se al Giglio c’è un rimorchiatore, forse c’è e se non è al Giglio c’è ad Ansedonia, magari non faceva in tempo ad arrivare ma la Costa avrebbe tentato di salvare passeggeri e nave se avesse avuto idea più reale del danno. Altro che “occultare”. Occultare cosa? 4000 Persone? Suvvia….
Questi vivono di crociere ed è più grande il danno mediatico che quello tangibile della nave e dei risarcimenti…
Spesso questi bestioni inquinanti passano vicinissimo Strombolicchio (isole Eolie). Nonostante il collaudato sistema AIS non mi sembra che le compagnie (perfettamente identificabili) siano mai state multate.
Esule,
al Giglio non vi sono rimorchiatori per la semplice ragione che nel minuscolo porto non entrerebbe nulla di rimorchiabile. Dubito comunque che navi della stazza della Costa C. possano entrare in un porto qualsiasi dell’ Argentario.
Dulcis in fundo l’opinione di Artuto Pérez -Reverte (marinaio e scrittore) su El Pais di oggi (http://www.elpais.com/articulo/opinion/Capitanes/valientes/elpepiopi/20120125elpepiopi_12/Tes).
Trattasi indubbiamente di una opinione, m delinea chiaramente il comportamento del comandante Schettino.
@Antizecche. Non ho mai affermato cio’ che mi imputa
Esule,
non le ho imputato nulla. Ho solo aggiunto un’informazione al ragionamento – peraltro condivisibile – svolto pochi post sopra dal sig. Ciro, che evidentemente ho scambiato per lei.
Come sia successo, non saprei … forse una vicinanza di stile … forse perché il Sig. Ciro sfoggia una scienza marinara degna di un ammiraglio e so che lei frequenta ambienti marinari… Comunque, non penso lei abbia motivo di sentirsi sminuito da questo qui pro quo del quale in ogni caso mi scuso con lei e con il Sig. Ciro (un esule anche lui, peraltro …)
@Ciro
Ma che Schettino sia responsabile lo so e non ho parlato di complotti, occultamenti e/o altro.
Quella è roba da pseudocomandanti, come li chiama giustamente un Esule.
In quanto alla Costa… vedremo. Schettino è stato al telefono per un’ora con la Compagnia invece di chiamare i soccorsi… qualcosa si saranno pur detti, no?
Ma non tocca a noi stabilire come sono andate le cose, io poi di ‘sti tecnicismi non ci capisco un tubo e non sono manco tenuta a conoscerli… quello che invece mi interessa è che le vittime non passino sempre in secondo piano perché è quello che accade sempre. E più la cosa è “grande”… più si “incasina” sempre tutto e meno giustizia si ha.
Lei crede che mi piaccia scrivere una parola bellissima come “giustizia” sempre sottolineandola con il “volutamente minuscolo”? Ma non posso scriverla diversamente… proprio no, non è possibile.
E non vale solo per la parola giustizia… purtroppo.
Non volevo polemizzare ma solo precisare.
«Tutti salvi se Schettino non avesse tardato a dare l’allarme»
MILANO – La responsabilità del naufragio della Costa Concordia «è sicuramente del comandante» Schettino. Non usa mezze misure il comandante generale delle Capitanerie di Porto, l’ammiraglio Marco Brusco, nel corso dell’audizione al Senato. Ma si chiede anche «perchè gli ufficiali che erano con lui, gli stessi che poi sono scivolati con il comandante sulla scialuppa, siano rimasti zitti» e non l’hanno fermato.
UN’ORA PREZIOSA – «Se il comandante Schettino non avesse fatto perdere un’ora preziosa sarebbe andata di lusso- ha detto Brusco- si sarebbero potute calare le scialuppe con calma, mettere a loro agio le persone». Ha rinviato invece alla lettura della scatola nera la valutazione sulla manovra fatta dal comandante della Costa Concordia dopo l’incidente. «Verificheremo -ha detto- se è stato realmente un atto di perizia del comandante dopo aver fatto la sciocchezza oppure se sia avvenuta casualmente. C’è l’ipotesi che sia stato casuale. Sarà interessante vedere dalla scatola nera la tempistica delle ancore». Quanto alle ragioni che hanno indotto il comandante della nave ad effettuare una rotta prossima alla costa ha tenuto a precisare che « l’individuazione della rotta da seguire nella navigazione marittima è frutto di valutazioni che sono operate in via esclusive dal comandante che per legge è l’unico responsabile nella condotta della nave che individua la rotta migliore da percorrere anche in prossimità di una linea di costa dove non è vietato navigare, purché si mantenga sempre e costantemente salvaguardata la sicurezza delle persone a bordo».
L’INCHINO – Sulla pratica dell’inchino l’ammiraglio Marco Brusco ha tenuto a precisare che «con tale dizione non ci si riferisce a una manovra particolare prevista o vietata a seconda dei casi ma si fa riferimento ad una tradizione marinaresca non così radicata e frequente, contrariamente a quanto riportato da alcuni organi di informazione. La tradizione non è solo italiana ma è comune ad altri paesi e non vi è, nè a livello nazionale nè a livello internazionale alcuna preclusione poiché la navigazione in prossimità della costa non può essere vietata laddove effettuata nel rispetto delle specifiche norme di sicurezza».
RIPRESE LE RICERCHE – Intanto è ripreso il lavoro dei vigili del fuoco e della guardia costiera alla ricerca dei dispersi in attesa che i tecnici della Smit/Neri che si preparino allo svuotamento, forse da sabato prossimo, dei primi sei serbatoi della nave. Le condizioni meteomarine, al momento, sono buone e dunque non ci dovrebbe essere alcun ostacolo al lavoro dei sub.
(Fonte : Corriere della Sera 26 gennaio 2012 | 11:23 )
P.S. Mi sorge il dubbio che sia inutile avere dubbi : le responsabilità di Schettino sono chiare ed inequivocabili.
Ma il dubbio sulla giustizia (volutamente minuscolo) anche in questo caso.
Quindi, ora… caro MSUD, se vuole, provi a fare una previsione, sulla base dei “tempi” della gustizia che lei tanto bene conosce. Vuole?
Quanti anni ci vorranno affinchè venga fatta giustizia (VM)?
Ops… manca un “rimane”
“rimane anche in questo caso.”
Chiedo venia.
Non ricordo se qualcuno si è posto o se qualcuno ha già formulato una domanda puramente accademica:
Ma se al posto di De Falco ci fosse stato Schettino, cosa avrebbe detto o fatto ?
che è incredibile che un blog come Front-Page che da sempre è fautore dell’approccio carismatico in politica possa cercare delle corresponsabilità ad una manovra folle di un COMANDANTE !!
[...] Da “The Frontpage” Pubblicato il 31 gennaio 2012 Schettino? Il problema sono le capitanerie. [...]
Pare che il nuovo avvocato di Schettino abbia dichiarato che il suo assistito non ha abbandonato la nave ma ne sia solo sceso.
Infatti, credo che sia andato a controllare chi gliel’aveva rigata sul fianco e poi abbia lasciato le chiavi al bar del porto dicendo che andava un attimo dal carrozziere.
Epic fail!
Sono pienamente d’accordo con questo comandante, finalmente qualcuno che dice le cose come stanno.
il Comandante Schettino non è responsabile di quello che è accaduto…
perchè .. la capitaneria a l’obbligo di monitorare il mare di sua competenza, questo non a fatto , ,soltanto da Prato anno dato allarme di quello che accadeva nel mare di competenza, il comandante de falco e lui il responsabile di questo naufragio.
costantino fai ridere i polli!