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Up patriots to arts

“Monti svègliati: i giovani sono già senza posto fisso. La predica falla alle banche abituate al posto fisso per dare un mutuo. Ai giovani già non importa nulla del posto fisso. Si accorgono e rimpiangono il posto fisso quando entrano in una banca, quando chiedono un mutuo, quando chiedono un prestito. E la risposta è sempre la solita: “no”. Senza posto fisso il mutuo non si fa. Quindi, caro Monti, questo discorso è da fare alle banche. Ah, potrebbe parlarne anche in Consiglio dei ministri, ormai è la stessa cosa. Grazie.”

In Italia si sente dire spesso che quando uno riesce e mettersi contro tutti significa che sta lavorando bene. O quantomeno che sta lavorando. Così su Facebook il blogger filo Pdl Daw riesce a portare a sintesi la reazione che, da destra a sinistra, hanno suscitato le parole di Monti sul posto fisso “noioso”. Dopo l’uscita del sottosegretario meritocratico contro gli sfigati che si laureano dopo i ventott’anni si può dire che l’era della sobrietà è un ricordo remoto, come il global warming sotto mezzo metro di neve.

Secondo i sondaggi Monti continua a godere della fiducia degli italiani, ma anche no. L’altro giorno Repubblica.it titolava “Gli italiani di lotta e di governo promuovono Monti e le proteste” e presentava l’italianissimo risultato dell’ultimo sondaggio, che promuoveva Monti e chi lo contesta con percentuali pressoché identiche (58% a favore del governo, 56% con le piazze).

Una delle ragioni di questa apparente schizofrenia può essere ascritta al noto adagio italico “Franza o Spagna purché se magna”, ma non basta. I desolanti e desolati partiti politici hanno pure la loro parte di responsabilità in commedia e la recente scoperta della scomparsa di 13 milioni di euro dal conto corrente della fu Margherita di certo non aiuta la generosa resistenza contro il mainstream antipolitico, sempre più bipartisan.

Oppositori e sostenitori del governo sono ruoli così palesemente tattici (come prima la saga pro/contro B.) nella commedia dei partiti, che nessuno li prende sul serio da tempo. Il dramma è che sotto la tattica non sembra esserci niente di più del solito basso cabotaggio, i consueti strumenti per la navigazione a vista in una fase storica che richiede coraggio visionario. Pure la pantomima sull’articolo 18, inscenata dal governo con un andirivieni imbarazzante di sparate e smentite, non aggiunge né risolve granché. Il lavoro non c’è perché non ci sono soldi che girano, altroché mobilità in uscita.

Cambia il mondo ed è ormai chiaro che globalizzazione significa iPhone, Twitter e Wikipedia ma anche che “le panchine sono piene di gente che sta male”. Il villaggio globale è l’Eden della conoscenza svelata e delle infinite opportunità, certo, ma anche l’era della polarizzazione estrema della ricchezza che spacca il mondo fra élites cosmopolite e proletariato televisivo, sempre sul ciglio della favela.

Questo mondo, in cui cresceranno i nostri figli, assomiglia sempre più a una sorta di Medioevo tecnologico, con i templari della finanza a guardia dell’ortodossia sviluppista che misura la salute di Stati e famiglie con il termometro unico del Pil. E l’ordine dopo la crisi si configura ora (o mai più) nelle agende di Bruxelles, Washington, Pechino, Brasilia e Nuova Delhi, in una mano di poker con le agenzie di rating, gli organi di governo sovranazionali e gli interessi economico-finanziari che non hanno certo bisogno di Davos per contare.

Nella trasmissione di Santoro, che ascolto mentre scrivo, hanno appena intervistato una pensionata greca. Le hanno tagliato l’assegno mensile di quattrocento euro e non ha i soldi per pagarne novecento di luce. Così gliel’hanno tagliata. A lei, a suo marito pensionato, a sua figlia e a suo genero, disoccupati, che vivono lì con la figlia piccola. In Grecia si stanno moltiplicando gli episodi di malnutrizione infantile, come nei paesi poveri, e neanche i bilanci stanno così bene. L’inviato le chiede come fanno: “Con le candele.”

Bisogna che tecnici e/o politici, italiani e/o europei, siano in grado, adesso, di indicare una direzione di marcia, un approdo credibile, una speranza comune. È l’unica alternativa ai forconi che, come in Grecia, passeranno sempre più spesso alle vie di fatto, una volta constatato che il tempo delle parole è passato. Oltre che della povertà bisogna avere paura delle sue conseguenze, ora che con l’iPhone e Twitter chiunque è in grado di mostrarle al mondo in tempo reale.

http://orione.ilcannocchiale.it/

63 commenti a “Up patriots to arts”

  1. Un Esule scrive:

    E con cosa comprano le candele…..

  2. Liutprando scrive:

    Cambia il mondo ed è ormai chiaro che globalizzazione significa iPhone, Twitter e Wikipedia ma anche che “le panchine sono piene di gente che sta male”. Il villaggio globale è l’Eden della conoscenza svelata e delle infinite opportunità, certo, ma anche l’era della polarizzazione estrema della ricchezza che spacca il mondo fra élites cosmopolite e proletariato televisivo, sempre sul ciglio della favela.

    Il limite della tua descrizione è l’identificare nella globalizzazione la causa dei problemi europei e, quindi , italiani. Nella globalizzazione si identifica la finanza, dunque le banche e la speculazione. Lo è in parte perché la globalizzazione ha come caratteristica il legame diretto tra le divise monetarie dollaro/euro che fanno da strumento unico delle transazioni dei beni.

    Per l’Europa e per l’Italia però l’effetto della globalizzazione è mortificato dal funzionamento istituzionale del continente.
    Con la globalizzazione ci si poteva aspettare una offerta di merci di gran lunga maggiore che senza. In realtà questa offerta non c’è. Oltre a mancare l’offerta di maggiori beni stanno venendo a mancare anche i luoghi dove esercitare l’offerta e la domanda.

    Il problema è nel costo dello Stato, sia nazionale che dell’Unione, che non ha più rapporto con la realtà. L’euro, per come è architettato, anziché dominare la realtà di questo mancato rapporto, aggiunge distanza.

    L’oppressione legislativa non permette di fare nulla di quello che non è esplicitamente permesso (in Italia è diventato pericoloso il solo “desiderare” perché fiscalmente contestabile) rende l’iniziativa personale un atto d’incoscienza distruttiva.

    E si sa: se non puoi “desiderare” non c’è nulla che tu possa fare.
    L’Europa, a causa delle sue istituzioni esclusivamente autoreferenziali, sta morendo d’inedia.

  3. Un Esule scrive:

    Solo una bella guerra ci salverebbe. Ma di quelle vere.

  4. Liutprando scrive:

    Sottoscrivo. Ma a chi la si fa?

  5. antizecche scrive:

    Esule,

    vada avanti lei, che a me vien da ridere …

  6. Un Esule scrive:

    Gia’ dato, nelle polverose strade d’Affrica…
    Adesso tocca a lei, che non l’ha fatto….

  7. antizecche scrive:

    Come non l’ho fatto?
    Non ricorda? Sulle polverose strade d’Affrica assieme a lei e ad Alberto Sordi c’ero aqnch’io …

  8. Un Esule scrive:

    David Niven?

  9. antizecche scrive:

    Oh yes!
    So, you do remember after all …

  10. Un Esule scrive:

    wow, wonderful days… We were so young…

  11. antizecche scrive:

    Commilitoni!
    Ottavo reggimento lancieri di montebello.

  12. Un Esule scrive:

    io in borghese…..

  13. il problema è nel fatto che la globalizzazione ha visto gli europei nudi e rigidi.
    Nudi per aver adottato una monetya acefala e priva di reale controllo politico, ci sono 27 tipi di tassazione e politiche economiche diverse e la BCE non può stampare un cent per la “stabilità”, raggiungendo quest’ultima quella prossima dei cimiteri, li tutti belli stabili!
    Rigidi: gli americani non hanno paura di cambiare, questo il loro vero trucco: non funziona più un modello via se ne mette su un altro: no da noi siamo fermi all’art. 18 cosa vecchia e stantia, infatti se ti vogliono licenziare lo fanno lo stesso ma questo articolo non permette alle aziende di diventare grandi e di competre, insomma siamo irrigiditi alla difesa di norme antiche, dello scorso secolo: fermate il mondo voglio scendere!

  14. Un Esule scrive:
    4 febbraio 2012 alle 09:35

    Solo una bella guerra ci salverebbe. Ma di quelle vere.
    Liutprando scrive:
    4 febbraio 2012 alle 09:45

    Sottoscrivo. Ma a chi la si fa?
    _____________________
    Avanti così e ci arriviamo ma dalla parte sbagliata, sarà un Chavez a vincerla!

  15. orione scrive:

    Hai ragione Liutprando.
    Il costo dello stato sta diventando insostenibile, in Italia e in Europa. Ma anche negli USA, con il debito esploso dopo la crisi e il salvataggio di stato delle banche (una delle insidie vere alla rielezione di Obama), persino in Giappone.

    Pensare a una società-federazione di comunità di costruttori-consumatori è certo affascinante (io per mio conto ci ho scritto mezza tesi di laurea). ma presuppone una rivolta stirneriana estesa.
    Perché gli Stati, come tutti gli organismi viventi lottano per la propria sopravvivenza, fino allo stremo delle forze.

    L’alternativa è la rifondazione di stati più contemporanei, nel senso di adatti ai tempi. L’Unione Europea ancora una volta ha un ruolo strategico in questa direzione: può essere il motore dinamico di un nuovo equilibrio, tanto potente quanto lo è la sua attuale capacità depressiva.
    Naturalmente va rifondata radicalmente, l’Ue, e dal basso. Ci vuole una vera banca centrale, un presidente eletto che sceglie un governo che governa e un parlamento che legifera, come negli states.
    L’Italia potrà fare la Florida, anche se non ha i coccodrilli.

  16. Un Esule scrive:

    Siamo pieni di coccodrilli…..

  17. Un Esule scrive:

    Anzi…. in Florida… alligatori….

  18. Gianmarco Colleoni scrive:

    ma quale coccodrilli, al massimo trote..

  19. doris scrive:

    @Orione,
    stai sognando ad occhi aperti?

  20. antizecche scrive:

    Adavenì Stirner!

  21. antizecche scrive:

    Meglio il neo-feudalesimo con economia barattolista (da baratto). E’ più sicuro.

  22. doris scrive:

    ” Solo una bella guerra ci salverebbe…”

    Il senatore americano Perry Clark paragona l’attuale situazione a quella che precedette la Seconda Guerra Mondiale.
    Gli scenari prossimi futuri non mancano!
    Si parla del 2020

  23. Mario Giardini scrive:

    Orione

    “L’Italia potrà fare la Florida, anche se non ha i coccodrilli.”

    Siccome abbiamo il papato da duemila e passa anni, e la politica che conosciamo dal dopoguerra, come fai a dire che non abbiamo i coccodrilli? Ne abbbiamo, ne abbiamo. Anche da esportazione.

  24. Un Esule scrive:

    Anche prima…. ma mai una guerra in posto fresco? Sempre in mezzo ai deserti? che palle….

  25. orione scrive:

    Visto che sogno ad occhi aperte, evidentemente (la nuova Europa, la democrazia dal basso. blablabla), a ‘sto giro ha davvero ragione Antizecche:
    addavenì Stirner.
    E forse è già arrivato

  26. doris scrive:

    @ Orione,
    sognare ad occhi aperti fa bene alla salute: una pausa che concediamo al nostro cervello
    “la nuova Europa, la democrazia dal basso. blablabla ” sono cose che ogni persona di buon senso desidera,ma è come arrivarci il problema.

  27. orione scrive:

    Vista la gente che, mediamente, sta in “alto”, arrivarci dal “basso” mi pare l’unica strada.
    Una strada da sognatori, beninteso

  28. Liutprando scrive:

    Ci vuole una vera banca centrale, un presidente eletto che sceglie un governo che governa e un parlamento che legifera, come negli states.

    Anche gli USA sono messi male perché con Clinton, e ancor più con Banana, hanno scelto la politica all’economia, indebolendo la struttura federale.

    Però non bisogna fare conto su chissà quale banca divina per fare di una nazione una realtà vivibile. La banca pompa denaro e il denaro è una rappresentazione della ricchezza disponibile e prodotta. Il denaro può avere forme diverse ed in base alla forma scelta si possono ottenere effetti diversi, ma è la libertà di azione degli individui e il grado della responsabilità verso se stessi che fa una nazione forte.
    Finché vinceranno le burocrazie, cioè forme di vita marginale e parassitaria, la nazione sarà malata.

  29. orione scrive:

    Liutprando: questa di Banana è davvero patetica.
    Non mi frega nulla del politicamente corretto ma la cialtroneria sbragata, gabellata per ironia, lasciala alla gente meno intelligente di te.

  30. Liutprando scrive:

    Mi piace spaziare.

  31. Liutprando scrive:

    Appunto che?

    L’articolo è una bufala. Quando scrive:
    Se i Paesi della zona euro fossero regioni di uno Stato sovrano, le difficoltà in cui alcuni di essi incorrono nel finanziare i loro debiti pubblici non avrebbero ragion d’essere: nel suo insieme, l’Eurozona sarebbe perfettamente in grado di finanziarli senza conseguenze negative sui mercati.
    scrive cose non vere.
    Non è possibile finanziare il debito senza conseguenze. Il primo motivo è: con cosa lo finanzi? con le frottole? secondo: se fosse possibile, sarebbe del tutto inutile qualsiasi attività economica perché sarebbe sufficiente una ridistribuzione del credito finanziato a babbo morto.
    Cosa del tutto farlocca.

  32. Angela scrive:

    La signora Merkel “dovrebbe farsi guidare da obiettivi da grande statista “

    No, no… per niente. La signora Merkel DEVE pensare alla Germania… punto.
    E’ ora di smetterla di attaccare una signora che fa SOLO il suo dovere verso il suo Paese… che si impari da lei, invece.

    Ed è anche ora di smetterla di riempirsi la bocca della parola “solidarietà” che in bocca a certi personaggi puzza di accattonaggio.

  33. mario2 scrive:

    http://www.youtube.com/watch?v=mhFNU0qgHbg&feature=related

    potremmo ricordare a Putin che siamo amici e chiedere di non chiudere il gas

  34. orione scrive:

    Appunto: se l’Europa fosse un soggetto politico unitario avrebbe, certo, il problema di finanziare il debito.
    Ma come gli USA, che non mettono in discussione il dollaro, la Fed e la Costituzione una volta alla settimana.

  35. antizecche scrive:

    Stavolta le letture di orione e le susseguenti sue considerazioni sono pienamente condivisibili.

    Ma come spiega allora la sua condiscendenza verso i cultori di un’economia barattolista basata sul ritorno al futuro del neo-feudalesimo?

  36. Angela scrive:

    Appunto… “se l’Europa fosse un soggetto politico unitario avrebbe…” SE.
    Ma non è così. Quindi il paragone con gli Stati Uniti non regge.

    E poi con i se non si combina un piffero. L’UE è stato un progetto (non originale, in quanto scopiazzato di qua e di là) che ha fallito e adesso assomiglia sempre più all’Italia (sigh!) : un’eterna emergenza. Una vergogna e tante risorse (umane) sprecate.
    Bukovski :”L’Unione Europea sembra un matrimonio contratto sotto la minaccia di una pistola puntata alla tempia.”

    Provare a liberarsi di quel coniuge è possibile senza farsi troppo male? I pareri sono discordi… come al solito. E per chi cerca di capire la confusione aumenta.

  37. orione scrive:

    Angela: io posso solo dire il mio parere, non agitare la bacchetta e cambiare il corso degli eventi. Ce l’avessi, la bacchetta, lo farei.
    So bene che non è coi “se” che si fa la storia, ma neanche coi “ma”.
    Credo che l’aternativa ai forconi e a un lungo epriodo di povertà vera sia la costruzione democratica dal basso dell’Europa politica. Ora.

    Antizecche: felice di avere ottenuto una sufficienza in pagella.
    Non sono condiscendente a priori con nessuno però. Ho attaccato, qui, i fans della Tav (di destra e sinistra) proprio in nome dell’allergia all’economia barattolista (o trip sviluppista che dir si voglia), ma credo che governi e partiti vadano giudicati per quello che fanno.

    Monti&co hanno fatto bene a liberalizzare, hanno fatto male a non liberalizzare di più, fanno malissimo a impantanare l’Italia nella solita menata sull’articolo 18, il posto fisso, ecc.
    Non c’è modo migliore per far chiudere i sindacati ancor di più a riccio e dare un’alibi agli industriali straccioni e ignoranti, che campano da decenni coi sussidi dello stato e fanno i liberisti con le tasse degli altri.

  38. Liutprando scrive:

    se l’Europa fosse un soggetto politico unitario avrebbe, certo, il problema di finanziare il debito.

    Fai bene a non farti suggerire dalle zecche, col livello intellettivo di una pantegana, accondiscendenze immaginate per invidia e senza alcuna conoscenza della presunta accondiscendenza che non sia altrettanto immaginata.

    Il fatto è che l’Unione Europea è unita più che mai, al punto che il problema è trovare una via d’uscita alla sua cementata unità.
    Il governo federale americano, oltre ad avere un potere decisionale sulla politica estera e militare da superstar, ha un peso fiscale – attualmente considerato pesante – del 6/8%. Il PIL 2009 USA è 14.119.050 milioni di dollari (la Cina ha avuto un PIL di 4.984.731 milioni dollari) e 768 miliardi di dollari di debito pubblico.
    La zona Euro ha avuto un PIL di 10.519.155 milioni di dollari e un debito pubblico di 8.300.000 milioni di dollari.
    La proporzione mette in difficoltà l’Europa Unita. In particolare l’obbligo di fare fronte agli interessi del debito con una fiscalità di molto maggiore di quella degli USA.
    Il dollaro, poi, è un titolo di credito, cioè appoggiato a valore vero, mentre l’Euro, come titolo di credito, non ha alcuna contropartita.

    La differenza tra USA e UE è che gli USA possono ancora indebitarsi perché il loro PIL è enorme e la loro produzione di tecnologia avanzata non ha concorrenza (il Giappone ha un rapporto PIL/*debito pubblico che supera il 200% ma ha una produzione industriale quasi da monopolio, nel campo della fotografia digitale per esempio), mentre la capacità di indebitamento della zona euro è di molto inferiore ed è composta da Paesi che industrialmente non valgono niente.

  39. Liutprando scrive:

    EC
    mentre l’Euro, come titolo di debito,

  40. orione scrive:

    Se banche, mercato del lavoro, pensioni, scuola e università, esercito, diplomazia, polizia, giustizia diventassero europei, oltre al pil, e se i cittadini d’Europa andassero a votare per un presidente, un governo, un parlamento dell’unione, la storia sarebbe tutt’altro che scritta.
    E non già decisa, e persa in partenza, come sostiene Liuprando.

    Il cinismo è la più ragionevole delle qualità ma. di questi tempi, rischia di portare male.

  41. Mi sorge un dubbio scrive:

    Liutprando, mi sorge il dubbio che il compitino delle 17:51 sia tutto da rifare …

    768 miliardi di dollari non è il valore del debito pubblico USA nel 2009, è il valore indicativo della quota del debito pubblica USA in possesso della Cina nel marzo del 2011 … il debito pubblico USA, al 28 febbraio 2011 ha raggiunto la cifra di 14.194,76 miliardi di dollari, massimo storico assoluto ( Fonte : Wikipedia)

  42. antizecche scrive:

    Per gli economisti della domenica che salgono in cattedra per discettare di cose sconosciute:

    questo il debito pubblico degli Stati Uniti

    seguito da una nota di le Monde che il 17 novembre scorso annunciava il superamento di quota 15 mila miliardi di dollari di debito pubblico made in USA.

    LEMONDE.FR avec AFP et Reuters | 17.11.11 | 07h00 • Mis à jour le 17.11.11 | 09h57

    La dette de l’Etat fédéral américain dépasse 15 000 milliards de dollars depuis mardi, selon des chiffres publiés mercredi par le département du Trésor, au grand dam de nombre de républicains qui font porter toute la responsabilité à l’administration Obama. Elle atteignait ce jour-là 15.033,6 milliards de dollars à la clôture des comptes quotidiens du Trésor, soit 55,8 milliards de plus que la veille, a indiqué le ministère.

  43. doris scrive:

    @ Antizecche,
    ha imparato l’inglese? Bravo

  44. antizecche scrive:

    doris,

    ho fatto un corso full immersion … spinto dal desiderio di leggere quanto da lei segnalato… ma in realtà quella sua roba lì mi sembra piuttosto arabo …

  45. doris scrive:

    @ Antizecche,
    “ho fatto un corso full immersion”
    ecco perchè i risultati sono stati scarsi.

  46. doris scrive:

    Sapete a quanto ammonta il debito degli USA?

    “Il debito USA attuale dichiarato è di 14 trilioni di dollari ma, secondo alcuni, sommando anche i debiti degli enti locali e altre passività si arriva a circa 48 trilioni di dollari: cioè a 48 pile di banconote da mille dollari alte 110 km ognuna!”
    Il grafico lo trovate qui
    http://www.segnideitempi.org/la-crescita-esponenziale-e-il-big-crash/cultura-e-societa/la-crescita-esponenziale-e-il-big-crash/

  47. Liutprando scrive:

    Tafazzi58 è il solito asino.

    Lista di stati per PIL

    Tutto normale.

  48. Mi sorge un dubbio scrive:

    Liutprando, mi sorge il dubbio che non ci siano dubbi : il tuo commento delle 9:14 è la prova scientifica che sei uno scemo

    :!:

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