Il Pd sugli scogli di Genova
Ma di che cosa è segretario Bersani? Come fa ad aver inventato le primarie italiche e a perderle sempre? In Puglia due volte, a Milano per knock-out, a Napoli hanno eliminato come in un film di Jason Bourne i due candidati più votati pur di non decidere sulla correttezza del processo delle elezioni primarie, consegnando i loro voti e i voti degli altri al Giudice-Leader-Massimo, al nuovo Migliore: Giggino l’amico di Al Pacino.
A Genova la configurazione del disastro è diversa: un sindaco, Marta Vincenzi, inviso da sempre al Pd, un po’ arrogante, non ha svolto male il suo primo mandato e a suo tempo aveva scalato la poltrona alla faccia delle correnti. Dopo il grave scivolone dell’alluvione non viene messa in discussione politicamente, si pensa di eliminarla senza fare un ragionamento, una analisi.
Le si contrappone una parlamentare più conforme all’immaginario del gruppo dirigente nazionale (già, ma quale?). Una terminator più politica, brava e assai meno empatica. Per la Vincenzi la Pinotti sta con l’establishment di partito, per la Pinotti la Vincenzi sta coi poteri forti. Ma per chi dovevano votare? Si aggiunge qualche candidato di sfrido come quello Psi. Sel va per il cammino segnato a Milano: Pd diviso, inviso ai suoi stessi elettori, situazione caotica dunque eccellente. Doria vince a man bassa anche se le due candidate sommate lo superano in voti e la Vincenzi ottiene un buon risultato viste le forze in campo.
Ma a Roma come a Genova chi ha fatto una analisi politica? Chi stabilisce legami, chi ha più l’autorevolezza di dire ad un candidato di farsi da parte, o viceversa? Nessuno e nessuno ha assunto in questi anni responsabilità se non quella di dire dei no, di far fronda, sbarramento. Il popolo si stufa, non va a votare. Vanno solo i militanti, le persone arrabbiate.
La reazione all’establishment diffuso e intronato è intercettabile ormai solo sui Socialcosi 2.0. E’ fulminante e de sinistra. A metà tra il compiaciuto sfottò e il singulto funereo. Cinguettano lesti e spietati: @laelius “Genova e il Pd: buio Pesto”. Prese d’atto: @BoboVarone “Il Pd non riesce a vincere neanche le primarie: dopo Puglia, Napoli e Milano è la volta di Genova #fateridere !!”. Attendista: @WandaMarra “Brutto colpo per il Pd. Ma Bersani non dice niente? #primarie #genova”. Cinicamente corretta: @salvotoscano1: “Dopo Napoli e Milano pure Genova. E’ ufficiale: il Pd ha inventato le primarie per il gusto di perderle #appostosiamo”. Clamoroso il vicepresidente del Pd @Ivan Scalfarotto, invece di dirci la sua chiede lumi: “Qualcuno mi spiega cosa è avvenuto a Genova?”. Tenta invece una analisi politica sia pure parziale @sbrando72 “E no, vi prego, il Pd a Genova non ha perso a causa del governo Monti ma del governo locale Vincenzi e di tutte le beghe democratiche”. Ma chi sostiene che è colpa di Monti? @lucatelese “Il centrosinistra ha voglia di battersi e vincere. Non di svenarsi per i tecnici mentre pagano gli ultimi #primariegenova”.
Lucida analisi del voto simil-Pci? No. Voglia di Grecia. Cioè: trasformare un dramma in tragedia. Per fortuna si tratta solo di amministrare una città un po’ chiusa, assai in crisi di identità, con le spalle al futuro e con davanti un mare di cui non sa più che fare. Doria, come Pisapia, sarà assai più pragmatico e capace dei partiti di riferimento. Il problema verrà se e quando questo teorema si trasferirà al livello nazionale indicando i responsabili di tutti i guai nella terribile Merkel, la cinica Bce e il subdolo Monti. Non ci resterà che mettere i passamontagna: almeno i figli non ci riconosceranno nella foto sbiadita che gli ha rovinato il futuro.


L’ansia di potere del PD ha portato a sconfessare la linea di Veltroni: siamo grandi e grossi, abbiamo storia alle spalle e futuro davanti,abbiamo strutture ed idee…. possiamo governare da soli, senza farci rompere i coglioni… Invece, pur di raccattare poltrone, corrono appresso a Di Pietro e Vendola.
Ma adesso anche i rifondaroli hanno i loro ladri e carcerati: vedi l’ex sindaco di Gubbio ( comunisti, che dite?)
L’ex sindaco di Gubbio Orfeo Goracci (Rifondazione Comunista), attuale vice presidente del Consiglio regionale dell’Umbria è stato arrestato dai carabinieri che hanno eseguito complessivamente nove ordinanze di custodia cautelare, cinque in carcere e quattro ai domiciliari. A loro carico verrebbe ipotizzata – secondo quanto si è appreso finora – l’accusa di associazione per delinquere finalizzata all’abuso di ufficio e ad altri reati. Un altro dei provvedimenti nell’ambito dell’indagine riguarda l’ex vice sindaco Maria Cristina Ercoli.
Violenza sessuale – Sull’inchiesta viene mantenuto il riserbo assoluto, ma nel pomeriggio sono trapelati nuovi particolari: all’ex sindaco di Gubbio viene contestato anche il reato di violenza sessuale aggravata dalla sua qulità di pubblico ufficiale. Nel capo di imputazione sta infatti scritto che Goracci “ha in due distinte occasioni, costretto una dipendente, alla quale inviava numerosi sms e pressanti inviti per intrattenere rapporti sessuali, a subire atti sessuali, baciandola, cingengole le spalle e tirandola a sè, contro la volontà della donna, commettendo il fatto nella sua qualità di pubblico ufficiale e all’interno del proprio ufficio di sindaco”.
Ma non era Berlusca quello INFOIATO?
MAURO1,
premettendo che uno non è colpevole fino a ….continuo a sostenere che il bacato lo troviamo dovunque.Basta grattare la crosta del perbenismo e voilà ci trovi tutti i rappresentanti del mondo politico.
Pecunia non olet e tantomeno il sesso in tutte le sue espressioni.
Il mondo di sinistra si è solo voluto illudere di essere superiore!
L’EGEMONIA è la politica della sinistra
La sinistra vuole educare il popolo
la sinistra dice che è meglio la propria idea sx
La sinistra è buona per definizione
La sinistra è geneticamente diversa da tutti gli altri, naturalmente è la migliore.
La sinistra
gli elettori del pd invece (sondaggi sempre alla mano) dicono che bisogna guardare a sel e all’idv
Ecco Axenos, questa è esattamente la prova del fallimento del “progetto PD”, NON di questo PD MA del PROGETTO PD. Ora risponda lei a una domanda: in presenza di QUESTO PD qual’è il senso dell’esistenza di 3 o 4 (ho perso il conto, mi perdoni) partiti di matrice omologabile?
Una bella fusione e ci avremo tutti guadagnato in chiarezza. Quelli che non possono convivere in un soggetto siffatto rivolgano, se sanno e se possono, la loro attenzione altrove.
E’ un concetto difficile da capire?
Concordo paolab.
Infatti ho detto che il senso dell’operazione di Veltroni venne snaturato da una logica elitaria e egemonica.
I numeri dei sondaggi, da non sottovalutare, ci dicono però altro. Oltre i contenuti politici, parte degli italiani, è stanca di logiche politiche troppo di parte e, benché il PD sia anch’esso una parte, appare forse, nell’immaginario collettivo, meno parte di altri (leggi PDL e Lega).
L’ironia che accompagna taluni commenti circa la circostanza che il PD appoggi il Governo Monti contro i suoi stessi interessi, a mio vedere, è sciocca quanto i suoi istrionici inventori. Non occorre essere geni per comprendere che pur tra mille sacrifici e scelte impopolari, la politica di Monti,unica possibile, colpisce sia a destra che a manca, mentre prima i colpi erano tutti e solo da una parte.
A comprova di ciò vi è la circostanza che sono maggiori le resistenze all’interno del PDL nell’appoggio a Monti che nel PD.
il senso della presenza di più partiti di matrice omologabile si spiega guardando alla legge elettorale.
più si tende al proporzionale puro e più si disgrega l’offerta politica, più si va verso il maggioritario e più l’offerta politica si riduce.
vi sono pregi e difetti in entrambi i modelli: il proporzionale è più rappresentativo della volontà popolare ma garantisce minore governabilità; il maggioritari per contro, è meno rappresentativo delle diverse sensibilità dell’elettorato, ma garantisce più stabilità.
almeno in teoria dovrebbe funzionare così.
ora, che sistema elettorale abiamo in italia? abbiamo il porcellum. un obbrobrio di sistema elettorale che unisce i difetti del proporzionale (scarsa governabilità) a quelli del maggioritario (rappresentatività assente) senza apportare alcun pregio. anzi, di suo ci mette anche l’assenza delle preferenze…
il procellum è un sistema misto che spinge i diversi schieramenti, nel tentativo di non disperdere voti, a dividersi in formazioni che, da un lato, non siano troppo piccole da rischiare di non superare lo sbarramento e che contemporaneamente riescano ad intercettare la maggior parte delle diverse sensibilità dell’elettorato.
ecco perchè c’è bisogno di un pd che raccolga i voti di quelli come csr e msud, e di un sel che raccolga il mio voto…
non so sono riuscito a spiegarmi.
Bene CSR, mi fa davvero piacere che ogni tanto ti capiti di esser d’accordo con me.
Non mi preoccuperei troppo dei sondaggi, sono estremamente volatili e troppo soggetti agli umori della giornata. Proviamo ad entrare in un’ottica di prospettiva, sempre se il banco non salta prima. Di cosa ha bisogno l’Italia per diventare un paese normale? Di un partito riformista e un partito liberale (conservatore ma liberale) animati, entrambi, da spirito di servizio e senso dello Stato. E di una legge elettorale che consenta anche la rappresentanza delle minoranze purché la loro presenza non si trasformi in un diritto di veto perpetuo sul diritto di governare che la maggioranza legittimamente esercita.
Rispettate queste premesse, che vinca il migliore. E se, a turno, sarà il migliore di qualcun altro a vincere, come diceva il vecchio Boogey? E’ la democrazia bellezza, se siamo disposti a pagarne il costo. Altrimenti vuol dire che ci meritiamo la dittatura e allora fine di ogni discussione
diciamo che se il pd si alleerà col terzo polo, avrà probabilmente oltre aI VOTI Di quelli come fabio e csr anche quelli di palmiro cangini e quelli di metà degli elettori di fini e casini. ma non il mio.
se invece si alleerà con sel e idv perderà i voti di quelli come palmiro ma guadagnerà il mio.
rimane da stabilire quale sia il gruppo più numeroso…
paolab scrive:
14 febbraio 2012 alle 19:37
lA TUA ANALISI è PERFETTA.
Anche quella di
axenos scrive:
14 febbraio 2012 alle 19:43.
Ma quella di axenos vale per l’Italia com’è oggi: è come vivere giorno per giorno.
Quella di paolab invece è di base. E’ come la Costituzione.
doris scrive:
14 febbraio 2012 alle 18:50
MAURO1,
…
Il mondo di sinistra si è solo voluto illudere di essere superiore!
E quello è il loro grosso limite e la nostra mancata possibilità di scelta!!
Ormai vincono nelle primarie candidati radical/chic o populisti- da Doria a De Magistris (escluso forse il “garantista” Pisapia – che non verrebbero mai proposti a sindaco da un qualsiasi partito socialista/socialdemocratico europeo nel loro Paese. Il fatto è che il Pd è in stato confusionale e senza identità dopo la sciagurata fusione tra ex-dc ed ex-comunisti (salvo qualche eccezione socialista). Si avverte,con la 2^ rep. – la frammentazione e disseminazione insensata delle culture politiche storiche – la liberale, la cattolica, lac comunista, la socialista/socialdemocratica – in partiti-contenitori di cartapesta, tra cui, of course, il Pd. Il Pd, se ha coraggio, deve recuperare il riformismo socialista – ancora attuale – dei Rosselli, Nenni, Giolitti, Lombardi, Sylos Labini, Bobbio, Cafagna, Ruffolo, ecc.) abbandonando i miti togliattiani e berlingueriani del vecchio Pci. Solo così avrà un’identità socialista di stampo europeo e presentare candidati a sindaco e a premier con programmi e progetti di sinistra riformista, dal forte contenuto laico, sociale e progressita.
Sto ascoltando Celentano…. 350.000 euro. Anche i miei, visto che pago il canone.
Celentano è comunista? A 350.000 euro a botta, come fa a fare il sinistro? Quello che stà dicendo non è sbagliato…. ma firlo gratis era meglio. Prima o poi….
Io non mi arrogo il diritto di sapere cosa ha bisogno questo paese, laurab.
Posso però dirti di cosa ho bisogno io.
Io necessito di una classe politica onesta. I migliori vinceranno le elezioni e ci governeranno.
Fuori i disonesti dalla politica…. poi parleremo di proporzionale, maggioritario, presidenzialismo, riformismo, liberalismo, anarchismo, etc.
La gente che è dentro la politica vi è entrata, nella quasi totalità, per avere potere, soldi, vantaggi personali per se e la propria clack.
Ecco che la preferenza deve assolutamente tornare, ecco che i candidati dovranno essere sempre incensurati, ecco che i loro curricula dovranno essere obbligatoriamente consultabili in rete dopo essere stati certificati, ecc.
Non dovrà mai più accadere che un caudillo si appropri del potere per difendere i propri interessi, che vengano eletti Ministri senza competenze e senza alcuna preparazione.
Occorre abolire il voto segreto in Parlamento. Gli elettori devono sapere sempre cosa abbia votato il loro eletto su ogni argomento.
Per il resto, sinistra, destra, pincopallo, non mi frega nulla.
@ MAURO1,
guardi Celentano?
Ma lui i soldi li dà in beneficenza. Che cosa vuoi di più dalla vita?
” io non mi arrogo il diritto di sapere cosa ha bisogno questo paese, laurab. ”
laurab? Chi è?
Già,non frega nulla! Peccato che alla stragrande maggioranza degli Italiani freghi solo di stare bene a qualsiasi prezzo e senza guardare per il sottile.
Provate a chiedere a chi ha perso il posto o ad un pensionato al minimo oppure a chi ha tre figli quarantenni in casa,se non sarebbe disposto a votare per un truffaldino qualsiasi pur di risolvere il proprio quiz.
I problemi contingenti e le tragedie giornaliere sono più pregnanti dei voli pindarici di certi benpensanti,che poi “mutatis mutandis” sono gli stessi che per decenni hanno votato per il pentapartito o per i compagni di merende che facevano finta di stare all’opposizione!
@LUDWIG,
che piacere dirle buonasera.
Lei è come me : i piedi sono ben saldi al terreno e i voli pindarici li lascia agli altri.
@Doris.
Il piacere è tutto mio!
Non si meravigli se si guarda Sanremo e non si meravigli domani leggendo i dati Auditel…inorridisca e basta!
Questo reclamano gli stremati connazionali(ma de che?)e si beano delle scempiaggini di un predicatore dalle molte idee se pur tutte confuse.
D’altra parte come Lei ben conosce,il gotha dell’ovvietà e gli specialisti dei luoghi comuni,assurgono al colle più alto di Caput Mundi!
Strano che questa sorte non sia toccata al buon Catalano,le Sue trovate non erano certamente da meno di quelle della totalità dei vari inquilini Quirinaleschi.
Fece eccezione solo Cossiga,che infatti tacciarono di pazzia.
Per il molleggiato c’è speranza,più sproloquia più aumentano le chances!
Hai visto mai che Ve lo ritrovate Presidente?
Auguri!
@ LUDWIG
“Hai visto mai che Ve lo ritrovate Presidente?
Auguri!”
Scemi siamo ( non Lei),ma fino a quel punto no.
@Doris.
Grazie per avermi escluso,ma non ne sono del tutto certo!
Tornando a bomba,Lei si sentirebbe di escluderelo?Eppoi,la buonanima di Oscar Luigi era tanto meglio di Celentano?
Oppure anche Lei si è fatta influenzare dalle celebrazioni postmortem?
Credo sia stato il peggiore di tutti i già pessimi Presidenti di questo pessimo Paese!
Francamente,pur detestando il cantante in oggetto,preferirei sempre Lui all’ineffabile Baffino od all’inadeguato Casini,senza menzionare il ridicolo Gianfri!
Mi proponga un nome serio e le mando un cesto di orchidee!
Io non mi arrogo il diritto di sapere cosa ha bisogno questo paese, laurab
Ah CSR questa Laura ti si è proprio piantata nella mente e nel cuore: è la quarta volta, se non sbaglio i conti, che ti rivolgi a me come se fossi LEI
laurab: era san valentino e dal cuor non si comanda la tastiera
Celentano ha pronunciato un cumulo di sciocchezze e di idiozie. Ancora più idiota il pubblico che lo ha applaudito (in piedi). Celentano è il simbolo di una certa Italia politica, soprattutto di sinistra (pseudoriformista) in totale stato confusionale (solo che Celentano è pagato con i nostri soldi).
E dopo siamo tutti degli Schettino, siamo tutti dei Celentano ?
@LUDWIG,
la buona educazione m’impedisce di dare dello sciocco ai ” presenti”
Scalfaro? Mi verrebbe da chiedere : Scalfaro chi?
“mi proponga un nome serio…”
Non ne ho,purtroppo,per cui niente cestino d’orchidee.
@LUDWIG,
dopo avere letto che tutti i presenti al Festival si sono alzati in piedi per omaggiare Celentano…non escludo proprio una sua possibile candidatura.
Siamo più scemi (escluso Lei)di quanto potessi immaginare
io penso che le primarie non abbiano senso.
un partito o movimento politico organizzato, con i suoi iscritti e le varie strutture rappresentative, deve essere in grado di proporre agli elettori un candidato scelto dal partito e non da attivisti incazzati che vivono la politica come una partita di calcio.
reputo le primarie all’italiana uno sberleffo alla politica un ennesimo cuneo inserito nei meccanismi gia’ malfunzionanti della politica.
se mi e’ permesso trovo inquietante la foto di vendola,gallo e doria , sono il vuoto presentato come novita’politica.
basta atterrare all’aereoporto di genova per capire che la citta’ e’in crisi profonda.
genova ha bisogno di programmi seri di interventi decisi , serve poco parlare di mignotte e transgender oppure di centri di ascolto per “immigrati” ( clandestini) credo che la citta’ meriti qualcosa di piu’.
e allora forse e’ meglio la sciocca arroganza della vincenzi piuttosto che il vuoto ridondante del trio patetico.
Sbagliato, Axenos
Non ci azzecchi mai e questo è un dato di fatto.
Il problema non è mai quello delle alleanze, o almeno non subito.
Prima dichiari cosa vuoi fare, poi vai a cercare consensi ed alleanze.
E prima dei partiti, vengono gli elettori.
Infatti, come il Labour o la SPD, non solo non posso escludere a priori l’elettore vero o potenziale di Sel, ma ho bisogno di lui come il pane, se il mio progetto risultasse vincente e convincente.
Di Vendola e Migliore no, non ho bisogno: se ne andassero affanculo.
E mi interessa anche il voto dell’elettore IDV che, protetto dall’ombrello del PD che gli consente di raggiungere il quorum, vota IDV perchè non gli piacciono molte “mano leste” presenti nel PD.
E, come sopra, Di Pietro e Donadi se ne andassero affanculo.
Vedi, Veltroni sarà anche ondivago, leggero, nè carne e nè pesce, ma ha avuto il pregio di “inventare” un concetto che è tutto un programma, presentissimo però nelle altre “famiglie” europee e transoceaniche: il partito a vocazione maggioritaria.
Cioè un partito che guarda gli elettori e non le Segreterie, i progetti e non gli accordi fine a se stessi o per vincere un’elezione, senza poi sapere e potere governare, un Partito che punta sui candidati (che cambiano nel tempo) e non sugli apparati, destinato a cambiare la forma-partito in Italia, un partito che quando vince governa e quando perde cambia uomini, squadra e programmi, per vincere la volta dopo.
Nelle urne, naturalmente e non nei “caminetti” dei corridoi del Parlamento.
E infine, per vincere e governare, ho bisogno di sottrarre voti all’avversario, convincendo i suoi ex elettori a votare per me non perchè sono più bello, o più casto, o più puro o meno ladro per antonomasia, ma perchè fa breccia ciò che dico di voler fare e, soprattutto, trasmetto sensazioni positive riguardo la coerenza poi, cioè non vendo aria fritta, ma posso realizzare ciò che sta scritto nel mio programma.
Oh, il programma poi non deve essere una Treccani: bastano i 10 punti di Hollande.
Se piacciono, vinco; se non ci azzecco, perdo.
Ciospo, io penso tutto il bene possibile delle primarie, rispettando chi le primarie non le fa (i tedeschi, per esempio).
Mi piacciono a prescindere ed in Italia sono l’unico strumento in mano agli elettori per decidere i loro candidati, senza l’ipoteca insopportabile delle Segreterie.
Certo che “primarie di coalizione” è una baggianata folle, un tentato suicidio che molto spesso riesce e anche bene.
Io, PD, decido il mio candidato con le mie primarie, poi sarà il candidato e non il partito a cercarsi le alleanze opportune per vincere e governare.
Se dice bene, ti trovi il Masaniello di turno che, appunto, farà la fine di Masaniello, dopo aver fatto qualche danno.
Se dice male, ti trovi il “barone rosso” di turno, quello che in Italia, fin dal lontano medioevo, lega il popolo alle baronie dinastiche dei “magnati” e, con “feste, farina e forca” fa carne di porco di borghesia e ceto medio (quindi: attività produttive, impresa, libertà di agire…..).
La variante odierna di “feste, farina e forca” è il dirigismo, l’applicazione scientifica di teorie astratte para-illuministiche, capaci di desertificare territori ricchi di opportunità e di iniziative.
Non dimentichiamo che, alla faccia delle cazzate sparate da Weber, la prima SPA nacque a Genova ai tempi delle repubbliche marinare per organizzare e gestire le complesse attività portuali.
Se Doria vince, non è colpa delle primarie, ma di una politica vecchia ed ingessata che continua a fare danni.
E il bel Doria, così ben descritto a suo tempo da Paolo Villaggio (la Contessa Serbelloni-Mazzanti-Vien dal Mare ed il suo yacht “Il compagno” o “Il proletario”, mi pare) e la “sciocca arroganza” della Vincenzi sono le due facce della stessa moneta, sempre più inutile e fasulla.
Per quanto mi riguarda, Rocheful ha ragione da vendere.
Axenos, io continuerò a votare PD.
Sì, anch’io come Msud sono un pò “giapponese” nella jungla.
Non mi arrendo, forse prima o poi il PD diventerà riformista e socialista Europeo.
Come un labour, una SPD o un PSE qualunque.
Hic manebimus optime.
Compreso il diritto-dovere di critica.
Roberto scriva:
Vedi, Veltroni sarà anche ondivago, ma ha avuto il pregio di “inventare” il partito a vocazione maggioritaria.
Cioè un partito che guarda gli elettori e non le Segreterie, i progetti e non gli accordi fine a se stessi o per vincere un’elezione, senza poi sapere e potere governare, un Partito che punta sui candidati (che cambiano nel tempo) e non sugli apparati, destinato a cambiare la forma-partito in Italia, un partito che quando vince governa e quando perde cambia uomini, squadra e programmi, per vincere la volta dopo.
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certo certo, come no.
deve essere per questo che veltroni ha candidato rutelli a roma.
perchè lui ha in mente un partito che guarda agli elettori e non agli accordi con le segreterie…
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ma fammi il piacere palmiro… anzi, fattelo tu il piacere: posa il fiasco del lamnbrusco
Axenos, tu sei più grezzo e volgare della cera d’api.
Non sai cogliere e non vedi i particolari, le sfumature, i piccoli ma significativi cambiamenti.
Non te ne frega un tubo: per te i cambiamenti sono anticipati dallo scoppio della Bastiglia, innaffiati con buon sangue, rinverditi con processi ai revisionisti imborghesiti.
Veltroni ha avuto un’intuizione di quelle che avrebbero fatto saltare il banco.
E che Bersani si è affrettato a cassare immediatamente.
Per Bersani il mondo è fatto dall’operaio iscritto alla CGIL (ma anche a Cisl e Uil), dall’Artigiano iscritto alla CNA, dall’imprenditore iscritto a Confindustria, dal commerciante iscritto alla Confesercenti e così via.
Quindi, i suoi referenti, ovvero la corda cui spesso si impicca, sono Cna, Cgil, Fapa, Confindustria…..
I due terzi di agricoltori, artigiani, commercianti, operai non sono iscritti a nulla e sono soli: con la banca, con lo Stato, con il mutuo, con l’orario di lavoro…..
Le rappresentanze sono importanti, ma non sono l’esclusiva, sono una minoranza organizzata tendente al corporativismo.
Ecco, vedi, preferisco stare con loro.
Nei bar, nelle mense, al supermercato, all’uscita della fabbrica.
Molto più interessante che venti riunioni di “concertazione” con CNa o Confesercenti.
Ma che sto dicendo?
Tanto tu non mi ascolti.
Parlo di cose serie e tu rispondi con quello stronzo di Rutelli.
E sei pure ignorante, poichè sono un romagnolo, non un emiliano.
Siamo uniti non solo da un trattino, ma da secoli e secoli di storia condivisa.
Ma in quanto a bere, credi a me, meglio un sangiovese “selvatico” (cioè non maturo, greve, un pò acido ed “impastatore” di denti, gengive e palato, peraltro indicatissimo con le sarde a scottadito,che il migliore dei Lambrusco di Sorbara o Vignola.
Anch’io sono settario, a volte: è il richiamo della foresta, che non mi dispiace e cui non mi dispiace, ogni tanto, far qualche concessione.
E ridi, ogni tanto, Axenos.
Parla un poco “grasso”, ammira i culi e le tette, concediti a battute poco corrette, gioca a Beccaccino (per il resto degli Italiani: tresette con la briscola) o giaguaro (per i non abitanti sulla via Emilia fra Modena e Forlì: briscola a cinque), insomma, sciogliti un pò.
Guarda il lato positivo di “Palmiro”: chissà che non sia possibile il “miracolo” certo di restar diversi, ma smetter di digrignare i denti e menar fendenti come novelli Bianche e Neri del XXI Secolo!
senti roberto, prima o poi qualcuno doveva dirtelo, perciò rilassati. siediti. prendi pure il fiasco del sangiovese o quello del lambrusco se preferisci e riempi un bel bicchiere, di quelli grandi, di quelli che a stento si tengono con una mano.
ci sei?
bene.
vedi, il fatto è che… monti è andato a bruxelles. si insomma, era li col suo loden blu a parlare di spread e della merkel, quando ad un tratto… senza che nessuno gli avesse chiesto niente eh?
ad un tratto, dicevo, ecco…
ce l’hai sempre il bicchiere col sangiovese in mano?
bravo, bevine un bel sorso…
ad un tratto monti – e poteva anche continuare a parlare di spread e della crisi greca eh? nessuno avrebbe avuto niente da ridire per questo – si è bloccato, ha guardato fisso in camera, ha visto che mancavano appena trenta secondi alla fine della conferenza stampa e ha piazzato il coup de teatre. ha detto: rimetteremo l’ici alla chiesa!
poi, ha stirato le labbra in un sorriso sornione, ha puntato il dito dritto in camera e ha ripetuto: sì, avete capito bene, rimetteremo l’ici sui beni non di culto della chiesa.
e lì è finito il collecamento.
bene, qualcuno doveva pur dirtelo palmiro.
adesso devi essere forte palmiro, devi essere forte e superare anche questo trauma. dopo i controlli a cortina, la riduzione dei caccia ordinati da la russa, devi anche superare il trauma dell’ici alla chiesa. lo so, è dura ma ce la puoi fare.
Fai finta di non capire, come al solito.
Caro Axenos, non ci siamo.
Se ti va, rileggiti i tuoi ed i miei di scritti.
C’è modo e modo di assumere decisione e provvedimenti.
Ciò che mi è sempre stato insopportabile è la canea, il luogo comune, il provvedimento “contro” qualcuno e mai per qualcosa.
La rivalsa, la vendetta, la ritorsione.
Non sono strumenti da statista, ma da pseudo rivoluzionario da operetta.
Raccontala giusta: l’ICI sui beni “non di culto” è inesatto e riduttivo.
Si potrebbe pensare che hai ragione tu.
ICI su attività ed immobili di carattere commerciale, produttivo non di beni legati a servizi, invece, è un gentlemen’s agreement raggiunto da governo serio e Chiesa che si è trovata di fronte ad un governo serio, nè sdraiato a pecoroni e neppure con le torce in mano.
Succede, nei Paesi seri o in quelli che vogliono diventarlo.
Dove valgono i rapporti fra soggetti e le leggi e non piazze ululanti e demagoghi improvvisati.
Io riduco i caccia, perchè con i miei partner ho concordato gli standard di difesa necessari, metto l’ICI alla Chiesa, perchè con la Chiesa ho raggiunto un accordo importantissimo, controllo a Cortina (ma anche a Milano, Napoli, Modena…) concedendomi anche un pò al teatro, perchè è questo ciò che deve fare la pubblica amministrazione, anzichè rompere il cazzo alla gente con moduli e scartoffie e certificati.
Lo Stato è arbitro, non giocatore.
Un vento nuovo, Axenos.
Tu pensi come il tacchino: contento perchè lo ingrassano per bene.
Imparerà molto presto che, puntuamente,arriverà di nuovo Natale.