Un rischio Saviano lo corre
Certe cose non vanno neppure pensate, figuratevi se vanno scritte. Accade che Giorgio Magliocca, sindaco di Pignataro Maggiore – perché, per sua sventura, il prode ha scelto di impegnarsi in politica in una provincia come quella casertana -, divenga il boss in pectore, il collegamento tra il clan camorristico locale e la politica, naturalmente in salsa Pdl. Un poliziotto, tale Di Lauro, che nello stesso paese si è candidato sotto le insegne comuniste, guida le indagini.
Nel giro di pochi mesi Magliocca diventa l’uomo nero, gli vengono inflitti undici mesi di carcerazione preventiva. Dietro le sbarre da presunto innocente, anzi da innocente. Alla fine infatti il giudice assolve Magliocca perché il fatto non sussiste. Il castello accusatorio viene giù pezzo dopo pezzo e quell’uomo torna in libertà, ma la vita che lo attende fuori non è più la sua. Il tornado giudiziario travolge tutto, la carriera è stroncata e la reputazione infangata. Sì, come sempre accade in questi casi, la “macchina del fango” non risparmia niente e nessuno, anzi precede di gran lunga il processo in aula.
In cima alla lista degli “infangatori” compare, quantomeno per caratura internazionale, il romanziere Roberto Saviano. Il quale romanziere agisce “in buona fede”, come scrive egli stesso nella lettera indirizzata al “gentile avvocato Magliocca” nel 2009, quando di fronte alla querela per diffamazione e alle testimonianze degli investigatori (che smentiscono la sua ricostruzione) l’icona antimafia si prende la briga (o la premura) di mettere nero su bianco le sue personali scuse per quell’articolo pubblicato nel 2003 sul settimanale “Diario”; un articolo nel quale con la sicumera di chi adopera il terzo occhio Saviano accusa il sindaco dei reati che a Magliocca sono costati l’ingiusta detenzione e per i quali egli è stato, per l’appunto, assolto.
Nello scusarsi Saviano ricorda che il qui pro quo è avvenuto perché stretto dai “tempi imposti dalle esigenze editoriali” e dall’ “impossibilità di accedere ad altre fonti” il romanziere non ha avuto il tempo di verificare la veridicità delle cose riferitegli. Il tempo, come si dice, è tiranno.
Ora, noi non osiamo neppure immaginare che le uniche fonti di Saviano, dell’esimio Saviano, siano pentiti in odore di benefici e pm alla ricerca di notorietà, ce ne guardiamo bene. Anche queste sono cose che non vanno neppure pensate, figuratevi se scritte. Fatto sta che anche nel caso Magliocca la “macchina del fango” ha funzionato alla perfezione.
Poiché crediamo alla buona fede di Saviano, un consiglio ci permettiamo di darlo. A forza di sparare sentenze preventive su persone indagate o inquisite, a forza di imbastire processi paralleli o addirittura anticipatori rispetto a sospette iniziative giudiziarie, a forza di salire sul podio dei giusti per mazzolare gli improbi in attesa di giudizio, un rischio, caro Saviano, lo corri. C’è da temere che nel giro di qualche anno, giustizia italiana permettendo, di lettere di scuse ti toccherà scriverne più di una. Poi magari no, d’ora in avanti ci azzeccherai sempre, e noi ce lo auguriamo per davvero. Per te e ancor di più per chi ti capita a tiro. Con rispetto parlando, s’intende.


Annalisa, buon per te che credi alla buona fede di Saviano.
Crediamo (io no, ma neanche!)pure alla buona fede di Saviano ma per favore smettiamola di parlarne e soprattutto togliete l’inutile scorta a questo allegretto.
Abbiamo visto che sa “tenere lo schermo”, bon!
Levategli la penna e mettetelo su un set. Ehm, va benissimo un teatrino di periferia.
Che faccia la gavetta ‘orobbbertino!
Tzè!
[...] Chi gioca con le macchinine del fango Un rischio Saviano lo corre Certe cose non vanno neppure pensate, figuratevi se vanno scritte. Accade che Giorgio [...]
@ Annalisa,
Sincera buona fede di Saviano? Non lo so. Però si è scusato.
Tutti quei quotidiani che sull’arresto di Magliocca ,con dovizi di particolar ( controllato in rete), ci hanno sguazzato l’hanno fatto o almeno pubblicato la notizia della sua innocenza?
Lo sconcio è proprio questo. Ti massacrano, ti distruggono la vita e la carriera e poi… fanno finta di nulla.
Saviano si è scusato per non pagare pegno!!!! Se no faceva la fine di Formigli con la FIAT.
Qual’è la scusa? “non ho avuto tempo…”. Appunto. Evitava di scrivere. Non aveva altra gente da accusare, con prove vere?
Il berlusconismo non è stato granchè, ma anche l’anti-berlusconismo non scherza.
“Naturalmente la rispetto, ma non condivido la sentenza di assoluzione emessa dal Gup del Tribunale di Napoli, con il rito abbreviato, nei confronti dell’ex sindaco di Pignataro Maggiore ed ex consigliere provinciale, Giorgio Magliocca, che era imputato di concorso esterno in associazione mafiosa e omissione di atti d’ufficio con l’aggravante camorristica. A mio avviso vi sono tutti gli elementi perché la sentenza di primo grado possa essere ribaltata in appello”.
Lo ha detto il giornalista Enzo Palmesano, che si era costituito parte civile con azione popolare in vece della Provincia di Caserta, che era rimasta inerte, chiedendo la condanna di Giorgio Magliocca.
(Fonte : Pignataronews)
E ti pareva che il leccaculi di procura non intervenisse… Pignataronews… azz… hai detto l’ANSA…
Diciamo che Saviano ha fatto una figura di merda? forse. Ma quando rincomincia a fare il giornalista?
Saviano e’un prodotto dei tempi…Ha scritto 1 libro diventato famoso su argomenti vecchi e nuovi che non passeranno mai di moda..personalmente trovo scriva modestamente….Sopravalutato e se non riesce ad uscire dal cliche’ giustizialista..verra’ presto dimenticato….
forse solo undici mesi di carcere preventivo farebbero capire allo scrittore con la testa ad uovo e agli altri passacarte di questura l’orrore del loro infame mestiere.
a proposito di orrori.
sul corriere greganti: mani pulite mi ha distrutto (a me) ma e’ stata utile (al mio partito).
abnegazione encomiabile o mentalita’ mafiosa ?
Non parlate male di Greganti. E’ un mito…
Tutto qui?
Non sapete fare di meglio per sminuire Saviano? Principianti: pochi e mosci, a cominciare dall’autrice del pezzo, avvincente quanto un cruciverba risolto.
Nessuno vuole sminuire Saviano. Se volete un commento cattivo lo faccio fare a Sabina.
’O Zaratustra delle zecche, dobbiamo ricordarti anche la figura di merda di Saviano con la nipote di Croce?
Saviano è un prodotto di laboratorio confezionato nella redazione di Repubblica, uno che si dà arie da intellettuale ma è solo un fighetto che liscia il pelo alla cupola vincente dell’intellettualame italiano.
esule,
non mi riferivo a lei, che infatti non se la prende direttamente con Saviano. Comunque ha ragione: Sabina ha molto da insegnare a questi falliti dell’invettiva. Chi dimentica le attenzioni riservate alla Carfagna? La Chirico in confronto è come un’acciuga vicino ad una spigola.
A Sabina Saviano sta molto sulle palle, che io ricordi…
Comitato anticamorra – Pignataro Maggiore (CE)
Comunicato stampa – 22 febbraio 2012
PIGNATARO MAGGIORE (CE): SEQUESTRATA LA PISTOLA
AL BRACCIO DESTRO DI GIORGIO MAGLIOCCA
Agenti della Questura di Caserta hanno sequestrato una pistola all’imprenditore Giulio Parisi, presidente del circolo Pdl di Pastorano e, nella sostanza, il vero braccio destro dell’ex sindaco di Pignataro Maggiore, Giorgio Magliocca. Tra l’altro, la figlia di Giulio Parisi, Giulia Parisi, è fidanzata con Alfonso Magliocca, anch’egli dirigente del Pdl e fratello di Giorgio Magliocca.
La notizia è stata diffusa dagli stessi ambienti dei seguaci di Giorgio Magliocca, con un articolo pubblicato dalla testata giornalistica online http://www.comunedipignataro.it, nel quale si parla – tra l’altro – di “pistola regolarmente detenuta”.
Furibonda la reazione dei magliocchiani che sulla pagina Facebook recante il titolo “Forza Giorgio, siamo con te” hanno lanciato durissimi attacchi (uno proprio a firma di Giulio Parisi) agli agenti della Questura di Caserta. Dal canto suo, Giorgio Magliocca – appena assolto in primo grado dalle imputazioni di concorso esterno in associazione mafiosa e omissione di atti d’ufficio con l’aggravante camorristica – ha annunciato che sarà presentata un’interrogazione parlamentare in difesa di Giulio Parisi e del suo arsenale.
Personaggio molto noto e discusso, Giulio Parisi – prima di sbarcare alla corte di Giorgio Magliocca – è stato socio d’affari in un’impresa edile con il defunto boss mafioso Lello Lubrano, ucciso in un agguato il 14 novembre 2002. In epoca più recente, invece, Giulio Parisi ha maturato una forte amicizia e una assidua frequentazione con l’imprenditore del calcestruzzo, di Pastorano, Nicola Palladino, quest’ultimo arrestato per legami di cemento armato con il boss del “clan dei casalesi” Michele Zagaria.
In queste ore Giulio Parisi – che, a ragione, potrebbe fregiarsi della definizione di “profeta disarmato” del magliocchismo -, oltre che ad attaccare gli agenti della Questura di Caserta, è impegnato nell’organizzare i festeggiamenti per l’assoluzione di Giorgio Magliocca, previsti per sabato alle ore 13, con un incontro conviviale. Talmente forte delle protezioni giornalistiche di cui gode, Giorgio Magliocca, da non temere polemiche – che per altri sarebbero inevitabili – affidando l’organizzazione dei festeggiamenti per un’assoluzione in primo grado per fatti di camorra ad un soggetto che è stato socio d’affari di un boss mafioso.
Con preghiera di pubblicazione
Comitato anticamorra
Pignataro Maggiore (CE)
@ Comitato Anticamorra
” “pistola regolarmente detenuta”.
Dov’è il problema?
Esule,
certo, è quello che dicevo: la Sabina avrebbe molto da insegnare a questi sprovveduti anche nel lanciare invettive contro Saviano.
Mi sono spiegato male, ma le davo ragione.