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O il Pd, o la Cgil

L’avrà pure indicata a sua figlia come un modello da seguire, in opposizione alla splendida Belen sanremese, ma non si può dire che Bersani ami la ministra Fornero. Il piglio decisionista (e, nel merito, riformista e socialdemocratico) della responsabile del Welfare ha infatti gettato nello scompiglio il quartier generale del Pd, già scosso dall’uscita polemica di Veltroni e dal nascere in Parlamento di un vero e proprio “partito montiano” all’interno del gruppo democrat.

Così, l’incontro fra Bersani e Monti sulla riforma del mercato del lavoro, sebbene nelle intenzioni della vigilia dovesse servire a rasserenare il clima fra l’esecutivo e la parte sinistra della sua maggioranza, non ha fatto in realtà che sottolineare, e per dir così ufficializzare, la rotta di collisione fra la segreteria del Pd e il governo tecnico. È vero che Bersani ha ribadito l’appoggio a Monti, perché “c’è un patto di lealtà che non verrà meno e che deve durare fino alla fine della legislatura”, ma è altrettanto vero che lo scontro sull’articolo 18, anziché trovare una mediazione, esce dal vertice più infuocato che mai.

Secondo Bersani, infatti, “rompere il tavolo” della concertazione e procedere – come già annunciato da Fornero – anche senza il consenso preventivo dei sindacati, “vuol dire ‘liberi tutti’. E il ‘liberi tutti’ – minaccia Bersani – può essere un problema per l’Italia, non per il Pd, il governo o la Cgil”. È stata di nuovo Fornero, l’altra sera, a dichiarare che non soltanto non è necessario l’accordo con i sindacati, ma non lo è neppure quello con i partiti. Come a dire: sia il Pd ad assumersi in Parlamento le sue responsabilità. La risposta di Bersani sembra accettare la sfida, e rilancia la palla verso palazzo Chigi.

In realtà, però, la pistola del segretario del Pd è una pistola ad acqua. Se per accidente Bersani decidesse di votare contro il governo, otterrebbe all’istante due risultati: una corposa scissione del partito, e la nascita di una nuova maggioranza in Parlamento. Andare all’opposizione, per il Pd, non significa dunque far cadere il governo, ma “regalare Monti a Berlusconi”, secondo l’espressione di Veltroni, e tornare a chiudersi nel recinto di Vasto insieme a Vendola e Di Pietro.

Da Largo del Nazareno, del resto, tengono a far sapere che “l’accordo alla fine può anche non riuscire, ma bisogna essere sicuri che ci provino tutti e tutti facciano la propria parte”. Insomma, il pressing sul governo sarebbe parte di una trattativa più ampia, e servirebbe al Pd più che altro per non mostrarsi debole e remissivo agli occhi della Cgil. Quando poi il testo arriverà in Parlamento, si troverà una soluzione: “Ora però non possiamo regalare la Cgil a Vendola e Di Pietro”, sostengono i bersaniani.

Il fatto è che oggi a guidare la politica del Pd non c’è Bersani, né tantomeno i “Giovani Turchi” che lo attorniano in segreteria, ma la Cgil e la Fiom. La cui linea di intransigente conservazione non riesce ad essere messa seriamente in discussione, figuriamoci combattuta, dal gruppo dirigente del Pd. Eppure è proprio questo il nodo strategico di fronte al quale il partito è destinato a dissolversi: la modernizzazione non conosce santuari, e non si può essere riformisti se ci si ostina a conservare un sistema di garanzie e di privilegi che appartengono al secolo scorso e che oggi beneficiano una minoranza di lavoratori.

L’imbarazzo del Pd di fronte alla prossima manifestazione della Fiom è emblematico della confusione che regna in quel partito. Ieri Bersani ha risposto così: “Abbiamo una regola generale: il Pd non aderisce a mobilitazioni se la piattaforma non è compatibile, non partecipiamo a manifestazioni contro il governo Monti”. Quindi? Quindi, ha proseguito, “guarderemo la piattaforma e valuteremo, si tratta di non perdere i rapporti con la società civile e con i soggetti sociali”. Risposta a dir poco evasiva, dal momento che anche i sassi sanno che la Fiom è contro questo governo, e considerato che due autorevolissimi membri della segreteria del Pd, il già-dalemiano Matteo Orfini e il neocomunista Stefano Fassina, hanno entusiasticamente aderito al corteo della Fiom contro il governo. Forse la stagione dei rinvii, dei giochi di parole e dei compromessi verbali si è davvero esaurita.

(dal Giornale)

241 commenti a “O il Pd, o la Cgil”

  1. Bunny Heath scrive:

    Marvellous.

  2. doris scrive:

    @ Bunny,

    ” Marvellous ” Moi?
    Trop gentil

  3. un esule scrive:

    T58

    Rimane il fatto che il Parlamento, sempre e comunque, deve prevalere sui giudici.

    Non ho voglia di studiarmi il caso dell’utri, ma penso che la giunta per le elezioni abbia valutato il caso e lo abbia dichiarato eleggibile ed eletto. Per me e’ sufficiente.

    non metto il naso in cose che non mi riguardano come semplice cittadino (il caso singolo), ma come regola generale i PM (in particolare quelli devianti) non possono e non devono alterare la composizione del Parlamento.

  4. Mi sorge un dubbio scrive:

    un esule,
    mi sorge il dubbio che Lei non si stia rendendo conto di quello che va dicendo

    :!:

  5. un esule scrive:

    Me ne rendo conto perfettamente, e’ lei che ha un concetto deviato della democrazia e della giustizia. Glielo dico da anni oramai.

  6. Angela scrive:

    @QR 25 febbraio 2012 alle 18:40
    Uffa! Anche tu non me ne “passi” una! :evil:

    Quello che tu descrivi è corretto ma con “bel periodo” intendevo dire esattamente quello che ho detto: “qualcosa succedeva”, non come oggi.

    Quegli scontri, quel “disordine organizzato” avevano una ragione (che non vuol dire che avessero ragione) e quelli sono passati alla Storia come “gli anni di piombo”.

    Questi invece, caro QR, verranno ricordati, temo come “gli anni del vuoto” senza nessun possibile parallelismo con quel periodo, nonostante qualche intellettualoide ogni tanto ci provi (ma lo fanno solo per vendere qualche libro).

    Oggi abbiamo delle legittime proteste, penso a “movimenti” come quelli degli Indignati, quelli dei Forconi… ma a ben guardare non sono altro che manifestazioni di protesta… che riescono a malapena a fare il “solletico” a chi ci amministra.
    L’area politica di riferimento dei manifestanti non conta… il malcontento è bipartisan.
    Questi movimenti non cercano legittimazione, non vogliono “raccattare” consensi (politici), vogliono solo cercare di portare all’attenzione della società “democratica” problemi reali, almeno questo è quello che dichiarano.

    QR, e se fosse quello il “problema”?
    Se fosse il fatto che questo “malcontento” non ha un colore politico e quindi non è… politicamente rappresentabile? (Non so se dice così… ma rende l’idea, credo)

  7. Mi sorge un dubbio scrive:

    Due giorni fa mi era venuto il seguente dubbio : i due super-falliti Walter Berlusconi e Silvio Veltroni sponsorizzano Monti perché vogliono salvare e riformare il Paese oppure lo sponsorizzano perché vogliono rifarsi una verginità politica ?

    Ora, dopo aver letto un articolo di Paolo Guzzanti, mi sta venendo un secondo dubbio : Silvio Veltroni è per caso una crocerossina ? Non è la prima volta infatti che aiuta l’amico Walter Berlusconi a rimettersi in sesto.

    :!:

  8. axenos scrive:

    Già, lui e dalema sono sempre in gara a chi per primo riesce e far risorgere il cialtrone di arcore. una volta vince d’alema con la bicamerale, un’altra vince veltroni facendo cadere il governo prodi.

    deve essere da questa attitudine che si giudica il grado di riformismo di un esponente della sinistra: dalla capacità di rimettere in sella, nel minor tempo possibile, il cialtrone di arcore. ma il titolo di campione indiscusso del riformismo italico viene assegnato solo a chi riesce a rimettere al governo il cialtrone anche dopo morto (il titolo appartiene ancora a dalema, il quale con la bicamerale riuscì nell’impresa miracolosa di resusctare un cavaliere ormai pronto per essere inumato nel mausoleo di arcore). per la competizione di quest’anno sono giè pronti veltroni, dalema (che gioca per difendere il titolo), renzi e rutelli…

  9. Mi sorge un dubbio scrive:

    Già … Renzi …il rottamatore di Giustizia

    :!:

  10. Mi sorge un dubbio scrive:

    Mi sorge il dubbio che ci sia una convergenza anche tra Silvio Renzi e Matteo Berlusconi, entrambi vorrebbero rottamare chi è in politica da 30 anni

    Mi sorge un dubbio : già che ci siamo, perché non rottamare anche chi è in politica da 10 anni e così rottamiamo anche Silvio Renzi e Matteo Berlusconi ?

    :?:

  11. mario2 scrive:

    rimane Bersani…..e siamo punto e a capo.

  12. axenos scrive:

    per rottamare il cialtrone basterebbe portare il limite a 20 anni

    mi sorge il dubbio che l’idea di walter
    berlusconi sia solo l’ennesima proposta di legge ad personam.

  13. axenos scrive:

    no, bersani non mi pare sia considerato un riformista. anzi, i sacerdoti del riformismo alle vongole lo considerano un rinnegato amico di fassina…

  14. mario2 scrive:

    Il mio punto e a capo stava a significare che, bolliti dalema e veltroni, non significativo vendola in quanto difficilmente leader di tutta la sinistra, per la sinistra rimane solo bersani con i suoi limiti. E quindi la sinistra ritorna al punto di partenza.

  15. axenos scrive:

    concordo, bersani rimane al momento l’esponente che riesce meglio a rappresentare le varie anime del pd. gli altri sono troppo bolliti e, più che ad unire, sono capaci a dividere ancor più le varie correnti della sinistra

  16. fabio scrive:

    io ho un brutto presentimento.
    non mi piace quello che vedo, sia nel panorama politico in generale, sia dal mio punto di vista personale (di piddino militante-dalemiano inveterato-neo filogovernativo).

  17. fabio scrive:

    il governo che abbiamo ora è il migliore degli ultimi anni.
    per me che sono europeista dalla nascita, è una occasione preziosa.
    il problema è che il parlamento è rimasto quello di prima, una manica di buffoni e disonesti.
    incapaci nella migliore delle ipotesi.
    non mi stò a dilungare nei dettagli, da quello che vedo non si riuscirà a fare nulla di importante.

  18. fabio scrive:

    e per quanto riguarda la mia personale posizione, non mi piace quello che scrive fassina, landini mi fà cascare le braccia.
    ogni volta che lo sento parlare, non distinguo una pausa (seppur piccola) nella sequenza di cazzate.
    passo la maggior parte del tempo in giro per le fabbriche, la classe operaia ormai è leghista.
    il problema è creare posti di lavoro, non difendere quelli che non esistono più.

  19. fabio scrive:

    chi era che diceva: “il problema è culturale” ?
    eh sì, è un bel problema.
    un problema davvero.
    prendi una fabbrica a caso, mettiti vicino alla macchinetta del caffè ed attacca bottone con il capannello di lavoratori in pausa.
    i problemi importantissimi sono:
    - gigi buffon
    - i marocchini
    (anche rumeni e moldavi, sono sempre marocchini)
    - i dipendenti statali
    (questi sono i più odiati, nella lista vengono per ultimi perchè è difficile portare gente che non conosci sull’argomento politico, prima devi prendere un poco di confidenza).

  20. mario2 scrive:

    già…Fabio e pensare che io e te magari pensiamo che ha ragione la Camusso: l’art 18 NON è la priorità per l’ Italia.

  21. Roberto 1 scrive:

    Caro MSUd,
    sono contento della tua risposta.
    Se fosse estensibile la “tregua” che hai in corso con QR, mi farebbe piacere.
    Leggo e rispondo solo ora, perchè un veek end al mare (15-17 gradi!) dopo due settimane di ….Siberia è stata una tentazione troppo forte, cui ho ceduto senza combattere.
    Nessun arzigogolo: ho capito il tuo pensiero, dubbi fugati.
    Dubbi peraltro legittimi, poichè senz’altro non ti sfuggirà che un pò di gente non vede l’ora di “liberarsi” di Monti, costi quel che costi, elezioni anticipate comprese, chi perchè pensa di vincere esponendo la “foto di Vasto”, chi perchè, più modestamente, si accontenta di “presidiare” una ridotta, ad esempio l’Art.18, per ottenere la elezione o rielezione garantita, con questo meccanismo elettorale.
    Di “questo pò di gente”, alcuni si annidano anche nel PD e sono speculari esattamente a quelli, forse più numerosi, annidati nel PDL.
    Qui vanno ricercate le “convergenze parallele” che rischiano di rimettere in sella il Cavaliere e non altrove, secondo me.
    Sei ingeneroso, mi pare, con Veltroni: fino a qui non ci arriva, è il segretario che ha preso più voti in assoluto per la sinistra, ha proposto o riproposto la “geniata” del Partito a vocazione maggioritaria, cui evidentemente un certo elettorato ha creduto, spazzando via partiti e partitini, concedendo, ma solo in virtù di un patto pre-elettorale di cui Di Pietro ha fatto carne di porco la settimana dopo, un 4,2 all’IDV, che le ha confermato, per il rotto della cuffia, la permanenza in parlamento.
    Qui però ci fermiamo, perchè Veltroni non è un panzer: è leggero come le “scatolette” che in Nordafrica affrontarono i Crusader e Matilda Britannici.
    Tu sai, però, che l’area riformista, lib-lab e tanti amministratori eletti nelle regioni che ho citato (che, quando dice male, “fedelmente” si acconciano a votare un Merola a Bologna, che hanno votato con le convulsioni Ramon Mantovani alla Camera per desistenza) oggi non ci starebbero affatto a consegnare a Landini nè il partito nè la fine del governo Monti.
    Altro che “…Veltroni e Fioroni fuori….”, ti sto parlando di ben altra roba, che penso tu conosca benissimo.
    E’ evidente che ci sono luci ed ombre nel risanamento avviato, ma con Monti ci si sta o no: non possiamo farci bacchettare da….Casini, su quest’argomento, che ha buon gioco ad accreditarsi di tutto un pò, proprio lui che, a suo tempo, difese il deputato beccato con i puttanoni russi, ipotizzando un “supplemento” di emolumenti alla voce: “solitudine dei parlamentari”.
    Non ti senti umiliato anche solo ad ipotizzare un “papa straniero”?
    Forse che il PD deve vivere sotto tutela perenne e non potrà mai, dico mai, aspirare alla normalità di designare un premier “indigeno”, come fanno inglesi, francesi e tedeschi?
    E perchè ciò appare sempre lontano ed impossibile in Italia?
    La stagione di riforme è iniziata.
    Monti non può fare tutto, nel tempo dato.
    Ha scelto Conti pubblici, Economia, eventuale ripresa.
    Per vivere, MSUD, per vivere: il resto, pur importantissimo, rischia di essere , in questa fase, solo filosofia e, prima, bisogna mangiare.
    Non c’è convulsione: c’è all’orizzonte il modello che ha fatto grande gli altri, o con assai meno problemi.
    E di cui i riformisti nostrani “predicano al vento” da anni.
    Tutto qui.
    Può piacere o no, può far soffrire o no, ma la strada è chiara e l’approdo pure.
    Non mi scandalizza chi è contrario, ma chi non ha ancora deciso sì o no e tenta un colpo al cerchio (l’appoggio a Monti) ed uno alla botte (le carezze a Landini), risultando così non credibile per tutti.
    E’ questo, non la chiarezza, ciò che acuisce la crisi con il proprio elettorato, cui si dovrà dire, finalmente, che andare al governo non è un’operazione di formule chimiche, destinate a squagliarsi al primo voto sull’Afghanistan, ma un’operazione di idee, programma e uomini adatti a fare le cose che si promettono.
    Il punto 5 lo condivido in pieno: permettere una graduale rottamazione dell’attuale classe politica.
    E condivido pure il tuo giudizio:”Qui siamo fermi come le montagne”.
    Qui Monti, comincio a credere, non caverà un ragno da un buco e se anche qualcuno scoppiasse per “eccesso di contraddizioni” il risultato aumenterebbe, forse, il casino anzichè ridurlo.
    Oggi, Msud, c’è la “Grosse Koalition”: c’è oggi.
    Ha ancora un anno davanti.
    Poco, se si vuole agire sull’intero sistema e non solo sull’economia.
    Anche perchè, “maccaronata” l’economia nel contingente, la stessa necessita di uno Stato moderno, diverso dall’attuale, per produrre nel tempo risultati stabili ed apprezzabili.
    A Monti servirebbe un mandato pieno, altro che uno scampolo di legislatura!
    Il riciclaggio dei “bolliti”, come dici tu, potrebbe avvenire se, finita la meteora Monti, tutto tornasse esattamente come prima, con gli stessi personaggi di prima.
    Non so come, non so in che modo, ma comincio a pensare che altri 5 anni di Monti potrebbero essere indispensabili per il nostro paese.
    Fermo restando che a Primavera prossima si deve votare e non si può votare proprio per un riesumato Berlusconi o per il “trio di Vasto”.
    Se una volta o due scazziamo Napoli, Roma o Milano, è grave, ma vabbè; se scazziamo la prossima elezione politica….saran cavoli amarissimi!

  22. axenos scrive:

    non può far parte del pd chi considera perse le elezioni a milano e a napoli.
    una cosa del genere può dirla la moratti o cosentino, ma non uno che dice di votare per il pd

    palmiro, lei è uno che oggettivamente lavora per l’altra parte…

  23. Angela scrive:

    A Napoli e a Milano non ha mica vinto il PD… come pure le primarie a Genova.

    Comunque trovo Roberto1 davvero ottimista.

    Che strano. Chissà come fa.

  24. mario2 scrive:

    Io sono un pessimista, che in generale è un ottimista ben informato.

  25. fabio scrive:

    mario, l’art.18 ?
    quello a cui hanno ricorso 500 persone nel 2011 ?
    e come faremmo senza.

    io per un po’ mi stacco dall’informazione politica.
    ho già abbastanza problemi e fonti di incazzatura da mattina a sera.
    ci vediamo tra qualche tempo.
    buon proseguimento e divertitevi.

  26. QR DeNameland scrive:

    MSUD, troppi post ci separano dal nostro cordiale dibattito, e vedo che sei già andato troppo oltre. Eppoi la Paolab mi ha preceduto, e vista la tua proverbiale pedanteria mi pare un dibattito fra sordi.
    La mia “gaffe” su Churchill era solo per spiegare che anche in Inghilterra non è vietato cambiare schieramento: loro lo chiamano crossing the floor. E del resto vorrei sapere come si potrebbe proibire.
    Ma tu preferisci guardare il dito e non la luna e crogiolarti in un fantastico mondo fatto di leggi scritte non si sa da chi che dovrebbero punire tutte i difetti dell’umanità.

  27. QR DeNameland scrive:

    Angela, quanto mi piaci quando fai quella faccina arrabbiata :-)

    C’è una differenza profonda fra allora e oggi: noi figli del baby boom eravamo una percentuale della popolazione mooolto più alta di quanto lo siate voi oggi. Per giunta siete cresciuti nella bambagia. Ma cosa vogliano i protestatari di oggi non si capisce come non si capiva allora. E i problemi ci sono sempre stati. Non crederai davvero a tutte quelle chiacchiere secondo le quali un tempo era molto più facile trovare lavoro?
    Ma stasera non sono in vena…

  28. Mi sorge un dubbio scrive:

    Caro Roberto,
    visto che me lo chiedi, mi sorge il dubbio che dovrò concedere anche a te una tregua ma tieni presente che te la concedo in virtù del tuo commento delle 19:32 di ieri sera sulla Toscana “orrendamente amministrata” con l’avvertenza che la durata della tregua sarà inversamente proporzionale alla quantità delle scemenze oggettive che mi toccherà leggere, se esageri sarò costretto a rompere la tregua unilateralmente e senza preavviso.

    Ora ti faccio uno schemino di quella che è la mia posizione attuale :

    1. Sono sempre stato un fautore del governo tecnico per le ragioni già esposte

    2. Ritengo tuttora che sia necessario sostenere Monti fino a legislatura compiuta ma deve trattarsi di un sostegno critico cioè capace di indirizzare e correggere l’azione del Governo. In questo senso non c’è contraddizione tra l’appoggio a Monti e il rifiuto di considerare come una priorità l’abolizione dell’art. 18 perché le forzature dell’Esecutivo sull’art. 18 sono a mio avviso un vero e proprio errore che sarebbe stato meglio evitare

    3. Considerando quello che per ora ci siamo lasciati alle spalle e considerando la varietà dei fattori che ancora condizionano negativamente il quadro politico ed economico della crisi, ritengo che Monti stia facendo benino, nessuno, almeno in questo momento, potrebbe fare di meglio ma ci sono anche delle ombre e delle incertezze ed è quindi del tutto normale che una forza politica popolare delle dimensioni e con le ambizioni del PD appoggi questo Esecutivo in modo critico.

    4. Anche se il contesto è ancora difficile ed incerto, il PD dovrebbe sfruttare la parentesi Monti per rinnovarsi e definire la propria identità con idee, programmi e progetti in grado di incidere in modo virtuoso sul presente e sul futuro del Paese. La ripresa della democrazia e della politica – come ha osservato giustamente Zagrebelsky – ha bisogno di partiti rinnovati.

    5.Non sono pregiudizialmente contrario alla prosecuzione di un’esperienza governativa come quella attuale anche nella prossima legislatura a patto però che le condizioni per una eventuale Grosse Koalition siano esplicitate chiaramente e che l’azione dell’Esecutivo sia in linea di massima predefinita sulla base di una scaletta condivisa tra le forze politiche e le parti sociali.

    6. Preferirei che si creassero le condizioni per un governo politico legittimato da un ampio consenso popolare ma vedo molte difficoltà all’orizzonte per entrambe le soluzioni : il fatto è che nessun partito, purtroppo nemmeno il PD, sente per ora l’esigenza di rinnovarsi completamente per recuperare su nuove basi un rapporto di fiducia con i cittadini e le idee, i programmi e i progetti per il futuro di questo Paese latitano, l’amara verità è che la partitocrazia è ancora viva e vegeta e trama nell’ombra per recuperare in un modo o nell’altro i pieni poteri e i privilegi.

    Ritengo che l’istinto di sopravvivenza della Casta giocherà ancora un ruolo importante nel determinare la configurazione del quadro politico dei prossimi mesi, l’attivismo dei due super-falliti Walter Berlusconi e Silvio Veltroni nel sostenere Monti ci indica che i rottamandi non vogliono essere rottamati, pare anzi che siano proprio i rottamandi quelli più solerti nel voler rottamare tutti gli altri.

    La mia impressione è che se i rottamandi riuscissero ancora a condizionare la formazione e l’azione di una eventuale Grosse Koalition, ne verrebbe fuori un pastrocchio e dopo aver dato una sistematina ai conti, dopo aver varato qualche riformucchia dall’esito incerto, una volta terminata l’emergenza si tornerebbe al solito spettacolino di basso profilo a cui ormai siamo abituati da anni.

    Mi piacerebbe dilungarmi sulla “foto di Vasto”, su “…Veltroni e Fioroni fuori….”, sui riformisti del PD, su Landini, sul Papa Straniero ma siccome le lenzuolate rischiano di diventare indigeste per chi le scrive e per chi le legge, mi limito ad un paio di osservazioni su Veltroni :

    a) secondo me il tuo giudizio sul risultato del 2008 è completamente sbagliato : non si è trattato del “ più grande risultato conseguito dal riformismo in Italia” , è stata una delle più gravi sconfitte della sinistra che la storia italiana ricordi, quel risultato ha consegnato le chiavi del Paese in mano ad un dittatorello da strapazzo e ad uno psicopatico come Berluschettino

    b) Veltroni è stato segretario dei DS ed ha combinato solo guai, è stato segretario del PD ed ha combinato solo guai, Veltroni ha chiaramente dimostrato di non essere un politico all’altezza delle situazioni, sul piano tattico è uno sprovveduto, vogliamo dargli una terza possibilità ? Mi sorge un dubbio : esistono dei limiti al masochismo ?

    :?:

  29. QR DeNameland scrive:

    Mi scusi se la disturbo per così poca cosa, egregio MSUD, ma quanto lei scrive al punto 4 vuol forse dire che il PD non ha una propria identità, ne idee, programmi e progetti in grado di incidere in modo virtuoso sul presente e sul futuro del Paese?

    Eppoi, mi scusi ancora, ma esattamente come pensa che dovrebbe rinnovarsi così profondamente, e in così poco tempo, un partito: spera forse che l’attuale dirigenza del PD commetta harakiri?

    In effetti, ora che mi ci fa pensare, sarebbe un’idea innovativa fondare un movimento che invochi un harakiri di massa dei politici tutti. Potremmo addirittura trovarci fianco a fianco ad un tavolino per la raccolta delle firme.

    Un qualche azzeccagarbugli che ci tuteli da eventuali accuse di istigazione al suicidio si troverà pure, non pensa? Forse potremmo usare la dizione suicidio assistito anziché harakiri…

  30. Roberto 1 scrive:

    Bene Msud, vedo che si può parlare, anche se la tregua concessami per “meriti sul campo”, cioè aver scritto sulla Toscana ciò che penso, non mi suona molto bene.
    Sull’Art. 18 me la cavo così: vogliamo “andare in scia” di Germania su welfare e relazioni industriali, con qualche divagazione filo-francese per quanto riguarda maternità e famiglia?
    Firmo subito e la “carneficina” attorno al ponte dell’Art. 18, come in uno dei passaggi più belli de “Il buono, il brutto e il cattivo”, finisce d’incanto.
    Quelle due o tre idee di Veltroni impedirono il disastro post Prodi-2; peccato, come dici tu, che Uolter sia leggero, troppo leggero, per sostenerne peso e conseguenze.
    Ma, secondo me, quella bandiera va raccolta e riportata, da chi ha forza per sostenerla, alla testa dell’Armata: vocazione maggioritaria, necessità che il voto esprima un governo ed una proposta di governo, più importante della fotografia della rappresentanza o della politica delle alleanze che, a dx come a sx, servono per vincere, mai per governare.
    Non è Uolter che ha riesumato Berlusca, bocciato per il quinquennio 2001-2006, ma Prodi ed il suo secondo fallimento.
    I rottamandi non vogliono essere rottamati.
    Verissimo.
    Ma siccome nessun organo può sospendere la Democrazia, nel 2013 si vota.
    E qui son cazzi.
    Il mio pensiero si fa più dubbioso, più scttico e, ripeto, comincio a pensare che l’esperienza di Monti debba continuare, con il conforto delle urne.

  31. Mi sorge un dubbio scrive:

    Esimio QR DeNameland,
    mi sorge un dubbio : perché Lei si preoccupa così tanto per il PD ? A mio modestissimo parere, Lei dovrebbe preoccuparsi invece per le sorti del PD+L , il partito che Lei ha sostenuto in questi anni, perché un partito che per fare numero è costretto a tesserare leghisti, piddini, rifondaroli, nomadi , persone agli arresti domiciliari, minorenni e morti a me sembra davvero malmesso, non crede ?

    :?:

  32. Mi sorge un dubbio scrive:

    Roberto,
    questa volta me la vorrei cavare velocemente :

    - per quanto riguarda il passato, non sono quasi mai d’accordo con le tue valutazioni e mi sorge il dubbio di non comprendere il riferimento che fai a quelle due o tre idee di Veltroni che impedirono il disastro post Prodi-2

    - per quanto riguarda il presente, siamo d’accordo sul fatto che il Governo Monti debba essere sostenuto ma io ritengo che l’appoggio debba essere critico e costruttivo, tu invece, se non ho capito male la tua posizione, sembri propenso a firmare un assegno in bianco

    - per quanto riguarda il futuro, io vedo la vocazione maggioritaria come una scatola vuota se non c’è un progetto per il Paese e la necessità che il voto esprima una proposta di governo non significa che debba anche esprimere un governo

    - a mio modestissimo parere, con il bipolarismo e il maggioritario, anche a causa dell’anomala presenza di Berluschettino, i problemi del nostro sistema politico si sono accentuati invece di risolversi, per risolverli in primo luogo è necessario che i partiti si rinnovino sul piano etico e che il sistema diventi una casa di vetro, non vedo altre soluzioni

    - per valutare Monti in modo equilibrato bisognerebbe considerare un primo fatto : la sua azione è resa possibile dalla drammaticità della crisi, i partiti si sono trovati nella condizione di dover accettare loro malgrado una tregua armata, nessuno può permettersi il lusso di far cadere Monti in questo momento e questo vincolo permette a Monti di andare avanti.Se la crisi dovesse attenuarsi e il vincolo dovesse cadere, le giornate di Monti diventerebbero molto più complicate. Poi c’è un secondo fatto : nemmeno uno scemo potrebbe fare peggio di Berluschettino. Con questo non voglo sminuire l’operato di Monti ma non sono nemmeno disposto ad avallare l’ entusiasmo di chi vede in Monti il nuovo demiurgo, sosteniamolo pure ma in modo critico, per me democrazia è sinonimo di partecipazione critica, per te ? Per me riformismo è sinonimo di dubbio sistematico, per te ?

    :?:

  33. Roberto 1 scrive:

    Si , MSUd critica ed insoddisfazione vanno benissimo e sono utili.
    Ma perchè i “no” siano autorevoli ed inducano anche l’avversario a riflettere, debbono essere pochi, ben distribuiti, ben argomentati.
    E perchè i “si” non siano pelosi e non inducano la “tua gente” a pensare che hai calato le brache, debbono essere altrettanto scarsi, convinti e su cose importanti.
    Se debbo combattere intorno all’Art. 18, ne ho poca voglia; ma se mi si dicesse qual è l’obiettivo e come ci si può giungere, sarei immediatamente disponibile.
    La “governabilità” non è un guscio vuoto: è un valore che qualsiasi cittadino, raggruppamento o partito dovrebbe salvaguardare ed esaltare, perchè non c’è l’occupazione di una sedia, ma un compito pro-tempore affidato sulla base di un’idea ed un programma.
    Uolter mobilitò e senza quella mobilitazione, sarebbe stato un disastro.
    Non puoi non ricordare che, in certi momenti, il distacco con l’Italia era rappresentato da vere e proprie insofferenze, simili all’odio.
    Lo leggevo, per esempio, nelle facce dei contadini, riguardo Pecoraro Scanio.

  34. QR DeNameland scrive:

    Egregio MSUD, io non ci dormo la notte a pensare al PDl, ed è proprio per distrarmi un po’ che volevo sapere come ve la passate voi nel PD. Ma lei preferisce rigirare la frittata ed evitare di rispondermi.
    Praticamente direi che lei abbia terminato la nostra tregua e tanto, diciamoci la verità, per lei vale quel che dice il Faust di Goethe chi vuol aver ragione a tutti costi e può usar la lingua, finisce per averla. E si è sempre saputo che la ragione è degli stupidi

  35. mario2 scrive:

    MSUD: ” per valutare Monti in modo equilibrato bisognerebbe considerare un primo fatto : la sua azione è resa possibile dalla drammaticità della crisi, i partiti si sono trovati nella condizione di dover accettare loro malgrado una tregua armata, nessuno può permettersi il lusso di far cadere Monti in questo momento e questo vincolo permette a Monti di andare avanti.Se la crisi dovesse attenuarsi e il vincolo dovesse cadere, le……”

    Il PDNV sostiene sostanzialmente il governo Monti per alcuni motivi per i quali non sarai d’accordo e cioè:

    - il PDNV, stando ai sondaggi, è il partito ormai di maggioranza assoluta e quindi, nel caso votasse o non votasse, ha un peso non trascurabile in vista delle prossime ineludibili elezioni
    - Il PDNV tende a delegittimare una parte dell’attuale classe politica che è in attesa di un passo falso di Monti per tornare in campagna elettorale fatta di chiacchere e non di progetti.
    - il PDNV sostiene fondamentalmente Monti in quanto ritiene che egli sia l’unica attuale possibilità di governo. Chi affosserà anticipatamente Monti se nè assumerà la responsabilità probabilmente aumentando i consensi per il PDNV.
    - il PDNV partecipa attivamente ad una critica costruttiva al governo Monti in quanto non ideologizzato, affezzionato, referente, comprato, interessato, alle vecchie logiche di partito. Il PDNV, per es. , dopo aver subito l’inasprimento fiscale e pensionistico resta in doverora attesa di norme volte al contenimento sostanziale della spesa corrente improduttiva, di norme sulla legalità e contro la corruzione, e di provvedimenti significativi sulla crescita, concedendo attenuanti sulla spettacolarità di certe iniziative contro l’evasione ma confidando in una concreta lotta alla stessa.

    F.to
    mario2
    semplice iscritto al PDNV

    PS: in caso di programmi e facce nuove il PDNV potrebbe cambiare linea politica.

  36. Mi sorge un dubbio scrive:

    Esimio QR DeNameland,
    qualora non se ne fosse accorto, ho solo replicato con una punta di sarcasmo al suo sarcastico commento delle 00:55 del 29 febbraio…

    Se Lei avesse posto le domande in modo serio, avrei risposto in modo serio.

    P.S. Il dubbio cresce con la conoscenza (Johann Wolfgang Goethe )

    :!:

  37. QR DeNameland scrive:

    Ma infatti, MSUD, nonostante il suo nick Lei non pare averne mai. Ma proprio mai. :lol:

  38. Mi sorge un dubbio scrive:

    Caro mario2,
    Lei ha esposto in modo chiaro le ragioni del PDNV, sono ragioni che hanno un fondamento, che pongono problemi e che dovrebbero stimolare quel rinnovamento del sistema politico sul quale ho insistito in varie occasioni.

    Purtroppo i super-falliti sono in piena attività, hanno ripreso fiato e vogliono mettersi sulla scia di Monti per rimettersi in gioco, mi sorge il dubbio che il PDNV rimarrà anche per i prossimi mesi il partito di maggioranza relativa e/o assoluta.

    :!:

  39. antizecche scrive:

    Mi sorge un dubbio,

    effettivamente il ballon d’essai lanciato oggi da Silvio a Bruxelles più che altro sembra un messaggio a Walter e i suoi amici. Un passo per accrescere le divisioni all’interno del Pd e del centrosinistra.

    Però Silvio non poteva ignorare che così facendo danneggiava Walter all’interno del Pd, disorientava i trogloditi tipo QR DeStacippa e Squaquerone all’interno del Pdl (dove gli ex aennini sono sempre più neri, eh eh eh) dava un assist al gufo di Gemonio. In pratica più danni che vantaggi.

    La sua mossa è quindi stata un errore.

    Ma il PDNV qualora si andasse al voto si scioglierebbe come neve al sole. Ora come ora secondo me andrebbe in larga parte al voto di protesta di destra (Lega, Storace, M5S) in parte minore al centro e in parte ancora minore al centrosinistra con prevalenza dei vendoliani.

  40. QR DeNameland scrive:

    ach so, sprach Testadizecchen, er politogo delle zecche all’amatriciana

    :lol: :lol:

  41. Mi sorge un dubbio scrive:

    antizecche,
    Berluschettino è un discepolo di Bettino Craxetttino e il suo motto è “Primum vivere”, si muove come un camaleonte adeguandosi agli scenari per sopravvivere. Ma è anche un baro e quindi è portato a truccare il gioco, un piazzista di elettrodomestici guasti, un incantatore di serpenti, insomma il Fregoli di Arcore è uno schizofrenico a personalità multipla che ancora lotta per le sue aziende e per salvarsi dai processi e le sue uscite, anche quando sembrano estemporanee, sono in realtà il frutto di un tatticismo esasperato che ha come primo scopo quello di serrare le fila del proprio esercito e di gettare scompiglio nel campo dell’avversario.

    Berluschettino è molto abile nel fiutare il vento, usa i sondaggi per calibrare la sue azioni, i sondaggi gli dicono che la fiducia in Monti è alta e trasversale e che l’ipotesi di una Grosse Koalition per il 2013 e oltre potrebbe incontrare il favore popolare, quindi si muove di conseguenza, nel giro di un mese ha fatto una giravolta e ora si è messo sulla scia di Monti per potersi riciclare e sopravvivere.

    Sul piano politico Berluschettino sa bene che per il PDL il rischio di una debacle elettorale è molto alto, sa bene che l’alleanza con la Lega ha fatto il suo tempo, sa bene che l’OPA di Casini sul centro-destra potrebbe avere un certo successo e quindi ha giocato d’anticipo : l’ipotesi della Grosse Koalition gli permette di mascherare il declino irreversibile del PDL, gli permette di cambiare cavallo alleandosi con Casini e nello stesso tempo gli permette di neutralizzare le ambizioni dello stesso Casini.

    Inoltre Berluschettino sa bene che il montismo dilaga anche nel PD e che nel PD c’è sempre qualcuno pronto a dargli una mano per tirarlo fuori dalla fossa, l’ipotesi della Grosse Koalition diventa così la polpetta avvelenata perfetta per suscitare malumori, mal di pancia e congestioni.

    Insomma, niente di nuovo sotto il sole, lo spread è calato e i rottamandi sono tornati sul palcoscenico

    :!:

  42. mario2 scrive:

    D’Alema: “Questo governo esiste grazie alla responsabilità dei partiti.”

    Mi sbagliavo, pensavo esistesse grazie alla irresponsabilità. Ma forse intende anticipare la Grosse Koalition.

  43. Mi sorge un dubbio scrive:

    Il montismo sdogana l’odio verso il Cav

    Mi sorgono alcuni dubbi :

    - il montismo può diventare davvero la ciambella di salvataggio per Berluschettino e i suoi accoliti ?

    - gli italioti saranno ancora una volta così stupidi da salvare il Super-fallito di Arcore ?

    - Giulianino ha portato sfiga a Bettino Craxettino, porterà sfiga anche a Berluschettino ?

    :?:

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