Dalla’s

“Ho lasciato i pantaloni in un cortile, ho perso anche una mano in un vicolo, era un pomeriggio di aprile… gli occhi me li ha portati via una donna grassa a forza di guardarla, le labbra le ho lasciate tutte e due su un’altra bocca o su una fontana, che a essere prudenti non si tocca, ma mi brucia come un vecchio fulminante… o muori tu, o muoio io… da oggi Roma avrà un altro Dio… io me ne vado via… io me ne vado via…”.

La Roma di Lucio Dalla era Bologna. Per quasi tutti gli altri cantautori che, per una ragione o per l’altra, sono associati alla città, Bologna è stato un punto di arrivo (Guccini viene da Pavana, Vasco da Zocca) oltre che un trampolino di lancio, per Dalla no. Era la grande madre, la lupa, il sacco amniotico (fetale come l’intrico dei suoi portici millenari) da cui scappare. Gli anni che “siamo i gatti neri, siamo i pessimisti, siamo i cattivi pensieri, ma non abbiamo da mangiare” sono gli anni del suo controcanto alla Bologna paciosa, che si risveglia nel ’77 col morto per strada e i carri armati in Piazza Verdi.

Certo, “il cucciolo Alfredo avvilito, impaurito, con i denti da lupo tradito si ferma un attimo e poi sale… si tratta di un giovane autobus dall’aspetto sociale a biglietto gratuito, regalo di un’amministrazione niente male…”. Ma poi “…nemmeno Natale è una sera normale, la gente con gli occhi per terra prepara la guerra… c’è guerra nei viali del centro, dove anche il vento è diverso, son diversi gli odori per uno che viene da fuori…”. Bologna, Dalla l’ha raccontata da dentro perché l’ha vissuta dal principio, da quando, da ragazzo, si aggirava davanti a San Petronio “per sentire gli odori dei mangiari e i discorsi della gente”.

Erano gli anni del jazz. Mio padre, che bazzicava una delle cantine in cui si suonava (“quando non c’era qualcuno che aveva trovato da far bene e si era chiuso dentro”), mi ha raccontato che Dalla spesso s’imbucava e cominciava a strimpellare tutti gli strumenti con febbrile talento (dopodiché veniva regolarmente cacciato, “andava per i cazzi suoi, poi era più piccolo”). Erano gli anni della rinascita della città di Dozza, dopo il fascismo e la guerra partigiana, della Bologna della festa della matricola, delle Balle dei goliardi, in cui ci si mangiava una lasagna alle quattro del mattino, da Lamma, e poteva capitarti di andare a prendere Louis Armstrong alla stazione, con la banda, e vedergli tirar fuori la tromba in mezzo al piazzale e rispondere a tono.

Lo show sulla morte di Dalla sui media è diventato uno show sulla Bologna dei giorni nostri, com’era inevitabile, con tutta la stucchevolezza retorica del caso. I politici tutti in fila a smazzare agenzie di stampa per uno che “lo sa che al suo funerale ci saranno e diranno: è stata la colonna sonora della nostra vita?” aveva sghignazzato ”una buona ragione per non morire”. Di qui forse la paranoia della Cei di vietare le sue canzoni al funerale, celebrato il giorno della sua nascita, oltre che titolo di uno dei suoi pezzi più celebri e celebrati (4/3/1943).

È ovviamente una cazzata perché è vero che i bolognesi farebbero volentieri a meno della soap in rampa di lancio (sabato al bar mi ha assalito un servizio di Studio Aperto sul giallo del testamento e ho capito che ci siamo), ma la musica non c’entra. Io non l’ho mai conosciuto, ma davvero “sembra che Dalla avesse già pensato a tutto, immaginato tutto, cantato tutto, perfino il momento preciso in cui si sarebbe girato e via.” Le sue parole, ora che se n’è andato in fretta e furia senza darmi il tempo di stufarmi, ci assalgono tutte insieme e attivano sinapsi di ricordi ed emozioni di cui non avevamo memoria.

Dio, il messaggio, è musica per chi ha la fede: un insieme di suoni che creano un’armonia. Nei tempi passati i cattolici erano più svegli. Quando hanno inventato le campane, ad esempio, si sono assicurati per secoli il dominio del tempo e tuttora se la giocano con sveglie, cellulari, orologi e suonerie. Con i canti gregoriani si sono prodotti in un esercizio di matematica sacra di rara abilità, del tutto simile all’om, campionando a tonalità esponenziale la frequenza del delfino. Oggi la musica di Dalla, poeta e credente nella Bologna “sazia e disperata”, la tengono fuori dalla chiesa.

Le persone normali, invece, celebrano proprio quella, la musica. Su Facebook un amico taxista, bolognese, mi ha chiesto se poteva prendere in prestito una mia citazione di Treno a vela – “Quanto costa una mela? Costa un sacco di botte! Se mi faccio picchiare un pochino la darebbe al bambino…?” – perché “cazzo l’ho ascoltata troppe volte”. Un altro, napoletano, invece mi ha scritto che “c’era una sua canzone, che una volta mi facesti sentire nella tua macchina, ma di cui non ricordo il titolo, che definisti “il comunismo”… la trovi?”. È quella con cui ho aperto l’articolo, e finisce così:

“… Dove chiudendo gli occhi senti i cani abbaiare, dove se apri le orecchie non le chiudi dalla rabbia e lo spavento ma ragioni giusto seguendo il volo degli uccelli e il loro ritmo lento… dove puoi trovare un Dio nelle mani di un uomo che lavora e puoi rinunciare a una gioia per una sottile tenerezza, dove puoi nascere e morire con l’odore della neve… dove paga il giusto chi mangia, chi beve e fa l’amore… dove, per Dio, la giornata è ancora fatta di ventiquattr’ore e puoi uccidere il tuo passato col Dio che ti ha creato, guardando con durezza il loro viso, con la forza di un pugno chiuso e di un sorriso e correre insieme agli altri ad incontrare il tuo futuro… che oggi è proprio tuo e non andar più via…”.

http://orione.ilcannocchiale.it

38 commenti a “Dalla’s”

  1. ciospo scrive:

    chi se ne frega dei media,delle soap opera, dei politici.
    Dalla era un piccolo e buffo uomo di grande talento , poeta e musicista , restera’ sempre con noi con le sue canzoni.

  2. paolab scrive:

    Però Orione, complimenti. Lei questo grande musicista, jazzista trasformato in autore, lo conosce persino meglio di me che per motivi generazionali con le sue arie ci andavo a dormire la sera e mi ci svegliavo la mattina…….

  3. orione scrive:

    Paola, sono bolognese. Siamo tutti un po’ mezzi parenti…

  4. Liutprando scrive:

    restera’ sempre con noi con le sue canzoni.

    A me ha sempre fatto cagare, come uomo e come strimpella canzonette.
    Diciamo che resterà con i suoi fan. Gli altri lasciamoli stare che non sempre vogliono condividere il folclore delle marginalità.

  5. orione scrive:

    Cazzi tuoi, Liutprando

  6. Liutprando scrive:

    E no. Cazzi vostri, come specificato precedentemente.

  7. QR DeNameland scrive:

    Dalla ha scritto alcune bellissime canzoni che resteranno nella cultura popolare a lungo.
    Ciò detto, che palle tutto questo sproloquiare e santificare. Ma non è assolutamente colpa sua ma dell’invadenza dei mass media. Li pagano, e bene, per scrivere e parlare, e loro parlano e scrivono tanto.

  8. mario2 scrive:

    massì, panta rei, anche per claudio villa, domenico modugno, pavarotti,…………

  9. antizecche scrive:

    QR DeStacippa,

    ma che vo’ di’??
    Che non doveva da morì?
    Che non si doveva da dì che l’è muerto?
    Che lo si doveva da dì ma non lo si doveva da commentà?
    Che non lo si doveva né da dì né da commentà?
    8)8)8)

  10. paolab scrive:

    A me ha sempre fatto cagare, come uomo e come strimpella canzonette

    Liutprando,

    de gustibus, come è noto, non est disputandum ma formuli il tuo giudizio in modo ultimativo e inappellabile partendo da un presupposto falso.
    Dalla non era un menestrello come De Andrè, non era un cantastorie come Guccini, non era un affabulatore di versi come De Gregori e non era un “pianista di piano-bar” come Venditti.
    Dalla NON era uno “strimpellatore di canzonette”, era, nel senso più ampio del termine, un musicista, che proveniva dal jazz e che la musica la conosceva e la componeva.

    Ho ancora una volta la sensazione che, come per la politica e come per il cinema, tu leghi indissolubilmente il giudizio da emettere sul complemento oggetto a quello del soggetto che compie l’azione: non ti interessa “COME fa cosa” ma “CHI fa cosa”.
    E sulla base di questo emetti sentenze passate in giudicato.

    Attitudine diffusa, come ben sai, ma che per per una testa come la tua, mi scuserai, diventa solo un gigantesco e inutile spreco di risorse.

  11. Bunny Heath scrive:

    un menestrello come De Andrè

    Fa il pari con Dalla strimpella canzonette.

  12. doris scrive:

    @ Bunny Heath,
    bravissimo per il corsivo.
    Non commento sul tema musicale.

  13. antizecche scrive:

    doris,

    abbia pazienza ma può aiutare un ottuso come me a capire il senso del suo intervento rivolto al conciso Bunny Heath?

    Cosa vuol dire “bravissimo per il corsivo”? E cosa vuol dire “Non commento sul tenma musicale”.

    Non le chiedo invece un chiarimento sull’elemento @Bunny Heath.

    Grazie

  14. lupus in fabula scrive:

    Ho ancora una volta la sensazione che, come per la politica e come per il cinema, tu leghi indissolubilmente il giudizio da emettere sul complemento oggetto a quello del soggetto che compie l’azione: non ti interessa “COME fa cosa” ma “CHI fa cosa”.

    Reich sosteneva che: «L’importante non è che cosa fare, ma come fare… Il problema è formale». Per cui non ha alcuna importanza CHI fa cosa ma il risultato di ciò che fa. Dalla mi faceva cagare. Mica era colpa di Dalla, lui faceva quel che sapeva fare.
    Il termine “strimpellatore di canzonette” è generico.
    Poi sono allergico alle santificazioni e il mio commento si limitava a non coinvolgere il genere umano per pregiudizio come la proposizione “restera’ sempre con noi” vorrebbe.

  15. doris scrive:

    @ Antizecche,
    se Bunny non ha capito,ma dubito, sarà lui stesso a chiedere delucidazioni.
    Per il TENMA musicale non ho spiegazioni :P

  16. Mi sorge un dubbio scrive:

    Liutprando alias lupus in fabula, mi sorge un dubbio : come mai gli altri utenti di questo blog non riescono a capire che sei un flamer ?

    :?:

  17. QR DeNameland scrive:

    Brava Doris, vedo che in tenma di rispostine cattivelle al mangiazecchen stai diventando un’artista. Chapeau

  18. antizecche scrive:

    doris,

    lei non ha capito.
    Non è Bunny Heath che non ha capito.
    Lui, ne sono sicuro, capisce tutto. Sono io che non ho capito cosa lei ha scritto.

    Non impetravo dunque la sua comprensione a beneficio del conciso Bunny Heath, la impetravo a mio personale beneficio.

    Ma la sento distante, se non addirittura ostile e credo di capire che non vorrà soddisfare la mia curiosità … Forse perché mi vede polemizzare con il suo piccolo chou, QR DeCettebitte? Sarebbe questo il motivo?

  19. antizecche scrive:

    Oh, QR DeStacippa,

    capiti a sproposito come sempre, stavamo proprio sparlando di te. Ancora nun s’è capito se Dalla secondo il tuo illuminato parere è uno che non doveva morì, oppure uno che doveva morì ma senza far rumore, oppure se doveva morì senza che nessuno se ne accorgesse oppure se doveva morì con tutti che facevano finta de gnente.

    Adesso perciò fatti un favore: metti in fila quei quattro pensierini che ti galleggiano nella scatola cranica e cerca di spiegarti ala maniera degli esseri umani. Coraggio,fà funzionare quel cesso di Amstrad riciclato ed espelli il tuo ragionamento …

  20. doris scrive:

    @ Antizecche,
    mi permette di dirle ” simpaticone” o è troppo confidenziale?

    ” Sono io che non ho capito cosa lei ha scritto.”
    Non ci posso credere! Malessere passeggero,spero.

    Il mio chou, anzi coquin chou, era un altro.

  21. antizecche scrive:

    QR DeStacippa,

    Quasi dimenticavo. Ma com’è che riapparendo dopo lunga assenza stasera per prima cosa non hai chiesto scusa a Liutpranda?

    E’ una tradizione miserabile ma ormai consolidata: tu dici “scusa scusa ma non capivo” …. e quella “ma no figurati, mica lo fai appposta” … e siccome quello che ti dice lei corrisponde a quello che ti dicon tutti fin da quando eri piccolo tu riacquisti fiducia e sorridi al mondo, così
    8)

  22. doris scrive:

    @ QR
    ciao.Devo provare una faccina, la provo con te.
    :sleep:

  23. doris scrive:

    @ Qr,
    la mia faccina che fa ron ron ,non è venuta. Pazienza.

  24. antizecche scrive:

    gentile doris,

    lei mi mortifica se pensa che io abbia dimenticato i suoi duetti con coquin chou. Se non ricordo male ebbi anzi a sostenerla linguisticamente ricordandole una certa regola riguardo a chou, caillou, hibou, joujou e genou …

    Epperò la vita mi insegna che accanto ad un coquin chou può esservi un chou (in questo caso direi piuttosto un broccolò). Ecco dunque perché …

    Ma lei, diavolessa, mi prende per il naso, mi porta a spasso, m’illude e continua a non rispondere alla mia richiesta umile di aiuto …

    Ah, triste destin …

  25. doris scrive:

    @ Antizecche,
    il mio ricordo si ferma alla correzione di chou,da me scritto erroneamente al plurale.
    Antizecche non mi dica che è lei il mio coquin chou

  26. doris scrive:

    Buona notte, Antizecche.

  27. antizecche scrive:

    doris,

    dipende solo da lei. Almeno a sentire i campioni del relativismo che qui cimentandosi nobilitano l’ambiente. Gli danno spessore. E profondità. Per il godimento di tutti, bisogna dirlo.

    Però non vorrei far torto a nessuno. Nella fattispecie a chi sosteneva d’averla incontrata nel cyberspazio del giornale ch’io in verità mai ebbi a fecondare con miei byte.

    Comunque, un gentiluomo insiste solo fin quando è lecito e io modestamente lo nacqui …

  28. paolab scrive:

    Fa il pari con Dalla strimpella canzonette

    Bunny Heath,
    lei ha, in parte, ragione. Per esigenze di sintesi, ho confinato la mia considerazione facendo riferimento ad un ristrettissimo arco temporale.

    Ma forse lei è più giovane di me e non ricorda che quando De Andrè menestrellava “nei quartieri dove il sole del buon dio non dà i suoi raggi” Dalla già sperimentava nel jazz da un bel pezzo. Ché la musica, per lui e a differenza degli altri autori della stessa generazione, non è mai stata mero accompagnamento di testi.

    Poi tutti (anche, ed egregiamente, De Andrè) si sono evoluti. Ma gli altri ci sono diventati, musicisti. Dalla invece c’è nato.
    Questo intendevo dire

  29. paolab scrive:

    non ha alcuna importanza CHI fa cosa ma il risultato di ciò che fa

    perfetto Liutprando (devo chiamarti Lupus in fabula ora? :P ), rappresenta il nocciolo anche della mia “predicazione”.
    Solo, non sempre ho la sensazione che tu ti attenga a questo metodo.

  30. Bunny heath scrive:

    @paolab
    Compromesso accettato. Mi basta non includere “Anime Salve”, che da solo vale tutti progetti sperimentali delle ultime decadi.

  31. paolab scrive:

    Lo tengo volentieri fuori Bunny Heat e non è il solo.
    Ma, gioventù alla spalle, li ho seguiti TUTTI episodicamente e a tempo perso. Questo è il motivo per cui alla mente mi torna sempre, semplificando, la cifra che caratterizzava ognuno di loro durante la sua dimensione “epocale”.
    Perchè è quella che poi, in ogni campo, passerà alla Storia.

  32. Liutprando scrive:

    Solo, non sempre ho la sensazione che tu ti attenga a questo metodo.

    Fammi un esempio.

  33. paolab scrive:

    Liutprando,

    non sono brava come MSUD a ripescare nel buco nero del www le tue frasi celebri, lo ammetto. Ma un paio di volte, mi ricordo, te l’ho anche fatto notare.

    La più clamorosa quella che riguardava l’annuncio di Monti (prevengo la tua obiezione: poi non lo ha fatto, vero, ma allora né tu né io lo sapevamo) alla sua intenzione di portare l’aliquota minima di tassazione dal 23 al 20. Commento tuo(cito a memoria ma il senso era quello): questo continua a prendere per il…….. va be’, i fondelli, la gente per bene.

    Ora rispondi sinceramente: se lo stesso annuncio fosse stato fatto dall’alleanza di cdx al governo, la tua chiosa sarebbe stata la stessa? Anzi, hai o no votato per il cdx soprattutto per la promessa fatta all’elettorato di abbassare la pressione fiscale? Ergo, il giudizio si modifica a seconda di CHI commette la (stessa) azione. Due pesi e due misure anche per giudicare chi usa due pesi e due misure.

    E non ti arrampicare sugli specchi perché me ne accorgo :P

  34. Liutprando scrive:

    Paolab

    Ne più e ne meno.
    Forse non avrei fatto proselitismo del mio punto di vista.

    Nello specifico dell’esempio, poi, è doveroso dire che con un governo in cui il PD (partito espressione di tutti i parassiti e pelandroni italiani) è libero di scorrazzare, l’annuncio in evidente malafede era una presa per i fondelli troppo esplicita.

    Quindi?

  35. paolab scrive:

    Liutprando,
    le generalizzazioni sono sempre ingiuste e fanno sempre un torto a qualcuno.
    Nel PD non ci sono solo parassiti e pelandroni, come nel PDL non ci sono solo “furbi” ed evasori. E come nella Lega non ci sono solo razzisti e beceri.

    E tu ti sei arrampicato sugli specchi.
    Quindi per punizione, ogni volta te lo farò notare, quando il tuo giudizio non si riferirà al “cosa” ma varierà a seconda del “chi”. :P

  36. Liutprando scrive:

    Nel PD non ci sono solo parassiti e pelandroni

    Infatti mica l’ho scritto: sicuramente ci saranno altre tipologie, ma il PD è il partito in cui parassiti e pelandroni si trovano meglio rappresentati.

    Quindi l’aver usato una cosa da me non scritta fa di te l’arrampicatrice di specchi per definizione.
    Ma io non ti punisco, è giusto che tu possa provarci.

  37. QR DeNameland scrive:

    Paola, ritieniti fortunata: non ti punirà

    :lol:

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