La storia in un tweet

La cosa più interessante della foto resa pubblica con destrezza da Pierferdinando Casini in un tweet, ieri sera, durante il vertice del tridente con Monti è come quell’istantanea sia riuscita a cogliere perfettamente gli stati d’animo, le personalità, il ruolo dei quattro protagonisti.  Chi l’ha scattata, è riuscito nel piccolo miracolo di un’immagine che racconta più di qualsiasi parola.

C’è il sorriso pieno, divertito, trionfante di Casini, quasi si fosse ospiti a casa sua. E’ il principale artefice del governo Monti, è sua la vittoria di mettere allo stesso tavolo i tre leader ed è suo, più che degli altri, il profilo “terzopolista” e riformatore del governo.

C’è il volto teso, severo, preoccupato di Alfano. Che c’è ma è pieno di dubbi e teme fregature ad ogni angolo. E’ contento della leadership che quella foto garantisce ma preoccupato delle conseguenze che quella riunione comporta, pronto a scappare al solo sentire le parole Rai e giustizia.

Poi c’è il sorriso infinitamente bonario di Bersani, che in questo tratto somiglia davvero a Romano Prodi. E’ un sorriso a mezz’asta. Perché un riformista non può che essere contento di star lì “a metterci le mani”, come direbbe lui. A intervenire sui nodi cruciali del Paese. Ma è anche il sorriso di un leader responsabile, conscio delle difficoltà e dei rischi che corre a partecipare a quella riunione. E’, fra i tre politici, quello che rischia di pagare il prezzo maggiore, quello il cui elettorato è meno felice in assoluto di vederlo insieme al resto della compagnia, e questo gli va riconosciuto.

Infine c’è Mario Monti, statuario, glaciale, imperturbabile. E’ incredibile come riesca ad essere così vicino a loro e, contemporaneamente, così irrimediabilmente lontano, diverso. Sembra il maestro che si lascia fotografare orgoglioso coi suoi scolaretti. Ai quali, tra una tirata d’orecchio e un brutto voto, è riuscito a far passare l’esame. E’ insieme tenero e severo, giudice e paterno, in piedi, mentre passa tra i banchi.

Non che sia stato un “pranzo di gala”, intendiamoci. Il clima sarà stato teso a momenti, le differenze saranno emerse, il puzzle complicato. Ma – vivaddio – nell’era dell’antipolitica, è una bellissima immagine di politica e serietà, di un Paese che ha voltato pagina e ha voglia di andare avanti, verso il futuro. Da quelle parti, meno di un anno fa, si celebravano “cene eleganti”, oggi si fanno scelte di cui andare orgogliosi.