Martino Alicio De Carli, l’uomo (donna) di Civati

Non so a chi interessa, ma ieri un po’ di maschietti in rete si sono irrigiditi, un pò di femminucce hanno riso alle loro spalle e tutto per un fake biondo che su Facebook su faceva chiamare Martina Alice De Carli. Un  giochetto innocente (fino ad un certo punto), se non fosse che un giovanotto della squadra di Civati, che si crede talentuoso e che su questo blog aveva difeso il sommo Pippo da Estremo55 commentandoci il  post Candidiamoci a tutto, s’è presantato come  Martina. Paolino Cosseddu ha dichiarato, tolta la parrucca e il rimmel, “Martina c’est moi“.   Sembra un esempio fantastico di travestismo fregoliano a fronte del quale il passaggio di Civati da Renzi a Fassina è uno scherzo.

Ma và, come capiamo poco dopo è solo spocchia da blogger di second’ordine. Cosseddu, che gestisce il Blog Popolino, si è dichiarato costretto all’outing da  Marco Esposito, che a sua volta per conto di The Week ha fatto “un lavoro monumentale” per scoprirlo. In verità Esposito ha solo scoperto che le foto non sono di Martina e quasi nessuno l’ha mai incontrata.

Paolino Popolino si mette in scia con la giovane finta bionda-barbie-glam, tagliente esperta di moda, e di mode, diventata famosa per aver usato contro i giovani democratici lo stilema di dalemasessuali (scopiazzando anche qualche post alla FrontPage). Paolino ci prova: se Martina è fatta di bit e foto islandesi perchè non posso essere io?Poco dopo (sembra, dice, si mormora) che Martina confessi a qualcuno (toh, Adinolfi!) che le cose non stanno manco così. Allora Paolino Popolino fa un doppio carpiato e spiega che l’ha fatto apposta. Lei ha intortato con qualche post, chat e telefonate un po’ di giovanotti della sinistra bon ton. Per farlo ha solo rubato un po’di foto di una islandese e tra moda e broda aveva preso un piglio controcorrente e antipatizzante verso i giovani democratici. Così AKA Martina si era guadagnata  benedizioni e feroci maledizioni da ogni parte. Paolino se la voleva fottere, a bit si intende, come gli altri…

A suo tempo Paolo-vorrei-essere-Martina ci aveva criticato perchè non avevamo attribuito a lui (ma a Civati) una sconclusionata serie di fesserie sulle candidature generalizzate alle primarie. Adontandosi, il Cosseddu sedicente giornalista, ci aveva accusato di essere Ghost-Blogger e persino velatamente minacciato. Lui non è un ghost writer, è un sotto-fake.  Alla faccia dell’insegnamento sulla trasparenza. Che cosa non si fa per un’ora di notorietà sulla rete dei cretini! Se cercate chi è Martina, leggete quel che scrive (io una idea ce l’ho), se invece cercate visibilità a colpi di battutelle, scherzi goliardici, persino insegnamenti etici de’ noantri avete un indirizzo sicuro: la Fabbrica di Civati, quella dove i server di notte, a sua insaputa, moltiplicano i voti a Sanremo. Prossima Fermata Paolino.