Come difendersi da aggressioni esterne?

Gli svizzeri non hanno un esercito. Gli svizzeri sono un esercito.

(Benedict La Rosa)

Innanzitutto è da notare come i rapporti commerciali tra privati siano generalmente più pacifici dei rapporti politici tra le nazioni. I governanti sembrano meno capaci dei loro cittadini nell’intrattenere relazioni pacifiche e di prospero scambio. La principale ragione per cui succede questo è il fatto che i governi giustificano la loro stessa esistenza sulla base dei confini nazionali e della difesa degli stessi. Senza la paura di una invasione da parte di uno stato vicino non avrebbe senso la concezione stessa di nazione. Ancora una volta ricorriamo a 1984 di Orwell ricordando come i tre macrostati Eurasia, Oceania ed Estasia fossero sempre in costante guerra tra loro, a volte alleandosi con uno a volte con l’altro, ma giustificando sempre attraverso la guerra la loro stessa esistenza.

E’ palese che sono gli Stati, i governi, che fanno le guerre e non gli individui privati. Questo avviene per quanto appena detto e anche per ragioni economiche. Le grandi guerre, le grandi armi, i grandi eserciti possono essere messi in piedi solamente da grandi Stati. Difficilmente le persone comuni avrebbero le risorse per gli enormi sforzi economici necessari all’industria bellica e sicuramente non avrebbero le ragioni per fare questi investimenti. Non è un caso che il XX secolo, periodo che coincide con la nascita degli Stati moderni, sia anche il secolo delle grandi guerre. I governi attraverso la leva obbligatoria hanno potuto raccogliere enormi masse di uomini e trasformarle in eserciti grazie ai soldi delle tasse. Tutto questo sarebbe stato impossibile per un privato.

Immaginiamo ora però che in un determinato territorio si instauri un sistema sociale di tipo libertario ma che nei territori adiacenti permanga una struttura del tipo nazione-stato. Come potrebbero gli abitanti del territorio libertario difendersi da possibili aggressioni provenienti dagli Stati confinanti?

Innanzitutto gli Stati confinanti avrebbero il problema di come giustificare, sia al loro interno sia verso la comunità internazionale, una eventuale guerra di aggressione. Non ci sarebbe nessun criminale di guerra, nessun popolo da liberare, nessuno stato aggressore. Chi volesse attaccare un territorio libertario si troverebbe in forte imbarazzo ed il suo gesto sarebbe sempre interpretato come un inizio di aggressione.

In secondo luogo l’aggressore si troverebbe di fronte le stesse agenzie di protezione e assicurazione delle quali abbiamo parlato in precedenza. Esse dovrebbero, per rispettare il contratto con i propri clienti, provvedere alla difesa degli stessi. Probabilmente, per quanto riguarda la difesa verso l’esterno, esse si coalizzerebbero tra loro, poiché l’interesse comune della difesa di tutti i propri clienti prevarrebbe. Allo stesso modo il mercato regolerebbe le condizioni per gli abitanti delle zone di confine, più sottoposte al rischio di invasione da parte di una potenza nemica, e pertanto più onerose da difendere.

Ricordiamo infine che gli abitanti dei territori libertari sarebbero probabilmente ben armati. Abbiamo già citato l’esempio della Svizzera dove esercito e popolo in pratica vengono a coincidere, poiché (quasi) ogni cittadino dispone di armi per la difesa personale e dei propri cari.

Manuale libertario

2 commenti a “Come difendersi da aggressioni esterne?”

  1. cado dalle nubi scrive:

    …..e il belgio nel 1915 dove lo mettiamo?
    Beh, loro non erano libertari, erano monarchici.
    Allora peste li colga.

  2. Ciro scrive:

    Marcello caro raccomando un po di riflessione, riposo e letture.

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