Perché consentire il “procurato allarme”?

Una prima obiezione alla libertà di parola assoluta viene da coloro che si preoccupano di situazioni nelle quali un “eccesso di libertà di parola” possa favorire il procurato allarme. Immaginiamo un teatro affollato, uno stadio sportivo, un auditorium. Lasciare libertà di parola assoluta ai convenuti potrebbe essere, secondo costoro, molto pericoloso. Basterebbe che qualcuno gridasse “Al fuoco !” per avere centinaia di persone accalcate verso le uscite con il forte rischio di numerosi feriti e persino decessi dovuti all’affollamento ed al panico.

Tutto ciò è vero e qui non si discute che questo non possa avvenire. Ciò che invece ci preme sottolineare è che ancora una volta la soluzione di questi problemi può essere lasciata al mercato. Potrebbero essere gli stessi organizzatori a provvedere ad esplicitare il divieto di procurare allarme (ad esempio stampandolo sul biglietto). A questo punto la regola in questione diventerebbe a tutti gli effetti un contratto che chi acquista il biglietto si impegna a rispettare. Questo significa che chi dovesse in seguito procurare panico alla folla senza giustificato motivo incorrerebbe in sanzioni per aver violato un contratto.

Manuale libertario