Perché consentire la diffamazione?

E’ ovvio che il modello reale (la democrazia rappresentativa, ndrnon può corrispondere a quello ideale (…) ma se si parte dall’idea di liberare l’uomo ed invece lo si rende schiavo, non vuol dire semplicemente che sulla strada dell’ideale si è messa di mezzo la realtà (…) vuol dire che si è realizzata una cosa opposta

(Massimo Fini)

La diffamazione è una forma particolare di ingiuria. Essa non si rivolge tanto al diretto interessato ma verso l’opinione pubblica. Raccontare qualcosa a proposito di un individuo, ammettendo che danneggi “la pubblica opinione” dello stesso, non potrebbe comunque essere configurato come un reato verso la proprietà. Infatti il “cosa gli altri pensano di me” è qualcosa che, appunto, appartiene agli altri e non a me. Non mi è stata sottratta la mia proprietà perché la mia reputazione è qualcosa che non mi appartiene.

Appare comunque evidente che in un sistema di libero mercato che non vedesse la diffamazione come reato, nel quale tutti potessero dire tutto di tutti liberamente, la maggior parte delle voci e delle dicerie non verrebbe seriamente presa in considerazione, e solo “fonti attendibili” potrebbero avere la possibilità di arrecare veramente delle conseguenze per il diffamato.

Manuale libertario