La schiavitù volontaria è consentita?

Si è voluto trasfigurare popoli e Stati, nobilitandoli con i nomi più generali di umanità e di ragione universale, ma proprio questa amplificazione renderebbe la schiavitù ancor più pesante

(Max Stirner)

Rothbard, nell’analizzare i limiti delle libertà individuali, si pone la domanda se sia o meno consentito rendersi schiavi volontariamente cioè “essere liberi di non essere liberi”. Egli conclude che nel caso di schiavismo volontario mancherebbe la volontà di tener fede al contratto. Ci si troverebbe cioè in una situazione di mancanza di libero arbitrio e quindi la risposta che Rothbard dà è che lo schiavismo volontario non è un contratto da rispettare in un mondo libertario.

Chi scrive non ne è convinto. Una situazione di schiavitù non è altro in effetti che un contratto di lavoro molto oneroso. La durata del contratto non è ad esempio un anno, ma cento. I giorni di lavoro non sono cinque ma sette. Le ore non sono otto ma ventiquattro. Le altre condizioni accessorie (catene ai piedi, mancanza di cibo o altro) non sono altro che ulteriori “clausole” del nostro contratto, certamente molto vessatorio, ma pur sempre un contratto (lo ribadiamo stiamo qui analizzando il caso ipotetico di schiavitù volontaria).

Anche nella situazione peggiore godremmo sempre di alcune libertà. Saremmo liberi di fischiettare, mormorare tra noi, grattarci la testa, ecc… Ma cosa accadrebbe se anche queste libertà fossero ristrette? Ci resterebbe sempre la libertà di pensare con il nostro cervello, ragionare e far andare la fantasia.

E cosa accadrebbe se il contratto di schiavitù volontaria prevedesse una lobotomia che consegnasse il nostro cervello, tramite un sistema di cavi elettrici, al nostro “padrone” rendendoci a tutti gli effetti dei burattini? Beh, a questo punto è vero, non saremmo più liberi. Ma al tempo stesso non saremmo più individui, non saremmo persone. Saremmo certamente esseri umani ma non persone.

Nell’opinione di chi scrive quindi un essere umano può diventare schiavo volontariamente, ma un individuo non può. Ogni individuo è libero almeno di pensare altrimenti non sarebbe un individuo.

Manuale libertario