Assalto al Partitone: Comacchio

“Beh, a voi elettori di Comacchio la scelta: il rinnovamento oppure un ritorno al passato con Pierotti, già due volte sindaco, che ha comunque sempre manovrato dietro le quinte le ultime amministrazioni comunali. Quindi abbiamo una grossa opportunità: riprenderci tutti insieme, tutti i cittadini, il governo di questo nostro territorio così splendido…”.

Quando ho visto il video di Marco Fabbri, candidato del Movimento 5 Stelle, su YouTube mi è tornato in mente l’esondazione sprezzante e vagamente sconsolata della mamma di due compagni di musica di mio figlio, sulla classe politica (senza distinzioni) che ha amministrato Comacchio negli ultimi quindici anni. “Poi hanno pure la faccia tosta di presentarsi adesso come quelli che vogliono cambiare tutto.”

Il Comune di Comacchio (Cmâc’ nel dialetto locale) conta poco più di ventitremila abitanti sparpagliati su un territorio che comprende i sette lidi (Lido degli Estensi, delle Nazioni, di Pomposa, degli Scacchi, di Spina, di Volano e Porto Garibaldi) che si allargano su spiagge californiane lungo la costa che congiunge la foce del Reno e il Po di Volano, tocca il Parco regionale del Delta del Po e fa capo all’antico borgo, le cui vestigia risalgono ad oltre duemila anni fa.

Il simbolo architettonico della piccola Venezia, “sorta sull’unione di tredici piccole isole (cordoni dunosi litoranei) formatisi dall’intersecarsi della foce del Po di Primaro col mare”, è il Trepponti (nella foto), creato nel 1694 dall’architetto Luca Danesi e costituito da cinque ampie scalinate (tre anteriori e due posteriori), culminanti in un piano in pietra d’Istria. Un simbolo perfetto anche per il barocco politico cittadino (velenoso, invelenito ma grondante speranza), una girandola di parole che lunedì sera condurrà, comunque, a un unico “piano in pietra d’Istria”: una e una sola faccia al timone di Comacchio.

Quella di Alessandro Pierotti, avvocato navigato che corre con una coalizione formata da Pd, Udc, Lista Civica Futura Comacchio e Lista Civica l’Onda e ha ottenuto l’appoggio di Fli al Bagno Ippopotamus di Porto Garibaldi, è una faccia spavalda. Al comizio di chiusura, dopo quindici giorni a testa bassa contro Fabbri e Grillo (“è lui il primo a non essere incensurato”), anziché parlare del suo programma “ormai già sentito in tutte le salse” ha preferito bastonare “Fantomas Fabbri”, che “negli ultimi quindici giorni non si è mai presentato ad un confronto con me”, e quello che liquida come “un programma invisibile, un copia-incolla scaricabile da internet”.

Poi passa alle blandizie di vecchia scuola e addita tutto il grillume che potrebbe urtare note sensibilità. Sostiene che quelli del M5S non parlano delle vongole che “danno da lavorare a trecentocinquanta persone” e, con un crescendo berlusconiano quasi epico, che con i loro canoni sbandierati di legalità diventerebbe fuorilegge l’80% delle seconde case (che i comacchiesi affittano ai lidi). Alla fine si dice certo che “se si vorrà votare con la benda sugli occhi è certo che si ritornerà al voto tra sei mesi”. O Pierotti o il diluvio.

Marco Fabbri è un giovanotto col gel e la faccia da alieno (almeno rispetto ai canoni lombrosiani del giovane politico contemporaneo). “Sono nato a Comacchio, dove vivo tutt’ora nella frazione di Lido Estensi, ho 29 anni, sono laureato presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Bologna e sono un dipendente pubblico (ma non un fannullone!)”. Scrive di sé stesso sulla sua pagina del sito “Comacchio a 5 Stelle”, dove compare con casco e sorriso in groppa a una Ducati.

Nel video su YouTube rilancia i temi-bandiera della sua campagna elettorale col botto (oltre il 22% dietro a Pierotti che supera di poco il 36, con quasi l’intero arco costituzionale dietro), primo fra tutti il “no alla chiusura dell’Ospedale San Camillo deciso da Provincia e Regione.” La mamma di Comacchio che ho intervistato al posto di Fabbri-Pierotti è stata la prima cosa che mi ha detto. Poi c’è il rilancio del turismo declinante su cui anche lui, come tutti, ha la sua ricetta.

“Una delle prime lotte sarà quella contro la cementificazione del territorio. In questi anni si è costruito troppo e male: quasi 30000 case, molte delle quali invendute e sfitte… Occorre valorizzare questo splendido territorio che non è fatto solo di mare, ma anche di valli, di saline. Siamo nel Delta del Po, i comacchiesi hanno un’occasione unica per ridare dignità e fiducia a questo posto, che negli ultimi anni ha perso presenze turistiche nell’ordine di oltre un milione.”

Via libera di fatto a Fabbri (“oggi l’inesperienza è necessaria”) arriva anche dal candidato del “Centrosinistra per Comacchio”, che sul Delta del Po evidentemente non comprende il Pd ma solo Rifondazione, Sel e l’Idv. Fabio Cavallari, trentadue anni, allenatore di pallavolo e “responsabile postvendita estero per una multinazionale”, ha superato l’undici per cento dei consensi al primo turno, arrivando di poco quarto dopo il neanche il 15% di Antonio Di Munno e il suo Pdl in caduta libera (il sindaco uscente di centrodestra, Paolo Carli, aveva preso quasi il 60% due anni fa).

Il terzo candidato “giovane” al primo turno, Alberto Lealini della lista “Voce giovane per Comacchio”, ha sfiorato il dieci per cento dei voti e si è classificato al quarto posto, davanti alla Lega Nord (poco sopra il sei). Per qualche giorno è circolata la voce, poi smentita, di un apparentamento suo con Fabbri e i grillini ma se si sommano i consensi ottenuti dai “trepponti” della nuova Comacchio (Fabbri, Cavallari e Lealini) si arriva al 43%.

Forse davvero “la Terza Repubblica nascerà da Comacchio”, come ha profetizzato Grillo con usuale sobrietà all’ultimo, gettonatissimo, comizio in città o semplicemente gli elettori stanno prendendo a schiaffoni i partiti che hanno gestito la baracca fino ad ora. Di certo essere giovani e/o fuori dai giochi sembra essere la carta vincente per aspirare a fare il sindaco della piccola Venezia. E Grillo lo ha capito per primo. Staremo a vedere.

http://orione.ilcannocchiale.it

7 commenti a “Assalto al Partitone: Comacchio”

  1. MAURO1 scrive:

    Forza Grillo!!!
    Anche perchè siamo col culo per terra. Possiamo solo risollevarci.
    E non possono essere quelli che ci hanno tolto la sedia, a farlo.

  2. QR DeNameland scrive:

    Meglio star seduti per terra che su di uno sgabello traballante prodotto da Grillo e dai suoi spin-doctor.
    Ma per fortuna FLI appoggia il candidato PD… :-)

  3. ciospo scrive:

    ma come ha fatto l’uscente Di Munno a passare dal 60% al 15%.
    quali atti amministrativi degenerati può aver mai messo in pratica.
    mi piacerebbe avere lumi da chi è così informato su Comacchio e dintorni.

  4. orione scrive:

    Di Munno non è uscente, ma (non) entrante. L’uscente è Carli.

    http://www.estense.com/?p=175955

    Google è il miglior amico di chi cerca risposte semplici.

  5. MAURO1 scrive:

    Che avevo detto?
    i grillini sono e saranno una spina nel fianco a tutti qui politici di lungo corso che spacciano le solite soluzioni ai problemi italiani. Intanto, va a casa un pò di gente, magari a lavorare o a cercarsene uno, così capiscono che significa “la crisi” che stiamo vivendo. Inoltre, entra nella stanza dei bottoni gente che è motivata a fare politica, magari idealista o ingenua, ma sicuramente non “furba”. Impareranno i trucchi? Forse si, ma per un pò avremo gente “pulita e motivata” a fare le pulci agli altri.
    Poi, dopo due legislature…. a casa pure loro. Costringeranno anch gli altri a cambiare, a mettere facce nuove. Starà poi a noi elettori dargli il giro.
    In ogni caso, auguri. Ai sindaci e ai consiglieri comunali grillini, faccio gli auguri. Non sarà facile per loro combattere il vecchi potere che li vede come il fumo negli occhi e contro i problemi creati dalla crisi economica e da un mondo che sta cabiando. Ma sicuramente lo faranno con uno spirito nuovo. Sono una piccola parte del popolo che prova a dire la sua, senza delegarla a certi “professionisti”.

  6. CADAQUES scrive:

    Bersani: “La vittoria é nostra senza se e senza ma”

    MAI NELLA STORIA D´ITALIA C´Ë MAI STATO UN POLITICO CON OTTUSITÁ TANTA EVIDENTE.

    P.S.

    Politico per modo di dire !!!

    Il nome di “Zucca di Merda” gli si addice perfettamente.

  7. MAURO1 scrive:

    I comunisti, o come si fanno chiamare oggi, sono sempre stati bravissimi a prendersi meriti che non hanno. Se avessero fatto i venditori di saponette, avrebbero fatto i soldi a palate.
    Ma sono bravi solo a contare palle. Al dunque, fanno solo figure di …. Infatti ieri vincevano gli arancioni alla De Magistris. Oggi, vincono i grillini. Dei perfetti sconosciuti. Gente normale. Ma più affidabili di altri, professionisti, cresciuti a pane e partito. Cosa volete che dica Bersani? Il vento è cambiato, a noi, solo noi, ecc.ecc. Contento lui.. e quelli come lui….

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