rss twitter facebook youtube search
top

Nasce il primo Cannabis Social Club d’Italia

Nuntio vobis gaudium magnum: habemus canna. Non è uno scherzo. Almeno secondo quanto sostengono il presidente e il segretario di “La Piantiamo”: Lucia Spiri e Andrea Trisciuoglio.

Si legge nel comunicato: “Siamo lieti di annunciare la nascita del primo Cannabis Social Club d’Italia. Partirà tutto qui in Salento ad uso terapeutico con una manifestazione il prossimo 29 gennaio 2013”.

Il Cannabis Social Club, però, non è un gioco. E le parole della presidente e del segretario di “La Piantiamo” non lasciano adito a dubbi. “Abbiamo la sclerosi multipla e la curiamo con la canapa”, scrivono Spiri e Trisciuoglio. “Dall’urgenza dei malati, nascerà nei primi mesi del 2013 il primo Cannabis Social Club d’Italia con sede a Racale (LE)”.

“Ogni giorno”, raccontano i due, “migliaia di malati devono acquistare la canapa che consumano per il proprio benessere da organizzazioni più o meno criminali, con le conseguenze catastrofiche che ben conosciamo.
La sola alternativa è coltivare in proprio la canapa che si consuma, ma solo pochi paesi tollerano la coltivazione di qualche pianta.
 Creare un CSC (Cannabis Social Club) rappresenterebbe una grandissima attenzione ai vari malati di varie patologie che potrebbero trarre beneficio dall’utilizzo della cannabis”.

Di fatto l’iniziativa di “La Piantiamo” rappresenta una novità assoluta nel panorama italiano che vede ancora criminalizzata la pianta dalla quale i malati ottengono enormi benefici. “Il nostro”, raccontano i due pionieri, “è un progetto semplice e prende esempio dalle realtà sviluppatesi negli ultimi anni in Spagna, in Belgio e ultimamente anche in Francia: creare finalmente un luogo presso il quale, i malati, possano coltivare le loro piante di canapa senza ricorrere al mercato nero.
La nostra è una vera e propria rivoluzione sociale a vantaggio unicamente dei malati e abbiamo intenzione di attirare a noi l’attenzione della politica, delle istituzioni, dei media”. Per questo, concludono Lucia e Andrea, è importante ricevere il supporto di persone che sanno cosa sia la sofferenza.

Al momento hanno aderito: Donato Metallo (sindaco di Racale), Rita Bernardini, Mina Welby, Don Andrea Gallo e i Sud Sound System. Per dare supporto all’iniziativa basta condividere quest’articolo e inviare un’email a ufficiostampa@legalizziamolacanapa.org con scritto “Io ci sto”.

twitter @vitokappa

143 commenti a “Nasce il primo Cannabis Social Club d’Italia”

  1. tato tripodo scrive:

    il fatto che la colpa sia dei genitori e dell’attenzione ed educazione che danno ai figli dimostra solo che legalizzazione o proibizione non c’entrano niente nella diffusione dell’uso di sostanze

  2. tato tripodo scrive:

    ho circa 6 miliardi di fratelli e altrettanti figli

  3. Tato, unicamente per dirti che un genitore ha un potere molto lmitato, specie quando i bimbi poi diventano ragazzini e vanno a scuola, la dove incontrano persone che, senza scrupoli, te li intortano, magari aprofittando di un momento depressivo dei ragazzi, per indurli alla droga più semplice per poi arrivare a farne uno schiavo e mungerlo con quelle pesanti.

  4. ciospo scrive:

    droga a scopo terapeutico?
    perchè no ,purchè come al solito non ci si prenda per i fondelli facendo una battaglia con secondi fini.

  5. tato tripodo scrive:

    alessandro,
    all’età di 14 anni ho iniziato a fumare i primi spinelli. a 17 anni sono andato a venezia a vedere il concerto dei pink floyd e poi ad amsterdam e barcellona con l’interRail. proprio in quel viaggio decisi di non toccare più unio spinello perchè ogni volta mi sembrava di tradire la fiducia dei miei genitori.

    questo dimostra che il potere dei genitori nell’educazione va oltre la presenza fisica. educare ai principi ed ai valori costituisce una barriera a difesa dei pericoli esterni.

    in un caso o nell’altro ripeto che il proibizionismo non m’ha mai impedito di fumare, bensì il riconoscimento dei valori impartiti dai miei genitori hanno costituito il freno alle mie imprudenze giovanili

  6. beppe scrive:
    14 gennaio 2013 alle 19:04

    Oramai la maggior parte delle persone a meno che non siano dei pecoroni disinformati sanno bene cos’e’ la cannabbis.. non per niente in molti studi universitari all’estero e’ risultata all’undicesimo posto come “pericolosita’”.. in ordine .. 1 eroina 2 cocaina 3 ALCOL 9 sigarette 11 cannabbis.
    ______________________
    Ieri sera Bppe ha scritto sta roba: vale a dire, poichè è solo all11 posto di pericolosità tanto vale legalizzare. allora provocatoriamente ho detto: poichè gli incidenti sono “solo” al 10 posto perchè non legalizzarli?
    Te capiììì

  7. tato tripodo scrive:

    ok legalizziamo provocatoriamente anche le morti per infarto.
    così ti fa più ridere?

  8. Tato io ho avuto tre figli, oggi tutti grandi e sono 2 volte nonno. I miei hanno fumato le canne qualche volta ma non si sono mai dati alle droghe pesanti. Questo, credo anche per merito piccolo di noi genitori. Purtroppo devi considerare che i giovanissimi, come dice la mia ultima che si è laureata al V anno in psicologia, ci sono innumerevoli giovani depressi, per mille cause. Non voglio che uno con un “IO” più strutturato e in quel momento più forte ne aprofitti.

  9. tato tripodo scrive:

    alessandro basta che ti informi un po con i tuoi nipoti.

    è proibito solo sulla carta. non c’è alcuna difficoltà a procurarsi sostanze d’ogni genere. non sarà mai il proibizionismo a fermare l’uso di sostanze stupefacenti ne a limitarlo

  10. doris scrive:

    Ciospo

    il secondo fine nessuno lo dice.
    Per eempio quale sarà il secondo fine nell’iniziativa del governo di Obama che renderà obbligatorio l’impianto di un microchip RFID per tutti i cittadini americani a partire da marzo 2013?
    L’obiettivo ufficiale è di creare un registro nazionale di identificazione che permetterà di “seguire meglio i pazienti avendo a disposizione tutte le informazioni relative alla loro salute”.

  11. tato tripodo scrive:

    hai dormito bene doris? passata la confusione? verificato che ti sei comportata alla qr mettendomi parole in bocca che non ho mai scritto?
    bene accetto le tue scuse senza ironia

  12. tato tripodo scrive:
    15 gennaio 2013 alle 11:26

    ok legalizziamo provocatoriamente anche le morti per infarto.
    così ti fa più ridere?
    _________________
    E no! l’infarto è ai primissimi posti! non barare!
    I miei nopoti? è presto una ha 5 anni a marzo e l’altro un mese!

  13. tato tripodo scrive:

    a si? ed è proibito?
    hahah

  14. doris scrive:

    tato

    non ho dormito bene e lo stato confusionale rimane.
    Comunque non ha alcuna importanza. Solo una precisazione.Non mi pare ti averti messo in bocca alcuna dichiarazione. Mi sono limitata a chiederti se tu fossi sicuro che tutti avessero capito che le droghe fanno male,perchè dai commenti letti( e forse avrei dovuto specificare gli autori ) non mi pareva.
    Ti sei sentito offeso? Mi dispiace e,
    senza ironia, porgo le mie scuse.

  15. tato tripodo scrive:

    ho capito doris

    pensavo che ti riferissi ai miei commenti.

  16. andrea pedrana scrive:

    Non ho nulla contro le droghe leggere, anzi troverei giusto legalizzarle purché vengano inasprite le pene a chi spaccia droghe pesanti. Le mie perplessità restano sull’uso cosiddetto terapeutico.Per motivi personali, sono in contatto con diversi centri ospedalieri che si occupano di dolore cronico e mi è stato detto da un primario dell’Università qui di Torino che purtroppo la cannabis non ha alcun effetto terapeutico sul dolore cronico e che in molti centri europei e americani gli studi su questa sostanza sono stati abbandonati.

  17. mario2 scrive:

    In effetti, neppure il tentativo di largo consumo terapeutico in parlamento ha dato gli effetti sperati.

  18. giacomo scrive:

    la cannabis non è una droga di passaggio RICORDATEVELO!!!!

  19. Giacomo. La cannabis é esattamente la prima droga il primo sballo

  20. tato tripodo scrive:

    no alessandro.
    il primo sballo, la prima droga è quasi sempre l’alcol

  21. beppe scrive:

    “Droga” di passaggio…certo perche’ non essendo legale il consumatore si rivolge agli spacciatori che prima o poi gli offriranno qualche droga di quelle vere…ma dire che se uno si fa le canne e poi automaticamente passa ad altro e’ una fesseria..

  22. Non è automatico. Ma statisticamente significativo. L’alcol è una droga a basso costo la cannabis anche e la si trova facilmente. Chi la usa è un depresso e non va aiutato a deprimere. Troverà altrimenti chi gli offre la coca per sentirsi in forma.

  23. doris scrive:

    La dott.ssa Volkow direttore del NIDA, ha dichiarato che sono sempre più preoccupanti i risultati sull’uso regolare o giornaliero della marjuana che priva molti giovani del loro potenziale intellettivo. Ha inoltre affermato che il THC, un ingrediente chiave della marjuana, altera la capacità dell’ippocampo che è un’area del cervello relativa all’apprendimento e alla memoria. Inoltre il direttore del NIDA ha affermato che l’uso continuato di cannabis AUMENTA IL RISCHIO CHE IL SOGGETTO DIVENTI DIPENDENTE DA ALTRE DROGHE

  24. tato tripodo scrive:

    come vedi doris la dottoressa implicitamente afferma che l’illegalità non serve a limitare la diffusione se è vero come è vero che aumenta l’uso regolare o giornaliero( addirittura) della marjuana. immaginiamoci il numero degli utenti se consideriamo pure chi ne fa uso periodico o non regolare.

    questo prova solo che la limitazione dell’uso parte dall’informazione( totalmente assente) sugli eventuali danni e dall’educazione in famiglia.
    quindi si potrebbe legalizzare per i più recidivi in concomitanza alle adeguate forme di prevenzione, per sottrarre risorse alla mafia e tassarne i proventi

  25. Federico scrive:

    Parla un giovane appena maggiorenne. tutte quello che fin’ora avete detto sono solamente grande cavolate. Ecco perché dovremmo legalizzare la marijuana.
    1) I giovani d’oggi ne fanno sempre uso, la legge italiana non puo’ incriminare uno, o chiamare tossico dipendente, uno che fumo ( anche tutti i giorni 5-6 canne) tossico, i tossici son bel altri. Dopo che magari l’uso di marijuana, possa spingere a provare altre droghe, ci sta, ma io la vedo così. Fin quando, nessuno fa niente di male a qualcun’altro, e si limita a ” drogarsi” per se, perché dovrebbe essere punito dalla lege italiana?. Cioè se io mi fumo anche 20 canne insieme ad i miei amici in un cavolo di garage e si gioca tranquillamente alla play, perché se mi dovessero venire i carabinieri sotto casa, io andrei in galera? Penso che gli italiani dovrebbero guardare più quello che fa la persona di concreto e non limitarsi a guardare e giudicare.

  26. tato tripodo scrive:

    federico

    un bel libro no?

  27. Liutprando scrive:

    come vedi doris la dottoressa implicitamente afferma che l’illegalità non serve a limitare la diffusione se è vero come è vero che aumenta l’uso regolare o giornaliero( addirittura) della marjuana.

    Questo modo di chiacchierare facendo affermazioni campate in aria non è corretto.

    La dottoressa non afferma in alcun modo che l’illegalità non serve a limitare la diffusione.
    Questa è una sciocchezza che pensi tu.

  28. tato tripodo scrive:

    liut
    ho detto

    ” se è vero come è vero che aumenta l’uso regolare o giornaliero( addirittura) della marjuana.”

    se l’uso di una cosa illegale aumenta a dismisura significa che l’illegalità non è un’arma convincente.

    poi sciocco è chi non crede che sia come dico io :-)

  29. Liutprando scrive:

    Il fatto ènon è vero che l’illegalità aumenta l’uso regolare o giornaliero.
    Se poi aggiungi che la dottoressa “afferma”, c’è perfino malafede.

  30. tato tripodo scrive:

    ma io non ho mai detto che l’illegalità aumenta l’uso giornaliero.
    ho detto che l’illegalità non serve a impedire l’uso di queste sostanze.

    non fare il furbo con me

  31. Liutprando scrive:

    la dottoressa implicitamente afferma che l’illegalità non serve a limitare la diffusione se è vero come è vero che aumenta l’uso regolare o giornaliero( addirittura) della marjuana.

    Siccome la dottoressa non afferma nulla di quel che riporti, l’affermazione è tua.

    Prenditi almeno la responsabilità delle sciocchezze che scrivi. :D

  32. tato tripodo scrive:

    la dottoressa dice che è preoccupante l’aumento di uso giornaliero della marjuana. l’affermazione è della dottoressa. io mi son limitato a dire che dietreo quasta frase è implicito che il pribizionismo non sia l’arma adeguata se è vero come dice la dottoressa che in regime di illegalità aumenta l’uso giornaliero

  33. tato tripodo scrive:

    a meno che , e qui chiedo scusa , la dottoressa non si riferiva al risultato di indagine su alcuni test relativo solo al danno e non alla percentuale di utilizzatori.
    in quel caso avrei interpretato male io

    ciò non toglie che l’uso di droghe sia alto e non compatibile con un regime proibizionista dandomi così la possibilità di ribadire il concetto espresso anche senza l’ausilio dell’autorevole commento della dottoressa.

  34. Quanto detto da Fabio indica lo solitudine e la depressione. Basta fare come in Giappone.

  35. daniele scrive:

    l’hashish si fa con la resina della cannabis. in italia si trova il fumo!

  36. Federico scrive:

    Pensate oltre che ai malati alle migliaia
    Di ragazzi senza lavoro che potrebbero
    avere nuove aspettative per il futuro.
    Basta pensare che in Spagna alcuni comuni
    indebbitati hanno iniziato la coltivazione
    saldando i loro debiti.
    In più ricordate che quanto più é proibita
    Tanto più facile sarà x la criminalità arricchirsi
    in America negli stati dove é stata legalizzata
    i criminali sono diminuiti e la possibilità di
    avvicinarsi a droghe più pesanti perché è lo
    spacciatore a proporre altre droghe quando
    non ne ha disponibili.

  37. tato tripodo scrive:

    federico

    ti sono sensibilmente vicino.
    non dimenticare che sei giovane
    non dimenticare che oggi costruisci le basi non solo del tuo futuro ma della tua generazione.
    ogni giovane deve sentirsi cucita addosso la responsabilità del futuro.
    non siete numeri, bensì opportunità di sviluppo, di crescita materiale e spirituale.
    non ti trascurare caro federico

  38. [...] Sono partite la Toscana e la Puglia, in cui è nata la prima associazione di malati-consumatori raccontata da FrontPage, seguite da Liguria e Veneto. L’Emilia-Romagna dovrebbe accodarsi a [...]

  39. [...] Sono partite la Toscana e la Puglia, in cui nata la prima associazione di malati-consumatori raccontata da FrontPage, seguite da Liguria e Veneto. L’ Emilia-Romagna dovrebbe accodarsi a breve. Nonostante ci [...]

  40. luigi scrive:

    e tu vito cosa fumi

  41. nessuno scrive:

    Il concetto di “droga” è così artefatto che credo sia inutile affrontarlo così speditamente come si vorrebbe.
    Nella terminologia corrente si indicano “drogati” anche i consumi, la finanza, il commercio, l’informazione,la religione, la politica, l’uso dell’energia, ecc. ecc.
    Quindi si cambi termine e si torni a parlare semplicemente dell’uso e abuso di ogni cosa sia “contaminabile con l’umano” lasciando la piena libertà, più o meno condizionata nelle società,di decidere cosa è bene e cosa è male per se stesso. Censure, regole, divieti e leggi possono anche coesistere con il concetto “uomo” ma sicuramente vanno da esso condivise e accettate. Quindi la migliore scelta è la libertà di poter scegliere, anche per “l’uso e l’abuso”. E se si “proibisce” e reprime tale facoltà….

  42. Andrea Meneghetti scrive:

    Moralisti ascoltate. La cannabis è un farmaco. Riconosciuto in tredici (13) Stati degli USA. Ci sono tonnellate di ricerche che dimostrano la straordinaria utilità di questa pianta medicinale. In California è consentito, dietro prescrizione medica, avere delle infiorescenze bellissime. Informatevi, per cortesia. E non fate morali a dx e manca se non l’avete manco mai vista! La cannabis è vita, è speranza di un mondo meno inquinato e un’alternativa energetica. Se fosse legalizzata, il primo risultato sarebbe un crollo dei consumi, così come avvenuto in Olanda e California. E, tassandola, ci permetterebbe di uscire dalla crisi in quanto ci creerebbero molti posti di lavoro e si risparmierebbero miliardi di spese di polizia e carcerarie. Chi dice che non esistono effetti medici, semplicemente parla per sentito dire o riferisce qualcosa che “ha sentito” da amici. O è in malafede, come Giovanardi e Serpelloni. Andrea.

  43. tato tripodo scrive:

    tutti i farmaci possono essere dannosi. vanno assunti con moderazione e solo dietro prescrizione medica. alcuni farmaci possono avere anche effetti collaterali molto gravi come la morte. se ne consiglia l’uso solo se necessario.

Che ne pensi? Commenta!

top