#Hitlerwasright accanto a #PrayforGaza

#Hitlerwasright? Non è uno scherzo “antifascista” liberal come quello che bollava i “nazisti dell’Illinois” nel film The Blues Brothers. Su Twitter sono comparsi allineati, su account di ispirazione pro palestinese, hashtag nazisti come #hitlerwasright #hitlerdidnothingwrong accanto a #PRAYFORGAZA. Con tanto di effige storica del dittatore nazista. Subito è partita una petizione agli amministratori di Twitter per censurare anche questa forma di discorsi d’odio. Quelli che un tempo scrivevano oscenità sulle pareti dei cessi hanno coi Social media una gigantesca possibilità di farsi vedere. Basterebbe non seguirli o bannarli.

Ma l’hate speech non è un tema da sottovalutare e va piuttosto combattuto spiegando e combattendo le radici della malattia. In non poche occasioni il frame comunicativo “Israele come i Nazisti” viene allineato a Hitler-non-aveva-tutti-i-torti dai Nazisti di tutti gli Illinois del mondo. Nel mondo arabo tuttavia questo “meme” razzista ha prodotto danni tragici e si fonda, ahimè, su una base storica. Ci fu innanzitutto l’esempio del Gran Muftì di Gerusalemme, Haji Amin Al Husseini, che si incontrò con Hitler. Il Muftì strinse poi rapporti con Mussolini e chiamò a raccolta nella divisione Handzar i giovani musulmani accanto alle truppe hitleriane. Vi furono pogrom (a Bagdad) e altre persecuzioni anti ebraiche. Le ragioni di tipo strumentale in chiave anti inglese, il patto che avrebbe dovuto scongiurare la nascita dello Stato di Israele, si accompagnarono via via anche a predicazioni ideologiche, alla traduzione e diffusione del Mein Kampf. Himmler riconosceva all’Islam un potenziale anti ebraico importante. Tutte vicende scritte nei libri di storia e riassunte bene da Silvana de Mario qui.

Queste radici mefitiche hanno attraversato nel dopo guerra anche il nazionalismo arabo di ispirazione pseudo socialista e hanno portato alla rete Odessa e alla collaborazione tra criminali nazisti sfuggiti alla giustizia e l’Egitto di Nasser e Sadat. Mentre una parte della sinistra si preoccupa solo di non essere “scambiata” per antisemita per poter restare anti-sionista. Nessun sostenitore di Israele, direbbe mai nemmeno dei regimi più retrivi del mondo arabo musulmano che sono Nazisti. Ogni democratico sincero sa cosa è il nazismo, sa cosa è la democrazia e la difende anche dai nemici interni, ma sa anche che la mala pianta dell’antisemitismo si è diffusa anche grazie alla menzogna, alla confusione e alle esasperazioni ideologico totalitarie. Dal Gran Muftì di Gerusalemme agli antisionisti di casa nostra. Da quelli della Südtiroler Kameradschaftsring che se la ridono a Dachau o fino al filosofo Vattimo che sostiene che Israele è peggio dei Nazisti. L’imbecillità è pericolosa e va combattuta sempre. #Vattimowaswrong come Hitler
Massimo Micucci