LA DIPLOMAZIA DEL CETRIOLO

Duecento milioni di euro, secondo la Coldiretti questo è il valore complessivo delle esportazioni europee di prodotti agroalimentari  bloccate dall’embargo russo del 7 agosto con cui Mosca ha risposto alle sanzioni di Stati Uniti e Unione europea, a seguito dell’aggravarsi della crisi ucraina.

Ad essere colpiti dallo stop decretato dalla Russia sono frutta, vegetali, carne, pesce, latte e prodotti caseari provenienti da Usa, Ue, Canada, Australia e Norvegia ma anche calzature, capi di abbigliamento e pelletteria prodotti in Europa e negli Stati Uniti, nonché le alte tecnologie adoperate nel settore dell’estrazione petrolifera.

Le gravissime ripercussioni sulle diverse filiere produttive colpite hanno scatenato le preoccupazioni dei rappresentanti dei diversi comparti che si sono appellati ai decisori nazionali ed europei. I danni provocati dalla crisi russo-ucraina aggravano uno scenario già drammatico:  il crollo dei prezzi delle pesche e delle nettarine, dovuto alle avversità atmosferiche e alla sovrapproduzione. L’Unione Europea ha risposto con le misure di sostegno temporanee eccezionali, ritenute,  dagli imprenditori agricoli, “inefficaci” e soprattutto “tardive”.

Data l’importanza del settore agroalimentare per l’economia italiana, i costi dell’embargo e delle sanzioni alla Russia sono stati oggetto di numerose interrogazioni parlamentari presentate da Gruppi del Partito democratico, del Movimento 5 stelle, della Lega Nord e Autonomie e di Fratelli d’Italia -Alleanza Nazionale.

Secondo quanto riferito dal Ministro dello Sviluppo Economico alla Camera, in risposta ad un’interrogazione presentata dalla Lega, la perdita di valore per l’export italiano stimabile ad oggi è di circa 100 milioni di euro ma “non si escludono, da parte russa, ampliamenti delle sanzioni”.  La Guidi ha poi ricordato che “per i settori colpiti dall’embargo la Commissione Ue ha già deciso un pacchetto di aiuti di 125 milioni di euro della PAC per il finanziamento dei ritiri dal mercato e mancata raccolta di frutta e verdura.
In totale “le misure di sostegno ammonteranno a 29,7 milioni di euro per i ritiri dal mercato e 3 milioni di euro per le misure di promozione” su altri mercati esteri. Sennonché il programma di aiuti varato da poco è stato già sospeso dalla Commissione, dato che le misure provvisorie avevano superato il budget disponibile. Il nuovo programma della DG Agri, in arrivo tra qualche giorno, dovrebbe essere più mirato e definire i volumi ammissibili Paese per Paese anche in base alle quantità esportate in Russia per ogni prodotto.

Venticinque anni dopo la caduta del Muro di Berlino, Europa e Russia stanno attraversando la più grave crisi politica e diplomatica dalla Guerra Fredda. Alle provocazioni dei governi di Kiev e Mosca, l’Europa, e l’Italia in linea con essa, cerca di rispondere attraverso la mediazione e il dialogo, non solo tra le parti coinvolte, ma anche tra gli stati membri e i loro interessi particolari. Le sanzioni, concepite come uno strumento reversibile di pressione diplomatica, hanno lo scopo di innalzare, fino allo sfinimento, i costi del conflitto per le parti, invitandole al negoziato. In un momento di grave crisi economica, con un’Italia in recessione, la politica estera è, per una volta, tornata al centro delle nostre priorità.

Thelma&Louise