dicembre 2014

Che cosa avrei chiesto io a Renzi nella conferenza stampa di fine anno. Parla Claudio Velardi

(Edoardo Petti per Formiche.net) Il giornalista ed esperto di comunicazione istituzionale, notoriamente renziano, ritiene politico l’ottimismo del premier. E non teme interventi giudiziari nella partita per il Colle. Una conversazione sulla conferenza stampa di fine anno del presidente del Consiglio… “Nel 2014 è stata compiuta in Italia una rivoluzione copernicana, grazie al mutamento del ritmo...

La guerra dei nominati contro Renzi

La guerriglia dei nominados anti-Renzi è a tutto campo. Vogliono mandarlo in minoranza ovunque sia possibile. Non solo sulla legge elettorale e sul bicameralismo. Nonostante le bugie che raccontano quelli della minoranza PD, tramontato il Fidel de la Montagna e i suoi Barbudos, Civati e i Bersanos vogliono combattere casa per casa. Spesso la spuntano per maggiore esperienza, perché non c’è più un...

Riprendiamoci Caprarica e Giulietto Chiesa. Ma non Gratis

Tutti e due vengono dall’Unità, giornale fondato -anche per loro [N.d.a.]- da Antonio Gramsci. Insomma sono cadetti della Nunziatella del comunismo italiano. Giulietto Chiesa è quello dei due che non ha mai mollato: s’è ripassato tutti i movimenti radicali del post comunismo pur di non separarsi dalle torri del Cremlino. Fu giovane comunista, poi scarsamente euro-comunista. Maturò, sempre...

Sul Colle, Renzi o vince o perde: intervista a Claudio Velardi

“Non ci sono pareggi. Questa sarà, per il premier, la battaglia definitiva”. Un’intervista a Claudio Velardi su ItaliaOggi del 17/12/2014. Con un tweet puntuto sulle Olimpiadi, l’altroieri sera Claudio Velardi ha gettato un sasso nello stagno del pessimismo dei commentatori, degli analisti e degli osservatori di cose politiche, uscendo dal coro di biasimi e lazzi contro Matteo...

Come presiedere la Repubblica Italiana. Una guida pratica

Amici, si avvicina il momento in cui il nostro paese sarà chiamato a scegliere un nuovo capo dello Stato e tutti voi ci starete sicuramente facendo un pensierino. A differenza di quanto accade in altri paesi, infatti, dove per diventare capo dello Stato è necessario essere una persona seria, qui da noi a questa carica può accedere un po’ chiunque: golpisti e sottosegretari fascisti, avvinazzati...